Bancomat.

Il bancomat è una invenzione stupefacente. Ti permette di rovinarti senza necessariamente soffrire nel vedere il portafoglio svuotarsi lentamente. In fondo, la tecnologia ci viene per semplificare la vita. Quella del Bancomat è evidente: non devi girare con molti soldi, contemporaneamente non sei mai a corto di denaro (chi ha una fidanzata mi capisce) e la tua banca sa esattamente che tipo di carne mangi e la marca dell’acqua che bevi.
Non poteva finire qui. Il bancomat oltre a semplificare la vita, si auto protegge. Questa merita di essere raccontata. Il network è collegato ad un cervellone che - oltre a sapere il tipo di carne mangi e acqua che bevi – studia la quantità di denaro speso, cadenze temporali di utilizzo, circuiti preferiti, località geografica. Incrociando questi dati secondo una complicatissima formula matematica, ed usando tecnologia pesantemente all'avanguardia, ottiene un unico identikit abbiando l'utente (in banchese si dice cosi) al suo bancomat. Se l'utente cambia l'ora in cui va a fare la colazione: gli staccano il bancomat.
Cosi, un giorno, sei al ipercoop con centocinquanta euro di spesa, ed una fila di casalinghe incazzate dietro; e il cervellone – quello a tecnologia pesantemente avanzata - ti ha staccato il bancomat perchè dio sa cosa hai fatto che non dovevi fare. Per massimizziare il disagio tu sei l'ultimo a sapere della decisione del bancomat. Prima di te lo sa la commessa. Che inizia a fare quella faccia contorta e a squadrarti pronta a riferire il tuo identikit.
Per evitare di trovarsi in situazioni del genere, delle due l'una: o giri con sei bancomat di sei banche e sei circuiti diversi, nella vana speranza che non facciano affidamento allo stesso modello matematico. O giri con i contanti.
Questo è per la serie "la tecnologia che si auto annulla".