Russia, Putin e il Terzo Presidente

Ne te quaesiveris extra, Oh Mater Russia! - Non cercarti al di fuori di te stessa, Madre Russia.
Osservatorio del Dr. Woland: Ci occupiamo di Russia e dei paesi dell'ex area sovietica. Ce ne occupiamo a titolo amatoriale,
saltuario e senza alcuna pretesa di seguire l'incalzare degli eventi. A questo punto forse vi state domandando che senso ha leggerci...
(Russia, Putin, Politovaskaja e amici vari)


Pubblicato dal 2003 in Bologna.
venerdì, aprile 30, 2004

McGown. ...

McGown.

 

 

 

 

 

 

Mi sono sempre domandato perchè in Italia non si vede mai gente, che un giorno si alza e decide di far rotolare una noce col naso, fino alla residenza del Primo Ministro. Come forma di protesta contro la guerra. Oppure di rimanere in sospeso sul pilone di un ponte, per un mese, chiuso in una teca di vetro. Ammirato pure dal Presidente Americano di turno, in visita.

Oggi, mi sono risposto. McGown (un inglese: ma da qualche parte bisognerrà pur iniziare) dopo aver legato, con la corda, unaa tv al proprio orecchio, se l'ha trascinata per mezza Milano. Destinazione: il quartiere generale della Fininvest. Scopo dichiarato: protestare contro il conflitto di interessi di Berlusconi.

Dunque, succede anche in Italia che la gente la mattina si alza, e pensa a questo genere di cose. Semplicemente da noi, in tv, non se ne parla. Come volevasi dimostrare, potrebbe commentare McGown. Non appena gli smette di duolere l'orecchio, certo.

Potrebbe essere un modo, questo, per avvicinare la gente alla politica. I politologi se ne dovrebbero occupare, prima o poi. Vedere un McGown che si trascina un tubo catodico per Milano e di fianco un banchetto dei Comunisti Italiani sullo stesso tema, non pone domande su chi sensibilizza di più i passanti. (suggerimento: non i Comunisti Italiani).

I politici nostrani, che vogliano stare al passo coi tempi, sono avvisati: che si puliscano le orecchie.

 

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giovedì, aprile 29, 2004

DallEmilia.  ...

Dall’Emilia.

 

Bella giornata, niente da eccepire. Riunione nella sede del Ulivo per fare il punto sulla campagna elettorale. Bella e luminosa la tavernetta, con le porte finestre spalancate e gli uccellini che cantano.

 

Arrivo dopo aver letto gli ultimi bilanci di stanziamenti per la cultura. Una strage: hanno tagliato con maccete, urlando forse come dei boscaioli canadesi. Interessante: se non investiamo nella nostra identità, dove lo dovremmo fare? Obbiettivamente questa legislatura abbiamo (hanno) sperperato oceani di soldi in consulenze di dubbia utilità. Per il paese. E lasciamo dietro un buco di quattro milioni di euro. Se non fossimo in piena Emilia, dove ci voterebbero anche se candidassimo un cavolo cappuccio a sindaco, dovremo fare la valigia. E invece non la facciamo: questa campagna elettorale è più prevedibile di un orologio svizzero. Ci danno in testa col sessanta per cento.

 

Perciò, in mancanza d’altro, ci appassioniamo sul colore del simbolo (un torre rossa, per compiacere gli ex comunisti; su uno sfondo azzurro, per gli ex democristiani; con un campo verde, per gli non ancora ex verdi). Sui caratteri tipografici e il colore dei volantini da distribuire, poi, abbiamo litigato.

 

Per il mio manifesto, il coordinatore teorizza: “noi cerchiamo la continuità, dobbiamo rivendicare i risultati”. Non sembra un esperto di marketing.

 

Col grafico raggiungiamo subito un compromesso, e mandiamo la bozza in sede. Dopo un po’ il coordinatore telefona, incazzato, sul cellulare: “cos’è uno scherzo?”. “No – gli dico – l’hai voluta te la continuità, no?”. “Hai anche detto che dobbiamo cercare di rivendicare la bravura degli altri.” Niente da fare: il progetto è stato bocciato.

 

C’ero io, sorridente, e sotto la scritta: “Tale e quale ad altri”.

