Russia, Putin e il Terzo Presidente

Ne te quaesiveris extra, Oh Mater Russia! - Non cercarti al di fuori di te stessa, Madre Russia.
Osservatorio del Dr. Woland: Ci occupiamo di Russia e dei paesi dell'ex area sovietica. Ce ne occupiamo a titolo amatoriale,
saltuario e senza alcuna pretesa di seguire l'incalzare degli eventi. A questo punto forse vi state domandando che senso ha leggerci...
(Russia, Putin, Politovaskaja e amici vari)


Pubblicato dal 2003 in Bologna.
lunedì, novembre 15, 2004

Anna Politovskaja: suoneremo di notte i campanelli al Cremlino...

 

 

 

 

 

 

 

Stiamo preparando una intervista radiofonica ad Anna Politovskaja dal titolo "Come perdere ascoltatori in una radio musicale". Se avete dei suggerimenti per domande intelligenti (sul suo presunto avvelenamento, ho l'esclusiva io) mandatemi un email. A quelle non intelligenti, ci pensiamo noi.

Se nemmeno sapete che sia la Politovskaja, telefonate in diretta per fare i complimenti alla trasmissione. Che senno ci chiudano. In ogni caso, c'è un suo ritratto del Guardian in giro: è molto esaustivo. Talmente esaustivo che se qualcuno lo trovasse, potrebbe farmelo avere? Che con Google non trovo più niente.

Sarà Putin?


postato da: Serghei24 alle ore 23:17 | link | commenti (7) | commenti (7)
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Commenti
#1   16 Novembre 2004 - 17:11
 
Ciao Serghei, io ho trovato diverse cose, se come dici tu non riesci a trovarle con Google, ti pubblico questo.

Il libro:

Dall'agosto del 1999 Anna Politkovskaia, grande reporter del bisettimanale Novaia Gazetta, è stata più di quaranta volte in Cecenia per seguire la guerra, la seconda che questa piccola repubblica subisce. Secondo la giornalista, sono in gioco l'avvenire stesso della Russia e le sue chance di arrivare a una vera democrazia.
Descrivendo il calvario della popolazione cecena, dimostra che il persistere del conflitto lo rende sempre più incontrollabile. La violenza assoluta favorisce la minoranza cecena più estrema, a detrimento della maggioranza dalle idee più occidentali, e disumanizza i combattenti dei due schieramenti. I militari russi saccheggiano, stuprano e uccidono nella totale impunità, i combattenti ceceni annegano nella delazione e nei regolamenti di conti, divorati dal desiderio di vendetta da una parte e da ciniche esigenze di sopravvivenza dall'altra, scivolando talvolta nella criminalità pura e semplice. Alla fine, questi comportamenti finiscono per corrodere moralmente tutta la società.
Per Anna Politkovskaia, che non risparmia nemmeno il presidente russo Vladimir Putin, questa spirale infernale ha la sua origine nella tradizione di un potere che ha bisogno di un nemico, di un capro espiatorio cui far portare il peso dei problemi reali dei russi nel difficile periodo del postcomunismo.
.

L'autrice:

Anna Politkovskaia, 43 anni, è oggi una dei pochissimi giornalisti russi a raccontare in maniera indipendente quel che succede in Cecenia. A questo titolo è stata molte volte premiata in Russia e, nel 2002, dal Pen Club International. Nel febbraio 2003 ha ricevuto in Danimarca il Premio per il Giornalismo e la Democrazia assegnato dall'OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa). Il suo unico partito è quello delle vittime. Nell'ottobre del 2002, a rischio della propria vita, ha accettato il ruolo di negoziatrice in occasione del sequestro di ostaggi avvenuto in un teatro di Mosca e terminato in maniera drammatica.

Sul Guardian non ho trovato nulla alla voce Politovskaja.

