
Zjuganov ostenta ottimismo. Secondo alcuni "si è già prostituito col potere".
Sono terminate le elezioni regionali in Russia. Il partito del potere “Russia Unita” festeggia la propria vittoria alle elezioni di ieri che, secondo diversi osservatori, è la ripetizione generale delle prossime elezioni per la duma.
Secondo i primi dati di oggi, il partito del potere ha ottenuto il primo posto ovunque eccetto che nella provincia di Stavrapol, dove la vittoria è andata al “Partito della Giustizia”. (ne abbiamo parlato ieri).
Da notare anche una leggera ripresa dei partiti tradizionali di opposizione, il Partito Comunista di Zjiuganov, l’Unione delle Destre, e dei liberali di Jabloko che - questi ultimi - pur non ottenendo dei seggi in nessuna regione (giustificati da divieti della commissione elettorale) registrano un rialzo.
Oreshkin del Centro Carnegie prevede che, se la tendenza rimane, alle elezioni parlamentari il partito del potere potrebbe perdere un cinque per cento, in quanto associato direttamente al Cremino e, dunque, valvola di sfogo di eventuali insoddisfazioni dell’elettorato.
Per entrare nelle assemblee regionali i partiti devono superare la barriera del 7%. Una legge inaugurata da Putin per spezzare le gambine ai piccoli partiti e movimenti, in genere di opposizione.
Da segnalare l’ennesima, scandalosa, non sanzionata, usanza del partito del governo di usare i soldi delle tasse per finanziare la propria campagna elettorale. Giungendo ad “avere 20 volte i soldi di Jabloko da spendere per le elezioni” – BBC news russian. Scandalizzato, vado a farmi un caffe.
