Russia, Putin e il Terzo Presidente

Ne te quaesiveris extra, Oh Mater Russia! - Non cercarti al di fuori di te stessa, Madre Russia.
Osservatorio del Dr. Woland: Ci occupiamo di Russia e dei paesi dell'ex area sovietica. Ce ne occupiamo a titolo amatoriale,
saltuario e senza alcuna pretesa di seguire l'incalzare degli eventi. A questo punto forse vi state domandando che senso ha leggerci...
(Russia, Putin, Politovaskaja e amici vari)


Pubblicato dal 2003 in Bologna.
mercoledì, marzo 31, 2004

Vladimir, l'Orso Yog...

Vladimir, l'Orso Yoghi e la birra.

 

 

 

 

 

 

Non so quanti ne sono ancora interessanti -l'agenda setting dei media ha già preso un'altra strada (eh,eh si vede chi fa scienze della comunicazione ) - ma l'amico ufficiale di questo blog, Vladimir Putin, ieri ha svelato un arcano: perchè la nomina di Michail Fradkov al Primo Ministro? La domanda è interessante, e si è posta da subito, angosciando la stampa internazionale: Michail F. era universalmente ignoto al mondo, e universalmente noto a tutti gli evasori fiscali russi, come quell'Orso Yoghi che è a capo della Finanza. Lo chiamavano proprio cosi: l'Orso Yoghi.

Una nomina a sorpresa per tutti, lui compreso, come ha riconosciuto candido. (Ehi Bubu, guarda un po': siamo al governo). Ieri a Izvestia, Putin ha deciso di spiegare la scelta, e la Russia si è precipitata a comprare Izvestia, Fradkov incluso.

No, non è che sia competente o un organizzatore...come dice?... mediatore...carsimatico... no nemmeno... no, è piuttosto che è umile....ecco: è umile. L'ho scelto perchè è umile. Pensi: quando abbiamo sciolto la Finanza, e l'accorpato al Ministero degli Interni, io lo chiamai e gli chiesi: "Michail, tu come Capo, pensi che il paese ci perda qualcosa? Solo onestamente, per favore." Lui ci pensò su un minuto, poi mi fa: " Beh, se onestamente: no, non ci perde nulla." Ecco che uomo è: indifferente alle poltrone. E poi sa dove manda i suoi bambini? In una scuola pubblica! Ci pensi...

Grazie Vladimir, per il pettegolezzo. Ci penseremo su: è una promessa. Prima però corriamo a nascondere il cestino della merenda.

Segnalazione flash: Vladimir P. firma la legge sul divieto di cortei e manifestazioni davanti ai Palazzi del Governo. Per non colpestare le aiuole, speriamo. E cosi le immagini come quella della foto (due cartelli, primo: voglio mangiare; secondo, un vecchio classico delle manifestazioni sovietiche: date al popolo la birra) passano, col diritto di precedenza , nell'immaginario colletivo.

L'avete nascosto, il cestino della merenda?

Post Scriptum: managgia, era cosi bella la foto. C'erano due tizi con due cartelli cosi belli. Poi MN.ru, decise di sostituirli con questo poliziotto, col cartello *No allo Stato di Polizia*. Managgia, non mi va nemmeno di correggere il post: me ne torno a vedere la seconda puntata di Amelie sul DVD. Saluti e baci.





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martedì, marzo 30, 2004

Cesare Battisti /2. ...

Cesare Battisti /2.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le Monde riprende le vicende giudiziari-diplomatici di Cesare Battisti. Si ritirano fuori le vecchie dichiarazioni di D'Alema e Veltroni, che condannano gli intellettuali francesi. Si riprendono le interviste agli intellettuali francesi, che condannano D'Alema e Veltroni. L'unico che sembra sfuggire a una condanna, è Battisti.







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domenica, marzo 28, 2004

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Uno come Bush è diventato Presidente,

 

 

 

 

 

e a uno come me hanno chiesto di fare l'assessore. E' un comune piccolo, e peggio di quei altri non saprai fare - mi hanno detto. Non sapevo se ringraziare per la fiducia, o cambiare seduta stante il comune di residenza. Poi nel sonno mi è apparso Bush e ho capito il messaggio. E' un mondo di larghe possibilità, il nostro. Per tutti.



