Russia, Putin e il Terzo Presidente

Ne te quaesiveris extra, Oh Mater Russia! - Non cercarti al di fuori di te stessa, Madre Russia.
Osservatorio del Dr. Woland: Ci occupiamo di Russia e dei paesi dell'ex area sovietica. Ce ne occupiamo a titolo amatoriale,
saltuario e senza alcuna pretesa di seguire l'incalzare degli eventi. A questo punto forse vi state domandando che senso ha leggerci...
(Russia, Putin, Politovaskaja e amici vari)


Pubblicato dal 2003 in Bologna.
giovedì, maggio 08, 2008

Se ne va per finta.

Oggi Medevedev è diventato ufficialmente il terzo presidente della Russia. Senza indugio, e come primo suo atto, ha inviato alla Duma la candidatura di Putin come primo ministro. "Tutto è già deciso e tutto sta seguendo un percorso già deciso da tempo" - annunca soddisfatta la portavoce della Russia Unita, il partito di governo. Dichiarazione di una certa gravità per un paese democratico da cui uscirebbe un parlamento "notaio" che mette ubbidiente timbri su decisioni presi altrove e da organi non prevvisti dalla costituzione.

Inizia il putismo, l'era di Putin senza Putin. Non metterà, Putin, il ritratto del terzo presidente russo Medvedev nel suo ufficio come vuole la tradizione. Il putismo è l'arte della imitazione. Imitazione della democrazia, imitazione della libertà di parola, imitazione di partiti e movimenti. Da oggi, imitazione del Presidente della Russia. Il ruolo c'è, ma deciderà - c'è da giurarci - non più di quanto decide Napolitano in Italia.

Scenari futuri? Il putismo è legato alle sorti di una persona: Putin. Putinismo finirà con Putin, come lo stalinismo è finito con Stalin, l'era breznevniana con Breznev e la perestroica direttamente con la fine dello Stato.

Il Putinismo ha tratti di peronismo. Ha solidi basi nell'appoggio popolare perciò non ricorre alle armi per autosostenersi. Ma l'appoggio popolare è volatile per definizione, e allora le armi potrebbero sopperire come i manganelli durante le marce della opposizione sopperiscono ad una Costituzione pasticciata e inutile.

Il Putinismo trae linfa economica dai prezzi record di petrolio e gas. Ma la manna dal cielo non viene reinvestita per creare un tessuto economico radicato e duraturo, ovvero industrie internazionalmente concorrenziali. Non viene incentivato un ambiente imprenditoriale moderno libero dalla corruzione e dallo capriccio dello Stato. Agli investitori torna in mente la sorte toccata alla Yukos e ai contratti della BP e EDF buttati a calci in culo in barba ai contratti e obblighi di parte.

Il Putinismo vive l'apice del suo successo ma è volatile quanto le basi su cui si poggia.

Auguri, Presidente Medvedev.

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categorie: elezioni, russia, putin, medvedev, putinismo
sabato, aprile 12, 2008

Brindisi coi Vini moldavi

Per la prima volta in sette anni il presidente della Moldavia Voronin ha incontrato il capo della autoproclamata repubblica della Trasnistria. Quest'ultima è una regione della moldavia a maggioranza russa che si è autoproclamata indipendente nel 1991 dopo il crollo dell'unione sovietica. La proclamazione non è stata riconosciuta a livello internazionale e portò anche ad un breve ma virulento conflitto con l'esercito regolare moldavo, finito in una disastrosa sconfitta di quest'ultimo.

Igor Smirnov (foto) è il presidente della Repubblica Moldava della Transistria (sito ufficiale) si rappresenta come un campione di lotta per la libertà e la democrazia del suo popolo; dalla capitale della moldavia viene invece dipinto come un mafioso attorniato da una cricca di corrotti e che ha creato un territorio di diffusa illegalità usata come base per traffici di armi e droga.

La Moldavia ha efficacemente riusciuta ad isolare la transnistria dopo la vittoria della opposizione arancione nella confinante ucraina. Di concerto col governo ucraino la Repubblica della Transinistria è stata de facto isolata e sottoposta ad un ferreo controllo doganale e ad un salato regime di dazii.

Ora la Russia è scesa sul campo costringendo la Moldavia a incontrare e a riprendere i negoziati con la Transnistria. Smirnov riferisce a Interfax di aver ricevuto la telefonata di Lavrov, il ministro degli esteri russo, che lo appostrofò: "Voronin [presidente della moldavia n.d.a] la chiamerà dopo che avrò messo giù la cornetta. Ha intenzione di incontrarlo?" "Sì, va bene" gli rispose racconta Smirnov. Fu così, al telefono, che fu combinato il primo incontro fra le parti dopo 7 anni di trattative congelate e pericolose escalation.