 

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mercoledì, aprile 28, 2004

Mark Fiore e Angelo ...

Mark Fiore e Angelo Panebianco dicono in modo diverso, le stesse cose. Di tanto in tanto, me ne accorgo.

http://www.markfiore.com/animation/quiz.swf

 

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mercoledì, aprile 28, 2004

Annotazioni Tecniche...

Annotazioni Tecniche.

Virtual mi segnala che non appaio col link, quando lascio i commenti. (No, non è voluto). Ho fatto un paio di esperimenti e ho scoperto - magari a qualcuno può tornare utile - che se avete iscritto un blog alla vostra lista dei preferiti, i vostri commenti, su quel blog, saranno visualizzati senza link. Perchè? Quarto mistero di Fatima.

(Virtual, eri nei miei preferiti: per questo non appariva il link).

Perciò, ho cancellato tutta la mia lista dei blog preferiti, fra cui c'era wind, mmo, azioneparallela, il salotto etc. O meglio l'ho trasferito nel bookmark di Explorer. Non è una vendetta trasversale: è solo una sporca tattica promozionale.

P.S. ve la ricordate la storia dei coniglietti canori? Sarà probabilmente segnalata da un free press da tavola, Il Resto Mancia. Come dire: la stampa se ne occupa, anche se lo fa, da sotto i piatti e le posate. (andate a vedere sul sito, come viene distribuito). Però, se ne occupa. Scappo.


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lunedì, aprile 26, 2004

No? E perchè mai... ...

No? E perchè mai...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ne Marx ne Lenin hanno mai parlato e scritto sul pacifismo, o sulla questione palestinese (e non potevano d’altronde). E perché allora essere di sinistra porta ad essere pacifisti e pro palestinesi? Da dove saltano fuori questi dogmi?

 

A dire il vero – mi avete colto in castagna ;-) – sulla prima hanno scritto. Chi ha studiato Lenin sa anche cosa: “La violenza non è solo ammissibile ma talvolta è utile”. Poi teorizzo il concetto del Terrore Rosso. Lo vogliamo chiamare pacifismo ante littere?

 

La questione palestinese, quando nacque, fu gestita dall’Unione Sovietica in un modo opportunistico e con entrambi occhi alla guerra fredda. Il problema di un popolo senza terra non ha mai toccato minimamente nessun comunista al Cremlino. In Africa e Asia succedeva di peggio, e se noi, oggi, non manifestiamo sulle sorti di qualche tribu africana in contesa territoriale, è perché la sedicente lotta capitalismo – comunismo ha scelto altri lidi. Il medioriente, appunto.

 

L’Unione Sovietica inizialmente non aveva pregiudiziali contro Israele, anzi, dette un contributo fondamentale alla sua nascita. Poi non appena fu chiaro che il nuovo stato stava lentamente scivolando nella sfera d’influenza americana, l’Unione Sovietica – come era scritto nelle regole del gioco – si guardò intorno per vedere chi opporci. Ed ecco la nascita del mito del popolo palestinese.

 

Questo e altro, lo racconta Gromyko nel suo ormai classico “La politica estera dell’Unione Sovietica”. Gromyco (caro Mmo, lo so che te lo stai chiedendo) fu per l’Unione Sovietica quello che Kissinger fu per gli Stati Uniti: un decano della politica estera. Gromyko, da ministro degli esteri, è stato un tipico rappresentante del paradosso quando persone assai intelligenti gestiscono un colossale fallimento. Consiglio a tutti una rilettura del suo libro.

 

Però, la sindrome da caccia alle streghe è sempre in agguato. Leggiamo il sovietologo Robert Conquest, sulla nascita del movimento pacifista:

Il leitmotiv della manovra intrapresa dai sovietici nei riguardi dell'opinione pubblica occidentale era la «Pace». [...] ogni discorso, ogni libro, ogni trasmissione, ogni articolo in cui un occidentale rendesse note le vicende dello stalinismo, venivano additati come minacce alla pace. Furono anche lanciate «campagne per la Pace» di vaste proporzioni, con azioni dimostrative, raduni di massa, polemiche condotte mediante la radio e gli organi di stampa. (p. 187)

 