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domenica, marzo 28, 2004

Lotta al Terrorismo/...

Lotta al Terrorismo/2. "Come Vincerlo".

Havrier Solana, l'alto rappresentante dell'Unione Europea per la politica Estera, scrive una lettera aperta a Izvestia, per fare il punto sulla situazione.

Havrier Solana ha una soluzione. E per comunicarla, prende carta e penna,e scrive una lettera aperta a Izvestia - uno dei più prestigiosi quotidiani moscoviti. ( laddove *prestigioso*, non sta per *indipendente*)

Bisogna unirsi tutti in un'unica - e condivisa - lotta comune senza quartiere contro il terrorismo, scrive. Un'utile alliterazione per le orecchie di Cremlino, che da mesi dimostra - con una rinovata foga - la propira adesione a una lotta senza quartiere, in Cecenia. A suo modo, sono tuti d'accordo. Ma in un dialogo fra i sordi. (sull'argomento, segnalo un ottimo sito ingiustamente sottovalutato, CeceniaSOS).

Estratti:

Il secondo punto che vorrei trattare, è che noi dobbiamo tenere in conto gli fattori, e le circostanze, che producano il terrorismo. Non abbiamo nessuna ragione per giustificarlo, come non abbiamo nessuna ragione per ignorarne le radici. Ad esempio il fanatismo religioso, largamente al di fuori di ogni contesto politico. Il terreno più fertile al terrorismo, è rappresentato in genere dalle persone profondamente infelici della propria condizione. E se le loro richeste sono giuste, e c'è la possibilità di dimostrarli attenzione e disponibilità, bisogna farlo. [...]

Ed infine il terzo punto. Tutti noi [europei ed i russi, N.d.R.] dobbiamo diffendere le nostre regole democratiche, diffendendo i valori che ci sono cari. Gettare la società nella paura e nella paralisi - questo vogliono i terroristi. La miglore arma per contrastarli - è la nostra fede nei valori della democrazia.

Sbaglia colui chi pensa, che i terroristi hanno sottomesso l'Europa. Il giorno dopo la strage di Madrid, ero per la strada in mezzo a due milioni di persone. E ho visto: nessuna fra quelle persone aveva paura. Si sono uniti davanti al volto del terrorismo per difendere la Democrazia, a loro tanta cara, e onorare la memoria dei concittadini morti.

Loro, gli elettori spagnoli, sono andati a votare, milioni in più rispetto alle ultime consultazioni. E anche questo fatto, testimonia il loro coraggio.

Noi tutti, comprendiamo, che la lotta non sarà facile, e che gli terroristi non si arrenderanno facilmente. Che innanzi a noi ci sono vittorie e sconfitte. Le vittorie, non ci dovranno dare l'illusione della tranquillità; le sconfitte, gettarci nel panico.

E' impressionante, quanto il Terzo Punto di Solana, faccia eco ai discorsi di Putin. E c'è qua la democrazia da diffendere, e ci sono le vittorie e le sconfitte. Eppure quanto è diverso quello che hanno in mente. La grande contradizione del rapporto Russo-Europeo, è tutta qui.


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venerdì, marzo 26, 2004

Lotta al Terrorismo,...

Lotta al Terrorismo, alla Russa.

 

 

 

 

 

 

 

La lotta al terrorismo è ormai nell'agenda di tutti i governi del pianeta. Da Washington a Madrid, da Roma a Tel Aviv, da Londra a Manila - i governi, aumentano i fondi, fanno le pulizie nei servizi d'intelligence, chiedono preventivi per video sorveglianza.

