
SONO STANCO.
Sono stanco di fare i distinguo fra i musulmani perbene, che credono in una religione tutto dolcezza e amore e una piccola parte isterica e terrorista. Purtroppo, se c’è una parte piccola è quella moderata in giacca e cravatta, tutta ragionevolezza e comprensione, da esibire nei salotti televisivi e convegni a cinque stelle.
Sono stanco di dover, per il tirannico dovere di policy correct, mettere sempre su lo stesso piano la nostra civiltà e religione; i nostri valori di tolleranza e comprensione: l’illuminismo e la democraticità dello stato di Israele, con la sordida convinzione dei loro leader – vedesi i miei ultimi post sul moderato Primo Ministro malesiano – di avere la verità, religiosa per giunta in tasca, la loro ipocrisia di accusarci di ogni loro male e infondere l’odio nella loro gente contro di noi, gli ebrei, e tutti quelli che ebbero fortuna di non nascere sotto l’ombra dei minareti integralisti.
Loro – i politici, intendo – esistono in funzione di noi. Mai e poi mai saranno interessati al pace fra ebrei e musulmani; mai e poi mai saranno interessati a risollevare la loro gente dalla miseria e lo squallore in cui vivono, e che è poi la materia prima dell’odio, del disprezzo e sete di vendetta che loro nutrono verso di noi e quello che rappresentiamo.
Sono stanco, infine, di dover chiamare le più elementari violazioni dei diritti civili – che sono proprie di ogni vita umana, e che nessuna religione può annacquare con qualsivoglia pretesto – come la perseguitazione degli omosessuali, le lapidazioni, i processi di un’ora e le medioevali esecuzioni in piazza davanti a una folla soddisfatta, sono stanco di chiamare tutto ciò diversità culturali. Da oggi li voglio chiamare crimini contro l’umanità. Me ne frego di cosa scrive il Corano; me ne frego di cosa predica il mullah/ulla; me ne frego della diversità culturale.
Perché la Vita umana, la pura e semplice vita umana, vale di più di ogni ideale e religione.
