
Moskovskie Novosti riferisce che Mihail Sakashivili, il controverso Presidente della Georgia pro americano, ha dato le proprie dimissioni. Le dimissioni sono state ricevute dal Parlamento georgiano, ha riferito il deputato Pavel Kubalashivili. Per oggi è stata convocata una seduta straordinaria del parlamento georgiano che ha già accolto le dimissioni di Sakashivili e ha incaricato il Presidente del parlamento stesso, la sig.ra Nino Burdazanadze, a farne la facente funzioni.
Il Parlamento nella seduta odierna ha confermato il 5 gennaio come la data delle elezioni presidenziale anticipate. La decisione di Sakashvili di convocare le elezioni prima del termine del suo mandato, e dare le proprie dimissioni, sarebbe dettata dalla manifestazione della opposizione del 7 novembre scorso. La manifestazione, che è riuscita a riunire assieme le principali forze d'opposizione, ha provocato tumulti e duri scontri con la polizia.
Al seguito di questi incidenti, l'8 novembre Sakashivili aveva proclamato lo stato d'emergenza in tutto il paese, poi soppresso il 16 novembre.

foto: Vladimir Bukovskij a Mosca.
Lo scrittore dissidente sovietico Vladimir Bukovskij (leggi anche post precedente) ha diffuso da Londra un messaggio a tutti gli partecipanti della manifestazione di opposizione.
Amici!
Oggi avrei voluto essere con voi, nelle vostre file. Ma per l'anniversario della tragica morte di Alessandro Litvenenko devo essere qui, a Londra, coi suoi amici e famigliari. Il vigliacco omicidio del nostro amico da parte della cosca mafiosa di Cremlino, non deve essere dimenticato; e la sua voce deve risuonare forte anche dopo la sua morte. Fate che la sua voce si levi di nuovo dalla vostra manifestazione. Gli assassini devono sapere: non riusceranno a impaurirci, ne col veleno, ne con la galera, ne con gli ospedali psichiatrici.
Devono ricordare: per ogni morto centinaia, migliaia di vivi sono pronti a prenderne il posto. Non è lontana l'ora quando le marce come la vostra riempieranno le strade e le piazze delle nostre città, come è già accaduto nel 91.
Sono le nostre strade, le nostre piazze, è il nostro paese, e non permeteremmo che di nuovo sia occupato dalla illegalità, dal soppruso e dal terrore. Il nostro paese non dovrà essere perenemente appesso al gancio del KGB. Andate via, avete fatto il vostro tempo!
Il servizio del Corriere sugli arresti di ieri.

Echo Moskvi e il corrispondente di Gazeta riferiscono che ieri, durante la Marcia dell'Opposizone sono stati arrestati i leader del SPS, il partito delle destre liberali. Fra gli arrestati c'è il leader Boris Nemtsov e Nikita Belih (quello che appare nel video nel post precedente).
I due politici sono stati arrestati ieri a San Pietroburgo lungo il centralissimo Nevskij prospekt, e caricati a forza nel cellulare della polizia - riferisce il testimone occulare di Gazeta.
Non è nota ancora la loro sorte.
Lo spot censurato dalle tv.
La scritta sovraimpressione: "Questa parte del brano è stata tagliata dal Canale Kultura", compare il canta autore col testo: "Figliolo alziamo un bicchierino per V.V. (Putin n.d.a) anche se ci ha già rotto pure lui..."
Scritta sovraimpressione: "Per questo intervista Leonid Parfenov è stato licenziato dalla tv di stato". Appare sul video una cosidetta vedova nera, vedove dei guerriglieri ceceni uccisi dai russi, che dice" lui (il marito n.d.a) è stato ucciso a.."
Scritta sovraimpressione "Questo uomo non vedrete mai più in tv". Compare sullo schermo il popolare conduttore dei talk show politici che dice "Benvenuti a Libertà di Parola, un programma dove la libertà di parola è limitata solo dal tempo e da me, Savik Shuster".
Sovraimpressione: "Loro sostengano che nel paese c'è la libertà di parola". Appare Putin che dichiara "il paese ha fatto una scelta storica per la democrazia e la libertà, una scelta ragionata e voluta e di cui la libertà dei mezzi di comunicazione è il più importante garante".
Appare il leader del SPS che gioca a fare lo zapping sui canali della tv, e su cui campeggiano sempre le stesse facce. "Perchè se c'è la libertà di informazione, non ci raccontano la verità su Beslan, Nord Ost e altri" si domanda rettoricamente il leader. Segue l'appello ad avere la risposta alle urna.
(SPS non entrerà in Duma dopo 2 Dicembre perchè non supererà lo sbarramento del 7%).