Da evidenziare che le trattive sono riprese dopo la riapertura delle frontiere russe al vino moldavo seguito ad un blocco che minacciava di strangolare l'economica della povera Moldavia. Non è idea balzana immaginare che la riapertura con la filo russa transnistria era fra le condizioni imposte alla moldavia (per altro mai note) per l'apertura commerciale delle frontiere.

La Russia mantiene basi militari nella autoproclamata repubblica.

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categorie: moldavia, transdnistria, pmr
giovedì, aprile 10, 2008

La lunga via crucis dei democratici russi continua. La strategia, se così si può chiamarla, di andare a spicciolata alle ultime presidenziali è finita in modo disastroso e non solo per colpa delle elezioni truccate dal "regime". I liberali e i democratici da Kasparov in giù sono una minoranza nel paese. Questo hanno dimostrato le ultime elezioni. Putin invece ha la maggioranza. Ovvio che non tutto ciò che vuole la maggioranza è il meglio. In questo caso la minoranza democratica è il bene per la Russia ma se continua nella pratica di autolesionismo come alle ultime due consultazioni, le speranze di sopravvivere si riduranno a lumicino. Non si parla nemmeno di vincere, si parla di sopravvivere.

Ok, la bastonata l'hanno presa. Tre partiti esclusi dalle liste elettorali, Bukovskij escluso, ovviamente il regime non ha agevolato l'avventura democratica nè bisognava aspettarselo. Ma anche i democratici ci hanno messo di loro. Il Fronte democratico tanto sbandierato ha perso pezzi a destra e a sinistra proprio prima del voto, la litigiosità e i personalismi personali hanno fatto da padrone, le marce di protesta sono degenerati in lita con la polizia (che la cercava, d'accordo, ma non si è fatto nulla per non cadere nella provocazione), Kasianov ha presentato le liste con firme false etc etc etc.

Non ci siamo.

Ora si riprova a ricomporre i pezzi del fronte democratico con l'assemblea del 5 aprile di San Pietroburgo. I presupposti sono sempre gli stessi, leader di statura mancano, dove sono le garanzie che non la storia non si ripete? Prevvisione facile: un fronte unico di opposizione in Russia non si farà per i prossimi 5 anni. Almeno.

Il 5 aprile a San Pietroburgo c'erano tutti. Bukovskij, Jabloko, SPS, Fronte Civico, Kasparov e tutta la miriade di sigle, siglette, movimenti. Tutti d'accordo sulla deriva autoritaria della Russia, tutti d'accordo che Putin è cattivo. Fin qui facile. Ma appena si inizierà a parlare delle liste elettorali che fine faranno tutti i buoni propositi sulla lotta fino all'ultimo sangue per la democrazia e sulla "Russia che vogliamo lasciare ai nostri figli"?

Ecco che fine farà: "Di fatto in questo paese se si tenessero elezioni liberi vincerebbero i comunisti estremisti di Limonov" dichiara Garry Kasparov.

Finitela di sospettarvi gli uni l'altri. E fatelo sto cazzo di partito unico. Sennò al prossimo congresso sciogliamoci e dichiariamo che la partita per contrastare la deriva autoritaria del paese è persa.

Sarà più onesto.

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venerdì, marzo 21, 2008

Il KOSOVO ve lo faremmo pagare...

Si scaldano gli animi in Georgia dopo l'uscita del governo Russo che si è detto <<pronto a riconoscere l'indipendeza della Abkhazia>>. La mossa era evidentemente propagandistica e seguiva il riconoscimento del Kosovo da parte dell'Europa e USA. Altretanto polemica e propagandista la risposta della Nino Burdzanadze, presidente del parlamento georgiano e facente funzione del capo di stato. La signora ha dichiarato che un eventuale riconoscimento dell'indipendenza della Abkhazia da parte della Russia sarà considerata come una dichiarazione di guerra.

Nino Burdzanadze sabato ha dichiarato <<Se le autorità russe faranno questo passo [riconoscere l'indipendenza dell'Abkhazia] ciò sarà una diretta dichiarazione di guerra alla Georgia e una occupazione del nostro paese>>

Il ministro degli esteri della Abkhazia il sig. Serghei Shamba ha definito le dichiarazioni della signora "senza senso". <<Non è chiaro a chi sono indirizzate queste minacce - ha detto il ministro dell'Abkhazia - se alla Russia si tratta di una buffonata. Se alla Abkhazia allora vorrei ricordare come sono finiti i tentativi di occupazione georgiana nel 1992,1998 e nel 2001>>.

