Russia, Putin e Medvedev

Centro di documentazione sulla Russia e i paesi circostanti. Si vuole fornire in italiano un quadro aggiornato delle notizie e
analisi dalla Russia. Blog promotore dei circoli internazionali Bukovskij.

Pubblicato dal 2003 in Bologna.
giovedì, aprile 10, 2008

La lunga via crucis dei democratici russi continua. La strategia, se così si può chiamarla, di andare a spicciolata alle ultime presidenziali è finita in modo disastroso e non solo per colpa delle elezioni truccate dal "regime". I liberali e i democratici da Kasparov in giù sono una minoranza nel paese. Questo hanno dimostrato le ultime elezioni. Putin invece ha la maggioranza. Ovvio che non tutto ciò che vuole la maggioranza è il meglio. In questo caso la minoranza democratica è il bene per la Russia ma se continua nella pratica di autolesionismo come alle ultime due consultazioni, le speranze di sopravvivere si riduranno a lumicino. Non si parla nemmeno di vincere, si parla di sopravvivere.

Ok, la bastonata l'hanno presa. Tre partiti esclusi dalle liste elettorali, Bukovskij escluso, ovviamente il regime non ha agevolato l'avventura democratica nè bisognava aspettarselo. Ma anche i democratici ci hanno messo di loro. Il Fronte democratico tanto sbandierato ha perso pezzi a destra e a sinistra proprio prima del voto, la litigiosità e i personalismi personali hanno fatto da padrone, le marce di protesta sono degenerati in lita con la polizia (che la cercava, d'accordo, ma non si è fatto nulla per non cadere nella provocazione), Kasianov ha presentato le liste con firme false etc etc etc.

Non ci siamo.

Ora si riprova a ricomporre i pezzi del fronte democratico con l'assemblea del 5 aprile di San Pietroburgo. I presupposti sono sempre gli stessi, leader di statura mancano, dove sono le garanzie che non la storia non si ripete? Prevvisione facile: un fronte unico di opposizione in Russia non si farà per i prossimi 5 anni. Almeno.

Il 5 aprile a San Pietroburgo c'erano tutti. Bukovskij, Jabloko, SPS, Fronte Civico, Kasparov e tutta la miriade di sigle, siglette, movimenti. Tutti d'accordo sulla deriva autoritaria della Russia, tutti d'accordo che Putin è cattivo. Fin qui facile. Ma appena si inizierà a parlare delle liste elettorali che fine faranno tutti i buoni propositi sulla lotta fino all'ultimo sangue per la democrazia e sulla "Russia che vogliamo lasciare ai nostri figli"?

Ecco che fine farà: "Di fatto in questo paese se si tenessero elezioni liberi vincerebbero i comunisti estremisti di Limonov" dichiara Garry Kasparov.

Finitela di sospettarvi gli uni l'altri. E fatelo sto cazzo di partito unico. Sennò al prossimo congresso sciogliamoci e dichiariamo che la partita per contrastare la deriva autoritaria del paese è persa.

Sarà più onesto.

postato da: Serghei24 alle ore 19:41 | link | commenti | commenti
categorie:

Commenti

Chi sono

Blogger: Serghei24
studente di scienze della comunicazione a bologna, 24 anni. Animo sensibile, fra i personaggi pubblici preferiti, Putin Vladimir Vladimirovich, un politico galantuomo che - spero proprio - non faccia anche il terzo mandato.


Chi è Dr. Woland? Personaggio del Maestro e Margherita di Bulgakov, osservatore della Russia stalinista mentre è intenta a costruire la società più razionale della terra, che nega l’esistenza di Dio,e dunque, di lui stesso, l'antogonista per eccellenza del Creatore,il Diavolo in persona.

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte