
Eccomi e sono shoccato. L'Unione Sovietica è tornata: i carri sulla piazza Rossa sono tornati! L'inno è tornato! Bandiere, stelle, stellette, falci e martelli che spuntano dall'insalata con il planisfero dietro, sono tornati. E' tutto tornato! Accendete la musica, cantate a squarciagola. E' una grande festa. E' una festa sovietica. E' un Soviet Party!
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Jusenko e Jankovich Sottoscrivano un documento Comune.

Notizia battuta da Intefax: dopo le minacciose dichiarazioni dell’opposizione e altrettante minacciose risposte del governo, forse ci si sta avviando verso la soluzione della crisi ucraina, una soluzione, però, da contorni ancora non chiari. In serata i due contendenti hanno sottoscritto un documento comune, e si sono addirittura – udite, udite – dati la mano. Ambo le parti hanno accetto un cambiamento della legge elettorale – quale non è dato sapere – contestualmente alla legge sulla formazione del governo e una revisione costituzionale dei poteri del Parlamento. (Un vivacchiare di auto blu senza alcun potere reale, nella versione attuale).
Cito un passaggio: “Le parti di comune accordo escludono l’uso della forza per risolvere qualsivoglia problema nato dopo il secondo turno delle elezioni presidenziali”. Si farà, dunque, come in un paese civile.
Per un gaudente Kucma, Presidente scaduto ma ancora in carica, inoltre, le parti si sono impegnati a “lasciar lavorare le istituzioni per una rapida soluzione della crisi”. Laddove le “istituzioni” è poi lui. Sogni confusi con la realtà?
Le parti, nel documento, si impegnano ad “attivare un Comitato d’Emergenza” che si occuperà in sede comune a risolvere di volta in volta situazioni tendenzialmente pericolosi per l’ordine pubblico, l’unità della nazione e “per un’applicazione comune delle delibere della Corte Suprema Ucraina in merito alla elezioni presidenziali”. Ovvero: che nessuno ci provi a lasciarsi andare a interpretazioni personalistiche di quello che – già se lo aspettano - sarà una fumosa, vaga e retorica delibera che dirà tutto a tutti e niente a nessuno, ma lo dirà in diretta tv e con la faccia da cerimonia.
Jusenko, il candidato dell’opposizione, concretizza per la piazza il contenuto del documento:
Riteniamo che sia arrivato il momento per una risoluzione pacifica della crisi. Nei 24 ore seguenti a quando avremo conosciuto la decisione della Corte Suprema, gli avocati di ambo le parti elaboreranno un piano per arrivare alla dichiarazione del vincitore di queste elezioni. Allora avrò il diritto morale di uscire in questa piazza e dirvi che in 10 giorni abbiamo fatto insieme quello che nessuno ha mai fatto in cent’anni. Se andremo alle nuove elezioni ci serviranno osservatori, membri delle comissioni, supporter – vi voglio annoverare fra questi legionari.
Bravo. Bel discorso.
La dichiarazione è stata firmata grazie alla mediazione del Presidente della Polonia, della Lituania, dell’OCSE e del Rappresentante per la Politica Estera Europea Havrier Solana.
Ci dispiace per Berlusconi. Sul serio.
Seguiamo l'evoluzione dei fatti in Ucraina, invitiamo, chi fosse interessato, a seguirci in questi giorni. Questo vuole, e spero lo è, un'annotazione polemica ai mezzi di informazione che stanno seguendo gli eventi veramente alla cazzo di un cane. Capisco che c'è solito polpitone della Politica in ballo: il taglio delle tasse, la Finanziaria, i vertici di maggioranza, la GAD che non è più GAD - che in russo, detta fra parentesi, si traduce con quel vocabolo che inizia per s e finisce per o - capisco il capibile, incluso che la nostra stampa è afflitta da un inguaribile provincialismo.