Estate 2004 v.2
(continua da agosto, 25)
Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci. Cinquecentomila copie bruciate in una mattinata al punto che quando io, ingenuo, mi presentai il giorno dopo dal mio edicolante arci di sinistra, questi mi rise gongolando di gusto in faccia. “He he, arrivi tu adesso. Non si trova più né qui né altrove”. Fuori discussione ordinare una ristampa: non l’avrebbe mai più accettato, lui, nella sua edicola, quel libraccio.
Una copia, comunque, la riuscì a contrabbandare da un tale che tiene l’edicola in zona artigianale. Il suo articolo più venduto risultò essere i giornaletti porno, agli operai marocchini e pakistani delle aziende della zona. Quasi si metteva a piangere quando gli chiesi un Corriere della Sera.
Il libro lo lessi. Andai anche alla Feltrinelli a cercare “La Forza della Ragione” .
(Si, andai proprio da quella Feltrinelli il cui fondatore mori Eroicamente, mentre cercava di piazzare un ordigno artigianale sul traliccio dell’alta tensione. Si intenda: per protestare contro la dittatura plutocratica e reazionaria che opprimeva l’Italia. Non per divertimento. Lo trovarono cosi: fulminato dalla corrente in un elegante completino di cachemire inglese.)
E là, oltre al fatto che la pila de La Forza della Ragione, l’hanno nascosta ben benino dietro una porta in fondo al locale, come certe riviste dal mio amico in zona artigianale, c’è sempre la commessa ventenne di turno. Vestita di quelle che a Roma chiamano Er Caritas (e a Bologna eleganza universitaria). Ti guarda con un misto di sufficienza e compassione. Con reprobo. L’indicazione non te la da subito. No. Ti concede quella pausa, perché sei ancora in tempo a cambiare idea. A pentirti. A chiedere un Dario Fo.
[continua]