Una delle tante dichiarazioni di supporto a Putin dalla "gente di strada" apparse in tv.
La ruota della Storia torna indietro in Russia. Torna la corsa ad iscriversi "al partito" perchè ciò migliora le proprie chances di fare carriera. Migliora e aggiusta i processi ("sono iscritto al partito: non dirà, signor giudice, che avrebbero preso un criminale"). Torna il Deja Vu sovietico. Torna l'adorazione per il "Leader", tornano la mungitrice di vacche, atleti, attori, cantanti, ballerini e nani da circo, tornano tutti a chiedere al Leader "di rimanere". Perchè senza il "leader" va tutto a puttane, cosi piangono. E appena il Leader se ne va, spontaneamente o "aiutato dagli amici leali", lo si buta nel dimenticatoio.
La Russia è tornato a punto e a capo. Che il leader si chiami Breznev, Eltsin, Putin; che il partito sia Comunista oppure Russia Unita, si ricicla il già vissuto. Ecco, il russo medio è a suo agio. Torna l'Homus Sovieticus di bulgakoviana memoria, torna il pensiero comune. L'OSCE non si scomoda nemmeno di venire in Russia, perchè è tutto talmente corrotto e falsificato in queste elezioni, da non rendere necessario spendere i soldi per dimostrarlo? Bene, al Homus Sovieticus verrà, la sera stessa, dettato il pensiero comune. E cosi l'uomo comune di strada scoprirà di pensare che l'OSCE è un covo di spie; che ha organizzato la rivoluzione in Georgia che in Kosovo l'OSCE impedisce l'accesso ai seggi dei serbi regolarmente iscritti alle liste; e che i suoi "monitor" sono dei agenti della CIA sotto copertura. (Non invento nulla, cito la tv di stato).
E se Putin fosse una persona normale, non costerebbe nulla di dare ascolto ai vari ballerini, mungitrice di vacche e nani da circo, mandare a quel paese l'Europa e l'opinione mondiale e rimanere per il terzo mandato. E poi quarto. E poi quinto. E poi a vita come Leader Nazionale, come ha proposto il deputato ceceno, evidentemente il cui concetto di "potere" è più affine a quelle delle cosche mafiose che ai libri di Voltaire (che Il deputato ceceno crede essere un farmaco).
Ma grazie al Cielo, un critico autorevole a questo ritorno di peso al modo sovietico di fare politica, si è trovato.
"Non penso che il destino della Russia possa essere legato ad un uomo solo", "In Russia Unita è pieno di opportunisti". Sono dichiarazioni di Vladimir Putin. "So bene che il Partito serve la poltrona, e non me personalmente".
Penso che Putin abbia una sua statura politica, che la Storia gli riconoscerà. Avessimo avuto un Lukashenko o uno di quei presidenti-padri-della-nazione che hanno abusivamente occupato le poltrone nelle repubbliche ex sovietiche del caucaso, avremo già una dittatura col marchietto "doc".
Putin si è reso conto di aver distrutto il sistema di bilanciamento di poteri che impedivano a qualunque opportunista, con manie di grandezza, di ascoltare i vari ballerini, mungitrici, nani da circo e deputati ceceni, proclamandosi Leader nazionale. Al sistema costituzionale di bilanciamento di potere, è stato sostituito il sistema di lotta perenne fra cosche mafiose di potere. Ogni cosca brama dal sbrannare l'avversario e lo venderebbe subito al Presidente. Questo dividi et impera oggi è il sistema di governo della Russia. Rientra nel disegno di lotta perenne fra cosche gli eventi delle ultime settimane: FSB che arresta i doganieri corrotti; doganieri che aprono inchieste sui generali del FSB.
Le cosche sono fedeli alla poltrona e chi la occupa, non a Putin. A questo si riferiva Putin. Basta guardare da che gente è riuscito a circondarsi, per rendersi conto che nel momento esatto che Putin si dimettesse non conterebbe più nulla seduta stante.
Il Presidente della Duma, Mironov: ha dichiarato di essere disponibile a lasciare la sua poltrona a Putin in ogni momento; che galantuomo, che lealtà! Il vero grado di sua lealtà con gli amici, Mironov ce l'ha mostrata la settimana scorsa: cancellando dalla lista elettorale i suoi amici e compagni di sempre, lo scrittore Shargynov e Roijzman. Ha venduto i suoi amici di vent'anni in un attimo perchè l'ha chiesto "qualcuno" dall'apparato del partito. Che fiducia può avere Putin nel uomo che ricopre la terza carica dello stato?
Putin si è scavato la fossa da sola, dal primo momento che ha scelto di non rafforzare il sistema di bilanciamento dei poteri in Russia. L'ha scelto quando ha soffocato la televisione e la stampa libera, trasformando i sei canali federali in un palcoscenico per mungitrici, ballerini e nani da circo che gli chiedono di restare; e di salvarli, quando avrà tempo, dalle elezioni truccate per mano dei imperialisti del OSCE.


