Dalai Lama a Rimini
Ieri il Dalai Lama a Rimini, con Sergio Zavoli, sotto il sole leone della Romagna. Una folla pacifica per ascoltare un'ora di intervento del Dalai Lama, dedicata interamente alla covivenza fra i popoli. E in mezzo alla folla, bisogno dirlo, si notavano anche facce sorridenti dei cinesi.
Il Dalai Lama non perde mai neanche il suo abituale umorismo come quando, mentre l'interprete finiva di tradurre, guarda l'orologio "scometto che con questo caldo vi starete domandando quando finisco, per andarvene".
(Da notare nelle quinte un monaco con la maglietta: Mi piace stare dietro le quinte e davanti alle quarte. Una chiara dichiarazione di principii).
Una timida e solitaria bandierina "Liberate il Tibet" sventolava sullo sfondo del ponte di Tiberio, attraversato da turisti in mutande con gli asciugamani sulla spalla.
Vistosky, 25 anni dalla morte/2

Dai ricordi di Amy Bougara, a Mosca negli anni 80.
(...)
All'improvviso quella voce: non riuscivo a capire tutte le parole della bellissima canzone, ma ricordo perfettamente quella voce profonda e potente, a volte rauca, spesso quasi parlata, teatrale al massimo. Ricordo anche la chitarra che passava dall'arpeggio dolcissimo alla pennata rabbiosa, accompagnando la storia che veniva raccontata. Volli ascoltare ancora e poi ancora altre canzoni di Vysotsky e gradualmente, aiutata anche dal racconto del mio nuovo amico russo, riuscii ad entrare nel suo mondo, venni catapultata nello spettacolo della sua vita, nella storia e nella tradizione della sua terra.
Un poeta che canta, un attore che suona, un Amleto perfetto e in genere un eccezionale interprete sui palcoscenici russi, un musicista ancorato alla tradizione e innamorato del jazz; un cantautore che alimenta la fantasia e la capacità critica in un paese sterminato avvolto nella "stagnazione brezhneviana"; un intellettuale che penetra il cuore della gente e che per il Potere non è altro che un fastidioso guitto. Tutto questo è stato Vladimir Vysotsky, grande attore, poeta, e cantautore.
È difficile descrivere una voce: si possono usare diversi aggettivi ed espressioni, ma è impossibile riuscire a "farla sentire" a chi non l'ha mai ascoltata. Immaginate la voce di Vysotsky come la sua arma più affilata: è espressiva, infiammata, di tanto in tanto ironica con una vena ammiccante e poi dura o triste, nostalgica e malinconica; è' una voce irripetibile e indimenticabile. Il suo è un canto sempre perfettamente scandito in cui i testi, le parole, gli accenni e le metafore devono essere compresi: arrota le "erre", si sofferma sulle consonanti più dure, prolunga i suoni, tenta di far sciogliere magicamente le consonanti in vocali che alla fine risultano più nitide e lineari. Grande è l'abilità del cantante: la sua voce diventa sempre più tagliente, incisiva, incalzante, a volte si trasforma nel lupo, ripercorre la sua corsa, braccato dai cacciatori e ci trasmette la sua paura la sua rabbia, la voglia di riscossa e di libertà.
"La caccia ai lupi", una favola sulla libertà, è il pezzo che Vysotsky inserisce in un suo spettacolo nel 1970 e che diventerà uno dei suoi maggiori successi.
Sono stremato, ho i tendini a pezzi,
ma oggi, ancora come ieri,
sono braccato. Braccato!
i tiratori, allegri, corrono ad appostarsi!
Dietro gli abeti un tramestio di fucili a canne doppie,
i cacciatori sono acquattati nell'ombra,
i lupi si rotolano sulla neve
trasformandosi in bersagli viventi.
La caccia ai lupi. La caccia!
Ai predoni grigi, alle madri e ai cuccioli.
I bracconieri urlano e i cani latrano fino alla nausea.
Sangue sulla neve e macchie rosse delle bandierine.
I cacciatori non giocano alla pari
con i lupi, e le loro mani non tremano!
Hanno accerchiato la nostra libertà con le bandierine,
ci colpiscono con certezza, sicuri di centrare il bersaglio.
Il lupo non può rompere le tradizioni,
noi da piccoli cuccioli ciechi
abbiamo succhiato dalla lupa,
e con il suo latte, il divieto di oltrepassare le bandierine!
La caccia ai lupi. La caccia!
Ai predoni grigi, alle madri e ai cuccioli.
I bracconieri urlano e i cani latrano fino alla nausea.
Sangue sulla neve e macchie rosse delle bandierine.
Le nostre zampe e le nostre mascelle sono veloci.
E rispondi, tu che sei il capo branco,
perché ci avventiamo, braccati, contro i fucili
e non cerchiamo di trasgredire il divieto?
Il lupo non può, non deve agire diversamente,
Ecco, è arrivata la mia ora.
Colui al quale sono destinato
Sorride e solleva il fucile.
Ho rifiutato di obbedire,
ho oltrepassato le bandierine - la sete di vita è più forte!
Ho solo sentito dietro di me, con gioia,
le grida di stupore degli uomini.
Sono stremato, ho i tendini a pezzi,
ma oggi, non sono come ieri!
Sono braccato. Braccato!
E i cacciatori sono rimasti a mani vuote!
La caccia ai lupi. La caccia!
Ai predoni grigi, alle madri e ai cuccioli.
I bracconieri urlano e i cani latrano fino alla nausea.
Sangue sulla neve e macchie rosse delle bandierine.
25 anni dalla morte, di Visotskiy. La morte di un poeta.