Questo l'ho trovato su archivio di Repubblica

I loro mariti e fratelli sono stati tutti uccisi
E' rimasto solo il terrorismo alle donne cecene
L'esercito delle ragazze
che sognano vendetta
E molte di quelle che morirono nel teatro di Mosca
erano madri di bimbi piccoli, ma si preferì non farlo sapere
di RENATA PISU


Sono cecene, sono musulmane, ma sono soprattutto delle ex: delle ex-comuniste, perché anche il loro aspro paese montano nel cuore del Caucaso era un "repubblica sovietica" fino a poco più di dieci anni fa; sono, e questo è quello che le colpisce, e ci colpisce, delle ex- donne. Non perché sono morte, e i cadaveri, specie se ridotti a brandelli, in poltiglia, non hanno sesso, ma perché, nella loro società antica e patriarcale, dove gli uomini ancora contano qualcosa, hanno perso gli uomini.

I russi li rastrellano, li imprigionano, li seviziano, li decapitano, li fanno sparire. Così le donne non hanno più padri, mariti, fratelli, figli che si occupino di loro, che si impegnino a difenderle fino alla morte, come vuole l'etica di un popolo duro dai sentimenti forti e primitivi ma non fondamentalisti. Hanno nomi russi, queste donne, Nadia, Vera, Galina, eredità di una colonizzazione, o di una repressione, che dura da duecento anni; magari non credono nell'Islam, nemmeno nel comunismo che aveva illuso la giovinezza delle loro madri, anche se di modernità nella loro terra i Soviet non ne avevano portata, tanto meno gli Zar.


Alla Fondazione Memorial di Mosca, che si occupa di diritti umani, ho incontrato una donna cecena sulla trentina: "Mio marito è stato fucilato, poi decapitato, mi hanno mostrato la sua testa. Questa è la foto". Voleva che Memorial la pubblicasse nel libro che dedica alle vittime del "prima e del dopo", cioè del comunismo e della democrazia che pretende di aver cambiato tutto.

Questo incontro risale a tre anni fa. Forse, allora, c'era ancora qualche famiglia in Cecenia. Ora non ce ne sono più. A lungo, finché è stato possibile, le donne si sono accontentate di reclamare silenziosamente vendetta tra le macerie delle loro case, nel buio di cantine. A Mosca, in ottobre, al teatro Dubrovka, il mondo intero le ha viste, il loro primo debutto spettacolare, ma è dal 1999 che le ex-donne cecene compiono sanguinosi attacchi suicidi in quella loro parte di mondo dove gli appelli della Jihad giungono smorzati: non è questa la loro battaglia, gli importa assai di Bin Laden, un corno di Saddam. Sono cecene. Se ne fregano anche della globalizzazione e, per favore, non chiamiamole "vedove nere". Loro lo rifiutano. La vedova è, in un certo senso, legittimata a immolarsi, morto il suo uomo non le resta altro scopo nella vita.

Quelle giovani donne che sembravano addormentate, nere sul velluto rosso delle poltrone del teatro, erano di certo anche madri, madri di bambini piccoli. Ci si sposa in giovane età in Cecenia, si mettono al mondo più bambini che si può perché altrimenti la stirpe si estingue. Ma non si doveva dire che quelle giovani erano madri di bambini in fasce, perché il sentimento pubblico internazionale non può sopportare che una mamma scelga la morte.

Per questo, sostiene Anna Politovskaja, la giornalista della Novaja Gazeta che segue la guerra in Cecenia sfidando la censura di Mosca - centomila i morti ceceni da quando non c'è più l'URSS - sono state fatte fuori con il gas, messe a tacere per sempre quando, invece, avrebbero potuto essere arrestate e processate. E allora avrebbero raccontato le loro storie, avrebbero parlato dei loro piccoli.

Ciao*

Insopportabile per la neo-democrazia russa che ora sostiene che le cecene hanno subito l'influenza di Al Qaeda. Anche gli uomini ceceni, hanno condannato le kamikaze. "Ci hanno umiliati. Hanno dimostrato che non siamo nessuno", ha detto un combattente ceceno a Anna Politovskaja. Sì, il rovesciamento dei ruoli si è compiuto, almeno in Cecenia, come una "Apocalypse Now", un orrore, la verità rivelata, il futuro prossimo venturo, con ex donne e ex-uomini.

