Storie.
Immagini che ne riportano tante altre alla memoria, quelle trasmesse dalle tv e dalle foto a colori sulle prime pagine dei giornali. Stessi occhi di bambini spaventati che fissano l’obbiettivo. Stessi fogliettini appiccicati con le foto dei propri cari dispersi.
E nel mezzo di storie che nascono tanti piccoli, nuovi eroi. Come questo quattordicenne che ha convertito il proprio sito sui simpson in una bacheca per i parenti dei italiani dispersi.
Poi ci sono, anche, storie come queste. "Death is all around, but the band plays on for the tourist horde". Raro esempio dell'egoismo umano.
Corriere della Sera / Guardian
Risposta a Pucci (sarebbe giusto sgombare i blocchi a Kiev?) e una riflessione.

Pucci, come va/è andato il viaggio a Londra?
C'è da dividere il piano delle possibilità da quello della giustezza morale dei fatti. In un piano astruso, dell’ordine e della morale, Jankovich dovrebbe mettere la parole fine a questa paralesi selvaggia delle istituzioni del paese. La storia ci insegna che le rivoluzioni sono l'anticamera della tirrania e del abuso, il cui primo è preoccupante simbolo sono la nobiltà dei principii declamate mentre si taglia la testa al vecchio regime. Più sono nobili, più c'è da preoccuparsi.
Nel piano della dura realtà Jankovich, non ha altra scelta che finire i suoi giorni da politico, accontentandosi di essere un Primo Ministro ad honorem (il nome figura nella scheda dell'atlante De Agostini), ritirandosi magari in campagna a cacciare le quaglie. Altro che fare prove di forza.
Jankovich non ha alcuna autorità morale ne supporto a Kiev, è discreditato in patria e all’estero. Potesse farlo, l'ha avrebbe già sgombrato i blocchi, e non senza un certo gusto, conoscendo l'uomo. Ma è notizia certa che numerosi comandati dei reparti speciali hanno manifestato, più volte, l'intenzione di disobbedire se arrivasse un ordine del genere. Per "l’amor della patria", o per la prontezza nel servire il nuovo padrone, ciascuno lo giudichi in base al proprio idealismo.
Sgombrare con forza i blocchi a Kiev, adesso poi, sarebbe più cretino che tardivo. Se andava fatto, lo era qualche settimana addietro. Oggi sarebbe, da parte di un'amministrazione che non riesce più a disporre neanche della propria sala riunioni, solo ridicolo. Se proprio dovremmo sentire parlare ancora di Jankovich, sarà perchè avrà spinto il paese sull'orlo della secessione e non certo decongestionato il traffico a Kiev. Questo sarebbe un finale ben più addatto ad una storia ambientata in un paese dell'est.
è successo semplicemente questo. Jankovich pur avendo perduto le elezioni è ancora il primo ministro del paese, almeno finche il presidente in carica Kucma non gli revoca il mandato. E Kucma ha ben altro a cui pensare.
Finito le “vacanze” elettorali, Jankovich è tornato al proprio lavoro convocando un consiglio dei ministri. Jusenko l’ha preso come una provocazione, è andato in piazza e coi microfoni ha chiamato i proprio sostenitori a circondare il palazzo del governo impedendo l’entrata fisica dei ministri “abusivi”.
Flange di neonazisti della Nostra Ucraina, rasati e coi bomber neri (definti dal TIME "la parte oscura della rivoluzione arancione") sono stati i primi ad arrivare al palazzo del governo. Hanno ostruito il cancello del parcheggio con un minivan, mettendo in piedi un vero e proprio posto di blocco, con tanto di controllo dei documenti. La piazza è arrivata più tardi rumoreggiando coi coperchi delle pentole.
Jankovich non ha la pasta dell’eroe: ha emesso un comunicato in cui si annullava “la riunione dei ministri per oggi convocata”. Sui motivi, il comunicato, non si dilungava.
Il governo costituito (che piace o non piace è quello di Jankovich, almeno fino all’entrata in carica di Jusenko) non riesce più non a controllare il paese, ma neanche la propria sala riunioni.
Un episodio tutto sommato folcloristico, il colpo di coda della cosiddetta rivoluzione arancione.
p.s. raccogliamo l'invito di Avy per la solidarietà ai paesi dell'asia pacifica colpiti dall'immane tragedia. Nonostante le polemiche sulla presunta tircheria dell'occidente, contribuiamo, contribuimo e ancora contribuiamo.
