Russia- Moldavia: Guerra Commerciale II
Nella Guerra politica scorre il vino (moldavo) come la prima vittima politica.
I rapporti fra la Russia e la Moldavia, la più piccola fra le repubbliche ex sovietiche, questa settimana hanno toccato il punto più basso della propria storia. Sul tavolo c’è la spinosa questione di
Transnistria: la regione moldava al confine russo che si è auto proclamata in una Repubblica indipendente, riconosciuta da nessuno eccetto che dai russi, che batte moneta propria e ha pure un presidente (
sito della Presidenza della Repubblica di Transnistria) nell'indifferenza del mondo.
C’è la questione della nuova leadership politica moldava che in più occasioni ha ribadito – in un linguaggio non propriamente diplomatico – l’intenzione di portarsi fuori dall’orbita politica russa per agganciarsi all’Europa. C’è, dall’altro canto, la paura russa di vedersi sgretolare definitivamente l'area di influenza, il mare nostrum, dopo gli eventi ucraini, georgiani, della Kirghizia e in mezzo ai continui battibecchi con le repubbliche baltiche occupate ogni santo giorno a prendere sempre più distanze dall' ex fratello.
All’inizio di questa settimana l’autorevole
Kommersant (in russo), pubblica stralci di un memorandum riservato del Cremlino dal eloquente titolo: “
Piano di Azioni Mirate alla conservazione dell’Influenza Russa nella Repubblica di Moldavia”. Con buona pace dei principi di Sovranità e di non Ingerenza.
Fra le altre cose nel piano si segnala la cronica dipendenza della Moldavia dall’economia russa e si consiglia
“un’efficiente pressione commerciale, politica e sociale su Kishnev della Politica [capitale moldava n.d.Serghei24] sui punti più sensibili della medesima”, o più concreto: “un parziale blocco delle esportazione moldave in Russia sotto la forma di ostacoli tecnici quali le pratiche doganali, un più rigoroso controllo dei certificati di qualità e di origine, sanitari e simili”.
Insomma, prenderli per fame. Tutto scritto nero su bianco. A kishnev è la lettura della settimana.
Le rivelazioni di Kommersant complicano il lavoro all’Ufficio Stampa della Dogana russa, occupata a spiegare ai produttori moldavi di vino - rimasti senza marche di bollo da apporre sulle bottiglie e costretti a fermare la produzione, quasi interamente destinata al mercato russo - che, forse, in questa guerra commerciale, la forza non è più con loro.

