La scampagnata dei polizotti ucraini, più che all'ambito della tragedia, appartiene a quello farsesco-goliardico del piano solo di De Lorenzi, e all'analoga scampagnata della forestale a Roma del generale Borghese. Proprio quella fermata da un carabiniere perchè, durante la storica missione, imboccò una preferenziale.

Colonna sonora indicata: i Take on degli Aha.

La procura inglese ha terminato le indagini sulla morte di Litvenenko chiedendo l'incrimizione dell'ex agente del KGB Andrei Lugovoi. Che però è riparato al sicuro a Mosca. La procura ha chiesto ufficialmente l'estradizione al governo russo, anche nel rispetto del patto di collaborazione fra i due sistemi giudiziari, firmato con grande pompa magna.
Lugovoi, il sospettato, ovviamente, non ci sta. Va in televisione russa (dove è difficilissimo andare ) è ribalta le accuse sostenendo che lui e la sua famiglia "è stata attacata e perseguitata durante la mia permanenza nel regno unito" (fonte di tutte le citazioni: bbc). Da chi, dove, quando non lo spiega.
Poi si mostra sorpreso: "non riesco ad immaginare di quale prove dispongano contro di me". E in conclusione Lugovoi si dichiara rammaricato "dell'inadeguatezza degli organi investigativi inglesi".
La Procura di Mosca si dichiara dispiaciuta, ma "per limiti costituzionali" Lugovoi non sarà estradato. Sulla questione è intervenuto anche il governo brittanico, Tony Blair attraverso il proprio portavoce si è augurato la "piena e rapida collaborazione delle autorità russe nell'estradizione" ricordando anche il trattato del 1957 sull'Estradizione sottoscritto dall'allora Unione Sovietica.
Facio una parentesi sulla tematica di questo blog (che parla principalmente della Russia) per segnalare, il video sui preti pedofili prodotto dalla BBC, che Santoro vorebbe portare su RAI2 in mezzo a tante difficoltà e ostruzioni. Si intitola "Sex Crimes" ed è stato diffuso sulla BBC nel 2006.
Dal momento che il filmato ha la garanzia di uno dei produttori più seri al mondo, e non di qualche gruppo laico estremista; dal momento che il filmato, nel suo contenuto, non è mai stato smentito da nessuno, è incomprensibile perchè qualcuno in parlamento si arroga il diritto di decidere cosa gli italiani devono vedere e cosa no.
La questione è: il filmato è veritiero o no? La BBC garantisce di sì, il Vaticano non ha mai smenti nel merito, e dunque il tentativo di bloccarne la diffusione, in italiano, si chiama solo in un modo: censura.
http://video.google.it/videoplay?docid=3237027119714361315&q=sex+crimes+ita
video, sottotitolato in italiano.
E' disponibile anche il commento sul filmato de l'Avvenire.


Angela Merkel ha dato lezioni da vera statista. La Germania, fra i paesi europei, è quella che guarda con più attenzione all'est e alla Russia. Ereditando una politica sfacciatamente favorevole di Shroeder - che mistificava deliberatamente per ragioni del Dio denaro la verità - la Merkel avrebbe avuto tutte le tentazioni di non calcare la mano al vertice (scandaloso) EU-Russia di Samara, conclusosi ieri. Vertice fallimentare su tutta la linea e che probabilmente segna l'entrata in una nuova - non certa passeggera - fase nei rapporti bilaterali fra l'Europa e la Russia putiniana.
L'amministrazione putiniana, con un cinismo che trapelava la convinzione che i valori più elementari dell'Unione siano in vendita, ha tentato fino all'ultimo di giocare la carta delle divisioni interne nella UE. Si è tentato di costruire rapporti priviligiati con alcuni singoli stati europei da usare strumentalmente contro altri, brandendo il collaudato dolcetto dei contratti energetici. Si è tentato fino all'ultimo di impedireche al vertice si presentasse un Unione unita (gioco di parole). Proprio la Merkel è la destinataria finale della mossa russa: la Merkel, la più tentata di salvare il rapporto bilaterale di privilegio, piuttosto che anteporre una politica europea comune, e credibile.