Se non ci sente un Felice Anno Nuovo, anche per chi vive sulla Terra :)
E' andata come è andata.
La prima inattesa e in un certa misura simbolica, del fallito collaudo della navicella spaziale Ciclone-3 che non è riuscita a rilasciare i due satelliti di prova nella orbita geostazionaria. Ciclone-3 è il tentativo ucraino di inserirsi nel lucroso business del lancio dei satelliti commerciali. E’ in progettazione, infatti, il Ciclone-4 che avrebbe dovuto essere operativo fra qualche anno per lanci da una base spaziale brasiliana.
Ciclone-3 è un razzo di concezione sovietica (primo progetto del 1977) la cui idea è sfruttare la potenza asincronica (ovvero una sorte di staffetta fra i motori) di tre motori, ciascuno per la diversa altezza dell’atmosfera.
E’ stato appunto l’anticipato spegnimento del secondo motore, prima che il terzo si accendesse, a provocare un errore nell’angolo di inclinazione del Ciclone che ha perso cosi il treno per l’effetto molla del campo gravitazionale terrestre, precipitando miseramente nel mare. Splash.
Durante il lancio, da una base russa, gli ufficiali dell’agenzia spaziale ucraina sembra che erano di ritorno a casa per votare. Che dire: speriamo che abbiano trovato aperto.


(Staff and wire reports) – Shortly after three exit polls projected Viktor Yushchenko winning a commanding victory in the Dec. 26 presidential runoff election, a dejected-looking Prime Minister Viktor Yanukovych told reporters that "if we fail, we will form a strong opposition."
Yanukovych did not, however, concede defeat, saying "I am ready to lead the state," and hinted that he would challenge the results in the courts.
Meanwhile, tens of thousands of Yushchenko supporters gathered in Kyiv’s Independence Square, the site of last month’s mass protests, to celebrate the anticipated victory of their candidate. Many in the crowd wore orange, Yushchenko’s campaign color, and watched news reports on large television screens in the square. A giant banner hung near the stage, reading "Tak" or "Yes" - a Yushchenko campaign slogan.
Nuovi dati in arrivo dalla Comissione Elettorale Ucraina: 23% di schede scrutinate, invariati i margini dei due candidati. 57% per Jusenko, 38% per Jankovich. (RIA Novosti).
Una delle domande che mi sono venute in mente questa notte: ci hanno spiegato perchè la gente vota Jusenko, ma chi ci spiega quel 38% per Jankovich? E' troppo facile liquidarli con "i filo russi".

Dunque, Echo Moskvi: 17% di schede scrutinate, 57% a favore di Jusenko. Sempre in vantaggio Jusenko, ma Jankovich lo insegue spedito, battendo anche un record personale di 95% di bollettini nella regione filorussa di Donetzk.
Un centinaio di arancioni sta picchettando davanti alla sede del Comitato di Jankovich in Kiev, suonando il clackson. Nella piazza di indipendenza si attende l'arrivo di Jusenko per un de facto discorso di vittoria. sembra che, nel fratempo, si sta tenendo un corso sul sesso sicuro...
12% di schede scrutinate, Jusenko sempre in testa con 60% di vantaggio fra le schede fin'ora scrutinate. Ruslan la popolare cantante ventenne ucraina, vincitrice dell Euro Contest di quest'anno, dal palco della piazza indipendenza ha promesso di regalare a Jusenko una sciarpa arancione di 15 metri. Dal momento che la notizia era rimbalzata nel circuito di Interfax, ma senza il dettaglio che si trattava di una sciarpa, i due giornalisti su Radio Echo Moskvi sono andati dieci minuti avanti a fare ironia su cosa sarà questo regalo di 15 metri...
Salvati solo dalla bella musica :-)
Aggiornamenti.

Nella città a maggioranza russa di Donezk il 91% di bollettini, scrutinati fin'ora, sono a favore di Jankovich. (Interfax).
Echo Moskvi comunica che a questo momento lo spoglio è al 8% con quasi 61% a favore di Jusenko.
L'Unione Europea ha dichiarato che "le elezioni sono state corrette". La tv di stato russa, nella sua lunga diretta, lamenta invece numerosi casi di irregolarità.

