
Terminate le Primarie dell'Opposizione per la Duma.
Il blocco di opposizione "Altra Russia" ha condotto conferenze e primarie in quasi metà delle regioni della Russia, per eleggere le liste alle elezioni parlamentari per la Duma. Sia gli osservatori che i giornalisti hanno confermato "l'assoluta trasparenza e democraticità" delle primarie. Poteva votare chiunque, si poteva candidare chiunque raccogliesse firme in sufficienza. I leader più votati sono stati Garry Kasparov e Mihail Kasjanov, ma in diverse regioni hanno vinto altri candidati: Viktor Gerashenko, Vladimir Riskov, Serghei Guljav.
Altra Russia è un tentativo di raggruppare tutte le forze politiche e i movimenti russi di opposizione a Putin in un unico fronte. Abbraccia esperienze e modi di vedere il futuro spesso opposti fra di loro. Si va da democratici liberali ai neo partiti bolscevichi, l'unico comune denominatore è la volontà di offrire una alternativa a Putin.
Le primarie dell'Altra Russia sono stati tutt'altro che facili. Problemi con le prenotazioni di sale, manifestazioni, i movimenti giovanili pro Putin che tiravano uova e farina ai partecipanti. E poi lo scontro verbale fra il parlamento Ceceno e l'ex campione mondiale di scacchi, e ora leader dell'Altra Russia, Garry Kasparov.
Le regole del Caucaso.
Kasparov era in conferenza stampa a San Pietroburgo, quando rispose ad una domanda sulla cecenia, definendo il presidente ceceno Ramzan Kadirov un "bandito".
Il giorno dopo il Presidente del Parlamento Ceceno Duhvaha Abdurahmanov (Дукваха Абдурахманов), aprendo la sessione dell'assemblea, dichiarò:
trad.ITA "I deputati sono indignati per l'uscita di Kasparov, che si è permesso di offendere in pubblico il presidente della repubblica cecena Ramzan Kadirov. La nostra indignazione, per le parole dello scacchista, è condivisa dalla popolazione cecena. Abbiamo preso la decisione di portarlo in tribunale affinchè risponda del danno morale cagionato al sig. Kadirov. Perseguiremmo tramite tribunale la sua condanna per diffamazione e offesa".
fonte: Kommersant, 29 Ottobre 2007, trad. dal russo Serghei24
Questo lo disse in parlamento. Poi più tardi, alla Radio Echo Moskvi, Abdurahmanov spiegò meglio le proprie intenzioni su Kasparov: "Il suo posto è la galera" - ha dichiarato il presidente del parlamento. "Dalla nostra querela per Kasparov non ci aspettiamo niente di meno. Se non dovessimo ottenere questo risultato tramite la giustizia federale, faremmo ricorso ad altri metodi - ha specificato Abdurahmanov.
Il Caucaso non lo permetterà. Il Caucaso ha le proprie leggi, e Kasparov sarà punito.".
Il Caucaso ha le proprie leggi? La discrezioni non è fra queste sicuramente.
fonte: Kommersant, 29 Ottobre 2007, trad. dal russo Serghei24

I principi di Kiev nei X-XI secoli cristianizzavano la Russia a forza eliminando con terrore ogni segno di paganesimo. Imporre la religione a forza è in contrasto con l'idea stessa del Cristianesimo.
Pietro il Grande imitava le monarchie illuministe europee, ma uccideva spietatamente chiunque gli si opponesse. Nicola II imitava la monarchia costituzionale, pur odiando profondamente ogni liberale che incontrasse, e impedì alla Russia di imboccare fino in fondo la via parlamentare e accese la rivoluzione.
Dopo il crollo del Comunismo seguì un periodo di ricerca della nuova strada. E di nuovo l’arte dell’imitazione prese sopravento. La Russia imita ciò che deve essere una grande potenza. Si è data tutti gli attributi che spettano ad una brava superpotenza: un esercito potente, un forte potere centrale, una economia in crescita, e una politica estera aggressiva. Non importa se tutto ciò è solo apparenza, a noi occorre sembrare, non essere.
Vecchi bombardieri strategici sorvolano orgogliosamente i confini di altri paesi, sperando di far colpo con la magnificenza russa. L’amministrazione statale è costruita in una “verticale di potere” nella ingenua speranza di raggiungere l’efficienza tramite ordini impartiti urlando e severe punizioni.
Il successo dell’economia è costruito unicamente, senza alcuna logica di medio lungo periodo, sulle esportazione di materie prime e su una classe imprenditoriale succube dello stato.
L’auto realizzazione nella politica estera si ottiene tramite un ostinato rifiuto di ogni proposta dei partner occidentali e con pericolosi giochi di sponda con regimi dispotici (Iran, Nord Corea).
Il virus della imitazione è contagioso e in maniera esponenziale. Diventano imitazioni uno dopo l’altro tutti gli istituti della società e dello stato. I giudici smettono di giudicare, emettendo sentenze in base alle “telefonate dall’alto” oppure alle somme versate in buste aperte.
I pubblici ufficiali non si occupano più solo della lotta alla criminalità, ma anche del proprio arricchimento personale ottenuto tramite l'abuso d’ufficio (es. tangenti, estorsioni, protezione di gruppi criminali).
Il Parlamento, la Duma in cui sedettero uomini di stato come Vitte e Stoliapin, abdica dal essere la sede delegata alla discussione e si trasforma in timbrificio delle leggi governative e presidenziali.
Il sistema pluripartitico è riservato solo agli partiti che soddisfano il potere esecutivo. Alle elezioni, l’elettore può scegliere solo fra chi ha dimostrato la propria lealtà al corso politico attuale.
Visto da fuori pare che è tutto a posto: ci sono i tribunali, la polizia, il parlamento, ci sono partiti politici e regolari elezioni. Ma tutto ciò non è reale. E’ una imitazione.
L’imitazione è l’idea nazionale russa. E’ idea nazionale russa “I villaggi di potemkin” (ho scritto un articoletto su Wikipedia) costruiti per Ekaterina II in Crimea; è idea nazionale il Re Campana, la campana più grande del mondo, che mai ha suonato e il Re Canone, il canone più grande, che mai ha sparato.
Sono idea nazionale russa i processi “a porte aperte” agli “nemici del popolo” del 1937; lo sono le masse emozionate alle manifestazioni sovietiche; lo sono le notizie al telegiornale della sera dei giorni nostri. Sono l’imitazione delle notizie.
La Russia è destinata a vivere nel mondo dell’Imitazione, della farsa, in mezzo alle speranze e delusioni, finche l’idea della libertà non entrerà nel novero delle idee nazionali.
Sono accaduti tante cose in Russia in questi mesi che ci stanno accompagnando alle elezioni. Li ripercorrerò in una serie di post di questo inizio d'autunno.
A cento e rotti giorni dalle elezioni, Putin inizia a rimescolare le carte nelle gerarchie del potere e a compillare l'elenco dei suoi eredi. Tanti nomi sono stati licenziati da un giorno all'altro, , salendo ogni giorno sempre più su sulla scala gerarchica, fino al primo ministro Fradkov, lo stagista perenne di Putin.
E' stato cambiato anche il capo della Commissione elettorale. La nuova commissione elettorale ha già annunciato che nel 2008 ci sarà qualche piccola modifica nella scheda elettorale. La nuova scheda sarà sul modello del gratta-e-vinci: vai nella cabina elettorale, gratti con la monetina e scopri il nome del futuro presidente russo.