Anche a Mosca - per non essere da meno - ci si riunisce davanti alle bottigliette d'acqua, qualche photo opportunity con la faccia greve, un po' di parata in divisa, comunicati stampa. Si chiede alla Televisione di creare un po ' di atmosfera: si manda in onda intriganti fiction, come la recente Spetnaz [spedisco cassette, a chi ne fa richiesta: è una prova schiacciante] dove muscolosi rambo, sigaretta in bocca, occhi semichiusi, lottano contro i terroristi ceceni sempre sul punto di far saltare qualche asilo nido.

Mentre, da noi, le casalinghe si appassionano a Cento Vetrine.

Poi c'è il lato operativo, della lotta: quello in cui si arresta. Dio benedica Kgb-Fsb.

Kommersant riporta, lo scontro diplomatico con Qatar, per l'arresto del campione Olimpico di lotta libera Ibad Achmed. Sembra che, all'aeroporto, si siano confusi con i nomi o pronuncia. Ibad si è fatto due giorni di galera, a Lefertovo - la premiata prigione di Kgb-Fsb, con la sua ambasciata che gli passava acqua e arance, prima di evitare, per uno soffio, lo scontro diplomatico.

"Giuro che non metterò mai più un piede, in Russia" - ha giurato inviperito alla partenza. Che fai, rubi la battuta ai ceceni? - sarebbe la risposta, a occhi rigorosamente semichiusi, del rambo della fiction.

Scuse, e facce greve davanti alle telecamere. Ma la lotta non si fermerà, giurano.



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giovedì, marzo 25, 2004

Letture. Di Amy Chua...

Letture. Di Amy Chua, professoressa alla Yale University.

 

 

 

 

 

 

 

 

Perchè gli Stati Uniti d'America sono il paese più odiato al mondo? La domanda, posta da molti in questi tempi, in genere suona come preludio ad un'analisi della situazione attuale, che suona più meno cosi: un'oscena percentuale di abitanti del nostro pianeta muore di fame e malattie. Per tutta una serie di ragioni (su cui io sorvolo, ma di cui sicuramente un vostro amico vi renderà minuziosamente conto), gli Stati Uniti - che sono il mattone fondante dell'ordine mondiale - ne sono responsabili. Anzi ne sono straresponsabili, col aggravante che vogliono mantenere tutto costi quel che costi, consolidando il loro ordine mondiale. Sti' stronzi.

Al poveraccio - morto di fame, impotente - non resta che odiare profondamente questa ingiustizia sociale, e il suo guardiano. E in queste acque, poi, nascono e si nutrono, consensi a quella abdicazione dall'essere umano, che è il terrorismo.

Il discorso non mi convince: troppa sicurezza nel attribuire le colpe. Laddove certe colpe - gli interventi umanitari, ad esempio - non li definirei nemmeno cosi. Ma su questo sono sempre pronto ad un dibattito.

La domanda, invece, Perchè buona parte del mondo odia gli Stati Uniti d'America? A mio avviso è stata ben posta. E non ha ricevuto risposta soddisfacente, dai nostri American Entusiastic Italians (detti amichevolmente, si intende). Far le spalucce, non sposta di una virgola il dato.

Per questo gli Filo Americani americani, prendono di petto la questione e ipotizzano. Amy Chua, intellettuale finissima, nel suo libro dal titolo significativo, L'età dell'odio, propone un'acuta risposta, non senza scattare prima una realistica polaroid della situazione:

La manifestazione di tale astio presenta notevoli gradi di intensità, che vanno dai benevoli brontolii dei burocrati francesi sui cattivi film e il cattivo cibo alle alleanze strategiche tra Russia e Cina fino al terrorismo. Al pari della pulizia etnica dei tutsi in Ruanda, l'assassinio di 3.000 innocenti perpetrato da alcuni kamikaze sul suolo statunitense è stato l'espressione massima dell'odio di gruppo.

Lo stralcio più interessante del libro, è stato ripreso in Italia da Virgilio. Spero che stimoli un dibattito anche nella blogosfera: penso ai vari 1972 e I Love America. Perchè, altrimenti, diagnostico una sindrome da Elefante in stanza (modo americano di dire, a proposito).

