Russia, Putin e il Terzo Presidente

Ne te quaesiveris extra, Oh Mater Russia! - Non cercarti al di fuori di te stessa, Madre Russia.
Osservatorio del Dr. Woland: Ci occupiamo di Russia e dei paesi dell'ex area sovietica. Ce ne occupiamo a titolo amatoriale,
saltuario e senza alcuna pretesa di seguire l'incalzare degli eventi. A questo punto forse vi state domandando che senso ha leggerci...
(Russia, Putin, Politovaskaja e amici vari)


Pubblicato dal 2003 in Bologna.
domenica, gennaio 29, 2006

"Per noi in Russia, il comunismo è un cane morto, mentre, per molte persone in occidente è ancora un leone vivente." Aleksandar I. Solzhenitsyn, premio Nobel.





Solzenizin è uno dei emblemi del Dissidente sovietico. Un uomo al cui annientamento i mezzi propagandistici sovietici lanciarono tutto il loro peso. Dal crollo dell'URSS a oggi, è rimasto un emblema della vecchia intelleghenzia russa, quella esaltata da Tolstoj e, in certa misura, coscienza attiva del paese. Sarà presentato oggi il primo film mai realizzato in Russia su uno dei libri di Solzenizin. "Il Primo del Cerchio" sarà presentanto stasera, a Mosca, fra la curiosità anche del pubblico internazionale. Il film è stato supervisionato personalmente da Solzenizin.La moglie di Solzenizin rilascia un'intervista alla BBC Russia e dichiara "chi vive in Russia, sopratutto le nuove generazioni, non può non sapere quello che è successo in questo paese".

Forse, questo film rappresenterà un'altro piccolo passo verso una riflessione di quella esperienza, per interiorizzarla e riconoscerla anche sotto mentite spoglie. Una esperienza che - secondo Solzenitsin - era una esperienza paradossalmente di una forma alternativa di liberta. LA libertà di chi non ha nulla più da perdere.  "Si può avere potere sulle persone finché non gli si porta via qualcosa. Ma quando si è rubato tutto ad uomo, questi non sarà più soggetto ad alcun potere: sarà libero di nuovo."

E suona di buon auspicio la dichiarazione del Consiglio d'Europa di questa settimana. Il Comunismo e il Fascismo sono le stesse faccie della crudeltà umana. E non può essere una crudeltà migliore dell'altra.  Anche la crudeltà ideologizzata ed elevata ad arte di governo.
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categorie: russia
giovedì, gennaio 26, 2006

Torino, le carcasse delle auto, i striscioni per coprire i cantieri e la NBC in giro.



Gli Americani si preparano ad incassare il primo posto nel medagliere, con una delle squadre più giovani e una televisione (NBC) già sbarcata nei media center.

Oggi, fanno il preopening gli ultimi due villaggi olimpici, Sestriere e Bardonecchia. E intanto il TOROC si fa un giro in montagna, e si spaventa. Provvedimenti urgenti per striscioni per coprire le brutture del territorio e le carcasse d'auto abbandonati negli anni sul percorso.

"Libero fischio, in libero Stato". Sandro Pertini.

La fiamma Olimpica salta la Val di Susa. Fra risse, sputi e blindati, la fiamma olimpica continua il suo viaggio nel nord italia. TOROC convoca in fretta e furia il proprio coordinamento, e decide di saltare la Val di Susa a piè pari. I sindaci - è la motivazione -, e uno in particolare di Rifondazione stanno scaldando le mani e i fischietti per contestare di tutto: dai sponsor, alle TAV, ai ponti siciliani.

E per finire in bellezza: al TOROC i custodi portano via computer contenenti planimetrie, elenchi dei accreditati e piani di sicurezza. Panico generale. Alla fine, un sospiro di sollievo. Il solito ladro delle cooperative manutenzioni che ogni viaggiatore aeroportuale conosce. Inevitabili come il maltempo.

E via a coprire le brutture con i striscioni...
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categorie: xx giochi olimpici invernali - t
lunedì, gennaio 23, 2006



Gianduiotti Olimpici? Solo EUR 16,00. Anche su internet.



Lucidolabbra? Sempre olimpico.

Carta igenica? Coming soon.
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categorie: amenita olimpiche
lunedì, gennaio 23, 2006

Sestriere

(foto: il riposo dei giusti. Le forze dell'ordine sono interessati a provare il macchino a due ruote che li vedrà - qualche minuto dopo - col vento nei cappelli, girare per il Villaggio Olimpico urlando yahoooo!).