L'editoriale del Kommersant di stamattina: <<L'Ucraina si prepara alla crisi>>, firmato da Andrej Cernikov, scuote sconsolamente la testa sospettando che "non finisce qui". Il lungo editoriale spiega la tattica che il candidato filo russo ha usato per prepararsi, almeno, una dignitosa sconfitta in questo terzo turno. Per la prima volta Jankovich è uscito per la strada fra la gente, laddove i primi turni li ha passati nei salotti dell'alta società.
Ha battuto il tasto sopratutto su quattro punti:
1. Si dichiara la vera opposizione al governo del "corrotto" Kucma. Che è come dire Jonathan del Grande Fratello è la cultura in opposizione alla tv spazzatura.
2. Jusenko è finanziato dagli yankee.
3. 14 milioni di persone hanno votato per lui, e non si può infischiarsi dell'opinione di cosi tanta gente.
4. Le modifiche alla legge elettorali sono illegali.
Aggiornamento: Mentre scrivo Radio Echo Moskvi annuncia la schiacciante maggioranza di Jusenko nei primi voti scrutinati dalla Commissione Elettorale. Sono andati a votare il 77% degli aventi diritto, contro 88% del turno scorso.
Early polls indicate Yushchenko win
Oppositon candidate Viktor Yushchenko led in all three exit polls tracking Sunday's presidential election in Ukraine.
Exit polls released just after the close of polling indicate that current prime minister Viktor Yanukovich had lost and Mr Yushchenko won the re-run of Ukraine's presidential election by a margin of approximately 15%.
Mr Yushchenko confidently predicted his victory shortly after voting this morning, telling reporters "I will win. That's 100%. I'm absolutely certain".
"Today, we will at last have a new president," opposition leader Yulia Tymoshenko told reporters. "It will be a beginning of a new era in Ukraine."
Exit polls during the first two rounds of the election had shown widely varying results, prompting questions about their validity. By contrast, today's exit polls remained stable throughout the day. One of these - for The Ukrainian Institute of Social Research and Social Monitoring Centre - showed Yushchenko winning with 58.1% of the vote and Prime Minister Viktor Yanukovich garnering 38.4%. The poll showed 3.5% of respondents voting for neither candidate, and the margin of error was 2%.
By 1300 GMT, the Central Election Commission reported a 55.2% turnout with 90% of Ukraine's precincts reporting. More than 33,000 polling stations in the country of 47 million people had remained open for 12 hours.
Mr Yushchenko, a former central bank chief and prime minister, wants to bring Ukraine closer to the west, while Mr Yanukovich, the current prime minister, emphasises closer ties with Russia as a means to maintain stability.
Another voter at the same precinct, Mykola Vladimirov, said he supported Mr Yanukovich because "the others will sell the country to Americans". "At least we now have a chance to live as independent people, but with him [Yushchenko] we will be no more than American slaves," he said.
Mr Yushchenko's face is badly scarred from dioxin poisoning that he blames on the Ukrainian authorities. His supporters have been camped out in a tent city on Kiev's main street, the Kreshchatyk, for the five weeks since Mr Yanukovych was named the winner of the fraudulent second round. The supreme court later annulled the results and ordered today's repeat vote, which is being monitored by 12,000 international observers.
Outgoing President Leonid Kuchma said he cast his ballot hoping the results will stick. "In my opinion, the one who loses should call and congratulate the winner ... and put an end to this prolonged election campaign."
"What we did during the last 30 days was a tribute to our ancestors," Mr Yushchenko told reporters after voting in Kiev's trade union building. "I know they are looking at us from heaven and they are applauding."
Casting his ballot at a different Kiev polling station with his wife Lyudmila, Mr Yanukovich said: "I voted for the future of Ukrainian people. I am waiting for Ukraine to make the right choice."
The election crisis has opened a rift between the Russian-speaking eastern regions, which largely back Yanukovych, and the cosmopolitan Kiev and the west, where Ukrainian nationalism runs deep and support for Yushchenko is high.
"I voted for Yanukovich because I am afraid of western extremists who will steal my pension," said Galina Zhelivo, 63, who cast her vote in the prime minister's eastern stronghold of Donetsk. The vote has also has thrown a spotlight on Ukrainians' starkly differing views of how to bring their nation into the 21st century.
Serhiy Shetchkov, 53, voted at Kiev's Music Conservatory, where election monitors vastly outnumbered the trickle of early morning voters. He said he cast his ballot for Yushchenko - "of course."
