
FSB segnala che “contro Putin in Teheran si prepara un attentato dinamitardo”. A proposito di come FSB trova e sventa gli attentati, vale la pena di raccontare una vecchia storia. Vecchia non tanto: datata un anno e mezzo fa.
FSB scova e sventa un attentato contro il governatore di San Pietroburgo, la signora Matvienko, amica e protetta di Putin. L’attentato è stato fortunatamente stroncato dalla sempre efficente FSB, fra lodi della stampa e della opinione pubblica, e grazie al cielo, prima che i due pericolosi estremisti islamici si lanciassero imbottiti di esplosivo sulla signora di amicizie altolocate.
Furono arrestati tali Muratov e tale Saidgareev. Furono presi nel momento stesso che acquistavano l’esplosivo. L’arresto fu di quegli che si ricordano: intero quartiere bloccato; la palazzina circondata senza vie di fuga; elicotteri coi fari sorvolavano la zona; agenti in tuta antiproiettile con scritte FSB, armati di fucili ad alta precisione, abbattevano la porta con la telecamera a seguito . Muratov e Saidgareev si arrendevano spaventati davanti a tal professionalità e forza, borbottando sconesse scuse e ammissioni.
Nell’appartamento dei due, che si è rivelato essere infarcito di cimici e telecamere come un panettone di canditi, si prendevano i nastri delle registrazioni. I video mostrano i due che discutano con tal Muslim, ceceno e proprietario dell’appartamento. Parlano di tutto: dell’Islam perseguitato, dei gay parade, dell’Occidente decadente, della deriva in Russia.
Fra i migliaia di video di dottrina islamica in cucina c’è anche il video chiave che inchioda i malviventi: Muslim, il proprietario dell’appartamento, rimasto solo, alza la cornetta e compone un numero. Fissando poi dritto nella telecamera del soffitto, pronuncia in russo chiaro e forte, e chissà perchè nell'obbiettivo e non nella cornetta: “Allora siamo d’accordo, facciamo fuori la Matvenenko a Sabunta”.
Spento l'eco dei complimenti al FSB per l’ottimo lavoro, per la competenza, per la prontezza nel diffendere il paese, la storia inizia a fare acque da tutte le parti. Il venditore del esplosivo, quello da cui acquistavano i due terroristi, vi ricordate?, è scomparso letteralmente nel nulla. Dio sa solo come è riuscito a scappare da un palazzo circondato, da un quartiere isolato, con più di 300 uomini armati ed elicotteri di sorveglianza.
Successivamente venne fuori, grazie ad un giovane avvocato coinvolto marginalmente con l’inchiesta e che ebbe occasione di leggere le pratiche, che fu Muslim, il proprietario dell’appartamento, a reclutare i due disgraziati fuori da una moschea. Fu Muslim ad organizzare i cosidetti “discorsi in cucina” sull’Islam perseguitato. Questo Muslim nella casa di cui furono piazzati le camere di sorveglianza, colui che – alzando il viso verso la telecamera – pronunciò in russo forte e chiaro (non in ceceno, anche se erano tutti ceceni) la frase su Matvenenko. Questo Muslim che chiese "ai ragazzi" di andare a comprare l’esplosivo, ecco questo Muslim, risultò scomparso nel nulla. Svanito. Smaterializzato.
FSB disse che i suoi documenti si rivelarono falsi. Sì, è vero loro riuscirono a riempirgli la casa di camere nascoste, ma no, non si erano accorti che i documenti di questo Muslim erano falsi. Non avevano semplicemente controllato i suoi documenti.(così dissero).
La storia fu insabbiata con generale imbarazzo quando un giornalista indipendente fornì le prove che Muslim era un agente del FSB in copertura, e non si chiamava Muslim ovviamente.
Niente si seppe del venditore Houdini di esplosivi che riuscì a scapare da un palazzo circondato da agenti e senza vie di fughe.
Io, qualche ipotesi la azzarederei.
Che l’FSB (come KGB prima) organizza da sola i complotti per poi scoprirli, con grande piacere di tutti; dei suoi generali sopratutto che acquistano gradi, è noto. Patrushev (capo FSB nda) fece ridere tutti l’anno scorso quando disse di aver sventato tre attentati in tutti i tre forum internazionali che si tennero quel anno in Russia (Samara, San Pietrobrugo, Sotchi: ne parlammo già sul blog). Ovviamente, come si domandò all’epoca Kommersant, se sono stati sventati tre attentati, dove sono i terroristi? Dove sono i processi? Patrushev rispose piccato che “la stampa non si fida di chi lavora per il paese”.
