Russia, Putin e il Terzo Presidente

Ne te quaesiveris extra, Oh Mater Russia! - Non cercarti al di fuori di te stessa, Madre Russia.
Osservatorio del Dr. Woland: Ci occupiamo di Russia e dei paesi dell'ex area sovietica. Ce ne occupiamo a titolo amatoriale,
saltuario e senza alcuna pretesa di seguire l'incalzare degli eventi. A questo punto forse vi state domandando che senso ha leggerci...
(Russia, Putin, Politovaskaja e amici vari)


Pubblicato dal 2003 in Bologna.
domenica, febbraio 27, 2005

 I dieci punti per rilanciare l'ecnomia italiana:

1. Abbattere i costi delle energia elettrica (concorenza ENEL)
a livello industriale costa del 30% in più rispetto ai nostri diretti competitors

2. Rendere gratuite le autostrade
andate in Germania, a vedere. Se sono la terza potenza mondiale, un motivo c'è

3. Costruire le autostrade
vedi come sopra

4. Semplificare il fisco e le norme sull'imponibile
mi rendo conto che la Finanza non potrà più girare col motto "qualcosa dovremmo pur trovare", ma è il momento delle scelte. La complessità, la tendenza al cavillismo, l'enorme mole di casisitiche ed eccezioni, trasforma qualsiasi azienda in un potenziale, inconsapevole, evasore. E ogni visita della Finanza non può che somigliare al arrivo dei pirati Turchi.

5. Semplificare al massimo la legislazione italiana. Il legislatore operi con le forbici, non con la penna.
Laddove ci sono troppe leggi, regna la corruzione - dicevano gli antichi. Tre volte il numero di leggi della Germania e Svezia. In italia, si regolamenta per legge anche la migrazione degli uccelli.

6. Abbattere i costi della telefonia (reale conocorenza Telecom).
Alice, l'adsl della Telecom, in Francia costa diviso tre. E va 256 bps/s. (125 a casa vostra).

7. Investire nell'rinnovabile, con un piano di passaggio dal petrolio ad energia rinovabile del 40 del fabbisogno nazionale, in dieci anni. (costruire le nuove case coi cannoni EcoClima:  è in svolgimento in questi giorni la Casa Clima alla Fiera di Bolzano. )
LA tecnologia c'è. La produzione industriale anche. La volontà politica, invece no: finisce alle targhe alterne.

8. Detassare il deposito dei brevetti.

9. Semplificare il giudizio, in tribunale, delle cause fra aziende.
Altrimenti gli unici che investiranno in Italia, saranno gli avvocati.

10. Riformare il sistema creditizio-bancario italiano.
E' un contrasenso prestare ai soldi solo a chi ce li ha già. (E' proprio questo l'unico parametro delle banche italiane). Un sistema creditizio forte è terreno fertile per nuove attività ed investimenti.

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categorie: italia
venerdì, febbraio 25, 2005

C'erano due amici a Bratislava... (che fra l'altro è brutta).

E’ da un po’ di tempo che autorevoli giornali russi non esprimevano giudizi cosi duri contro Putin. La stampa che conta, e conta perché è riuscita a conservare qualche brandello di autonomia, si è fatto coraggio ha tirato un sospiro ed è partita col lancia in testa a fare il proprio lavoro.

Iniziando, ad esempio, a chiamare le cose col loro nome. Sulla Gazeta nel giorno in cui Putin incontrava Bush a Bratislava campeggiava un editoriale anomalo. L’editoriale diceva cose scontate e risapute. Putin sta smantellando pezzo per pezzo la giovane democrazia russa. Non ha una politica economica credibile. La corruzione dilaga, e il caso Yukos ci ha spogliato dei ultimi resti di sembianza di un mercato libero. In più la Cecenia…Il sensazionale era nel metterli in nero su bianco e in russo.
 
Il giornale si spingeva più in la arrivando addirittura a definire Putin “una controfigura dei poteri forti, di mentalità stretta e legato ai schemi del passato sovietico. Un fallito in partenza”. Roba grossa. NTV è stata chiusa per molto meno.
 
Tutto questo coraggio, che sembra aver contaminato anche le testate minori, ha un comune denominatore. L’incontro di Putin con Bush a Bratislava. Era dato per sicuro, e non solo dalle redazioni russe, che Bush una qualche parolina l’avrebbe detta, a proposito della democrazia russa. E di tante altre cose.
 
Come i bambini osano di più in presenza degli ospiti, nella certezza che non riceveranno una sberla cosi, innanzi a tutti – la stampa russa ha ripreso a fare il proprio lavoro. In Russia si chiama osare. Dimenticandosi che sì: Bush è venuto in Europa alla ricerca di alleati per esportare la democrazia. In Iran.
 