Dove ci sarà l'ingresso a uno dei più grandi villaggi olimpici invernali, una colata di fango sporca le scarpe e i pantaloni ai visitatori. In mezzo al fango, cartoni abbandonati, pile di mattoni e squadre di sorridenti operai cinesi. Immensi striscioni di Torino 2006 sovrastano il cantiere colorandolo, insieme al blu intenso del cielo invernale e al bianco delle cime innevate. La preapertura, ovvero l'apertura del villaggio bonificato è prevista al 26 di questo mese, ma benché nessuno lo esterni ad alta voce, il dubbio serpeggia: riusciranno a finire? E’ il1 Febbraio la data in cui è previsto l'arrivo delle prime delegazioni.

Secondo Sergio, il vice responsabile del Villaggio Olimpico di Sestriere: Sì.

E' veramente uno sforzo immane immaginarsi queste stradine piene di fango, queste piazzette di container di operai cinesi e questa recinzioni cadente in plastica rossa, coi cartelli gialli "lavori in corso", diventare strade, parchi, negozi di ciò che diventerà uno dei posti più ripresi al mondo (5.000 giornalisti accreditati solo a Sestriere).

 
E’ tutto questo, fra qualche giorno.

Il villaggio a regime accoglierà 2000 fra atleti e dignitari, serviti e riveriti da un personale di 1200 persone in rotazione a turni. Dove saranno stipati tutte queste persone, in questo minuscolo villaggio, è un'altro sforzo richiesto all' immaginazione. Fuori dal villaggio per le case gli affabili locali chiedono 7.000 -8.000 Euro, per un monolocale, per il mese olimpico.

Dalle vetrate si apre la vista su una bianchissima e liscia pista da sci, aperta ultimi giorni al pubblico e percorsa da qualche raro e sonnolento avvocato milanese in settimana bianca. Ospiterà la discese libere olimpiche e la folla tumultuosa dei fans.

La coda al ristorante del villaggio è lunga. Personale TOROC, personale CIO, tutti in coda con le proprie foto che ammiccano da giganteschi pass. Contrasto fra il lui sorridente dalla gigantesca foto e il lui sonnolento col piatto in mano e incazzato per l’attesa. Il cuoco parla solo piemontese. Si mangia bene, si mangia quanto si vuole. Si beve solo lo sponsor, Coca Cola, bandita l'acqua minerale e il vino. (Non sono sponsor, non sono degni del luogo). Ai tavoli bandierine olimpiche e le facce provocanti delle due mascotte fissano minacciose per tutto il pranzo. Qualcuno del nostro piccolo gruppo di Administration in ricognizione, esterna l’intenzione di far durare le proprie pause pranzo qualche ora e pure chiedere la siesta pomeridiana. La mascotte fissa implacabile l’intero tavolo. Dietro le vetrate, sulla pista, l’avvocato milanese è arrivata alla valle, sollevando un polverone bianco.

 
Da un'altra parte, qualcuno ha acceso una ruspa.


 



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categorie: xx giochi olimpici invernali - t
venerdì, gennaio 20, 2006

Erdogan e Sharon.
Sono casi della storia, che le riforme più corraggiose sono portati avanti dalle persone meno ovvie. Sharon provocò con la sua famosa passeggiata, la Seconda Intifadah; ma mentre lotta contro la morte, è chiaro a tutti che la sua eredità finirà nei libri di storia. Ha osato oltre ogni limite di un primo ministro laburista.

La Turchia è uno stato in cui il nazionalismo è un obbligo di pensiero. Chi si fa delle domande, cerca di capire e indagare nella storia recente turca, sopratutto negli angolini più bui e meno monumentali, incorre nelle ire non di un'altro storico, bensi del codice penale.

Lo stato che mira ad entrare nella UE regola per codice penale cosa lo storico può scrivere e cosa no. Il famoso caso di Orhan Pamuk e del suo libro sui curdi, ha avuto un'interessante seguito. La magistratura turca ha deciso di indagare Joost Lagendijk (in inglese), l'olandese co presidente del Comitato Europeo per l'ingresso della Turchia.

In an absurd twist for the free-speech trial in Turkey of the author Orhan Pamuk, Turkish prosecutors are now investigating the Dutch co-chairman of the European Union's committee on Turkey, Joost Lagendijk, to see whether he violated the country's gag rules while in Istanbul last month to attend the Pamuk trial. Pamuk is charged with insulting "Turkishness" for talking publicly about Turkish massacres of Armenians and Kurds in the last century. The law also makes it a crime to insult the government and state institutions. (New York Times).