Il vertice è andato invece nel modo peggiore (per Putin) e, a mio avviso, sancito definitivamente lo status di Merkel come donna politica europea, a cui certi aspiranti statisti dovrebbero ispirarsi. A certi argomenti l'unica risposta è la serietà e il credere fino in fondo ai valori che si professa. E non dare le pacche sulle spalle.

Nonostante l’intenzione dichiarata del governo russo e americano di abbassare il tono dello scontro pubblico, il Segretario di Stato americano Condoleza Rice, in visita a Mosca, ha rilasciato dichiarazioni forti sulla questione più spinosa nei rapporti fra i due paesi: il sistema missilistico difensivo americano e il futuro status del Kosovo.
Dopo l’incontro con Putin, la Rice ha dichiarato che Mosca non potrà disturbare i piani americani per lo dispiegamento del sistema missilistico di difesa in Europa centrale.
“ gli Usa devono anche in futuro impiegare le tecnologie più all’avanguardia per la propria difesa, e noi abbiamo l’intenzione di farlo” – ha dichiarato la Rice a Reuters - "Non si può pensare che qualcuno ponga dei veti su questioni riguardanti la sicurezza degli Stati Uniti”.
Anche il ministro russo degli esteri, Serghei Lavrov, ha dichiarato ai giornalisti dopo l’incontro fra la Rice e Putin che ambo le parti sono rimaste sulle proprie posizioni sulle due questioni più spinose: il futuro del Kosovo e il nuovo sistema di difesa missilistico.
“La Russia ha confermato la propria posizione sul sistema missilistico. Per quanto riguarda il Kosovo, abbiamo convenuto di raggiungere una soluzione soddisfacente per tutti ma, purtroppo, fino ad ora questa soluzione non si delinea all’orizzonte” – cita Interfax.
Gli Stati Uniti insistono che il nuovo sistema di difesa missilistico, da dispiegare in Polonia e in Repubblica ceca, metterà al sicuro l’intera Europa da un potenziale attacco missilistico dei paesi canaglia, come Iran o la corea del nord.
Mosca invece teme che i nuovi radar americani e i sistemi di missili possano rappresentare un pericolo per la sicurezza della Federazione Russa e che rovinino l’equilibrio di forze nel vecchio continente. In Aprile Putin ha minacciato di abbandonare unilateralmente il trattato contro la proliferazione missilistico (ABM).
E per ripicca ha bandito la carne polacca. (Anche se questo Lavrov non dirà al Interfax).
Aleksij Bradvkin, il rappresentante permanente della Russia presso l’OCSE, rilascia una intervista su Moskvoskie Novisti in cui tenta di convincere il lettore che l’Ocse è un covo di spie, rivoluzionari e sobillatori di professioni, (non necessariamente in questo ordine), e che la Russia debba uscire da questa organizzazione il prima possibile.
Ritengo che il lettore italiano non debba essere privato della notizia.
E cosi l’organizzazione fondata nel 75 con il famoso trattato di Helsinki sui diritti civili, - sottoscritto anche dall’URSS (che è come l’ARCI Caccia che firma per la difesa del fagiano selvatico) – cela lati oscuri e inquietanti, secondo il rappresentante russo in questo organismo.
“E’ incomprensibile che il Bureau per i diritti civili (il direttivo dell’OCSE n.d.t.) istituito e nominato dai governi dei paesi membri, cerchi di essere indipendenti da questi e da chiunque altro portando avanti una propria politica.” (fonte: MN №18 за 2007 год 11.05.2007, trad. Serghei24)
Ovviamente è intollerabile che un ente che deve controllare cerchi di essere autonomo e terzo. L'idea è questa, nel fare un organismo di controllo. Il concetto è un po’ arduo per Bradvkin, e per chi l’ha nominato (Putin), ma probabilmente l’esempio del controllore in autobus dovrebbe aiutarlo a capire come funziona la cosa. Segue una contorta dimostrazione che l’OCSE è uno strumento politico degli USA e all’UE in quanto questi ne sono i più massicci finanziatori.
