Russia, Putin e il Terzo Presidente

Ne te quaesiveris extra, Oh Mater Russia! - Non cercarti al di fuori di te stessa, Madre Russia.
Osservatorio del Dr. Woland: Ci occupiamo di Russia e dei paesi dell'ex area sovietica. Ce ne occupiamo a titolo amatoriale,
saltuario e senza alcuna pretesa di seguire l'incalzare degli eventi. A questo punto forse vi state domandando che senso ha leggerci...
(Russia, Putin, Politovaskaja e amici vari)


Pubblicato dal 2003 in Bologna.
mercoledì, novembre 30, 2005

Sul nuovo sito del sindacato e sul dove si trovi Margaret Thatcher (e a chi sorrida).
 
Siamo riuniti in una sala riscaldata, rivestita in legno di quercia, parquet e tende: interni tipici delle sale comunali di questa zona dell'Italia (l'Emilia). Fuori infuria la tempesta, la neve umida e la nebbia padana del tardo pomeriggio: tempo tipico di questa parte dell’Italia (l’Emilia). Davanti ad una sala riempita principalmente dagli addetti ai lavori: sindaci della provincia nord, assessori, cappotti e sciarpe abbandonati sulle sedie; presentiamo il nuovo sito della CGIL Bologna Nord. Il progetto è un esperimento, a cui ho partecipato insieme a un professore bolognese di informatica, Zini.
 
L’idea alla base del progetto è la pubblicazione di informazioni secondo menu-bisogni, anziché al seguito di organigrammi dell’ente.
 
Il procedimento teorizzato da noi due, ed applicato in questo progetto è il seguente (breve riassunto): perché l’utente visita un sito di un ente pubblico? Probabilmente perché è alla ricerca dei bisogni che quel ente è deputato a soddisfare. Perciò facciamoli trovare, ai nostri utenti, l’elenco di questi benedetti servizi che erroghiamo e mettiamoli in primo piano ;) Cliccandoci si è portati – senza indugio - alla pagina del ufficio/dipartimento/segretaria che se ne occupa. Pagina che, a sua volta, ha un senso solo se ci sono ben evidenziati gli orari, i numeri di telefono, la modulistica, e le comunicazioni relativi al servizio. (E non il ghigno del dirigente di turno, per intenderci, o l’omino giallo del “work in progress”).
 
Niente di eclatante, per carità. Però i siti correlati dell’Ente, inspiegabilmente – e anche i siti dei comuni, come avremmo scoperto poi -  i cui falsa riga in teoria avremmo dovuto seguire, esponevano le informazioni in base agli organigrammi degli uffici che se ne occupavano. Tu, trova (indovina) l’ufficio che ha la risposta al tuo bisogno, e vinci gli orari e numeri di telefono.
 
C'è da dire che, io e Zini ,abbiamo incontrato un fondamentale appoggio ai piani alti del sindacato bolognese, che ci ha permesso spazi di manovra inauditi per un comitato tecnico, e senza le quali ci saremmo limitati a scambiarci per le mail le nostre belle teorie (e magari postare qualcosa sui blog). Invece possiamo sperare che, il sito inaugurato oggi, sarà un sito comprensibile anche dalla famosa casalinga di Voghera. Non so quanto potevamo dare per scontato, fra gli extracomunitari e i giovani neoassunti, la nozione sull’esistenza dell’INCA o di TEOREMA.
 
Dopo questo autoincensamento, che il lettore mi perdonerà, lo riporto alla nostra sala di quercia, immersa nella nebbia.
 
Sta parlando una signora minuta con voce calma e monotona. Più che parlare, legge da una cartella, senza alzare gli occhi dalle righe. C’è qualcosa in lei che mi fa venire in mente Margaret Thatcher. Me la fa venire insistentemente.
 
"L'uso delle nuove tecnologie, per e con il cittadino è un passo verso una maggiore famigliarità e comprensione del tessuto sociale del territorio”. Gli occhiali, che siano gli occhiali?
 
Anche i nuovi giovani della terzà eta possono, e devono passare ad una maggiore alfabetizzazione digitale, al di là dei luoghi comuni che li vedono chiusi in una riserva indiana tecnologica". La voce?
 