Un gruppo gogliardico si inchina al manifesto elettorale che recita: "Mosca vota Putin". (grazie Elena 82 per la foto).


Soltgenizin scriveva che è più umano giudicare non dai risultati, ma dalle intenzioni. Ancora la Storia non ci ha restituito una visione attendibile delle intenzioni che animarono Lenin, Trotckiy, Buharin, Zinaviev e coloro che fecero la Rivoluzione d'Ottobre, di cui festeggiamo il 90°anniversario. Erano opportunitisti, spie e un manipolo di ex carcerati oppure visionari che credettero di poter veramente rendere il mondo un posto migliore?
Che delusione, scoprire magari che la realtà è noiosamente in mezzo.
Penso che finchè non sapremmo le intenzioni che animarono i protagonisti di quei eventi storici, qualsiasi giudizio sulla rivoluzione d'ottobre rischerebbe di non essere completo, e perciò temporaneo.

Vladimir Bukovskij è tornato per cinque giorni a Mosca.
"Sono tornato perchè di nuovo si ha paura, e io so che quando si inizia ad avere paura, bisogna alzarsi e dire ad alta voce: eccomi, e non ho paura!
Sono tornato perchè di nuovo c'è lo scoraggio: siamo in pochi invece loro sono in tanti e sono forti. Sono tornato a ricordare: eravamo ancora in meno e loro erano ancora di più e più forti...E noi, nonostante tutto, siamo sopravissuti e abbiamo vinto. Abbiamo vinto perchè il nemico non ci poteva uccidere, schiacciarci e obbligarci all'obbidienza. Perchè alla fine dei conti, il senso delle nostre azioni è uno solo: se volete costruirvi da soli la prigione, lo potete fare. Non sono in grado di impedirvelo, ma io non parteciperò. E non potrete costringermi". Vladimir Bukovskij