Parliamo del tempo, parliamo del lavoro, parliamo di tutto eccetto che dell'Elefante in stanza. Amy Chua ha iniziato...




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mercoledì, marzo 24, 2004

A proposito di Idioz...

A proposito di Idiozie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scusate, ma stamattina si vede che mi sono alzato male. Colgo solo cose tipo queste: un comune inglese ha catalogato, per legge, nuotare sulla schiena come un sport pericoloso, e come tale lo ha bandito dalla piscina comunale.

Un serio dibattito con Matt, su quanto è pericoloso farlo, mangiando il pollo tikka masala. Il Comune dovrebbe inizare di occuparsi anche di queste cose. E seriamente.

 

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mercoledì, marzo 24, 2004

Mio Dio, a parlare m...

Mio Dio, a parlare male di Putin, ci si dimentica che idiozia c'è dall'altra parte.

Hakameda, ne è un buon esempio. La letterina è bella, autoindulgente al punto giusto. Però anche chiamare alla raccolta tutti agli artisti al slogan "Hakameda Presidente", e poi, in convention davanti a un migliaio di persone, dichiarare: "Però, non so. Ci devo ancora pensare", ed essere giustamente fischiata al urlo "buffone, buffone".

Oppure fare lo spot per la tv, seduta in un lussuoso jet privato, con portatile sulle ginocchie, e lo champagne al fresco. Lo slogan: "Lavoriamo per voi". In un paese con oltre la metà di popolazione che si sfama con tre dollari al giorno; e che viene subito prima del Congo, per la corruzione, la si può definire solo in un modo: un amara presa per il culo.

Squsitamente comunista- sovietico, tu vai a lavorare, io ti rappresento. Io, mangio e bevo tutti i giorni, mi sposto quotidianamente in aereo, quando ci incrociamo per strada, ti devi spostare davanti al mio corteo. I russi hanno un fiuto affinato da 70 anni di socialismo reale. Settant'anni di reale idiozia.

 

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venerdì, marzo 19, 2004

Lettera aperta ai Ci...

Lettera aperta ai Cittadini Russi, Vittime del Terrorismo di Stato.
di Anna Hakameda, leader del SPS. Con Jabloko di Javlinskij, le uniche forze di opposizione.

In esclusiva traduzione italiana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 12 gennaio di questo anno, i cittadini Russi che hanno perso i loro cari, nelle esplosioni delle abitazioni a Mosca, nel 1999; e durante l'occupazione del teatro Dubrovka nel 2002, si sono rivolti a tutti i candidati al seggio del Presidente, con la richiesta di aiutarli a far emergere la verit¨¤ e punire i colpevoli della morte di innocenti cittadini.

 

Nella petizione, indirizzata fra l'altro anche al Presidente in carica, è contenuta un'accusa diretta alle autorità, accusate di un deliberato insabbiamento della verità, e delle responsabilità del presidente Putin nella morte degli ostaggi, in quanto "ha personalmente emesso l'ordine di usare il gas a Dubrovka".

Come valutare, d'altronde, le seguenti dichiarazioni del sig. Putin? Come definire questo, se non un trarre in inganno l'opinione pubblica di tutto il mondo?

Rispondendo a una domanda del giornalista del Washington Post, subito prima della sua partenza per gli USA, Putin ha letteralmente dichiarato: " La causa della morte di queste persone non ¨¨ il gas, in quanto era innocuo. Era innocuo, e non poteva causare nessuna sorte di conseguenza sulle persone...e noi possiamo dire, che durante le operazioni di salvataggio nessun ostaggio ha riportato conseguenze."

 

Penso che sia largamente noto che, mentre al Cremlino tremavano, e non per la vita delle persone, ma per la paura di perdere la potere, alcune persone si sono esposte per la vita degli ostaggi; e sono andati volontariamente dagli terroristi, per tentare di far rilasciare almeno i bambini.