I primi sbadigli della sala colgono la Thatcher in calorosa polemica con un suo ipotetico avversario: "chi accusa lo strumento di essere freddo, di non favorire lo sviluppo di relazioni intersociali e di  momenti di aggregazioni, cade in errore. I capelli?
 
La nuova relazione fra pubblica amministrazione e il cittadino, (sapiente pausa di suspense)… corre sul filo del mouse.”  A questa battuta – non proprio nel stile della Lady di ferro - ho l’illuminazione: la stessa molle uniforme di cappelli sostenuti a forza di sparate di lacca della Thatcher.
 
Tocca noi. Facciamo la presentazione insieme a Zini. Illustriamo gli obbiettivi, l’organizzazione del menu e delle informazioni, il tecnico al portatile ci apre le pagine. Terminato la navigazione sul sito, chiedo se ci sono domande. Un anziano del sindacato, dal fondo della sala, alza la mano, fa si con la testa e chiede: “Quanto costa collegarsi al sito”.
 
Segue intervento di qualche assessore.. I consulenti in cravatta - occupati fino a quel momento a chiamarsi loscamente fuori per sussurrasi chissà quali loschi e non procrastinabili segreti - si materializzano improvvisamente all’interno della sala. L’assessore richiama l’usabilità nel fornire informazioni. I consulenti iniziano a preparare i biglietti da visita.
 
Fuori continua ad infuriare la tempesta. Zini, appena termina l’intervento, switcha su questioni più impellenti: se si è ghiacciato il parabrezza della macchina e come è la nebbia dalle parti di Ferrara. Il tepore della sala si anima. La presentazione è finita. Si formano i circoli, si accendono i cellulari. Guadagniamo con Zini l’uscita.
 
Saluto Zini che sparisce, pensieroso, inghiottito dalla nebbia. Rimango da solo sotto il portico, ma in un angolino ritrovo la Thatcher con fra le ditta una sigaretta. I nostri occhi si incontrano: mi guarda e mi sorride. Un sorriso complice che sembra molto dire: “lo so che lo hai capito., ma non dirlo a nessuno”. Me ne vado in una nebbia londinese, convinto che Margarite Thatcher in persona mi abbia sorriso. E che abbia anche iniziato a fumare.
 

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domenica, novembre 27, 2005

Cehov, Salvador Dali e Melissa P.

 

Ora sul caso di Melissa P., - e più perché è uscito il film che perché ho letto il capolavoro commerciale/letterario - diciamo ste due cose e ste due cose soltanto. Gli diciamo perché non si possa accusare questo blog di ignorare i grandi temi del giornalismo italiano: in inverno fa freddo, sotto natale si fanno gli acquisti e Melissa P. racconta le proprie esperienze sessuali nella rivelazione letteraria dell’anno.

Le due cose, e le due soltanto, che diciamo sono queste. A chi dice che, con “Cento colpi di spazzola etc”, siamo davanti ad “un Cehov moderno” lascio il beneficio del dubbio: non ha mai letto Cehov. Se invece lo ha letto - anche di striscio e in un riassunto da quarta copertina - e paragona questo pulp adolescenziale-sessuale, alla melanconia solitaria di un autore che ha saputo far incontrare l’anima del lettore con l’anima dei propri personaggi; farò ingoiare i “cento colpi di spazzola” pagina per pagina, con annesso le voluminosi recensioni di Repubblica. Accusatemi di malafede: sto lavorando con un gruppo di ragazzi proprio alla traduzione di racconti di Cehov, e certe cose le prendo sul personale.


Autori bravi, oggi, ce ne sono: nessuno piange all’ombra di una lapide dei geni che furono e mai più rinasceranno. Ma, che fra questi, per emergere, bisogna parlare di sesso, getta una luce inquietante sull’asfissia di una società, dove la figa serva per vendere di tutto: dai piani telefonici alle lavastoviglie.
Ci sono autori, ad esempio Morozzi, per citare un bolognese. Il suo “l’età del Porco”, per me, restituisce bene il quadro della nostra società: una fragile barchetta che naviga fra le incertezze e gli obblighi dell’essere, cercando nella stranezza il suo ultimo rifugio. (Una certa ragazza che conosco vi potrà dire che il libro mi piace perché mi ci ritrovo nel titolo. Ma è un’opinione fra tante).