Presidente Putin a proposito del sistema anti missilistico americano in Europa, ha tirato un diretto paragone con la crisi missilistica di Cuba. Sviluppando ulterioramente la fantasiosa idea del Presidente, mi aspetto che lui, come risposta alla minaccia talmente grave, torni di nuovo a dispiegare i missili russi a Cuba.
Ma il presidente russo, nonostante tutto questo parlare dell'interesse nazionale della Russia, difficilmente prenderà qualche azione di risposta adeguata alla minaccia americana (cosi da lui definita). Perchè se dovesse tirare troppo la corda, gli americani diventeranno ostili sul serio e porteranno alla Russia il colpo più terribile e immaginabile: il colpo sui conti svizzeri dei signori del Cremlino.
E' un problema arduo, quello di Putin. Da un lato, raccontare alla gente di tutte le Russie, che il paese sta restaurando la sua autorità sulla scena mondiale. Dall'altra parte fare ciò senza che gli americani, Dio lo scampi, prendano le parole russe troppo sul serio e si attivino con le politiche del caso.
Non so, forse qualche paese ha una politica estera. La Russia ne è sicuramente sprovvista: al posto della politica estera, la Russia ha "l'apparenza all'estero".
Un esempio su tutti: la relazione con la nemica Georgia. Iniziando con il film porno su Sakhasvili; passando al missile perso su Gori, con le relative dichiarazioni che il missile ce l'hanno portato e sepolto gli stessi georgiani.
Ai loro tempi, quando gli USA temevano minacce da parte di Cuba e dei missili sovietici là dislocati, hanno agito. Si può ridere quanto si vuole dello sbarco alla Baia dei Porci, ma almeno la risposta alle minacce fu uno sbarco e non le riprese di un porno film di propaganda. Gli USA concepivano Cuba come una minaccia ai loro interessi nazionali e hanno pensato una radicale soluzione a questa minaccia.
Nel 1968 la Primavera di Praga minacciava la distruzione del blocco socialista nella Europa dell'Est. L'URSS fece entrare i carri armati in Cecoslovacchia. Oggi, si può indignarsi quanto si vuole dei carri armati per le strade di Praga, ma l'URSS agì razionalmente nel perseguire i suoi obbiettivi di allora: mantere unito il blocco socialista.
Difficilmente si immagina l'URSS che minaccia la Cecoslovacchia "perdendo" i missili dagli aerei: è probabile che avrebbo perso anche la faccia.
A guardare le relazioni del Cremlino con i suoi vicini, la Georgia e l'Estonia, la prima cosa che si nota è la continua polemica sulle cose più infime e minute. Così non si comporta una superpotenza che aspiri ad essere tale. Così si comporta nella sceneggiata napoletana la vicina di casa, sporcando i panni stesi dalla vicina.
La seconda cosa che si nota è la completa inutilità di tutto ciò. In teoria, l'idea Russa è di rafforzare la propria autorità nel Caucaso. Difficilmente ciò si potrà ottenere coi video porno propagandistici. La mente torna di nuovo alla casalinga napoletana. Si può fare amicizia coi propri vicini e farsi rispettare su basi paritetiche. Si può reglarmente romperli i denti e costringerli a temere solo la nostra presenza. Ma aumentare la nostra autorità, sporcandogli di nascosto i panni stesi, è impossibile.
Ciò che vediamo non è una politica estera, qui è la psicologia estera. Sporcare i panni, è un gesto inutile. Ma non sempre la gente fa ciò che è utile. Alcune persone fanno ciò che è piacevole.
Esiste qualche limite a questa apparenza all'estero?
Certo che c'è.
Perchè, al posto di sporcare di nascosto i panni del vicino, non gli spacco il muso?
Risposta semplice: se rompi il muso a qualcuno, chiamano i carabinieri.
Tutte le azioni della Russia sulla scena mondiale, sono accuratamente dosate perchè "non chiamino i carabinieri". Perchè non ci siano sanzioni della comunità internazionale. Incomprensioni con la comunità internazionale, sì. Ridono di noi, sì. Sanzioni? Assolutamento no.
La Russia si diferenzia dai paesi canaglia perchè, a differenza di loro, non rappresenta un pericolo reale. In qualità di risposta simmetrica alla minaccia americana, la Russia non dislocca i missili a Cuba. In qualità di risposta simetrica alla minaccia americana, noi nominiamo invece come ministro della difesa l'ex mobiliere Serdjkov.
Noi russi non facciamo esplodere i missili sulla Georgia. Semplicemente li buttiamo giù come sassi, forse nella speranza di colpire in testa qualcuno. Modo originale, bisogna notare, di usare le armi ad alta precisione.
La comunità internazionale può addottare sanzioni contro paesi che organizzano il genocidio; invade il territorio del vicino o vi ci manda anche solo un reparto speciale. Ma chi addotta sanzioni contro chi manda "i ragazzi" a tirare le uova contro l'ambasciata Estone?
E' una lezione che al Cremlino hanno imparato bene. A suo tempo l'URSS rapprsentava una minaccia reale e concreta per il mondo libero, e, alla fine della fiera, il mondo libero ha braccato l'URSS in un angolo. Braccare i residenti attuali del Cremlino è anche più semplice: è sufficente indagare sui conti svizzeri e le proprietà immobiliari in costa azzurra.
Ecco, perchè Putin ad alta voce parla di una nuova crisi di Cuba, ma si comporta in modo tale che non chiamino i carabinieri.