E Basaev? Basaev il super terrorista ceceno, responsabile dell’assalto al NORD OST ( di cui cade in questi giorni proprio l’anniversario di cinque anni)? Si sfiorò la farsa, grazie al cielo, con poche ripercussioni sulla stampa occidentale.
Basaev è saltato su una bomba a Ekazevo, due chilometri da Nazrani, in Ighusehzia. I Federali del FSB (come venne fuori dopo) hanno una fifa nera di girare di notte per l’Inghusezia, e cosi aspettarono il mattino successivo per recarsi sul posto dell’attentato. Una volta arrivati, i locali riferirono al FSB il via vai il giorno prima sul posto delle milizie dei vari Don Rodrigo locali. Fu cosi che dopo ben 16 ore dalla esplosione, il ben amato Nikolaij Platonovich Patrushev, capo del FSB, scoprì di aver condotto una “operazione speciale” senza saperlo. Mentre Patrushev correva al Cremlino per fare “la relazione” al Presidente, i suoi in Inghusezia scoprivano che le tracce della bomba e la metodologia dell’attentato collegava l'esplosivo a certi clan locali. Rese di conti interni, in altre parole.
La cosiddetta operazione “Basaev” portò a medaglie, medagliette, nastrini e varie promozioni a ben 24 generali del FSB.
Ecco e ora FSB scopre qualcosa in Iran...

Trovare la mitica Trabant , l'orgoglio della produzione automobilistica della Germania dell'Est, è veramente una emozione. E' pensare che il bulgaro si è fatto con questo esemplare il viaggio dalla Bulgaria al centro di Modena.
E il nostro Trabantino è ancora in piena forma. Pronto per il viaggio di ritorno. (Miracoli della produzione socialista d'annata).
Trabant, la qualità socialistà più longeva del socialismo stesso.


Mihkelsoni: usa trucchi da piazzista.
Che gli Estoni odiano profondamente la Russia, è chiaro ai nostri lettori più affezionati. Dopo aver spostato la statua del soldato liberatore nella loro capitale; dopo aver provocato a Ravenna il Patriarcato Russo, ora arrivano a ipotizzare che l'OSCE è al soldo dei russi.
La mentalità estone sembra essere: chi parla a favore della Russia, deve per forza essere o pazzo o venduto. E' cosi che è stato accolto a Talinn il richiamo formale dell'OSCE per il rispetto dei diritti linguistici della minoranza russa.
Minoranza mica tale. 30%, secondo statistiche estoni, sono i cittadini della piccola, ma irrascibile, repubblica che parlano il russo come lingua principale. Continuamente perseguitati con lo scopo dichiarato di mandarli fuori dal paese, la minoranza non riesce ad avere proprie scuole, propri insegnanti, comunicare con lo stato nella propria lingua. I giornali sono costantemente perquisiti, le rotative regolarmente fermati per "accertamenti" e "controllo licenze software".
Da quanto è entrata in Europa l'Estonia ha dovuto sfumare le sue politiche più razziste, guadagnandosi comunque (oltre le regolari proteste di Mosca) i richiami di Bruxelles.
Ora il Ministro estone per le relazioni con Unione Europea, il sig. Marko Mihkelsoni ha convocato una conferenza stampa a Talinn accusando il Presidente del OSCE, Rene van der Linden, di essersi sostanzialmente venduto a Mosca. Mihkelsoni è sicuramente informato, in qualità del suo ruolo, che l'OSCE è un organismo che cappeggia la crociata anti russa in Europa. OSCE continuamente ha condanato la Russia per le violazioni umane in Cecenia, per il clima in cui si sono svolti le elezioni, per i brogli etc. Si arrivò al punto che la Russia minacciò di tagliare i propri fondi e uscire dall'OSCE, accusando l'organismo europeo di essere pregiudizialmente anti russo.
Mihkelsoni sa tutto questo. E quindi la sua accusa è strumentale. Fra l'altro è tornato a ribadirlo nel proprio blog (http://markomihkelson.blogspot.com/).
Gli estoni stanno facendo di tutto per non parlare nel merito del richiamo: ovvero i diritti dei russi sono garantiti come si deve per un paese dell'UE?
Mihkelsoni e il governo estone, usano invece vecchi trucchi da piazzisti: parlare d'altro.
