Russia, Putin e il Terzo Presidente

Ne te quaesiveris extra, Oh Mater Russia! - Non cercarti al di fuori di te stessa, Madre Russia.
Osservatorio del Dr. Woland: Ci occupiamo di Russia e dei paesi dell'ex area sovietica. Ce ne occupiamo a titolo amatoriale,
saltuario e senza alcuna pretesa di seguire l'incalzare degli eventi. A questo punto forse vi state domandando che senso ha leggerci...
(Russia, Putin, Politovaskaja e amici vari)


Pubblicato dal 2003 in Bologna.
giovedì, gennaio 11, 2007

In praetoriis leones, in castris lepores.*

Abbiamo assistito: alll’aumento del prezzo del gas da parte della Russia ad un paese, la Bielorussia, tradizionalmente alleato; l’iraconda reazione bielorussia, l’accordo raggiunto in extremis a due minuti dalla scadenza del ultimatum di mosca, la mossa a sorpresa (ma c’era da aspettarsi da Lukashenko) di tassare il petrolio russo in transito come un finale di ripicca e un’orgogliosa rivendicazione (e perché no, il tentativo di far quadrare le magre casse).
 
Male fa chi pensa che la questione sia risolta definitivamente. La questione è semplicemente passata ad un livello sotterraneo che non coinvolgerà più i paesi dell’Unione Europea. Lukashenko non è di quelli che lascia perdere o si piega alle regole della diplomazia. Luakshenko, lo ha dimostrato, è come una belva ferita che si rintana nel bosco a leccarsi le ferite.
 
Non assistiamo allo scontro fra due paesi. Assistiamo allo scontro fra due personalità Lukashenko e Putin. Ne l’uno ne l’altro hanno più a casa un sistema che possa produrre decisioni ragionati, frutti del dialogo, di una opposizione o stampa libera al punto di fare da freno. Ognuno in casa propria è il giudice e il giudicato.
 
La vicenda Bielorussa ha messo anche a nudo uno dei tanti problemi correlati alla scelta di Putin di usare il gas come arma politica. Ha politicizzato il gas a tal punto da sottrarlo dalla logica economica di mercato legandolo rumorosamente e con poca grazia alle logiche politiche.
 
Questo è perché siamo profondamente convinti che l’accordo con la Bielorussia era un accordo prettamente economico e che adeguava le tariffe a prezzi fermi ormai da anni, tanto da diventare quasi una fornitura in perdita, economicamente parlando. Ma si è rivelato un boomerang politico.
 

Come si dice, chi di spada ferisce, di spada perisce.

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* Nel palazzo leoni, nell'accampamento lepri (lat)

postato da: Serghei24 alle ore 01:02 | link | commenti | commenti
categorie: bielorussia
giovedì, gennaio 11, 2007

Notizia Ultima Ora

Ha ceduto la Bielorussia. Non fa più pagare la creativa tassa sul transito del petrolio. Ha ceduto chi aveva di più da perdere. Putin vuole calcare la mano fino in fondo e probabile che punirà la Bielorussia molto severamente. Lukashenko, l'houdini della politica, riuscirà ad uscirne, c'è da scometterci.  E' da tempo ormai che non gli rimane più una faccia da perdere.

postato da: Serghei24 alle ore 00:26 | link | commenti | commenti
categorie: bielorussia
mercoledì, gennaio 10, 2007

Giochi di resistenza

Su questo blog avevamo già espresso l’augurio che l’Unione Europea considerasse l’energia rinnovabile come seria alternativa al petrolio, non solo per considerazioni ambientali ma – soprattutto – politiche. La crisi russa bielorussa, ha già spinto il Commissario Europeo per l’Energia a sottolineare che entro il 2020 l’Europa dovrebbe (dovrebbe) ricevere il 25% del proprio fabbisogno proprio dal rinnovabile, diminuendo la sua dipendenza dal ricatto delle potenze e cartelli energetici.

 
Daily Telegraph pubblica l’editoriale dal inequivocabile titolo “No al ricatto di Putin”, dove esprime la speranza che la Merkel, presidente di turno della UE, in visita fra pochi giorni a Mosca, imposti una nuova politica con la Russia, dipinto come paese autoritario e sempre più sfacciato ad usare l’energia come arma “di ricatto”.
 
Nel frattempo sul fronte russo bielorusso è partita la gara a chi cede prima. Lukashenko può sperare che l’indignazione dell’europa gli giochi alla mano, costringendo Putin a cedere su una bozza di compromesso entro tempi brevi, pena la perdita definitiva della credibilità come fornitore europeo.
 
Putin – sembra cogliere la gravità della situazione, e ha incaricato il governo di “tutelare in ogni maniera il consumatore europeo” – può sperare che Lukashenko si riduca alla ragione, davanti al rischio, già paventato, di dazi sul latte, carne e formaggi bielorussi, destinati al 99,9 % alla Russia; davanti al rischio di rimanere isolati e di perdere anche il guadagno dalla esportazione di televisori e frighi in Russia, primo partner commerciale.
 