foto: Visotskiy con Marina Vladi (Marina De Poliakoff-Baidaroff).
Il grande poeta, cantante, attore russo, muore nel luglio del 1980. A ricordarlo solo un monumento nel cimitero di Mosca dove è sepolto. Lui, con il suo viso che guarda verso il cielo "verso le nostre autorità, il Signore onnipotente" legato con la ghitarra accanto. Metafora di un'intera vita alla ricerca della libertà laddove è più difficile trovarla.
Ricordato in questi gionri da una Russia nostalgica con siti internet, concerti, documentari televisivi (fra cui l'inedito La Morte di un Poeta) e da Putin in persona. Quel Putin che incarna per eccelenza il sistema contro cui Visotsky ha sempre combatuto e da cui era cosi tanto temuto. Un sistema che oggi, con l'inchino di Putin, si inchina al grande artista che cantò la vita dei piccoli sovietici.

La storia di una ragazza che scopre il mondo attorno a lei. Da Mosca in Italia, sul Garda, per fare uno spettacolo teatrale che si rivela un lavoro in night club per ricchi annoiati. E poi via, in Egitto, fra la nuova ricchezza. Un mondo fatto di arabi ricchi e lardosi, di protettori e uomini soli. Una storia dei principi che vincono, dei valori che muoiono e dei veri complici del nostro destino. Una riflessione sui nostri giorni, sull'apatia e sulla incomunicabilità nell'era della comunicazione.
Una storia dei giorni nostri.
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L'Agenzia Russa RIA NOVOSTI ha battuto un lancio secondo il quale "in Italia si stavano preparando tre attentanti simultanei a mezzo esplosivo."
Secondo la RIA NOVOSTI "durante un'ampia operazione di rettata sono stati fermati sugli Appenini due terroristi con base a Cremona che pianficavano esplosioni in due città italiane". Le città sono Cremona e Milano.
Secondo quanto riportato dalla polizia italiana gli obbiettivi erano la Stazione Centrale di Milano e il Duomo, oltre alla Catedrale di Cremona. I terroristi, secondo i loro scritti, pianificavano di provocare la morte di almeno 250 persone.
RIA NOVOSTI (trad. ser)

