
La Russia, la Grecia e la Bulgaria hanno firmato un accordo per costruire un nuovo oildotto per aggirare lo stretto del Bosforo in Turchia. E' un progetto lungamente dibattuto che aumenterà i rifornimenti di petrolio in Europa ma darà alla Russia ancora un maggiore controllo su un pezzo molto importante della infrastruttura energetica europea.

L'oliodotto permetterà alla compagnie russe (che poi stringi stringe è una, Gazprom) di spedire il petrolio dal porto di Novorossisk sul mare nero direttamente in Bulgaria, senza passare via nave attraverso il congestionato stretto del Bosforo. In questo modo la destinazione finale sarà direttamente la Grecia, e da lì i porti (e i mercati) di tutto il mondo.
I greci, tradizionali nemici dei turchi, si leccano i proverbiali baffi.
Fino ad ora la quantità di petrolio russo era limitata dalla capacità dello stretto di Istanbul e, sopratutto, in mano al controllo turco. "Era come passare attraverso il soggiorno di una casa" ha dichiarato Cliff Kupchan, un analista del petrolio. "si poteva letteralmente guardare in casa della gente".
I russi avranno il 51% delle azioni di questo petroldotto. I Bulgari e i Greci il restante diviso a metà.
Ma sopratutto i russi avranno dal 2012 (anno previsto di fine lavori) un canale alternativo per i propri clienti europei, svincolati dai turbolenti vicini come l'Ucraina e la Bielorussia.