La paura della guerra [...] indusse molta gente a credere [...] che i propri governi potessero evitare il conflitto attuando politiche che compiacessero il governo sovietico; e in molti casi maturò addirittura la convinzione che alla dissuasione fosse preferibile la resa. [...] già nel 1944 Milovan Gilas, allora principale esponente del comunismo iugoslavo, si sentì dire da un generale sovietico: «Quando il comunismo si sarà affermato in tutto il mondo, allora la guerra conoscerà un ultimo giro di vite». [...] Nel 1956 in Ungheria si ebbe il primo scontro aperto tra due governi a guida comunista [...]. Nel 1968 la Russia comunista invase la Cecoslovacchia comunista; e l'anno seguente lungo il fiume Ussuri si registrarono vere e proprie battaglie tra la Russia comunista e la Cina comunista e si sfiorò la guerra nucleare totale. Nel 1978 scoppiò il conflitto che oppose il Vietnam comunista alla Cambogia comunista; e poco dopo fu la volta degli scontri tra il Vietnam e la Cina. Come aveva detto Gilas il generale sovietico, alla fine le varie correnti e le varie fazioni del comunismo «[avrebbero] inizi[ato] una sconsiderata distruzione del genere umano con il pretesto di dare all'umanità una maggiore "felicità"». Red and dead, insomma. (p. 189-190)

[A proposito di guerra fredda e negoziati] A un certo punto, vedemmo la leadership sovietica affermare pretestuosamente che se le sue richieste non fossero state accolte, al Cremlino avrebbero preso il sopravvento gli esponenti della linea dura [...]. L’argomento [...] equivale a dire: «se non mi date spontaneamente quel che voglio, chi mi succederà lo prenderà con la forza». (p. 203)

[...] i negoziati con l'URSS erano distorti non solo dalla presenza di sostenitori dei sovietici tra l'elettorato occidentale, ma anche da errori di prospettiva all'interno del nostro corpo diplomatico e nelle nostre compagini di governo. (p. 208)

Conquest non mi è mai piacciuto. Troppo comunista nel far storia, paradossalmente. Solo dall'altro versante. Ha cosi chiara la divisione fra chi è buono e chi è cattivo, copiata pari pari dalla storiografia sovietica, forse, a forza di studiarla?

 

Poi quando si tratta di additare e vedere dei secondi (e pericolosi?) fini, con chi magari non si condivide una visione, mi mette sempre sull'allerta. Abbiamo dato per settant'anni dei mascalzoni e traditori a chi non la pensava come noi, e non vorrei continuare a farlo per altri settanta.

 

E poi che i ragazzi sono in buona fede, e non al soldo di qualche grande vecchio, lo possiamo verificare con un piccolo esperimento. Prendetene uno e chiedetegli chi è Gromyko (che obbiettivamente è l'ideatore del movimento pacifista occidentale, l'ha ammesso nelle sue memorie). Ci scometto il blog che non l'ha mai sentito nominare, ne mai letto. Per qualsiasi ideale combatte è un ideale suo, in cui crede genuinamente.

 

E questo l'ha riconosciuto anche Gromyko, da grande galantuomo che era.

 

Anche se questo riconoscimento, lo concedo, può suonare un po' sinistro.

 

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venerdì, aprile 23, 2004

Caro Kim, ti scrivon...

Caro Kim, ti scrivono

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(foto intera: http://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/3651705.stm., Bisogna ricorrere al satellite, per avere una foto dell'incidente: è di per sè profondamente simbolico)

 

Personalmente a me, questa gente piace. La gente che si iscrive all'Associazione Italia - Corea del Nord, ad esempio. Dopo che il terribile incidente ferroviario di ieri, è trapelato fuori, siamo tornati a ricordare che esiste ancora sulla terra questa piccola svizzera del terrore. Esiste ed è viva e vegeta, forse più dei suoi sfortunati cittadini.

 

Perché c’è gente che nasce cittadina della Grande Repubblica Democratica Popolare del Nord, e c'è gente che si va ad iscriversi alla Associazione amicizia Italo – Grande Repubblica Democratica Popolare del Nord. Io, questa gente, la voglio conoscere. Li voglio guardare in faccia. Entrare nelle loro case, vedere cosa leggano, dove lavorano, cosa mangiano. E sopratutto che infanzia hanno avuto.

