Telecamere da letto.
Ultimamente accadono cose che non riesco proprio a capire. L’altro giorno ero rimasto a piedi col autobus e, per passare il tempo, sono entrato da Feltrinelli. Ne usci con un libro dal titolo intrigante di “Regime”, a cura di Marco Travaglio e Peter Gomez. Lo iniziai a sfogliarlo mentre aspettavo l'autobus, poi mi feci prendere la mano e lo lessi di un fiato, in solo un paio di giorni. Tarando la non sempre onesta intellettualità del autore, che con questo governo non ha un dente avvelenato, ma un’intera dentiera, il libro lascia un certo amaro in bocca. Non per le idee di Travaglio, ma perché un libro del genere – nel mio mondo – avrebbe dovuto scatenare polemiche, dibattiti e scaraventare ministri a farfugliare davanti alle telecamere. E invece: voi ne sapevate qualcosa?
Leggo, ad esempio, a pagina 332 la trascrizione di un’intercettazione telefonica, mai smentita e anzi riconosciuta dai avvocati della controparte:
ANNA LA ROSA (conduttrice di Telecamere e promossa alla direzione delle Tribune Politiche): Mi chiamo Anna. Alla Regione sa che c’erano dei problemi?
AZZARA (dipendente di Billionaire di Briatore): Sì.
ANNA: Ecco faticosamente la Commissione ha dato il nullaosta!
AZZARA: Il Comune di Arzachena fa storie.
ANNA: Ma la Commissione tecnica ha approvato la delibera…
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BRIATORE: La signora che parlavi ieri è Anna La Rosa. Lei verrà giù, ti chiamerà […]. Poi lei ha parlato con Berlusconi. Berlusconi sapeva già del mio problema.
AZZARA: I tecnici regionali mi hanno detto di stare tranquilli, significa che gli è arrivata qualche telefonata, forse di Berlusconi!
BRIATORE: No! Berlusconi ha chiamato Pirri [probabilmente Mauro Pili, presidente forzista della Regione e amico di Anna la Rosa n.d.a]. La Rosa ha fatto il numero di Pirri e gli ha passato il telefono a Berlusconi e lui ha detto: ‘sta roba in Sardegna di Briatore…mettiti a disposizione, deve avere tutto quello che gli serve. E Pirri gli ha risposto: senz’altro. (Regime, Marco Travaglio, Peter Gomez. Milano 2004, Rizzoli Editore)
Ecco, in un paese normale, se uno pubblica una roba del genere delle due l’una: o in giro di una settimana si smaschera l’autore, gli si sequestra l’appartamento per pagarsi i danni, lo si sputana al punto che non scriverà più nemmeno la propria dichiarazione dei redditi; oppure si fanno le valigie e si viaggia per tutta la notte più lontano che si può... avendo cura di far perdere le proprie tracce.
Ma confermare tutto e dire che "bisogna contestualizzare insieme al tono", è prendere per il culo l'elettore! Alla regionali sto a casa e vado a ingrassare le file degli astenuti.
Qui si sta tornado alle vecchie malefatte dove tutti sanno, eccetto i giornalisti e la magistratura. Dove ragnatele di conoscenze clientelari si spartiascano con arroganza proprietà pubbliche, concessioni, demani, appalti. Dove i tg si occupano del maltempo.