 

Penso che sia largamente noto che, mentre al Cremlino tremavano, e non per la vita delle persone, ma per la paura di perdere la potere, alcune persone si sono esposte per la vita degli ostaggi; e sono andati volontariamente dagli terroristi, per tentare di far rilasciare almeno i bambini. Ringrazio Dio, che io, donna e madre di due bambini, ho trovato, il coraggio della volontà di recarmi alla trattativa con gli terroristi.

 

Non ho mai raccontato pubblicamente quello che vidi in quel teatro. E soprattutto della reazione del Presidente al mio tentativo di salvare i bambini. Non ne ho mai parlato, perché mi illudevo, che il sig. Putin avrebbe aiutato, prima o poi, a ristabilire la verità e fare il mea culpa per la sua scelta di usare gas mortali. Ma Putin tace e non risponde ai parenti delle vittime. Il Presidente Putin – ha fatto la propria scelta: i cittadini Russi non sanno la verità. Anche io ho fatto la mia scelta: raccontare la verità.

 

Al seguito delle mie trattative con i terroristi, a Dubrovka, sono giunta alla conculsione che i terroristi non pianificavano una strage, mentre il governo non era interessato nella salvezza dei prigionieri. […]

 

Non ho paura del terrorismo di stato. Mi rivolgo a voi – non abbiate paura nemmeno voi. I nostri figli devono crescere libere persone

 

La Dittatura non passerà!

 

La Vostra Irina Hakameda

 


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venerdì, marzo 19, 2004

L'esplosione era vol...

L'esplosione era voluta?

 

 

 

 

 

Progressi nell'indagine sull'esplosione di un condominio nel Archangelsk (qui post). Gazeta.ru raccoglie le dichiarazioni [russo] del sostituto procuratore Vladimir Zubrin. "E' indubbio colpa di una fuga del gas. Ma ci sono, ora, serie dubbi sulla intenzionalità del gesto".

Sempre fonti di Procura, parlano di volontà "di fare una strage", bensì con assoluta (?) sicurezza si esclude la pista di un attentato terroristico.

Il numero definitvo delle vittime è di 58 persone, di cui 9 bambini.

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venerdì, marzo 19, 2004

Italy vs. Brazil - (...

Italy vs. Brazil - (not the world cup).


 

 

 

 

 

 

 

 

Fortune di questa settimana segnala un episodio di vita vissuta del capitalismo nostrano, davvero illuminante. Sul filo del paradosso.

Da una parte c’è Brazil Telecom, la terza compagnia telefonica del Brasile, recentemente vincitrice di una gara d’appalto per il lancio dei servizi wireless a lungo raggio nel entroterra brasiliano.

 

Dall’altra: Telecom Italia, suo principale e diretto concorrente nel settore dei servizi wireless. Nonché suo principale azionista.

 

Qualcuno si è perso? Sicuramente, lo è Carla Cico (foto), di Varese, CEO di Brazil Telecom.

 

Oltre che dipendente di Telecom Italia.

 

Anatel, l’Autorità di Garanzia delle Telecomunicazioni brasiliana, ha imposto ai due competitori di sciogliere questo impaccio, entro il giugno 2005. Nel frattempo, Brazil Telecom ha la licenza per continuare ad operare come operatore di servizi cellulari.

 

La concorrenza si chiama TIM.

 

Della Seta, capo per operazioni in Latino America, di Telecom Italia, non ci sta. “Per gli investitori, è una grande opportunità la nostra presenza in Brazil Telecom”.

 

E intanto, ha interrotto tutti i rapporti con Citigroup, colpevole di essere investitore dell’altro azionista di Brazil Telecom, CVC Opportunity. Puzza troppo di concorrenza.

 

Sciò, siamo Telecom Italia.


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giovedì, marzo 18, 2004

    &n...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

- No Armi di Distruzione di Massa
- Vittime Americane Quotidiane
- Pessima Pianificazione Post Guerra
- Costi Massicci
- Nessun Collegamento con Al Qaida

Ora l'Iraq è un problema.






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giovedì, marzo 18, 2004

Da questo episodi...