Shamba ha continuato <<Continueremmo a pretendere che il precedente del Kosovo abbia il suo peso. In questo caso il processo di riconoscimento dell'Abkhazia ha la strada spianata. La nostra situazione è analoga a quella del Kosovo e abbiamo gli stessi diritti a chiedere il riconoscimento dell'indipendenza. Abbiamo dalla nostra sia l'esperienza che il diritto internazionale in questo campo>>.

Di parere opposto l'ex ministro georgiano per questioni regionali Georgij Hadaraev che nell'intervista alla Nezavisimaia Gazeta ha dichiarato: <<Non ci credo che la Russia riconoscerà l'indipendenza della Abkhazia e della Ossetia del Sud. A favore di questa sciagurata scelta non esiste una sola argomentazione logica. Mosca già ha tutto ciò che le serve in questa regione: ha il controllo politico, militare ed economico. Riconoscere formalmente una indipendenza che de facto esiste già non le darà nulla di concreto in più, invece avrà grossi gratacapi nelle proprie regioni dove serpeggia il separatismo>>.

Intanto Mosca fa finta di non centrare nulla. Un ingenuoamente stupito rappresentante russo a New York presso le Nazioni Unite ha dichiarato che <<Mosca è preoccupata per la crescente ondata di rivendicazioni separatiste al seguito del riconoscimento del Kosovo>>. Mosca sarà anche preoccupata, però promettere di riconoscere unilateralmente le varie indipendenze caucasiche non aiuta a diminuire "la crescente ondata di rivendicazioni separatiste". Forse le fomenta.

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categorie: russia, georgia, abkhazia
lunedì, marzo 10, 2008

Anche l'Abkazia chiede ( per l'ennesima volta) l'indipendenza.

Brutta settimana per la Georgia. Dopo l'Ossetia del Sud (leggi sotto) anche l'Abkazia ha chiesto "alla comunità mondiale" di riconoscere l'indipendenza.

Mosca gioca al gatto e al topo con l'Europa faccendo trapellare in via ufficiosa di essere pronta a riconoscere l'Abkazia, e per concrettizzare la cosa ha levato oggi le sanzioni economiche contro l'autoproclamata repubblica.

Pronta la reazione europea per bocca del Commissario per gli Affari Esteri Benita Ferrero Waldner  <<desta preoccupazione e allarme l'evidente intenzione della Russia di riconoscere l'Abkahzia>>.

Dubbito che la Russia riconosca l'indipendenza dell'Abkhazia: la Signora può stare tranquilla. Riconoscere l'Abkhazia per i russi equivale a darsi una zappa sui piedi in Cecenia, per esempio.

L'atteggiamento è l'equivalente diplomatico al lanciare il sasso e ritirare la mano.

La Waldner ha ribadito ai russi che l'Unione sosterrà sempre l'integralità territoriale della Georgia.

La Georgia dal canto suo con toni aggressivi ha accusato la Russia di fomentare separtismi col suo atteggiamento irresponsabile.

Dopo l'indipendenza unilaterale del Kosovo, il governo Russo ammoniva in più occasioni che ciò sarebbe stato un precedente. La Russia da tempo sostiene diverse cause indipendentiste in Moldavia con la Transdnistria; in Georgia con Abkhazia e l'Ossetia.

In nessun di queste cause il supporto russo si è mai spinto al sostegno completo politico ed economico di una indipendenza effettiva, nè la Russia desidera aprire questi vasi di pandora.

Ciò che è probabile che stiamo assistendo ad un ricatto psicologico dell'Occidente dopo lo schiaffo subito con l'indipendenza del Kosovo. Si solleva un po' di chiasso giusto per dire il "l'avevamo detto".

La situazione si sgonfierà da sola.

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categorie: kosovo, russia, georgia, abhkazia, ossetia
martedì, marzo 04, 2008

Abbiamo già il logo...

L'OSSETIA del SUD vuole imitare il precedente del Kosovo

Come da copione l'Ossezia del Sud, una regione della Georgia, di fatto indipendente da 17 anni e non riconosciuta da nessuno, ha chiesta la separazione "sul modello di quello del Kosovo". Il cosidetto parlamento dell'Ossezia ha votato una risoluzione in cui si chiede all'ONU di riconoscerne l'indipendenza.

A differenza del Kosovo, l'Ossezia l'indipendenza l'aveva già proclamata, nell'indifferenza generale.