Chi cederà per primo, lo vedremmo in questi giorni, lo vedremmo più per diletto che con preocupazione. Perchè una cosa è sicura chiunque ceda per primo, in questo gioco, la Russia e la Bielorussia hanno già perso entrambi.
postato da: Serghei24 alle ore 12:22 | link | commenti | commenti
categorie: bielorussia
lunedì, gennaio 08, 2007

Notizia Ultima ORA

La Bielorussia ha interrotto il transito del PETROLIO (non GAS) russo attraverso la sua rete di trasporto, dal nome alquanto inappropriato di "Amicizia". Lo ha comunicato l'operatore polacco PERN che pompava il petrolio dalla rete bielorussa. "Abbiamo chiesto spiegazioni ai bielorussi, ma stiamo ancora aspettando la risposta".

I bielorussi hanno confermato la notizia dell'interruzione del trasporto del petrolio russo verso la Polonia, Germania ed Ucraina (ovvero verso tutti).

In questo modo assistiamo ad un'altro episodio della guerra commerciale dei ormai ex alleati. E' probabile che il transito del petrolio sarà riprestinato anche in giornata di oggi. E' anche probabile che la colpa sarà di un non precisato "guasto tecnico". Ma è sopratutto probabile che sia un'altra azione di intimidazione di Lukashenko. Un messaggio velato a Mosca che servirà solo ad aumentare l'escalation nella zona.

E' probabile - per chiudere la parentesi - che Lukashenko non ascolti più i suoi consiglieri e sta aggendo pericolosamente d'impulso, al pari di un bullo umiliato a scuola che non conosce altra reazione che spezzare le matite dei compagni.

postato da: Serghei24 alle ore 12:54 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: bielorussia
lunedì, gennaio 08, 2007

Torniamo dopo un po’ di giorni, a festa finita, a rinnovare i auguri per l’anno iniziato.
 
Anche questo inizio d’anno è iniziato all’insegna di una guerra di gas, questo volta con la Bielorussia.La Bielorussia è stato il paese fra i più penalizzati dalla fine dell’URSS. Nella divisione socialista dei ruoli, in Bielorussia si montavano i macchinari, i pezzi dei quali erano prodotti in giro per l’intera Unione. E’ per questa ragione che in Bielorussia è da sempre stato forte il sentimento di nostalgia per lo scioglimento dell’URSS. Lukashenko aveva nel suo programma elettorale, su cui fu malauguratamente eletto, niente popò di meno che la riunificazione dell’URSS.
E un trattato di riunificazione fu effettivamente firmato fra la Russia e la Bielorussia. Un trattato di ampio respiro che prevedeva la nascita di uno nuovo stato con un’unica moneta, governo, esercito. Il trattato fu firmato da un malandato fisicamente e politicamente Eltsin. Lukashenko non ha mai fatto mistero della sua ambizione di diventare il successore di Eltsin in questo ipotetico stato, diventando in questo modo il Presidente della Russia e Bielorussia.
 
Lukashneko girava ormai nelle regioni russe, senza concordare le visite con Cremlino, dava consigli e sgridava i governatori, ostentava la sua virilità accanto ad un Eltsin divorato dall’alcol.
 
Poi arrivò Putin e chiunque capì che l’ambizione di Lukashnenko si frantumò definitivamente, e con lei l’idea stessa di una fusione fra la Bielorussia e la Russia. Putin svuotò di fatto il processo di unificazione, se ne uscì con gaffe studiate come quella volta che invitò a “dividere la mosca dalla cotoletta” alludendo al ruolo di parassita della Bielorussia che viveva sulla spalle della Russia. Liquidò successivamente l’intero progetto con l’assurda proposta di un’annessione della Bielorussia alla Federazione Russa come uno federato stato ai pari degli altri.
Laddove tutti sanno che la Federazione Russa è tale solo di nome ed è uno stato centralistico, unitario gestito da Mosca, senza alcun spazio concreto per le autonomie locali. Lukashenko, ovviamente rispedì la proposta la mittente, e a Mosca approfittarono per dichiarare l’intera iniziativa fallita e addossandone la colpa a Minsk. Questo è la breve prefazione alla guerra commerciale russo-bielorussa che si sta delineando in questi giorni.
postato da: Serghei24 alle ore 00:48 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: bielorussia

Chi sono

Blogger: Serghei24
studente di scienze della comunicazione a bologna, 24 anni. Animo sensibile, fra i personaggi pubblici preferiti, Putin Vladimir Vladimirovich, un politico galantuomo che - spero proprio - non faccia anche il terzo mandato.


Chi è Dr. Woland? Personaggio del Maestro e Margherita di Bulgakov, osservatore della Russia stalinista mentre è intenta a costruire la società più razionale della terra, che nega l’esistenza di Dio,e dunque, di lui stesso, l'antogonista per eccellenza del Creatore,il Diavolo in persona.

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