Non c'è niente da guardare. Circolate. Leggono la sentenza a Hodorkovskij

Diciamolo subito: in questa storia non ci sono santi, ne vittime. Questa è una storia di vecchie regolazioni di conti. Noi ne soffriamo perchè c'è di mezzo il futuro della nuova piccola russia.
La sentenza non è stata nemmeno letta fino in fondo, al tribunale di Mosca. La folla assipata di fuori scandiva slogan per la liberazione del prigioniero. Kasparov del Comitato 2008, è stato adirittura vittima di un tentativo di arresto da parte della polizia, salvato solo dall'intervento delle proprie guardie del corpo.
(E se uno non ha le guardie del corpo?)
I pochi giornalisti ammessi all'interno dell'aula, descrivono un'atmosfera tesa. I slogan dei manifestanti arrivano fin all'interno rompendo il silenzio dell'aula. Lebedev e Hodorkovskij erano di buon umore. Il procuratore di stato guardava nervosamente la finestra e pensava piutosto ad uscire intero che alla sentenza letta dai giudici.
Secondo alcuni osservatori, la sentenza è pari pari l'arringa dell'accusa. Nella prima versione rilasciata, seconda GAZETA, conteneva addirittura gli stessi errori ortografici del documento della procura. Errori corretti prontamente, ma che confermano un bel copia e incolla.
In ogni caso, ieri, la senteza non è stata emessa. I giudici hanno preferito arrivare ad un rinvio, e la rissa della polizia coi manifestanti fuori dall'edificio, non era estranea alla decisione.

Nella parte della sentenza che il giudice ha fatto in tempo a leggere, i due venivano riconosciuti colpevoli di sei reati, fra cui di truffa organizzata: pena dai cinque ai dieci anni.
Suvorov, Il Giorno M e Villari

Viktor Suvorov (a sinistra)
"9 Maggio" a Mosca

Festa sulla vittoria nella seconda guerra mondiale. Putin incontra Bush, Shroeder, Barroso. Barroso va a Echo Moskvi, la radio più antigovernativa a cui non abbiano ancora tolto la licenza di trasmettere.
I giornalisti tedeschi alla conferenza stampa sono scatenati. Domande sulla corruzione, libertà d'impresa, Cecenia.
In Cecenia, sostiene Putin, "abbiamo perseguito i crimini contro i diritti umani", "abbiamo organizzato libere elezioni e un nuovo governo". "No, nessuno tiene prigionieri i Cecenia, nel 1996 la Russia a lasciato loro una indipendenza de facto, e loro sono diventati un ricettacolo di terroristi che ha portato alla agressione del vicino Daghestan."
"Gli Americani hanno ucciso un loro alleato e nessuno è colpevole. Noi perseguiamo i nostri che commettono crimini in Cecenia", ha continuato alludendo a Calipari.
(continua)...