
Un paese dove il voto di un elettore vale più di quello di cento milioni, questo è la Russia. Il voto di Putin per Medvedev ha sostanzialmente già eletto Medvedev come terzo presidente della Russia.
Putin ha ereditato da Eltsin un sistema politico che gli ha permesso di fare ciò che ha fatto. L'istituto della presidenza russa nata dalla costituzione del 93 è il peccato originale della morte in cula della democrazia.
Eltsin ha annulato de facto ogni contropeso all'istituto della presidenza, investendola di potere talmente ampio e onniscente che ogni presidente forgerà lo stato alle proprie idee di "stabilità" e "democrazia guidata" più perverse.
Eltsin ha precise responsabilità per aver sacrificato alle esigenze di breve respiro (la sua lotta con la Duma-Soviet Supremo nel 93) la stabilità e il progresso del paese. Si obbietterà che la richezza e il progresso economico pare possibile raggiungere anche senza la democrazia (Cina insegna).
Ma un paese che non garantisce ai propri cittadini diritti inviolabili; un paese che usa la legge e i tribunali per motivi politici non crea un ambiente fertile per lo sviluppo salutare e concorrenziale della propria economia. L'economia invece sarà basata sui favoritismi, corruzione e ad ogni cambio di clan al governo, ci sarà il cambio dei cosidetti "oligarchi". Ieri Berezovskiy era ricco e potente, oggi è accusato di ogni infamia all'eccezione delle guerre puniche. Oggi Abramovich è esempio del uomo fatto da sè, domani probabilmente sarà un incallito evasore fiscale.
Eltsin con la sua costituzione del 93 non ha sacrificato solo il processo democratico russo e un sistema di bilanciamenti e contropesi alla Presidenza; ha sacrificato lo sviluppo strutturale della economia russa. L'economia russa oggi è artificialmente drogata dai prezzi alti non solo del petrolio ma anche di molte materie prime. Questa non è un'economia sana, questa è una gigantesca bolla che si sta gonfiando. E le bolle hanno da sempre un unico destino.