 

Frequentare gente ragionevole e assennata, è tranquillizzante. Frequentare gli idioti, è divertente.

 

(Tranquillizzo subito gli Amici della Associazione Italo – Grande Repubblica Democratica Popolare del Nord: non vi sto offendendo, non mi permetterei mai. Semplicemente dico che se siete intelligenti - lo mascherate bene.)

 

Per la Redazione di Splinder: con queste perenni manutenzioni della piatforma, non si può più bloggare in pace. Volete che vi iscrivo d’ufficio all’Associazione Italo – Repubblica Democratica Popolare etc, che non vede l'ora di riempire la vostra cassetta postale con chili di brochure informative sul grande Kim? Eh, volete forse questo? Vi manderanno anche gli inviti per le inaugurazioni di tutte le centrale elettriche, allevamenti di muche e fabbriche di testate nucleari. E se non parteciperete: si offenderano.

Bologna, Italia

Per l' occasione dell' anniversario del Grande Leader Kim Il Sung, vorrei comunicare, tramite il nostro Delegato Ufficiale in Italia, alla leadership coreana Democratica, Popolare, Repubblicana, i miei migliori auguri per la vittoria finale dell' idea del Juche in tutto il mondo. Sotto la guida del Caro Leader Kim Jong-Il.
Lunga vita alla pace, all' indipendenza, al socialismo!

Fabrizio Fiorini

(Per l'occasione, i miei migliori auguri per una rapida guarigione. Sotto la guida di un buon medico. S24)

****

Nel giorno in cui ricordiamo la figura del grande leader Kim Il Sung, spero
che ogni sincero antimperialista possa unirsi nella solidarietà militante
che ci lega alla Repubblica Popolare Democratica di Corea e al suo eroico
popolo; di fronte ai nuovi e terribili piani di dominio atlantici, la difesa
della sovranità e del socialismo coreano devono e possono rappresentare
per tutti una trincea inespugnabile.
Onore al grande leader Kim Il Sung e lunga vita al Supremo Comandante Kim Jong Il!

Francesco Di Lorenzi

(non mi dire che in Italia hai il diritto di voto. Ti prego, dimmi di no, ti pregoo, S24)

******

In occasione della celebrazione del 15 aprile, cogliamo l' occasione per inviare al presidente Kim Jong Il e alla dirigenza della RPDC i nostri più sentiti auguri rivoluzionari, consapevoli degli sforzi enormi che da mezzo secolo la RPDC sta sostenendo per realizzare una forma originale di socialismo e per resistere ai tentativi di destabilizzazione a opera dell' imperialismo, principalmente quello nordamericano. La resistenza della RPDC, a tredici anni di distanza dal crollo della prima esperienza di socialismo nei paesi dell 'Europa Orientale, fornisce un' importante linfa a tutte le nazioni, i popoli, i partiti e le organizzazioni progressiste che oggi si battono contro la guerra, l' unipolarismo e le manovre yankee, per una pace durevole e giusta e un nuovo modello di sviluppo. Modello che non può che ispirarsi ai principi del socialismo. (vedasi l'Albania. S24)

Reggio Calabria (Italia), 8 aprile 2003

Omar Minniti, Daniele Minniti

 








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mercoledì, aprile 21, 2004

Dovreste smettere di...

Dovreste smettere di leggere questi blog monotematici, una buona volta .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Spagna si ritira dall’Iraq. Gli Americani sono da giorni asserragliati sul pianerottolo del ullah Al Sadr. Un sacco di gente generosamente elargisce maledizioni e minacce al mondo occidentale (di cui anche i pacifisti fanno parte, se non erro), e i tre ostaggi italiani sono ancora tali: ostaggi.

 

E', dunque, per me il momento migliore – un vero mago della tempistica – di introdurre il mio argomento.

 

Abbiamo parlato l’altro ieri dei conigli, scopritosi occulti sostenitori di Putin [v. sotto]. Oggi vediamo nel dettaglio cosa ascoltano i russi, quando non sono presi dal strappare i chip musicali ai conigli. La cosa è stata riportata da diversi blog (e giornali) stranieri, ma in Italia, per quello che ho visto, il fenomeno è rimasto ancora ignorato. Iniziamo noi.