Dal punto di vista di PR, i Turchi proprio non ci sanno fare. Indagano colui da cui dipende la loro sorte nell'Ue.

Però, la Turchia ha intrapreso riforme corraggiose ed epocali, per quel paese. Riforme che garantiscano (per quello che possono) le minoranze linguistiche, limitano le interferenze dei militari - i guardiani della rivoluzione laica di Ataturk -, libertà di parola e di culto.

Si tende a dimenticare. Ma queste riforme le ha varate un Primo Ministro - Erdogan - il cui partito, secondo i canoni ortodossi, è un partito islamico ed estremista. Proprio come un ex estremista di destra in Israele. Ironico.
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categorie: democrazia
giovedì, gennaio 19, 2006

Con il freddo di Bologna e la nebbia di bianca che occulta la città, il senso di auto conservazione richiedere di rimanere chiusi in casa. Approfitto per un aggiornamento dei link, che da un paio rimangono sempre gli stessi. Aggiungo l’ottimo blog – scoperto da poco – di Ragoburgo. Italiano trasferitosi a San Pietroburgo, che sicuramente ha una prospettiva diversa sulle cose che accadono, non solo in Russia, ma anche in Italia. San Pietroburgo, una città a cui l’Italia con l’ingegno dei suoi architetti ha dato molto.

L’altro è un bar interessante, Turrisi, un posto dove la sera ci si andrebbe con piacere e in buona compagnia. Peccato che sia vicino a Messina. E peccato che Messina sia cosi lontana.

Veramente un peccato.

A Bologna innevata e con blocco del traffico, passeggiano per vie deserte Tonino Guerra e Sergio Cofferati, noto al Grande pubblico per lo spot degli elettrodomestici ottimisti, il primo; per lo sgombero dei rumeni pessimisti del lungo Reno, il secondo.

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categorie: bologna, emilia romagna
martedì, gennaio 17, 2006

E' cosi fra meno 24 giorni iniziano le Olimpiadi. Fioriscano forum e siti dei volontari di Torino2006. Polemiche e polveroni, stranieri alibiti di fronte e non ancora smaliziati dall'italica capacità di arrangiarsi, l'arte su cui è basata l'intera organizzazione dei Volontari Torino 2006.

Le polemiche sono su tutto: dalla formazione (quasi inesistente) alla cronica mancanza di alloggi. La situazione si è acuita quando è risultato che , mentre qualcuno si sente chiedere 200 EUR a notte per un posto letto - a tanto è arrivato l'informale borsino alloggi notax città di Torino - ad altri il TOROC (Comitato per l'Organizzazione delle XX Giochi Olimpici Invernali di Torino) offre alloggio, vitto, e 200 euro "per piccole spese". A Torino sono partiti attachini notturni, armati con volantini fotocopiati in cui si prende di mira il "TOROC in mano alle multinazionali", per tappezzare i pali della città.

( La mia polemica personale è più modesta: mi tocca fare l'andar vieni da bologna a torino due volte in giro di una settimana. Una per ritirare l'accredito e la divisa, l'altra per farsi trascinare a Sestriere ad un pranzo offerto e il relativo tour del villaggio di Sestriere. Inquino e ingrasso la società autostrade).

Torino è linda. Netturbini ad ogni angolo fissano sospettosamente i fumatori. Torino è vuota. Un camerman della BBC monta la sua nera telecamera sul corso Roma. Sorride al freddo e alla neve. Torino sarà sabauda, ma pur sempre italiana. Saranno olimpiadi italiane, i XX Giochi Olimpiaci Invernali. E il TOROC è un tipico ente italiano: con auto blu, rimborse spese e i telefoni che squillano a vuoto.

Ma saranno sicuramente fra le più belle Olimpiadi Invernali dell'era Moderna.

Questo blog dal 1 Febbraio si veste di olimpico, e l'autore si trasferisce a Bardonecchia e Sestriere per fare il volontario nella Administration Crew del Vilaggio di Sestriere.

E seguire da vicino le polemiche.
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categorie: xx giochi olimpici invernali - t
giovedì, gennaio 12, 2006

Zirinovskij ha una proposta per risolvere l'influenza aviaria.

