Russia, Putin e il Terzo Presidente

Ne te quaesiveris extra, Oh Mater Russia! - Non cercarti al di fuori di te stessa, Madre Russia.
Osservatorio del Dr. Woland: Ci occupiamo di Russia e dei paesi dell'ex area sovietica. Ce ne occupiamo a titolo amatoriale,
saltuario e senza alcuna pretesa di seguire l'incalzare degli eventi. A questo punto forse vi state domandando che senso ha leggerci...
(Russia, Putin, Politovaskaja e amici vari)


Pubblicato dal 2003 in Bologna.
lunedì, agosto 21, 2006

Il vero colpevole della fine dell'URSS?

Il 18, 19 e 20 agosto 1991 sono stati giorni cruciali per la fine dell'Unione Sovietica. L'anniversario dei 15 anni è stato proprio in questi giorni. 15 anni sono un'inerzia per la storia, eppure sembra veramente un'altra epoca. Molti forsi pensarono che in tre giorni si potesse gettare le basi di una democrazia in un paese che non ne ha mai avuto storicamente le basi. Eppure quei tre giorni - con Gorbaciov imprigionato nella sua dacia e i carri armati per le strade - furono l'alba e contemporaneamente un tramonto. L'alba abortita della democrazia russa e il tramonto dell'esperienza sovietica.

Gorbaciov ha scritto su Moskvoski Novosti un articolo per ribadire quello che sostiene da anni. Se non fosse stato per il famigerato Komitato dello Stato per gli Eventi Speciali e dei suoi carri armati, le sue riforme sarebbero giunti ad una fine naturale e, forse, fa intuire, la storia del URSS sarebbe stata diversa. In quei giorni si stava per firmare un nuovo patto federativo fra le quindici repubbliche, che sarebbe dovuto diventare un trampolino per il nuovo futuro del paese più grande del mondo. Finito invece in macchietta: con generali ubriachi a cui tremavano le mani durante la conferenza stampa, carri armati con la musica di pace, i proclami di eltsin, ordini per produrre manette per tutti, generali galantuomini che si sparavano. E tanta, tanta gente per la strada a diffendere qualcosa che non aveva ben chiaro in mente; pronta a morire per un ideale fumoso e confusionario, ma con un'unica idea chiara in testa: indietro non si torna.

E' possibile che Gorbaciov si sbagli. Non sono stati i carri armati a mosca ad avere dato la spallata definitiva alla sua perestrojka e insieme all'URSS. Forse non sono stati neanchè i moscoviti scesi in piazza.

Forse è stata semplicemente la storia.
postato da: Serghei24 alle ore 23:51 | link | commenti | commenti
categorie: democrazia
giovedì, agosto 17, 2006

[segue da sotto]

Alcuni estratti dal editoriale di Kommersant di ieri.


"La situazione è difficile, direi critica. Tutto ciò che si può fare, si fa direttamente sul posto". Questa è stata la prima frase pronunciata dal Presidente della Russia esattamente sei anni fa, 16 agosto 2000, quando pronunciò questa unica frase, dopo un incontro con studenti all’università di Sotchi. Ben cinque giorni dopo la tragedia [di Kursk ].

E’ stata l’ultima occasione in cui la solidarietà della gente, direi della nazione intera, si sia unita al dolore dei morti, aggirando il Presidente della nazione. Il dolore era forte e comune. Insieme ai marinai e alle loro famiglie, tratteneva il respiro l’intera nazione. Ognuno intuiva ciò che stava accadendo, al di là delle menzogne delle versioni ufficiali. Nessuno poteva capire il silenzio in cui si era circondato il Presidente, ne tantomeno nessuno lo poteva giustificare.


Aprite i giornali di quel periodo, riportate alla memoria le immagini dei telegiornali: con le moglie e le madri dei marinai del “Kursk”. La stampa russa mai più fui cosi unita – nemmeno durante l’orrore del Nord-Ost e le snerviante attese di Beslan – e la televisione russa non lavorò mai più cosi, come in quei giorni difficili, quando davanti agli occhi della nazione morivano i 118 marinai.

(c) KOMMERSANT 2006. trad. Serghei24.

Kursk ha messo la parola fine al diritto della stampa russa di formulare giudizi indipendenti sugli eventi o sul Presidente. Risultò che l'ultimò non gradì nessuno dei due. Ed ebbe il potere di farlo.

Questo ci porta a domandarsi della bontà della Costituzione Russa eltsiniana, e della sua attualità.
postato da: Serghei24 alle ore 21:52 | link | commenti | commenti
categorie: russia, democrazia, putin
giovedì, agosto 17, 2006



Ieri il 16 agosto 2006, è stato l'anniversario della tragedia del Kursk. Il sottomarino atomico affondato al largo, portando con se il gesto ultimo, eroico dei 118 marinai che si sono autoaffondati per non rischiare una catastrofe col reatore nucleare. Il ricordo della tragedia è passato dimenticato. In russia, per ovvi motivi di opportunità: si trattò in assoluto del momento in cui il regime di Putin toccò il suo punto più basso di popolarità. In occidente, per la congenita memoria corta dell'opinione pubblica, e complice la guerra in Libano, come tormentone principale dei tg in questo agosto.

Invece il Kommersant, approfittò dell'anniversario, con un editoriale di Natalja Gevorkjan, per chiedersi come il modo di fare informazione sia cambiato da quella tragedia. Il Kursk è stato uno spartiacque nel giornalismo russo. E della loro libertà di dare valutazioni indipendenti. Di essere insomma, i cani da guardia del potere.

[segue]
postato da: Serghei24 alle ore 18:57 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: russia, democrazia, putin, berezovsky
giovedì, agosto 17, 2006

Riprendo mano, dopo mesi, a Serghei24. E' elemento essenziale del blog, quello di poter abbandonarlo e poi magare riprenderlo, e poi riabbandonarlo. Spesso, infatti, si finisce a scegliere se vivere gli avvenimenti o raccontarli. Il blog, per un lazzarone come me, è un impegno da affrontare con calma, e sigaro acceso, quando il tempo lo consente. E' un hobby telematico che permette anche di conoscere persone interessanti, che mai in altro modo forse sarebbe capitato di incontrare. Ma ritengo, sempre e comunque, che l'unico biasimo giustificato per non aver smesso di scrivere, è quello fatto ad un giornalista. Che di tastiera e foglio word, ci vive. Piacere di rivedervi. Ser
postato da: Serghei24 alle ore 14:20 | link | commenti | commenti
categorie: introduzioni

Chi sono

Blogger: Serghei24
studente di scienze della comunicazione a bologna, 24 anni. Animo sensibile, fra i personaggi pubblici preferiti, Putin Vladimir Vladimirovich, un politico galantuomo che - spero proprio - non faccia anche il terzo mandato.


Chi è Dr. Woland? Personaggio del Maestro e Margherita di Bulgakov, osservatore della Russia stalinista mentre è intenta a costruire la società più razionale della terra, che nega l’esistenza di Dio,e dunque, di lui stesso, l'antogonista per eccellenza del Creatore,il Diavolo in persona.

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