In Melissa le pagine sono intuibile a occhi chiusi. Si può prevedere quello che accadrà dal paragrafo al capitolo. Non perché siamo stati noi ad ispirare la storia, ma perché lo sono stati i sogni medie delle medie diciottenni-dicianovenni. Se un merito dobbiamo riconoscere all’opera, che sia questo. Melissa ha avuto il merito, non so quanto consapevolmente, di mettere nero sul bianco – con l’ausilio di uno staff di preparati redattori - la fragile incertezza di chi sogna un posto in una società occupata ad apparire forte ed individuale. Nel farlo, qualche volta, si cerca l’estremo del proibito che si rivela in fondo un proibito finto; un finto fine ad ostentare che a vivere. Come dire: fai l’amore quanto vuoi e non romperci le palle.

Sento già lo voce dal fondo della sala: tu che ne sai. Abbiamo fatto tempo addietro un lavoro sulle scritte che le sedicenne-diciottenne, - queste future mamme e casalinghe - lasciano sui muri delle nostre città per il piacere delle amministrazioni pubbliche. Un intero libro di foto, non più in vendita, che dice le stesse cose di Melissa; forse in un italiano meno accademico. Scaricatevi (e ve lo regalo pure) questo sfondo per il vostro desktop, che è stata parte di quel lavoro.

Parlare di sesso fa vendere anche i frighi agli eschimesi. Non è una novità. Ma non è nemmeno merito dei frighi.

Poi, se c’è una cosa di cui mi vanto e che a Mosca fa colpo, è sapere benino l’italiano. (Poi in genere nessuno ci crede e finiamo a dimostrarcelo in una gara di vodka, ma questa è un’altra storia). Ma frasi come - e cito da "Cento colpi di spazzola etc" rivelazione letteraria dell'anno - “E le risate non erano più risate, ma cori punk che raccontavano l’amore” io non le capisco. Ed essendo il libro pieno di queste frase, forse è per questo che il libro non mi piace: non l'ho capito.

L'arte non deve essere prevedibile: Salvador Dali è arte. Cehov è arte.

Melissa P. è chiacchiera; come: in inverno nevica e sotto natale si fanno gli acquisti.

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venerdì, novembre 25, 2005

Promozione Convegni

Per chi è di Bologna o di passaggio l'invito è a Santa Lucia (per chi non è pratico: l'aula magna della Alma Mater), domani sera, ore 8.30. Organizzato da Scienze della Comunicazione, Gerard Depardieu e Umberto Eco leggeranno Sant'Agostino. Per chi ci sarà, venga a salutare: ci berremmo un caffè assieme ;)

Visto che ci siamo, segnalo anche Martedi 29, nella sede del Sindacato di via Marconi, la conferenza "Perchè la Pubblica Amministrazione deve essere in Internet" con la presentazione del sito provinciale della CGIL. Il sottoscritto, fra i relatori ;) sul tema "Usabilità e semplicità. Obiettivo: la casalinga di Voghera."

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mercoledì, novembre 23, 2005

Cambiare, perché nulla cambi.

Ukrainians to mark anniversary of Orange Revolution
Nov 22 2005, 11:01

(AP) - Thousands of Ukrainians were expected to descend on Kyiv's main square Nov. 22 to mark the anniversary of the mass demonstrations that came to be known as the Orange Revolution.

Festivities were slated to include speeches by President Viktor Yushchenko, who now faces sagging popularity among Ukrainians disillusioned by persistent corruption and by the lack of progress since last year's upheaval.

Last November, millions jammed Kiev's streets to protest against election fraud in the bitter election.

A repeat runoff ordered by the Supreme Court ultimately resulted in Yushchenko's election.
(Fonte: Kiev Post)

Arrivati all’Anniversario della cosiddetta Rivoluzione Arancione ucraina, che compie oggi  il suo primo anno vorrei levarmi un sassolino; e chiedo scusa fin d’ora al lettore se lo trascino in polemica di cui lui non ha seguito l’inizio.
 