Da questo episodio storico – post qui, subito sotto – prende inzio il libro di Betsy Prioleau, con un’unica tesi di fondo: se una donna vuole conquistare un uomo potente (e non – aggiungerei io) la sua migliore arma è il cervello, non il corpo o la civetteria.

 

Una sana cannonata su un modello femminile cosi di voga oggi. Donne che ragionano di aver favori nel ambito lavorativo, e non, sfoggiando la loro eccessiva femminilità. Con il corollario che l’uomo è una meta-scimmia in preda agli istinti ormonali.

 

O Donne che, per la serata, si curano oltremodo: cappelli lisciati fino all’immobilità, vestiti di una moda improbabile (battuta di un noto comico: chi la veste, un clown daltonico, forse?), profumi che stordiscono.

 

Cosi, la sera, non esci con una personalità, bensi con una copertina di Novelle Vogue.


 


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giovedì, marzo 18, 2004

Seductress. ...

Seductress.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cleopatra è la più classica fra le adescatrice, che la storia ci abbia tramandato. Per sedurre Cesare – si racconta – si nascose in un tappeto, ed entrò, nascosta in un carro, nel suo palazzo. Diventandone la notte stessa l’amante.

 

Racconta Betsy Prioleau, autorice di "Seductress: Women Who Ravished the World and Their Lost Art of Love,"

 

"Hollywood got [Cleopatra] all wrong. Short and zaftig, she resembled Elizabeth Taylor only in cup size. She looked more like a 'before' plastic surgery profile: a low beetling brow, a large hooked nose and a wide, thin-lipped mouth."

Hollywood ci dette una Cleopatra tutta sbagliata. Bassa e rotondetta, assomigliava più a Elizabeth Taylor in versione coppa. Ricordava quei profili “prima” di un intervento di chirurgia plastica: la fronte cascante, un grande naso ad uncino e una bocca larga, dalle labbra sottili”.

 

Allora come ci riuscì, questa ragazza appena diciottenne, a sedurre l’uomo più potente e desiderato del mondo? Circondato da bellissime donne, e non solo: essendo bissessuale, anche da una nutrita compagnia di bei ragazzacci. Aveva 56 anni, ed aveva tutto.

 

Poi arrivò lei, più cane che donna, come la definisce Plutarca. E lo conquistò.

 

Ci riuscì usando il cervello”, sostiene Prioleau al Salon.com [inglese]; che, da donna, forse può portare anche un paio di esempi, per avvollorare la tesi. “Il modo con cui Cleopatra conquistò Cesare, è strabiliante” – continua.

 

She rolled out and barraged Caesar with such a stream of charming conversation -- a 'charm offensive' through language. She addressed him in perfect Latin. Then perfect Greek. She told him jokes. Stories. Displayed her magnificent erudition. She was a brilliant women. She wrote a tract on weights and measurements, of all things. She was happiest in a library. It was said she had a 'voluptuous' love of learning.”

 

Caio Giulio, ne rimase affascinato.


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mercoledì, marzo 17, 2004

Succede anche Questo...

Succede anche Questo.

 

 

 

 

 

 

 

La polizia, in tenuta antisommossa, deve irrompere in una chiese, affinche il nuovo parrocco possa prendere il suo esercizio. I parrocchiani, sembra, non erano d'accordo.

Ma Dio, sì.


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martedì, marzo 16, 2004

Espolode un condomin...

Espolode un condominio in Russia.

 

 

 

 

 

 

 

Esplosione di un condominio in Russia, città di Arhangelsk, riporta alla memoria i terribili attentati di matrice cecena, a Mosca nel 1999. 27 morti e 15 feriti, il bilancio provvisorio: mancano all'appello ancora 20 persone. Lite, fra gli amministratori pubblici, sul numero degli abitanti della palazzina. La prefettura dichiara che nei suoi elenchi, i residenti sono 73, secondo il Comune, invece, 58.

Non è ancora certe nessuna pista. Anche se Newsru.com [in russo] parla probabilmente di un incidente: due uomini avrebbero asportato alcuni tubi e viti del gas, per poi rivenderli.

In certi frangenti, si arriva a sperare che sia vero.


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