Nel appello del parlamento si ricorda che al referendum del 2006, avvenuto in presenza di osservatori internazionali, il 99% di votanti si è espresso per l'indipendenza. 

L'Ossezia del Sud è composta per la maggiore parte dai russi a cui Mosca ha concesso la doppia cittadinanza. La Georgia non ha mai riconosciuto l'indipendenza della regione, tentando più volte di riacquistarne militariamente il controllo.

Anche la Transnistria, riferisce la BBC, ha fatto anticipare la propria intenzione di usare "il precedente del Kosovo" per sancire la propria separazione dalla Moldavia.

p.s. curiosità.

FOTO.Ministro della Informazione dell'Ossezia del Sud.

Nessuno si ricorda più quello iracheno di Saddam? quello che informava sugli americani respinti avendo un carro armato americano proprio dietro le spalle?

postato da: Serghei24 alle ore 23:32 | link | commenti (1) | commenti (1)
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sabato, febbraio 23, 2008

La democrazia e Goya

Nonostante condivida al 100% la tua opinione sul clima politico russo e sul ruolo di Putin (dall'arroganza nella politica energetica alle pressioni sui paesi ex-sovietici e potrei andare avanti ancora per un po...) lancio una idea che sfida le mie, e forse, le tue convinzioni: e se la democrazia non fosse la strada ideale per tutti i Paesi?

Time riconosce che Putin ha dato una svolta allo sviluppo della Russia ("uomo dell'anno"), la Cina si espressa piu' volte contro l'intervento occidentale in Africa spiegando che importare la democrazia ha causato piu' danni che benefici. Di certo non abbiamo molti esempi che possano smentire questa posizione.
  Anonimo

Sì, è una riflessione seria. Penso che non è un nuovo fardello dell'uomo bianco esportare la democrazia; sopratutto se non è richiesto in loco.

Aggiungo una riflessione sulla russia. Si delinea una tendenza di fondo: i cosidetti riformatori democratici moderni iniziando dallo zar Alessandro II, il conte Vitte, il conte Stolipin, passando per Gorbaciov per citarne alcuni. Tutti furono i cosidetti liberali dei loro tempi. Tutti odiati e derisi, i primi tre fra l'altro anche uccisi. La Russia ha esaltato nel suo amore genuinamente popolare invece figure spietate e di pugno di ferro. Ivan il terribile, Ekaterina II, Pietro il Grande, Nicola I, Alessandro III e poi Josif Stalin visto come il più grande politico di tutti i tempi da un terzo dei russi.

Per amore del cielo, non voglio paragonare Putin alle tutto sommato grandi figure del passato, ma la storia si ripete. I moderati come Javlinskij sono derisi, uomini di potere accentratore come Putin esaltati.

Come non si cerchi, ne cercato storicamente, di forzare la Russia sui binari civili della democrazia occidentale, Lei ostinatamente deraglia. Sembra quasi che nella russia genuinamente popolare, del prondo interno, pulsa una forza oscura e grotesca di volere essere perenemente violentata dal bruto di turno.

A me la Russia moderna, fa venire in mente i quadri di Goya. Con le facce grotesche che spuntano dove meno te lo aspetti. Una associazione freudiana.

postato da: Serghei24 alle ore 11:07 | link | commenti (2) | commenti (2)
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giovedì, febbraio 14, 2008

«Atto unilaterale e immorale. Ma voi europei non vi vergognate?»

Putin dichiara che l'indipendenza del Kosovo è un atto immorale ed illegale. Chiede se "gli europei non si vergognano". No, gli europei non si vergognano per riconoscere la libera autoderminazione dei popoli. Gli europei non si vergognano per aver incentivato la creazione di uno stato - pur con dei limiti - democratico. Gli europei non si vergognano per aver gestito la crisi kosovara con metodi diversi rispetto a quelli ceceni. Avere lezioni da Putin sulla moralità e la vergogna, questa è l'unica vergogna.
postato da: Serghei24 alle ore 13:16 | link | commenti (6) | commenti (6)
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Chi sono

Blogger: Serghei24
studente di scienze della comunicazione a bologna, 24 anni. Animo sensibile, fra i personaggi pubblici preferiti, Putin Vladimir Vladimirovich, un politico galantuomo che - spero proprio - non faccia anche il terzo mandato.


Chi è Dr. Woland? Personaggio del Maestro e Margherita di Bulgakov, osservatore della Russia stalinista mentre è intenta a costruire la società più razionale della terra, che nega l’esistenza di Dio,e dunque, di lui stesso, l'antogonista per eccellenza del Creatore,il Diavolo in persona.

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