(E perciò cani e Musharaf vanno bene).

postato da: Serghei24 alle ore 23:31 | link | commenti | commenti
categorie: russia
mercoledì, febbraio 23, 2005

 Scusate la latitanza ma le lezioni sono rieniziate e al lavoro con Ucraina siamo ai soliti casini. La merce non parte ma arriva, il nuovo governo ha varato una nuova legge fiscale e siamo tutti in crisi. Diversi spedizionieri non accettano più merce per l'Ucraina nell'ambito della salvaguardia della propria bile. Se qualcuno avesse bisogno di biancheria intima firmata, ne abbiamo qui ferma un venti metri cubi.

C'è anche roba in latex..

postato da: Serghei24 alle ore 22:44 | link | commenti (5) | commenti (5)
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venerdì, febbraio 18, 2005

 PBS come la RAI?

Il problema annoso della televisione pubblica, quella pagata coi soldi di tutti, c'è. Se in Italia è stato risolta con Bonolis, alla PBS è scoppiato invece il caso Bustergate. Un coniglio di nome Buster, durante una trasmissione per bambini, è andato a fare visita ad una copia lesbica. Polemica da Washington dei repubblicani e minacce di ritorsioni economiche alla PBS, che vive solo di contributi statali.

Il coniglio sarà cacciato e finirà i suoi giorni da presentatore a qualche festa democratica.

La polemica è finita per coinvolgere il destino della televisione pubblica americana, che fa quello che da noi si vorrebbe fare alla RAI e proprio per questa è ridotta ad avere un audience da televendite. Ma anche spopolando solo fra gli influenzati e gli anziani, la PBS è sempre andata fiera della sua indipendenza un tantino liberal.

Jeffrey Chester, della Center for Digital Democracy è il classico primo esperto estratto a sorte e raggiunto al telefono, << PBS is so desperate for funding and support from the Republican-dominated Congress that they're willing to sell their legacy>> .<<They could forgo their historic mandate to do cutting-edge programming and replace it with Bush-administration-friendly educational content>>.

Fu cosi che il coniglio Buster non fece più visite alle coppie lesbiche. Al suo posto passarono le assistenti sociali.


Continua  in questo articolo (in english)
(fonte: New York Times)

postato da: Serghei24 alle ore 00:19 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: de auditu
martedì, febbraio 15, 2005

Segnalazione CD (San Valentino era ieri, ma tant'è. Qui siamo convinti che è solo la festa dei fiorai). 

Tra pochissimo sarà San Valentino e tutti pensano a pensierini per gli innamorati, escono compilation per chi si ama , ma nessuno pensa invece a chi sta odiando questa festa perché è stato appena lasciato o peggio ancora ha scoperto di stare con chi non ne valeva la pena e magari è li che si domanda, come Mariangela, “come avrò mai fatto, ad innamorarmi, di uno stronzo, un bastardo, un figlio di puttana, un bugiardo

E considerato che, e ora non me ne voglia l’universo maschile, uomini o ragazzi descritti come nella canzone “Dedicato a te” sono meno rari di quello che si pensa, a tutte le età, se vi trovate non felicemente accasate per San Valentino, ma siete deluse del vostro “Lui”, vi consiglio di regalargli questa “Dedicato a te” di Mariangela senza tanti bigliettini di accompagnamento: il titolo del cd si presenta da solo e l’ascolto farà capire cosa ora pensate di lui.
Augurategli solo un “E ora buon San Valentino

Unico problema: non conosciamo neppure noi la casa discografica ma voi cercatelo nei negozi con il nome dell’artista ed il titolo

postato da: Serghei24 alle ore 13:04 | link | commenti (5) | commenti (5)
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domenica, febbraio 13, 2005

 A Bologna oggi (domenica 13) c'è il blocco totale del traffico. A Milano la settimana scorsa è uscita una statistica sorprendente. L'85 del pieno di chi vive in città, non è usato per muovere il veicolo. E' sprecato in ingorghi.

Nei anni 90, agli inizi, Beppe Grillo elogiava la EcoGolf: una Golf che montava un aggeggio abbastanza semplice dal punto di vista tecnico che entrava in azione quando ci si fermava al semaforo o in coda, staccando il motore. Che fine ha fatto questo semplice dispositivo?

Prima ancora di preoccuparmi dell'aria c'è una ricaduta seria sul portafoglio, se potessi risparmiare due terzi del mio carburante, potrei tagliare dell'85% il budget per i spostamenti. Potrei fare qualche viaggio in più, potremmo avere qualche domenica di blocco in meno e, potrebbe anche succedere, che la Shell non sia la compagnia con la più grande crescita di profitti del 2004.

Qui manca la volontà politica. Qui manca una classe politica.

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domenica, febbraio 13, 2005

 In uscita questo weekend.

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categorie: mondo
giovedì, febbraio 03, 2005

<<Hanno fatto un deserto e l'hanno chiamato Pace>> Tacito.