Molte cose sono cambiate da un anno fa, quando i kievliani scesero inebriati in piazza – cantando, ballando e dormendo al freddo – nella speranza di dare una spallata a un regime corrotto, discreditato e impotente nemmeno di garantire la propria perpetuazione. Nessuno poteva dire se si sarebbe arrivati a un bagno di sangue, alla guerra civile o a un cedimento del regime. C’era lo scontro fra l’est, tradizionalmente di lingua e cultura russa; e l’ovest, di cultura e storia occidentale-europea. In questo blog abbiamo tifato e abbiamo sofferto insieme a quella piazza. Cambiando- per l’occasione- anche i nostri colori. Ma, senza alcuna pretesa di preveggenza, in quei giorni di entusiasmo generalizzato della blogosfera, in quei giorni di “uno spettro si aggira per l’Europa dell’Est: lo spettro della democrazia”. In quei giorni di trionfo della “democrazia di esportazione” di Bush, avevamo messo in guardia con un post dal titolo “La rivoluzione che non ci sarà”.
 
Nel post ricordavo che stavamo assistendo, con grande probabilità, a un sistema mafioso che va a dare cambio a un altro sistema mafioso. Punto. Non c’entrava Bush, non c’entrava la democrazia o la guerra in Iraq. Ovviamente nello scontro di due sistemi tendenzialmente simili, l’uno- annusando la puzza di morto dell’altro -  ha scelto di riempirsi la bocca di termini quali democrazia e libertà e di fare leva sulle bisogni reali della gente di un paese, da cui si fa a gara a scappare.
 
Non ero perspicace nel puntare il dito là: semplicemente chiunque lavori con l’Ucraina non poteva fare a meno di notare che, laddove gli uomini di Yusenko – dal doganiere al ministro – davano il cambio agli uomini del vecchio regime, i primi si rivelarono - nella fame tipica di chi è stato escluso a lungo dal banchetto - più ingordi arroganti nell’occupare posizioni di rendita. Gli appetiti si sono raddoppiati: dove bastava una tangente da ora ne servivano due.
 
Il nuovo sistema ucraino insediatosi, assomiglia alle città magiche dei parchi di world disney: fuori in cartone colorato di arancione – e per vedere ciò, paghi il biglietto -, ma grattando rivela brutte impalcature in legnaccio vecchio e sostegni spesso di ferro arrugginito. In un’epoca dove l’apparenza, anziché precedere, si sostituisce alla competenza, nascono stati marketing da rivoluzioni marketing. Urlano più forte democrazia per camuffarne l’assenza, e libertà per allugarne la mancanza. Come in certi libri gialli: dove, al funerale, la corona di fiori più appariscente, è quella dell’assassino.
 
A coloro che, col sogghigno di chi coglie in fallo , mi mandarono le mail “hai visto, ti sei sbagliato: la rivoluzione c’è stata!”, dico: le rivoluzione moderne vanno lette come le offerte telefoniche: cercando l’asterisco.
 
E’ il primo anniversario di una rivoluzione mancata. Stappiamo pure lo spumante dinnanzi a questa facciata colorata, per festeggiare l’inaugurazione di questo grando palazzo arancione.
 
Ma se ci dobbiamo entrare, vi cedo il passo...
 

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categorie: ucraina, democrazia
mercoledì, novembre 23, 2005

Riprendo mano al blog, con queste belle foto di Torino. Città italiana atipica per le sue strade larghe, per le sue prospettive francesi e i baffoni a manubrio dei tranvieri. Città che si sta addirittura costruendo una metropolitana per la grande occasione che ha avuto di ospitare gli Olimpiadi Invernali del 2006. (ceremonia di apertura il 10 Febbraio, 25 quella di chiusura).

Il sottoscritto, nella veste di volontario a Sestriere, spera di poter trovare nel villaggio una spina per connessione internet per qualche post in presa diretta e foto galeotta.

(nella foto in alto la mastodonitca sede del TOROC, il Comitato Organizzatore Olimpiadi 2006. Km di uffici e uffici adattati apositamente. Il palazzo valentino, l'unica cosa non in restauro in questo periodo. La mole antoniana, bella e cosi san pietroburghese...)