(6 luglio 2003)
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#2   16 Novembre 2004 - 17:16
 
Scusa Serghei, quel Ciao* che vedi sotto è partito per sbaglio, ha interrotto l'articolo, che termina con la data 6 luglio 2003.
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#3   16 Novembre 2004 - 23:35
 
Ma dai, ma dai, ma dai?!? E non mi dici niente? Complimentissimi per l'esclusiva!! Dovrei passare più spesso da queste parti. Quando? Su che radio?

Le sue idee e l'impostrazione politica la conosco e mi piacerebbe piuttosto farle un paio di domande più personali. P.es., se e quanto ha pesato sulle sue idee il fatto che suo padre lavorava al palazzo di vetro (non ricordo esattamente in che veste) prima del crollo del muro di Berlino e che, se non erro, lei era una delle poche che aveva libero accesso alla lettura occidentale bandita dal regime? Pensa che direbbe le stesse cose oggi se non fosse stato così, o questo non c'entra? Ma ancora di più mi piacerebbe sapere da dove riesce a prendere tutta quella forza. Non deve essere facile. Sono anni che va avanti come un bulldozer, come se quell'odio che le riversano addosso tutti i giorni non esistesse. No, veramente, non me lo spiego. Prova a chiederglielo.
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#4   17 Novembre 2004 - 12:17
 
Virtual io e te abbiamo due Google diverse. Per te ci deve essere predisposta una versione più ricca :-)) Grazie veramente: ho già stampato e messo in carpetta, che ho intenzione di fare un po' di fruscio di carta (come in certe trasmissioni di radio 3: fa molto intellettuale).

Marco, si effettivamente forse avrei dovuto avvisarti. Anche perchè avevo tutta intenzione di citare il tuo blog come esempio della viva attenzione per quei temi qui in Europa (Cecenia SOS - è un titolo che va a pennello). Se la cosa ti dovesse dare fastidio (non si sa mai dove finiscano queste interviste) fammelo sapere, lo leverò dallo script che è provvisorio.
L'intervista andrà in syndication su alcune radio bolognese del circuito anarchico e su alcune radio online russe, non c'è una grossa copertura. In ogni caso il file audio lo metterò o in streaming o in download su internet.

Le domande da te suggerite li ho già stampate. Anzi, se ne hai altri mandameli via email. anche se il tempo stimato di intervista non dovrebbe superare i 30 minuti.

Ciao.
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#5   17 Novembre 2004 - 13:56
 
No, non da fastidio, anzi è gradito...grazie per la pubblicità del blog id CeceniaSOS.

Se mi verranno in mente altre domande te lo farò sapere, ma in mezz'ora meglio lasciare spazio anche agli altri.

Aspetto dunque lo streaming!

Ciao, Marco.
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#6   18 Novembre 2004 - 23:42
 
cavolo, serghei, che onore intervistale la politovskaja, l'ammiro moltissimo, non ho domande particolari da porgerle, tranne forse, pensando alla fine di antonio russo, se non ha paura per la sua incolumità.
quando sarà trasmessa l'intervista, come la posso ascoltare?
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#7   20 Novembre 2004 - 18:05
 
Ciao Buba,

non siamo la Rai :) se non sei a Bologna probabilmente non la sentirai proprio. In ogni caso distribuirò l'mp3 della trasmissione su questo blog.

Ciao e grazie.
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Chi sono

Blogger: Serghei24
studente di scienze della comunicazione a bologna, 24 anni. Animo sensibile, fra i personaggi pubblici preferiti, Putin Vladimir Vladimirovich, un politico galantuomo che - spero proprio - non faccia anche il terzo mandato.


Chi è Dr. Woland? Personaggio del Maestro e Margherita di Bulgakov, osservatore della Russia stalinista mentre è intenta a costruire la società più razionale della terra, che nega l’esistenza di Dio,e dunque, di lui stesso, l'antogonista per eccellenza del Creatore,il Diavolo in persona.

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