
John Simpson, quello di Simpons World, BBC world, in un intelligente e persipicare articolo racconta qual'è la differenza fra il comunismo russo chiuso per fallimento e quello cinese in piena espansione e col PIL ormai pià alto di quello italiano (fonte: Corriere di ieri).
Beh, qual'è la differenza?
Che nella prima la libertà di parola è arrivata prima di quella economica. Si è potuto cosi disprezzare il governo, discreditarlo, additare tutte le inefficienze accumulatosi in sett'anni di socilismo reale.
Nella seconda, la piazza Tianmen è stato un forte segnale: la libertà di espressione non ve la concediamo. Nello stesso periodo sono iniziate le maggiori apertura sul fronte economico che ha portato a un significato miglioramento della vita, pur con tutte le contradizioni delle immense campagne. E sopratutto ha dato a tutti un pensiero: i soldi. Rivelatosi un buon surrogato della democrazia.
Il problema sta nel fatto che Gorbaciov ha fatto quello che sembrava a tutti (in occidente) la cosa migliore da fare. Ma si sa, la strada verso l'inferno è lastricata dalle migliori intenzioni. Aprire cosi subito l'ossigeno ad un popolo asfissiato da sett'anni di dittura non poteva che finire in estremismo e le reazioni presto hanno superato gli eventi.
La Cina il problema lo ha evitato liberando l'impulso umano all'arricchirsi. Ma prima o poi dovrà liberare anche quello di parlare. Anche se dovessero farlo solo a vanvera, come il Partito Cinese è convinto.
Ottimo John Simpson, da seguire.