"He is an economist and that's what the country needs right now," he said after putting his pen-marked ballot into a transparent box. "I'm not as interested in all this talk about the European Union versus Russia. I'm interested in someone who can raise the standard of living, raise pensions, create more jobs."
Despite the huge presence of foreign observers, both campaigns complained of some violations. Yanukovich's campaign complained that Yushchenko campaign material was found near some voting booths. Yushchenko's headquarters, meanwhile, complained that the names of Ukrainians who had died were included on a voter list in Donetsk.
Yesterday Ukraine's constitutional court ruled against amendments passed earlier this month that would have allowed people with only certain disabilities to vote at home. It ordered that all who were unable to reach polling stations because of a disability or ill health should be allowed to vote at home.
The central election commission was required to implement the ruling - but it had less than 24 hours to register would-be voters and mobilise workers to bring ballot boxes to their homes.
Mr Yanukovich enjoys strong backing from elderly and disabled Ukrainians who saw their pensions raised twice during his time as prime minister, and he had pushed for the restrictions to be lifted, saying they would deprive millions of their right to vote.
But it was unclear if the ruling would help or hurt his prospects. His campaign workers had planned to ferry many homebound elderly people to the polls, and logistical concerns made it far from certain that more would get the chance to cast ballots from home under yesterday's rule changes.
"The court's decision 15 hours ahead of the vote was a bitter pill for democracy," Yushchenko said. "I asked all members of my staff to send their own cars to help the disabled to get to the polling stations."
Press Review.
C'è una certa coralità di interpretazione fra la stampa russa indipendente a proposito di quello che succederà domani. Tre giorni fa il progetto online Gazeta.ru, il portale su cui scrivono i migliori talenti del giornalismo russo, in un lungo editoriale lanciava seri e cirostanziati sospetti sulla manovra di Kucma, il presidente in carica, di godere fra i due che litigano.
I scenari prospettati dal giornale erano principalmente due: la Corte Suprema dichiara alla vigilia del voto incostituzionale qualche passaggio della nuova legge introdotta per permettere il terzo turno, stendendo in questo modo il tappetto rosso per futuri e aspri contestazioni da parte di Jankovich; e "costringendo" Kucma a rimanere presidente "a tempo indeterminato". Oppure in seguito alla proclamazione, ormai certa, di Jusenko vincitore, l'est del paese venga magistralmente pilotato verso il caos, sempre "costringendo" Kucma a dichiarare lo stato di emergenza rimando controvoglia "più a lungo" al servizio del paese.
In realtà, idea mia, questo scenario non è probabile. Pur effettivamente la Corte Suprema disconosciuto alla vigilia del voto alcuni passaggi - tutto sommato marginali - del legge elettorale, i rapporti fra Kucma, ormai interamente assorbito dalla preoccupazione di non finire la vecchia nei tribunali, e Jankovich sono del tutto deteriorati. Non agiscono più all'unisono, anzi uno ignora l'altro e l'altro da del "tiranno" al primo. Jankovich sembra ormai abbandonato alla sua sorte. Uno sorte del tutto ingenorosa, non cospirativa.
Prologo.
Ed eccoci qui ad assistere alla sfida di questo scontro finale, un po’ surreale e a tratti anche grottesco. Sul ring – nell’angolo sinistro – un insider della mafia politica locale reinventatosi con successo campione di liberismo e occidentalismo, la persona che i servizi segreti riescono ad avvelenare non di nascosto, magari plagiando la moglie in cucina, bensi invitandolo semplicemente a cena e servendogli una zuppa al gusto di medicinali. Che lui finisce tutta, magari ringraziando.
Dall’altra parte un visionario col cappotto, a cui la madonna appare nel sogno per rivelargli ciò che ad ogni ucraino è rivelato nella realtà di ogni giorno (e non dalle madonne, ma dai funzionari corrotti). Ciò che vivono in una dittatura corrotta ed inefficiente.
Mi scuso che non sono riuscito a seguire, per motivi famigliari, la giornata - dominata fra l'altro dal terribile maremoto nel pacifico- ma seguiremo con attenzione il spoglio delle schede.
Inizio aggiornamento spoglio delle schede.
Comunque vada, almeno una conquista la ha ottenuta, questa rivoluzione arancione. Diverse persone hanno scoperto dell'esistenza dell’Ucraina.
Buon Natale e Felice Anno Nuovo a Tutti!!!