Il lettore è disorientato. Bradvkin a distanza di tre righe si contraddice. Prima l’OCSE è colpevole di essere autonomo e non dipendere dai governi, poi è colpevole di dipendere dai governi che lo finanziano. A’ Bradkiii, depende o nun depende?!
A dimostrazione “lampante” che l’OCSE è in mano “agli interessi di certi governi occidentali” è l'accusa di “brogli elettorali rivolto solo a certi paesi”. Come mai, si domanda rettoricamente Bradvkin, si denunciano solo le elezioni in Russia e Bielorussia, e non in altri paesi membri?
Mostriamo per favore un gesto di buona volontà a Bradvkin e alla Russia intera. Denunciamo i brogli alle prossime elezioni anche in Canada. O a San Marino.

Se c'è un paese dove i Deus ex machina della tragedia greca prendono forma e si manifestano è la Russia. E' un paese magico, dove un Petroff qualsiasi, ragioniere, sposato con due figli e un'utilitaria in garage, si alza la mattina e si compra una compagna petrolifera all'asta con offerte che superano quelle della Rosneft, monopolista statale e quarta azienda per capitalizzazione mondiale.
Si, c'è un paese dove la magia prende vita, dove la favola è possibile. Altro che sogno americano. Qui ragionieri comunali lanciano OPA sui monopolisti che nemmeno i Shell e i BP si sognano di lanciare. Qui oscure aziende di provincia rivelano bilanci da multinazionali americane.
Magie, giochi di prestigio e un formidabile Deus ex machina che dispensa milardi di dollari (miliardi!) con una mano generosa che ora tocca oscuri burocrati, ora azienducce di provincia.
E' ciò che è accaduto per l'ennesima volta all'asta per i resti della Yukos. Un'oscura azienda, la "PROMM", intestata come nelle barzalette ad un ragioniere , ha offerto per il relitto della Yukos 5 (cinque!!) volte il prezzo di partenza, superando il monopolista Rosneft (che ha la capitalizzazione di tre volte la FIAT, per dare un riferimento).
Di che si occupa la "PROMM"? Si stampa forse i soldi in cantina? Dicono di no. Perchè il titolare è un ragioniere del comune? Non ci diranno pure che è un imprenditore part time.
A quando il pensionato Petroff che vende, con sede a casa sua, le armi in Siria, visto che il governo russo con le sue aziende "ufficiali" non lo può fare per l'embargo internazionale?
A presto, c'è da giurarci...

Una Russia che spesso si sente smarrita e senza radici – i fasti dello zarismo sono lontani : settanta anni di meticoloso lavoro per cancellarne il ricordo fa sentire i propri effetti; l’esperienza dell’Unione Sovietica non è metabolizzata e non sono ancora maturi i tempi per parlarne – festeggia oggi con uno slancio e partecipazione popolare intensa il 9 maggio, anniversario della vittoria nella Seconda Guerra mondiale. Il ricordo della storia in Russia sembra caratterizzato continuamente da rotture brusche, le rivoluzioni, che arrivando cercano con metodo di cancellare tutto ciò che li ha preceduti. Una continua damnatio memoria e revisione storiografica che fornisce ai russi del loro passato un complicato mosaico indecifrabile. L’unico evento limpido che si staglia e la vittoria nella cosiddetta Grande Guerra patriottica. Parate in piazza rossa, telefonate di auguri, messaggi presidenziali, film vecchi di guerra in televisione, concerti per i giovani, ritrovo a casa di amici per pranzare insieme e brindare, ricordi degli anziani questa è la vera festa nazionale russa.
Questo amore quasi sacrale per il 9 maggio, questo orgoglio infinito “per aver vinto e liberato gli altri popoli” impedisce una revisione storica doverosa del ruolo giocato dalla Unione Sovietica durante la guerra. E sopratutto sugli effetti della "liberazione" nei paesi del ex blocco.