 

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categorie: fotoblog
martedì, novembre 01, 2005

Putin dispiaciuto per la condanna a Hodorkovskij. San Francesco e molto altro.

Prima della sua partenza per l'Olanda, Vladimir Putin tiene una conferenza fiume su di se, sul paese e sul proprio futuro.

Hodorkovskij. Alla domanda di un giornalista olandese sulla vicenda Hodorkovskij, risponde: "E' stata condannata una persona. E' di per se un fatto triste. Ma dall'altra parte c'è una legge e se questa legge è violata, lo Stato deve reagire nell'ambito della legislazione esistente".
Putin ha inoltre sottolineato che dalla vicenda Hodorkovskij alla Russia non è derivato nessun danno in investimenti esteri.
 
Secondo il Presidente, lui non sarebbe affatto "meravigliato dall'agitazione internazionale e mediatica" intorno alla vicenda. "Se lei avesse potuto guadagnare, in 5-6 anni, diversi miliardi in valuta americana come patrimonio personale, le garantisco che anche lei avrebbe saputo provocare un'agitazione mediatica difendendo i suoi interessi in Europa e all'estero".
 
Adesione UE. Putin si è detto "felice" di aver ricevuto dalla Commissione Europea l'invito di aderire all'UE. (Questa notizia è riportata su Grani.ru, sito autorevole di proprietà della figlia di Berezovskij. E' comunque abbastanza strano che una notizia di questa portata, come l'invito alla Russia di aderire all'UE, non sia stata resa nota anche dalla stampa nostrana. E' probabile che più che l'invito di adesione si sia trattato di qualche formulazione di rito).
 
Putin ritiene che i confini naturali dell'Europa arrivano fino al Pacifico; e che la Russia "per habitat e mentalità" sia europea. "La nostra religione, la nostra storia, i valori su chi siamo stati educati crescendo, sono europei. Ma fin dall'infanzia mi hanno insegnato di non chiedere mai nulla e a nulla rimpiangere" ha concluso alla domanda se avesse avanzato la domanda di adesione o meno.
 
NATO. Putin non ha nemmeno escluso la possibilità di un'adesione alla NATO della Russia. "Noi non viviamo la NATO come un'organizzazione nemica. Noi vogliamo sviluppare con loro una collaborazione proficua. Per quanto riguarda della nostra sicurezza nazionale, la Russia storicamente è sempre stata una nazione indipendente e in grado di assicurare la propria difesa".
 
Terzo Mandato. Putin ha ripetuto di non avere intenzioni di candidarsi per il terzo mandato. "Ovviamente non sono disinteressato in quali mani andrà il paese a cui ho dedicato la mia vita, ma se ogni Capo di stato dovesse cambiare la Costituzione, secondo le proprie esigenze, di questo Stato presto rimarrà ben poco." Putin si è detto consapevole di rappresentare una garanzia di stabilità per il paese, ma ha ripetuto che non esistono gli estremi per una revisione dei limiti del mandato.
 
Droghe Leggere. Il Presidente ha detto che la Russia nel futuro prossimo non legalizzerà le droghe leggere. Secondo lui i fatti hanno dimostrato che "ad una liberalizzazione delle droghe leggere, non corrisponde una diminuzione nell'uso di quelle pesanti".
 
San Francesco. Infine, parlando dei propri piani per il futuro, Vladimir Putin ha citato San Francesco d'Assisi: "Bisogna lavorare onestamente. Ogni giorno coltivare il proprio orticello e la fortuna vi sorriderà".
 
(Ma sarà poi San Francesco?).
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categorie: russia, putin

Chi sono

Blogger: Serghei24
studente di scienze della comunicazione a bologna, 24 anni. Animo sensibile, fra i personaggi pubblici preferiti, Putin Vladimir Vladimirovich, un politico galantuomo che - spero proprio - non faccia anche il terzo mandato.


Chi è Dr. Woland? Personaggio del Maestro e Margherita di Bulgakov, osservatore della Russia stalinista mentre è intenta a costruire la società più razionale della terra, che nega l’esistenza di Dio,e dunque, di lui stesso, l'antogonista per eccellenza del Creatore,il Diavolo in persona.

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