Così ora tutti discutano se van der Linden sia venduto ai russi oppure no. Quando le ridicole accuse cadranno da sole, il richiamo formale alla Estonia sarà fuori dall'agenda dei media.
E i vari Mihkelson dell'Estonia torneranno a violare i diritti basilari delle minoranze russe nel silenzio. E senza scriverlo sul proprio blog.

Bartolomeo, antirusso nell'anima.
La Missione delle Gerarchie Ortodosse in Europa è finita anticipamente e in pieno scandalo: la delegazione del Patriarcato Moscovita ha abbandonato polemicamente la sala che ospitava la conferenza sul dialogo inter religioso, perchè vi sono stati invitati "gli secessionisti estoni" ovvero come a Mosca chiamano l'Apostalato ortodosso dell'Estonia. La conferenza questo anno si teneva a Ravenna.
Martedì di questa settimana, dunque, sono terminati bruscamente i lavori della Comissione interfede cristina fra i cattolici e gli ortodossi, iniziata sabato scorso e con la parteciapzione dei rappresentanti della Chiesa Ortadossa Russa, del Patriarca Vienna e Austria e dei rappresentanti del Patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I.
Ed è stato proprio Bartolomeo I a tirare un mancino ai russi, invitando la chiesa ortodossa estone secessionista e non riconosciuta da Mosca e dal Patriarca russo Alessio II. Appena i russi hanno visto gli estoni, hanno preteso la loro espulsione e, vistosi opporre un rifiuto, hanno abbandonato i lavori della Comissione facendo rientro a Mosca.
Un comunicato della Chiesa Ortadossa Russa diffuso da Mosca sottolinea che:
" rimanere allo stesso tavolo con gli secessionisti sarebbe stato inevitabilmente letto come "un gesto di ricnoscimento della Chiesa Estone da parte del Patriarcato Russo". "Ne a Baltimora nel 2000, ne a Belgrado nel 2006 - continua il comunicato - non erano presenti delegati di questa organizzazione religiosa (gli estoni n.d.t.) e non ci sono chiari i motivi del patriarcato di Costantinopoli per averli invitati quest'anno alla Conferenza di Ravenna". "Riprenderemmo i lavori in tutte le Comissioni non appena il patriarcato di Costantinopoli rivedrà le proprie scelte".
La Comissione Episcopale Ortodossa è stata fondata nel 1980 e si riunisce periodicamente per coordinare le dottrine comuni a tutte le chiese ortodosse; ultimamente è anche un foro priviligiato per il confronto con i cattolici.
La vicenda della secessione della Chiesa Ortodossa Estone fu uno schiafo al Patriarcato Russo. Intanto perchè la secissione del 1996 è avvenuta nella patria di Alessio II (lui è estone); e poi perchè il governo estone cavalcò con spirito anti russo le diatribe religiose, riconoscendo da subito i secessionisti come chiesa ufficiale dello stato. La chiesa ortodossa estone, rifondata nel 1993 subito dopo l'indipendenza, e riconosciuta da Alessio II come chiesa collegata al culto ortodosso russo, non ebbe registrazione dalle autorità estone se non nel 2002, e solo per forti pressioni della comunità europea.
Nel 1996 la chiesa si scinse in due. Una restò fedele, come l'originale, al culto di Mosca e ad Alessio II, la seconda - proclamatosi fin da subito "la vera chiesa ortodossa estone" - si rivolse al acerrimo nemico dei russi: il Patriarca di Costantinopoli Bortolomeo II.
Bortolomeo II fornì entusiasticamente la propria protezione, riconoscendo la fazione separata, e addirittura nel 2000 fece un viaggio in Estonia a bendire i rivoltosi.
Alessio II fece un controviaggio nel 2003 a supporto della chiesa estone ortodossa rimasta fedele al culto russo.
Bartolomeo non è nuovo a queste "protezioni". Fece scandalo quando, nel 2002, disse che avrebbe protetto il patriarca di Kiev quando costui, per una disputa di soldi non trasferiti a Mosca, uscì dalla sfera di influenza della chiesa ortodossa russa.

Se si può individuare il futuro terzo Presidente della Russia, in base allo spazio televisivo sui canali di stato, il premier Zubkov aumenta i suoi chances.
L'istituto Medialog ha diffuso i dati sui minuti televisivi dedicati ai vari "politici" russi. E' interessante chi della troika dei candidati, è stato mostrato di più dai direttori dei tg? (Ivanov, Medvedev, Zubkov).