Lo storico Suvorov che, dal Rompighiaccio in poi, ha osato mettere in dubbio lo stereotipo patriottico delle masse che difendono la propria patria dal invasore fascista arrotolandosi la bandiera rossa attorno al petto, avanzando letture più prosaiche, si scontrò addirittura con collegamenti sentimentali diretti col 1814 quando Napoleone invase ed arrivò fin a Mosca, bruciandola, e lasciandone un ricordo traumatico non minore di quello dello scacco di Roma. Questo storico è stato letteralmente linciato a furor di popolo. E lui stesso aprì il suo libro chiedendo scusa ai compatrioti se “ si avventa contro il più sacro, limpido, onesto che abbiamo”.
Anche Putin, che si rifà alla storia sovietica senza poterlo dichiarare apertamente, nel suo discorso alla nazione di oggi ha trovato modo di alludere contro chi vorrebbe vivere il 9 maggio un po’ meno religiosamente e un po’ di più come lezione storica.
“Siamo profondamente grati alla generazione alla cui sorte è toccata la pesante sfida della guerra, e perciò chi oggi cerca di sminuire il sacrificio di questi uomini, offende in primo luogo la loro memoria e offende i monumenti alla guerra [riferimento all’estonia n.d.a.] offende la propria gente e semina sfiducia reciproca fra stati e fra i popoli”
Putin, RIAN novisti, trad. serghei24.


In questi giorni un assilo si impossessa di me quando guarda i tg o scorro la rassegna stampa russa. Non sarà Lavrov, il ministro degli esteri, il successore di Putin? E' uscito prepontemente dal cono d'ombra della informazione, e di lui ai russi si racconta tutto. Dove è nato, cresciuto, come bravo, come lo amano tutti. Si parla un po' troppo di Lavrov. Mah
Ed ecco le scale più fotografate della Russia. Le foto girano su internet, rimbalzando dai blog ai forum. Secondo il perito della difesa, l'ampiezza le maglie della scala è tale che "un bambino può agevolmente passarci, ma difficilmente può essere spinto. In questo caso troveremmo tracce di materia organica". Che invece non è stata trovata.
Vladimir Vladimirovich, uno dei blog noti in Russia ha diramato una dichiarazione dove "sapendo che siamo letti in molti posti molto importanti, vogliamo far sapere alle persone importanti che ci stanno in questi posti (cosi importanti): non parleremmo di voi, non parleremmo di niente finchè non liberate Antonina".
p.s. ringrazio l'anonimo lettore che mi aveva segnalato questo blog - vladimir vladirovich - che seguo già da tempo con molto interesse e non ho mai segnalato in link proprio perchè in russo. Lingua conosciuta in pochi, ma forse il lettore anonimo è del numero :o)

Raramente in Russia un caso di cronaca, come quello di Cogne da noi, provoca una mobilitazione pubblica e divisioni - con tanto di tifoserie - fra gli innocentisti e i colpevolisti.
Ma un recente caso di cronaca, che sembra ricalcare in maniera col carboncino il caso Cogne, ha provocato una vera e propria mobilitazione in Russia, costringendo le autorità a diramare "veline" ai giornali e ai telegiornali affinchè nel narrarne la vicenda - di cui i russi ad alta voce reclamano i dettagli - si segua la versione della procura.
Eppure lo schiaramento forzato dei media non ha impedito che la maggior parte dei russi sia fermamente innocentista. Movimenti spontanei organizzano sit in che reclamano la liberazione di Antonina, e una straordinaria mobilitazione in internet: i blog più in vista e letti in russia - fra cui anche il noto Vladimir Vladimirovich - si sono fermati in un originale segno di protesta per reclamare la liberazione della ragazza.
La storia della discordia è la seguente.