МОСКВА, 11 янв -RIA Novosti. Il Vice presidente della Duma Vladimir Zirinovskiij paragona l'influenza aviaria ad un nuovo mezzo di guerra, e propone di sparare a tutti gli uccelli migratori che in primavera faranno il loro ritorno in Russia.

"E' necessario far pressione sul governo per fermare questa migrazione degli uccelli. Se ne stiano al sud. Bisogna sparare a tutti gli uccelli, mettere tutti i nostri uomini, l'esercito da Soci [città n.d.t.] fino alla Crimea e fermare gli uccelli migratori: dovranno rimanere là dove sono ora", - ha dichiarato Zirinovskij, durante una discorso in seduta plenaria della Duma, questo mercoledì mattina.

Zirinovskij ritiene che la caccia agli uccelli migratori è la migliore lotta all'influenza aviaria.
Secondo la sua opinione, l'influenza aviaria è un nuovo mezzo di guerra.

"Questo non è uno gioco, questo è un modernissimo mezzo di guerra. Prima questi innocui uccellini sorvolano un paese, e poi questo paese rimane senza viveri e la gente inizia a morire", - ha dichiarato Zirinovskij.

"L'influenza aviaria ha fatto il giro della regione e si è fermato in Turchia. In tre giorni ha messo in ginocchio questo paese di 70 milioni di persone; e in marzo gli stessi uccelli migratori voleranno da noi, attraverso il Mar Nero" , - ha aggiunto il vice-presidente - "bisogna fermarli".

(fonte: RIA Novosti) Libera traduzione.

Se lo sa Storace?
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categorie: russia
venerdì, gennaio 06, 2006

Befana. Meanwhile in San Pietro...



A salvare i gattini dai fossi (con protezione civile) per la podistica Città di San Pietro... individuati con un imponente ponte radio lungo il percorso: potenti mezzi delle Pubblica Assistenza.

(fondamentale anche per individuare aree Ristoro).
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giovedì, gennaio 05, 2006

Voglio Carbone.

a) C'è da dire che Modena di sera è veramente carina. Ci capito spesso e l'adoro per i parcheggi gratuiti del centro, raccordi, assenze di Sirius e una imponente presenza di outlet e stradoni dritti. Stasera, fra l'altro, ho fissato a lungo la Ghirlandina. Qualcosa non tornava. Solo dopo mi accorgo che è storta rispetto al basamento. Una mano pietosa ha cercato disperattamente ad aggiustare l'effetto ottico raddrizzando la punta ottogonale. Viene da sorridere che l'Emilia è piena di torri e torresotti storti, causa terreno argilloso.

b) Leggere Suvorov prima di andare a letto, mi sta convicendo pian pianino che Stalin era un statista. Prova ne è che è morto - eccezione fra dittatori - nel suo letto. Dividendo un'attimo la sua capacità di organizzare i sottoposti, a prevedere e valutare i risulati, la capacità di ascoltare tutte le opinioni sull'argomento e la sua vasta cultura in ogni ambito del governo; dagli milioni di morti, dico: genio nel suo campo. (Anche se certi geni meglio perderli che trovarli).

Probabilmente la Storia, le Storie, vanno riviste e rilette, non adorate e contemplate.


Il che mi fa ricordare di augurarvi buona Befana. Con le crisi di petrolio e di gas, anche il carbone tornerà presto ad essere una risorsa energetica importante. Chissenefrega delle caramelle...

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mercoledì, gennaio 04, 2006

Mosca, attese.

Era il bianco, il colore di quella città. Un bianco sporco, un bianco grigio. Come il grigio dei suoi palazzi, dritti e squadrati come scatole di cartone. Grigio come la sua neve, come la polvere che copre le sue strade larghe e i suoi giardini. C’era sempre un cielo limpido su quella città.

Un grande cielo stellato che pareva l’avvolgesse sotto la sua coperta blu. Ed erano blu gli occhi degli abitanti, di quella città. Grandi occhi blu che guardavano da sotto ciuffi biondi. Camminavano sotto il grande cielo, lunghe le sue larghe strade, in mezzo alle bianche case di cartone.

E i bambini ridevano in piazza, indicando il grande mausoleo nero. E i bambini ridevano con i loro occhi blu, e le giovane mamme li stringevano la sciarpa, li asciugavano il nasino. Un pittore solitario, vecchio e con la pelle fredda, fumava una sigaretta con il suo unico dente giallo e marcio. Ed era l’uomo più affascinante che vidi mai.  Portava sulla sua pelle i segni della storia violenta e generosa di quella città di neve.