E' noto che i direttori dei tg (neanchè lo nascondano) concordano il telegiornale della sera col Cremlino. Ricevono, insomma, le vecchie veline. Chi, è stato indicato come colui che deve avere più visibilità?
Il mese scorso, secondo la rilevazione della Medialog, il più mostrato dai tg russi è stato il premier Zubkov. E la sua presenza sul video dista non di poco gli altri eterni candidati. La sua presenza mediatica è stata di 2,5 volte superiore a quello del vicepresidente Ivanov e di tre volte superiore al vicepresidente Medvedev.
Considerando che Zubkov è un personaggio comparso letteralmente dal nulla, nello spazio mediatico, potrebbe trattarsi anche di una sorta di ribilanciamento rispetto ai candidati che possano vantare anni di presenza televisiva.
Presenze sui canali federali russi (rilevazione Medialog - Itar Tass)
Numero di servizi nel mese dedicati al politico in corsivo:
Il giorno dopo il sensazionale congresso della RUSSIA UNITA, riflettendo a bocce ferme, ci andrei cauto con lo scenario preferito dagli analisti. Ovvero Putin diventa Primo Ministro, per poi tornare a fare il Presidente (la costituzione vieta tre mandati consecutivi!)
In questi giorni di pieno coas sui giornali, ognuno teorizza un proprio scenario futuro. Tutto e il contrario di tutto, è stato sviscerato e venduto come il più probabile dal esperto giornalista di turno. Ho letto su Gazeta, addirittura il piano secondo cui Zubrov, diventato Presidente, si ammala il giorno dopo l'insediamento, e Putin, nei panni del primo ministro, ne prendo il posto. Manca sui giornali solo lo scenario in cui Putin si leva la maschera e rivela essere un cyber robot, quindi tecnicamente abile per il terzo mandato.
Ma se torniamo ai fatti, vediamo che non c'è stato un caso in cui Putin annuncia qualcosa e poi lo fa. Anzi si diverte a sviare il pubblico. Prova ne è la sua stessa partecipazione al Congresso della Russia Unita. I suoi hanno giurato e spergiurato che non solo non fosse interessato a candidarsi nelle loro liste (diventò capolista), ma neachè andarci al Congresso (ci fu dal primo giorno). E come prova, il suo porta voce mostrò la sua agenda: la partecipazione al Congresso non era inserita.
Ma se ci guardiamo indietro i casi di disinformazija diventano cronici:
E che dire delle, oramai cult, citazioni di Putin come:
"Lo Stato non è interessato nel fallimento di Yukos" (lo Stato non era interessato. Era interessato un determinato gruppo di persone).
oppure
"La Russia ha bisogno di un sistema multipartitico maturo" (la Russia, non Putin.)
Si delinea una tendenza di fondo: fare ciò che non si dice, e dire ciò che non si fa. Ragione per cui, finchè non vedo Putin giurare come Primo Ministro, preferisco pensarlo come candidato per il terzo mandato. Dopo aver rivelato di essere un cyber robot, ovviamente.

Vladimir Putin con la sua decisione di candidarsi come capo lista della "Russia Unita" e con la sua allusione al suo futuro ruolo come Primo Ministro, ha abbozzato i contorni del prossimo sistema di governo. Il fulcro del sistema si sposterà dalla Presidenza al Governo uscito dalla maggioranza parlamentare. Il futuro presidente, pur conservando tutti i suoi poteri, perderà molto della propria influenza politica. Anche solo per il fatto che quasi tutti sapranno che, passati i 4 anni di mandato, la Russia avrà di nuovo il suo vecchio presidente. Di fatto il futuro presidente russo dovrebbe essere, nelle intenzioni del entourage di Putin, solo un segna posto.
Ma come farà un uomo come Putin, che ha governato il paese, ad accettare di essere un subordinato di una persona più giovane di lui (Medvedev) o di pari età (Ivanov). Il problema è stato risolto promuovendo la candidatura di una personalità a cui Putin può sottostare non solo politicamente, ma anche psicologicamente. Zubkov non solo è più anziano d'età di Putin, ma fu anche il suo maestro negli anni lontani quando Putin lavorava al comune di San Pietroburgo.
Zubkov ha un profilo tecnico, senza ambizioni politiche e che - fatta eccezione per la sua morbosità con la lotta alla corruzione - non ha una agenda personale da portare avanti. (O se ce l'ha, se la tiene per sè e non la declama ad alta voce). Nel 2008 il Presidente e il Primo Ministro possano semplicemente scambiarsi di posto, proprio come nei scacchi quando il Re scambia il posto con la torre. Per di più nel 2012 Zubkov avrà superato i 70 e potrà andare (essere mandato) in pensione con tutta tranquillità.