Antonina è una studentessa di 22 anni, già sposata e con una bambina che torna da Mosca nella sua città natale, il Novogord, con l'intenzione di rimanerci per pochi giorni. Si ferma nella casa della madre e dove lei stessa è cresciuta. Scopo del viaggio è ritirare il diploma del liceo, documento che avrebbe dovuto poche settimane consegnare alla Università Statale di Mosca a cui aveva fatto richiesta di iscrizione. Con lei è la sua piccola bambina di neanchè un anno, avuto - nonostante la sua giovane età: 22 anni - dal suo neo marito, rimasto a Mosca.
In un affoso pomeriggio si stava vestendo per uscire, e si chiuse in bagno. Dimenticò aperta la porta dell'appartamento - lasciata aperta per far circolare l'aria - e che accedeva al pianettrotolo. La piccola Alisa scivolò a gattoni, spinta dalla curiosità dei bambini,fuori nel corridoio fin sotto la tromba della scale. Dove - e qui le versioni si differiscono - passò le ringhiere e cadde giù lungo la tromba delle scale, secondo la versione di Antonina.
Secondo la procura invece è stata Antonina a spingere la bambina fra le ringhiere. Il teste chiave nonchè l'unica prova concreta che sia emersa a carico della ragazza, è un ragazzino di 11 anni, abitante dello stabile, che dichiara di "aver visto una bambina che spinge un'altra".
E' stata la stessa Antonina a chiamare l'ambulanza subito dopo il volo, la bambina è stata portata in condizioni estreme all'ospedale, dove una lunga operazione l'ha tenuta fra la vita e la morte per diversi giorni.
La ragazza, su testimonianza del ragazzo undicenne, è stata arrestata è rinchiusa in un carcere russo, il che equivale secondo la blogosfera a condanarla "agli stupri e sevizie di ogni genere". Si prende una innocente giovane ragazza e la si butta in mezzo ai dei rifiuti dell'umanità che popolano le patrie galere, è la pesante accusa lanciata dalla blogosfera.
Anche perchè la versione della Procura è tutt'altro che convicente. A partire dallo stesso testimone chiave. Una successiva ricostruzione degli inquirenti - ma fatta anche da un blogger munito di macchina fotografica digitale - ha stabilito che dalla posizione dove si trovava l'undicenne non avrebbe mai e poi mai potuto vedere ciò che ha detto di vedere. (A meno che non sia dotato del potere di caminare sui muri). E' poi il movente che avrebbe spinto la ragazza a liberarsi da una figlia tanto desiderata.
Antonina è una ragazza madre per scelta, di famiglia normale, agiata, con innumerevole testimonianze dell'affetto che nutriva verso sua figlia. La Procura tentò di dipingere Antonina come una ragazza madre disperata e instabile, versione però non avvalorata da alcuna testimonianza e perciò abbastanza speculativa. Successivamente si parò, da parte della procura, di una ragazza si sarebbe sbarazzata della bambina perchè "la stessa con la sua sola presenza la vita privata". Anche questo movente, però, risulta poco convincente perchè non avvalorato da alcuna testimonianza.
Non da ultima l'obbiezione di chi fa notare che se fosse stata la madre a buttare giù la bambina, le sarebbe stato più facile e spontaneo prenderla in braccio e buttarla oltre la ringhiera, piuttosto che cercare di sospingerla fra le maglie della ringhiera. (E' partita una discussione abbastanza stucchevole con perizie e contro perizie sulla distanza delle maglie della ringhiera, e se fosse possibile spingerci in mezzo una bambina, se ci fosse passato il piede etc).
E' questo genere di cose che ha convinto molti e ha alimentato in altri il sospetto che la polizia e la procura (che in russia è culo e camicia col potere del governatore o presidente, dipende se statale o federale) stia in modo ignobile strumentalizzando il caso di una bambina per "vendette" contro il marito di Antonina che è un giornalista liberale. Anche se poco noto. (Il marito si è messo in prima linea nella mobilitazione della blogosfera col suo di blog).
Anche questa è un ipotesi ovviamente di quelli che vengano accreditati "a naso". Speriamo che il naso non si riveli soprafino.