Gianni Riotta – che intervistai ai tempi di MediaCulPop e scusate l’indecente autopromozione – ha scritto ieri nel suo Titanic del Darfur. Vista nel insieme del giornale il tema della povera regione e dei suoi ancora più poveri abitanti, pareva tirato fuori per sbaglio. Proprio non si incollava bene con le cronache dalle basse cucine della politica.
                      
L’evento passato inosservato era la conclusione del rapporto dell’ONU su che cosa stia succedendo realmente in Sudan. Il rapporto di 176 pagine, dissimulato ed ambiguo come conviene ad un rapporto dell’onu, da un colpo al cerchio ed uno alla botte. No, non è genocidio. SI, qualcuno sta morendo.
 
Non è genocidio perchè non c’è la volontà politica di sterminare “tutti” i sudanesi non di origine araba. Più prosaicamente ne stanno sterminando solo “alcuni”. Gioia del rappresentante del governo sudanese che si dichiara soddisfatto per il sottile distinguo fra il genocidio e una sterminio più alla “spariamo nel mucchio.” Era, parole sue, la loro tesi.
 
Non si profila nessuna azione concreta della comunità internazionale all’orizzonte, ne alcuna presa di posizione ufficiale. All’eccezione di una: la Casa Bianca. Bush, in un comunicato stampa, ha fatto sapere che per lui quello “è e rimane un genocidio” che come lo si chiami al palazzo di vetro.
 
Man mano che la cortina di polvere alzata dalla stampa internazionale si dissimula, viene voglia di domandarsi dove sono tutti i campione del pacifismo e del terzomondismo, quando le telecamere sono spente? Non parlo delle tante, troppe e sconosciute, organizzazioni di volontari che operano nel silenzio in questi posti. Parlo del pacifismo istituzionale, del terzomondismo da salotto, quello in giacca e cravatta.
 
Man mano che la cortina di polvere si dissimula, di questa politica, rimane ad agire e a chiamare le cose col loro nome solo lui: Bush.
 
Avrà poche idee, non saprà forse dove il Sudan sulla pianta, ma qualche volta sembra avere il buon senso della gente semplice. Di quello che un sterminio lo chiama un sterminio. Senza aver bisogno delle centosettantasei pagine.

 

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categorie: mondo
martedì, febbraio 01, 2005

IRAQ 2005

Chi sosteneva, sicuramente in buona fede, la "non esportabilità" della democrazia occidentale, come se la democrazia non si basasse su regole universali ma sulla geografia, non dovrebbe ignorare le lunghe code di gente in attesa di votare. Quelle facce giose, piene di speranza e col vestito da festa suonano quasi a conferma di quello che Linkoln, quel animale politico, era solito ripetere duecento anni fa, in tempi in cui il relativismo culturale non era ancora rampante: "quando la gente sceglie in libertà, sceglie sempre la libertà".

Queste code di gente che non "era pronta" e che "non era abituata", ci ricorda ancora, per chi si è già scordato Voltaire o Linkoln, che è vero, la democrazia non si esporta. Perchè è già ovunque. Sepolta nel cuore e nella spontanea voglia di libertà di ciascuno. E portare le elezioni in quei paesi non è "esportare la democrazia", ma è semplicemente farla rinascere.

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categorie: mondo
martedì, febbraio 01, 2005

Qualche scatto.

Una piccola rassegna di fotografie scattate con la fotocamera del telefonino: strumento indispensabile per fissare la quotidianità e fermarsi ad ammirarla, per un'attimo. Come Andy Warhol, mi sia perdonata la bestemmia del paragone, strappava dal flusso del quotidiano gli oggetti e i visi più disparati, elevandoli ad arte semplicemente decontestualizzandoli, nello stesso modo a chiunque provvisto di questo piccolo aggeggio potrà aprirsi una nuova prospettiva. E ogni giornata sarà diversa.


Sala Borsa con vetrata rosa, una papera nel giardino pubblico, il lavoro (segue l'acquilone sulla scrivania. indispensabile).


Bologna a mezzanotte di un giorno qualsiasi. la sagoma di nettuno riflessa su palazzo d'accursio.

Self Service la domenica sera per un libro a quattromani sulla solitidune moderna, paperette sul ghiaccio.


postato da: Serghei24 alle ore 00:13 | link | commenti | commenti
categorie: fotoblog

Chi sono

Blogger: Serghei24
studente di scienze della comunicazione a bologna, 24 anni. Animo sensibile, fra i personaggi pubblici preferiti, Putin Vladimir Vladimirovich, un politico galantuomo che - spero proprio - non faccia anche il terzo mandato.


Chi è Dr. Woland? Personaggio del Maestro e Margherita di Bulgakov, osservatore della Russia stalinista mentre è intenta a costruire la società più razionale della terra, che nega l’esistenza di Dio,e dunque, di lui stesso, l'antogonista per eccellenza del Creatore,il Diavolo in persona.

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