Ad oggi giorno, dopo le dichiarazioni di ieri di Putin, è proprio questo il scenario più probabile per la cosidetta operazione "Erede".
Ma Putin evidentemente ha accettato anche una buona dose di rischio. La Russia non è Cina, dove il confucianesimo insegna l'autorità del predecessore. Perciò l'influenza informale, la cosidetta eminenza grigia, che Putin ha riservato come ruolo per sè, rimarebbe basato solo sulla sua autorità e popolarità attuale. Che potrebbe, però, sciogliersi nel nulla: niente è più volubile dei gusti e delle preferenze dell'opinione pubblica.
L'alto successo che la Russia Unita conquisterà alle prossime elezioni, dovrebbe essere la sua assicurazione sulla vita. Trasformerebbe il parlamento nella sua roccaforte, anche se il futuro presidente (o il futuro in generale) gli serberà sgradite sorprese.
Ma anche il futuro della Russia Unita, a lungo termine, non è chiaro. E' un partito privo di una base ideologica, e ogni tentativo di dotarsene di una, è miseramente fallito. E' un partito di cartone creato solo per dare una sponda al Cremlino nel parlamento. E' un partito senza i leaders propri(dal momento che raccoglie solo i carrieristi e figure legate al Cremlino), senza un agenda propria (avendo accettato acriticamente l'agenda del Cremlino) e senza una ideologia di fondo (è un tubo: lo si può riempire con ciò che si vuole. Come definì il fascismo Benedetto Croce).
Fino a che punto si può fare affidamento su un partito del genere, non si sa. O meglio, speriamo che Putin lo sappia.

Sensazionali notizie arrivano dal congresso del partito farsa pro cremlino "RUSSIA UNITA". Il Presidente Putin ha gettato un po' di luce sul suo ruolo dopo le elezioni presidenziali, accettando di essere il capo lista di Russia Unita per le elezioni parlamentari, e quindi quasi sicuramente il futuro premier.
L'annuncio della candidatura come capolista ha rispecchiato le migliori scenate dei tempi sovietici. Putin ha "accettato" dopo la passarella dei rappresentanti del "popolo", pensionati, atleti, invalidi, tutti a pregare che Putin sia il capolista. E' come ai tempi sovietici: gli operai pretendevano l'invasione dell'Afghanistan.
Ecco come il New York Times ha descritto il congresso:

Il discorso di Mr. Putin ha portato l'arte della propaganda del Cremlino ai nuovi livelli. Il Congresso della Russia Unita era in prima pagina di tutti i telegiornali nazionali, che hanno trasmesso scene di Mr.Putin seduto in posizione sopraelevata e troneggiando su tutti i speaker mentre una folla lo fissava con adorazione.
Un tessitore dalla provincia di Ivanovo pregò i leaders di partito di trovare un modo per tenere Mr. Putin nel suo ruolo anche per il terzo mandato. "Vedo cosi tanta gente importante e intelligente a questo congresso" ha dichiarato il tessitore, Yelena Lapshina. "Mi appello a tutti voi: pensiamo insieme a qualcosa perchè Vladimir Vladimirovich Putin rimanga presidente della Russia anche dopo il 2008."
L'uso del tessitore da Ivanovo porta direttamente alla iconografia sovietica e al pantheon della ideologia di stato degli eroi del proletariato. Gli assistenti di Mr.Putin hanno superato rapidamente anche questo chiaro simbolo, con un atleta in sedia a rotelle che saliva sul palco e pregava il presidente.
"Vladimir Vladimirovich, lei è una persona fortunata" ha detto l'atleta, Mikhail B. Terentyev, un campione di sci degli giochi paraolimpici. La folla ha applaudito.
Mr. Terentyev ha continuato: "E dunque finchè lei è presidente, la fortuna accompagnerà la Russia. Lei è diventato un talismano per decine di milioni di persone, un simbolo del successo del nostro paese. Ovviamente spetta solo a lei decidere quale posto occupare nella vita politica del paese, ma qualunque sia la sua decisione, io voglio che lei rimanga con noi, che lei rimanga con la Russia".
Mr. Putin dall'alto del suo seggio, guardava tenendo la testa inclinata, le sopraciglie alzate, emandando calma e potere." trad. S24, New York Times, Putin Says He Will Run for Parlament, 2 Oct.