

Per la prima volta in sette anni il presidente della Moldavia Voronin ha incontrato il capo della autoproclamata repubblica della Trasnistria. Quest'ultima è una regione della moldavia a maggioranza russa che si è autoproclamata indipendente nel 1991 dopo il crollo dell'unione sovietica. La proclamazione non è stata riconosciuta a livello internazionale e portò anche ad un breve ma virulento conflitto con l'esercito regolare moldavo, finito in una disastrosa sconfitta di quest'ultimo.
Igor Smirnov (foto) è il presidente della Repubblica Moldava della Transistria (sito ufficiale) si rappresenta come un campione di lotta per la libertà e la democrazia del suo popolo; dalla capitale della moldavia viene invece dipinto come un mafioso attorniato da una cricca di corrotti e che ha creato un territorio di diffusa illegalità usata come base per traffici di armi e droga.
La Moldavia ha efficacemente riusciuta ad isolare la transnistria dopo la vittoria della opposizione arancione nella confinante ucraina. Di concerto col governo ucraino la Repubblica della Transinistria è stata de facto isolata e sottoposta ad un ferreo controllo doganale e ad un salato regime di dazii.
Ora la Russia è scesa sul campo costringendo la Moldavia a incontrare e a riprendere i negoziati con la Transnistria. Smirnov riferisce a Interfax di aver ricevuto la telefonata di Lavrov, il ministro degli esteri russo, che lo appostrofò: "Voronin [presidente della moldavia n.d.a] la chiamerà dopo che avrò messo giù la cornetta. Ha intenzione di incontrarlo?" "Sì, va bene" gli rispose racconta Smirnov. Fu così, al telefono, che fu combinato il primo incontro fra le parti dopo 7 anni di trattative congelate e pericolose escalation.
Da evidenziare che le trattive sono riprese dopo la riapertura delle frontiere russe al vino moldavo seguito ad un blocco che minacciava di strangolare l'economica della povera Moldavia. Non è idea balzana immaginare che la riapertura con la filo russa transnistria era fra le condizioni imposte alla moldavia (per altro mai note) per l'apertura commerciale delle frontiere.
La Russia mantiene basi militari nella autoproclamata repubblica.