Questo blog chiude per le vacanze. Fra gli auguri di natale, le compere, cene con gente con quale ceni solo sotto il natale, il lavoro e lo studio non riesco nemmeno ad arrivare alla tastiera del computer. Poi c’è il capodanno da passare, probabilmente, a Istanbul (e vederlo questo paese che freme dalla voglia di entrare nella UE) e una rilassante settimana bianca a sciare in Polonia.
Tutto questo mi ha convinto a prendere congedo da tutti i miei ventisette lettori a dopo l’Epifania dell’anno prossimo. Vi auguro di passare un sereno natale, con le persone a cui tenete di più e che tengano di più a voi. Vi auguro di passare un natale all’insegna della tranquillità e della fiducia per il domani. Vi auguro di passare il natale mangiando un buon pranzo e bevendo un buon vino.
Farò una piccolo eccezione per il 26, quando mi prenderò un giorno intero per il blog e per seguire le elezioni in Ucraina. Elezioni importantissimi e con un esito da molteplici riflessi. Perché un paese in ebollizione è proprio ciò che non ci vuole ai confini della nuova Europa. Al 26 per i supporters dell’Ucraina, all’anno nuovo per tutti gli altri.
Ancora i miei migliori auguri a tutti Voi.
Serghei24
Sta suonando: Shostakovich, Overture n.1, Russian Waltz. E' il mio modo per augurarvi Buon Natale.

Io c'ero. Ma fare a botte per Aldo Busi, che continuava a urlare lei non sa chi sono io, lei non sa chi sono io.Lo sappiamo, urlavano i no global: sei un busone. Sul perchè siamo finiti in rissa (c'è anche una bella galleria fotografica). Mentre con un collega buttavamo giù dalla balconata pezzi di torta in testa ai Cobas, scandendo Busi Busi Busi, l'ex assessore di Guazzoloca, ci indica urlando <ma quello là non è un assessore del centrosinistra da qualche parte
Dopo un po' il presidente della Sala Borsa spa sale su, scortato da una segretaria in minigonna, a salutarci. Ma avevo ancora le mani sporche di torta. E che cavolo vogliamo anche noi un po' della nostra ucraina :)
Ciampi invita i giornalisti a “tenere su la schiena”.
Ma perché le notizie dei nostri telegiornali sono: di inverno fa freddo, d’estate fa caldo, sotto natale gli italiani vanno a fare gli acquisti.
E intanto il mondo gira. Come disse oggi un inglese, su radio24, venire in Italia sembra venire su un’isola. C’è un blackout informativo su cosa accade nel mondo e un blackout su qualsiasi approfondimento delle notizie. In compenso ci sono venti minuti di Lecciso, acquisti natalizi, cani e gatti, al telegiornale.
I telegiornali, tutti i telegiornali, stanno diventando sempre più un misto fra un rotocalco scandalistico, consigli per la cucina, e un ricettacolo di pettegolezzi da massaia, anzi che un indispensabile formatore dell’opinione pubblica. E, ovviamente, che di inverno fa freddo, d’estate fa caldo, sotto natale si va a fare le compere non sono generi di notizie che si addicono ai “cani da guardia”, quali i giornalisti dovrebbero essere.
La verità, pura e cruda, è che non ci sono più (o ancora) grandi firme del giornalismo nostrano. Quelle della passata generazione (i Montanelli, le Fallace, i Terzani, i Zavoli, i Biagi) se ne sono, o se ne stanno, andando.
Eppure che si possa fare del giornalismo normale, e anche “fare ascolti”, è stato già dimostrato a tutti da Capuozzo, ad esempio, che col suo Terra realizza uno dei pochi programmi di inchiesta giornalistica internazionale serio ed approfondito.
Per il resto, è proprio il caso di dirlo, si può anche spegnerlo, il televisore. Che di inverno fa freddo, d’estate caldo, e sotto natale la gente va a fare gli acquisti, lo sappiamo anche senza.
Abbiamo fatto l'intervista alla Politovskaja. Non vi posso ancora anticipare niente. Vi dico solo che abbiamo parlato molto dei Borgia :))
Ora una bella e brava ragazza sta lavorando sulla traduzione. Brava perchè il russo le ho insegnato io. Vabbè e anche laureata in lingue slave. Ma io insisto sui miei meriti.
Stiamo lavorando su un montaggio audio da favola: un misto di canzoni popolari russe e le nostre voci. Roba da seconda serata.
Vabbè non anticipo più niente.