
Eccomi e sono shoccato. L'Unione Sovietica è tornata: i carri sulla piazza Rossa sono tornati! L'inno è tornato! Bandiere, stelle, stellette, falci e martelli che spuntano dall'insalata con il planisfero dietro, sono tornati. E' tutto tornato! Accendete la musica, cantate a squarciagola. E' una grande festa. E' una festa sovietica. E' un Soviet Party!
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Lettera aperta ai Cittadini Russi, Vittime del Terrorismo di Stato.
di Anna Hakameda, leader del SPS. Con Jabloko di Javlinskij, le uniche forze di opposizione.
In esclusiva traduzione italiana.

Il 12 gennaio di questo anno, i cittadini Russi che hanno perso i loro cari, nelle esplosioni delle abitazioni a Mosca, nel 1999; e durante l'occupazione del teatro Dubrovka nel 2002, si sono rivolti a tutti i candidati al seggio del Presidente, con la richiesta di aiutarli a far emergere la verit¨¤ e punire i colpevoli della morte di innocenti cittadini.
Nella petizione, indirizzata fra l'altro anche al Presidente in carica, è contenuta un'accusa diretta alle autorità, accusate di un deliberato insabbiamento della verità, e delle responsabilità del presidente Putin nella morte degli ostaggi, in quanto "ha personalmente emesso l'ordine di usare il gas a Dubrovka".
Come valutare, d'altronde, le seguenti dichiarazioni del sig. Putin? Come definire questo, se non un trarre in inganno l'opinione pubblica di tutto il mondo?
Rispondendo a una domanda del giornalista del Washington Post, subito prima della sua partenza per gli USA, Putin ha letteralmente dichiarato: " La causa della morte di queste persone non ¨¨ il gas, in quanto era innocuo. Era innocuo, e non poteva causare nessuna sorte di conseguenza sulle persone...e noi possiamo dire, che durante le operazioni di salvataggio nessun ostaggio ha riportato conseguenze."
Penso che sia largamente noto che, mentre al Cremlino tremavano, e non per la vita delle persone, ma per la paura di perdere la potere, alcune persone si sono esposte per la vita degli ostaggi; e sono andati volontariamente dagli terroristi, per tentare di far rilasciare almeno i bambini.
Penso che sia largamente noto che, mentre al Cremlino tremavano, e non per la vita delle persone, ma per la paura di perdere la potere, alcune persone si sono esposte per la vita degli ostaggi; e sono andati volontariamente dagli terroristi, per tentare di far rilasciare almeno i bambini. Ringrazio Dio, che io, donna e madre di due bambini, ho trovato, il coraggio della volontà di recarmi alla trattativa con gli terroristi.
Non ho mai raccontato pubblicamente quello che vidi in quel teatro. E soprattutto della reazione del Presidente al mio tentativo di salvare i bambini. Non ne ho mai parlato, perché mi illudevo, che il sig. Putin avrebbe aiutato, prima o poi, a ristabilire la verità e fare il mea culpa per la sua scelta di usare gas mortali. Ma Putin tace e non risponde ai parenti delle vittime. Il Presidente Putin – ha fatto la propria scelta: i cittadini Russi non sanno la verità. Anche io ho fatto la mia scelta: raccontare la verità.
Al seguito delle mie trattative con i terroristi, a Dubrovka, sono giunta alla conculsione che i terroristi non pianificavano una strage, mentre il governo non era interessato nella salvezza dei prigionieri. […]
Non ho paura del terrorismo di stato. Mi rivolgo a voi – non abbiate paura nemmeno voi. I nostri figli devono crescere libere persone
La Dittatura non passerà!
La Vostra Irina Hakameda