
Eccomi e sono shoccato. L'Unione Sovietica è tornata: i carri sulla piazza Rossa sono tornati! L'inno è tornato! Bandiere, stelle, stellette, falci e martelli che spuntano dall'insalata con il planisfero dietro, sono tornati. E' tutto tornato! Accendete la musica, cantate a squarciagola. E' una grande festa. E' una festa sovietica. E' un Soviet Party!
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Bush chiama Lukashenko "Dittatore" e gli mette l'embargo.

Quando il Congresso Americano ha varato una legge dal nome eloquente di "Belarus Democracy Act" (in inglese), nel 2003, Aleksandar Lukashenko, il Presidente della Bielorussia, la preferì ignorare. Quando questa legge è stata firmata da Bush, questa settimana dopo la farsa del referendum sui mandati presidenziali (leggi sotto), la Bielorussa di Lukasenko è formalmente sotto emabargo unilaterale degli Stati Uniti.
Ciò non significa: niente più Big Mac a Minsk, perchè "in prima fase l'embargo è di tipo economico". Finchè il Governo Bielorusso non soddisferà a pieno tutti i standard di libertà civili, Gli Stati Uniti d'America non manifesteranno aperture di crediti, restituzioni, assicurazioni e/o qualsiasi altra assistenza fiscale.
Entro un anno (20 Novembre 2005) la Casa Bianca dovrà inviare un rapporto al Congresso sulle "vendite di armi e tecnologie belliche dalla Bielorussia ai paesi sostnitori del terrorismo internazionale", nonchè fare un paio di conti nelle tasche perosnali di Lukashenko e dei suoi principali collaboratori.
Il comunicato della Casa Bianca spiega la decisione di Bush: "America è seriamente preoccupata degli eventi in Bielorussia ed è cosciente del suo obbligo di sostenere quei bielorussi che stanno combattendo per il riotrno della libertà nel paese". "Nel momento in cui la libertà sta faccendo progressi nel mondo, Aleksandar Lukashenko e il suo governo stanno riprecipitando la Bielorussia in un regime di repressione proprio nel cuore dell'Europa."
"Nella democratica Europa - ha concluso Bush - non c'è posto per un regime del genere", chiamando per la prima volta Lukahsenko "un ditattore".
E' mentre Bush scopriva dove sia la Bielorussia sulla carta geografica, l'intera opposizione bielorussa del Blocco Democratico è in galera, a seguito degli arresti alla manifestazione contro Lukashnko e il suo referendum. Addirittura Oleg Meteliza, coordinatore del movimento "Zubr", che alla manifestazione non ci è andato, è stato svegliato nel cuore della notte e incarcerato, forse, per solidarietà.
La Russia condanna l'azione americana, ma in modo svogliato: più per dovere. Almeno è questa l'impressione. Speriamo di non essere molto impressionabili.