Storie leggendearie come quella di Stenka Razin che getta la princepessa persiana, la più bella fra le belle, nell'abbraccio del fiume Volga, inchinandosi davanti al grande fiume.

E lui mi avrebbe detto che mi stava aspettando. Che ero in ritardo. Che sono stato molto tempo lontano. Sarei dovuto tornare prima. E poi, guardandomi con la sua sigaretta in bocca, mi avrebbe regalato il suo quadro dipinto nell'attesa: bianco come i palazzi di quella città e blu come gli occhi dei suoi abitanti.

La mamma giovane, viso lei stessa di bambina, con piccole dite bianche avrebbe trattenuto il bambino che andava incontro a me: ad uno straniero. E io l’avrei guardata con i miei occhi, blu per niente, l’avrei guardata finché mi riconoscesse e mi desse il benvenuto, lasciando correre il bambino per quella piazza coperta di neve.


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martedì, gennaio 03, 2006

Gazpom. Dalla Russia con Amore (via Ucraina).


In una famosa commedia sovietica degli anni 70, l'amministratore di condominio staccava la fornitura di gas ad un condomino colpevole di non comprare i biglietti della lotteria (che l'amministratore stesso rivendeva nel palazzo) dimostrando in questo mondo la propria non lealtà allo Stato. La commedia ironizzava sul paradosso del sistema, sulla mediocrità dei piccoli funzionari statali, occupati a far a gara a raggiungere e superare quote, rasentando ridicolo.

 
Ma già si delineava la tendenza: staccare il gas.

Il condominio post Sovietico cade a pezzi. Le vicende attorno alle forniture del gas russo, primo esportatore mondiale, all'Ucraina, assomigliano sempre più ad una lite da assemblea condominiale, che ad una seria diatriba internazionale, che tiene col fiato sospeso dalle borse di mezzo mondo.

E' lite da condominio, la presunzione della Russia di comportarsi come un soggetto neutrale, pacato ed in abito anglosassone, che semplicemente chiede quanto gli spetta; quando, in realtà, è una palese (e disperata) sete di vendetta, contro un paese che ha cercato di portarsi fuori dalla sua tradizionale sfera di influenza. Giorni fa, in un editoriale, Kommersant ha definito la politica del Cremlino "la politica del ricattatore di quartiere".
 
E' lite da condominio
, uno Stato (l'Ucraina) che si comporta come un calabrese con l'allacciamento abusivo al metanodotto, convinto di essere il più furbo e con una marcia in più. Quando in realtà è il più cretino. L'Ucraina e il suo cosiddetto governo di coalizione liberal-mafioso, pare si illude di trescare con l'Europa continuando ad essere mantenuta dal fidanzato russo .

Tirarsi fuori dallo spazio russo comporta innumerevoli vantaggi (sopratutto nei campi di libertà civili e di democrazia), ma anche alcuni lati negativi. Uno di questi è la perdita dei prezzi di favore per le materie prime, e la necessità di pagarle al prezzo di mercato (caro). Fino a ieri, l'Ucraina pagava lo stesso gas ad 1/4 del prezzo versato dall'Italia. Ne scontava però un forte condizionamento politico, economico, militare.

Uno Stato serio si assume i costi delle proprie scelte, che fra l'altro, avrebbero dovuto essere messe in conto all'inizio. L'indipendenza costa.
 
Uno Stato serio - l'altro - non cerca però, con la bava alla bocca, di vendicarsi contro il più debole, urlando e minacciando anche contro altri vicini, solo perchè ha saputo costruire la propria area di influenza in un modo tale, che tutti ne vogliano uscire al più presto. Anche a costo di rimanere al freddo.
postato da: Serghei24 alle ore 17:54 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: russia, ucraina

Chi sono

Blogger: Serghei24
studente di scienze della comunicazione a bologna, 24 anni. Animo sensibile, fra i personaggi pubblici preferiti, Putin Vladimir Vladimirovich, un politico galantuomo che - spero proprio - non faccia anche il terzo mandato.


Chi è Dr. Woland? Personaggio del Maestro e Margherita di Bulgakov, osservatore della Russia stalinista mentre è intenta a costruire la società più razionale della terra, che nega l’esistenza di Dio,e dunque, di lui stesso, l'antogonista per eccellenza del Creatore,il Diavolo in persona.

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