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Le Assicurazioni ora comprano anche la calvizia. Uno dei assicuratori italiani più antichi, la Cattolica Assicurazioni, ha fatto squadra con una ditta di trapianto dei capelli per offrire la prima poliza di protezione dal trauma di diventare calvo. Per circa EUR 330 all'anno, uomini e donne, anche giù in fasa diradata, avranno la garanzia di incassare EUR 8000, non appena si inizia a vedere la calvizia, da spendersi in un intervento di trapianto presso un istituto specializzato.
Cesare Ragazzi, hair guru, ammette che è anche una trovata per attirare attenzione. (...) "E' una questione di prevenzione, come andare dal dentista per un check up ". Anche se il più famoso testimonial italiano di lotta contro la calvizia, il Primo Ministro Silvio Berlusconi, non lo ha impressionato. Il suo modesto intervento è fallito - secondo Cesare Ragazzi - "lo guardi ed è ancora un uomo calvo". E non assicurato.
TIME european edition (trad. ser)
La banalità del male e le ragioni dell'assassinio. Sono le domande a cui l'ispettore Derrick cerca di rispondere, ogni giorno dopo pranzo.
Demolire le barriere fra il bene e il male, o meglio comprendere la labilità di queste divisioni.
Questo, potrebbe, suggerirci la sparatoria all'università di Bologna, facoltà di matematica. Edifici quotidiani.
E c'è anche il sito dell'omicida. Per spaventarci definitivamente con una normalità quotidiana.

Probabilmente si tratta di Al Queda: gli attacchi similtanei, sono una loro specialità. Colpire Londra era solo una questione di tempo, obbiettivamente. Rimarrà solo da vedere per che genere di reazione propenderanno gli inglesi. Se per quella emotiva: sentrianno la necessità di radere al suolo qualcosa (versione americana), se sentiranno il richiamo del nido di casa e fuggiranno a gambe levate (versione spagnola) o per una reazione tutta loro, la versione inglese.
Rimane ora solo un paese europeo filoameriano e con presenza in Iraq, da punire. (Toccatina di rito). Si spera che il governo italiano riveda al più presto la macchina della sicurezza nazionale. Gli inglesi ci insegnano che livelli di allarme alti per periodi, non funzionano. Bisogna vivere in un perenne livello di allarme alto. Oggi, domani, fra un'anno.
C'è solo una certa preoccupazione, in quello che accade in queste ore nella blogosfera. Piovano post sui musulmani e sull'islam. E certe volte le parole usate, stonano cosi tanto, in quei bloghetti ornati dai cagnolini da occhi dolci.


Il Ministero degli Esteri della Russia ha commentato il Rapporto di Freedom House.(pdf)
Abbastanza negativamente. Nel rapporto del think thank americano, Freedom House, sulla progresso della democrazia nei paesi dell'ex blocco Sovietico, la Russia era indicato come il paese che più si è discostato dal processo democratico.
" Non riteniamo nemmeno utile perdere del tempo a commentare questa roba" - è il commento del Ministero degli Esteri, a Mosca. "Ci è noto il contenuto di questo documento che rimane unicamente sulla coscienza dei propri autori. Non riteniamo nemmeno utile commentarlo."
Russia warrants special attention. "The fate of Russian democracy has enormous implications, both for the former Soviet region and globally," said Ms. Windsor. "The fact that democracy has failed in so many countries of the former Soviet Union is due in part to the increasingly authoritarian Russian example. The U.S. and Europe should press Moscow to play a constructive role in supporting democratic practice both at home and abroad."
E' uno dei passaggi del comunicato stampa con cui la Freedom House ha diffuso il proprio rapporto.
In effetti si commenta da solo. Non ha poi torto Lavrov.






1000 Donne per la Pace e l'Uzbekistan.
Putin, il riformatore