 

Subito poco prima delle ultime elezioni parlamentari – pura concidenza, non fate i dietrologhi - ha avuto un immenso successo il solito gruppo musicale pop. Quel genere di gruppi, dove permane sempre il forte sospetto che le cantanti, l'anno prima, il provino per il coro dell'Antoniano l'hanno in ogni caso tentato. E ora sculettano e ansimano su Mtv.

 

Le nostre sono due ragazze: i “Cantano Insieme”, il nome del gruppo. Il loro brano ha un titolo socialmente impegnato: "Voglio un uomo come Putin". Testo (estratto):

Il mio ragazzo si è ancora cacciato nei guai

Ha fatto a botte, e ha ingerito Dio sa quale merda,

Non ne posso più di lui, e l’ho mollato

E ora ne voglio uno come Putin

 

Uno come Putin, pieno di forze

Uno come Putin, che non beve

Uno come Putin, che mi protegge

Uno come Putin, che non sparisce

Trallala. Bellino, che ne dite... Un passo oltre Anastacia.

Ecco l'mp3 (grazie, Olessia) per i più curiosi, con la versione disco: (ebbene sì, lo mandano anche in discoteca.) Non è l’unico gruppo impegnato socialmente, ma è stato il primo ed ancora il più noto. C'è ne anche uno rock, già bandito, che mi piace assai (come musica), nome: "Ammazzate quel Presidente". Momentaneamente indagato per apologia del reato.

Indagherei anche i Cantano Insieme: per apologia della deficenza. Cronica, per giunta.

 

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sabato, aprile 17, 2004

Niente Conigli dai C...

Niente Conigli dai Cappelli, pozalusta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Diciamolo subito, che il più simpatico rimane sempre lui: Mohammed Saeed al Sahaf, l’ex ministro dell’informazione irachena.

Colui che negava l’avanzata americana fino all’ultimo, ormai ridotto a tenere conferenze stampe per la strada. Questo farsesco personaggio si è rivelato l’unico serio in un regime che non ha mai rischiato seriamente di esserlo.

 

Un professionista nel suo genere.

 

Ha fatto il suo lavoro fino all’ultimo, lui. Lui c’era ancora, a negare l’evidenza, quando gli altri se ne erano scappati a gambe levate – dopo aver lanciato per mesi messaggi di martirio e di resistenza fino all’ultimo sangue. La storia fece il suo corso e un’azienda americana ha avuto la brillante idea di vendere i suoi pupazzetti, con tanto di frasi, tirando la cordicina. “Gli Americani arretrano”, è la preferita.

 

Anche in Russia il business va a gonfie vele. Accantonato il vecchio modello del culto di personalità – viso accigliato, coi baffi – oggi ci si affida ai coniglietti canori.

Chiediamolo, ad esempio, ai genitori di un asilo nido di Ekatemburg (ex Stalingrado). Ai loro figli, per le feste natalizie, Babbo Natale ha regalato dei soffici coniglietti di peluche. Molto soffici, orecchiuti e loquaci: pigiando il cuoricino, deliziavano il pargolo canticchiando la famosa hit (ne parliamo fra un po’) “Voglio un Uomo come Putin”.

 

I genitori hanno protestato. Come si fa a distribuire gadget politici a bambini di soli quattro anni? Accusata di indottrinamento, la direzione dell’Asilo, ha tentato di giustificarsi negando di aver mai conosciuto le idee politiche dei coniglietti. E’ roba ordinata in Cina, hanno dichiarato mostrando le fatture. Saranno cinesi ma cantano in un russo perfetto – hanno controbattuto al Comitato dei Genitori.

 

La cosa è finita così: il Comitato Genitori ha organizzato per conto suo la raccolta di tutti gli orecchiuti mammiferi e, armati con le pinze, hanno selvaggiamente levato loro i chip musicali.

 

Cosi fu che le note di “Voglio un uomo come Putin” sono finiti a riempire i cestini e non i cervelli. Ma questa è un’altra storia.

 

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venerdì, aprile 16, 2004

Siamo tutti Italiani...

Siamo tutti Italiani.

Non saprei dirlo meglio, non ci provo nemmeno. Wind Rose Hotel lo ha espresso per me e, penso, per tutti noi.

 

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mercoledì, aprile 14, 2004

LUltimo spenga la l...

L’Ultimo spenga la luce.