Ferrara Vs. i Priveligiati di Mosca.
Mosca. Sono decine, raramente centinaia, i pensionati che in questi giorni danno vita in varie regioni della Russia a clamorose manifestazioni di protesta contro la perdita, a partire dal 1° gennaio, di alcuni loro privilegi, retaggio dei tempi dell’Urss, primo fra tutti il diritto di viaggiare gratis sui mezzi di trasporto urbani. Eppure, Vladimir Putin li prende maledettamente sul serio, al punto di occuparsi personalmente dell’invio di messaggi ai vari governatori, soprattutto in Siberia, con la raccomandazione di badare a che le categorie deboli non abbiano a patire le conseguenze di un inverno fortunatamente mite, almeno per il momento. Il presidente è inferocito per il brusco calo di popolarità registrato da due settimane a questa parte: siamo sempre intorno al 70 per cento, ma da un anno la tendenza è al ribasso. E le prospettive non sono rosee. Se obiettivo del secondo mandato è la modernizzazione, ormai non più rinviabile, della struttura produttiva della Federazione, sarà inevitabile intervenire con mano pesante sullo stato sociale e costringere i russi a pagare di tasca loro quote sempre più consistenti d’istruzione e di sanità. Soltanto che, se basta un provvedimento di eliminazione di qualche privilegio per innescare il malcontento sociale, il cammino è sicuramente in salita.
Da Foglio, 14 gennaio.
Forse Ferrara non sa che, in Russia, a “dare vita a clamorose manifestazione di protesta” non si rischia solo il raffreddore, ma anche la spina dorsale. Francamente ai pensionati, più di tanto non si può chiederei. Stia pur sicuro che quel “decine, raramente centinaia” di pensionati, in Russia, equivalgono a centinaia di migliaia dei nostri mobilitati con i treni riservati della CGIL.
La legge voluta da Putin, approvata da una Duma sempre più somigliante a un timbrificio che a una sede di dibattito, pretenderebbe di liquidare in moneta contante alcune facilitazioni tradizionalmente goduti dagli pensionati e invalidi in Russia. Fra di essi ad esempio: sconto del ICI, l’uso gratuito dei mezzi pubblici e di alcuni tipi di medicinali. L’operazione mira ad eliminarli tutti, a fronte di una simbolica aumento della pensione, pensione che a Mosca –è giusto dirlo— è di 80 dollari al mese.
Si spara sui pensionati per racimolare qualche soldo qua in la. Solo che i “privilegi”, per dirla con Ferrara, in Russia fanno differenza fra arrivare o non arrivare a fine mese . E per questi che *centinaia di migliaia* di pensionati escono per strada a rischiare il raffreddore e la spina dorsale. Il costo della vita a Mosca è solo di poco inferiore a quella di una qualsiasi città occidentale. Si sa quanto, ad esempio, costa il biglietto del trasporto pubblico in qualsiasi città occidentale.
Sappiamo anche, caro Ferrara, dove cercare i veri privilegi, in Italia come in Russia. A casa di chi li cerca.