Brutta settimana per la Georgia. Dopo l'Ossetia del Sud (leggi sotto) anche l'Abkazia ha chiesto "alla comunità mondiale" di riconoscere l'indipendenza.
Mosca gioca al gatto e al topo con l'Europa faccendo trapellare in via ufficiosa di essere pronta a riconoscere l'Abkazia, e per concrettizzare la cosa ha levato oggi le sanzioni economiche contro l'autoproclamata repubblica.
Pronta la reazione europea per bocca del Commissario per gli Affari Esteri Benita Ferrero Waldner <<desta preoccupazione e allarme l'evidente intenzione della Russia di riconoscere l'Abkahzia>>.
Dubbito che la Russia riconosca l'indipendenza dell'Abkhazia: la Signora può stare tranquilla. Riconoscere l'Abkhazia per i russi equivale a darsi una zappa sui piedi in Cecenia, per esempio.
L'atteggiamento è l'equivalente diplomatico al lanciare il sasso e ritirare la mano.
La Waldner ha ribadito ai russi che l'Unione sosterrà sempre l'integralità territoriale della Georgia.
La Georgia dal canto suo con toni aggressivi ha accusato la Russia di fomentare separtismi col suo atteggiamento irresponsabile.
Dopo l'indipendenza unilaterale del Kosovo, il governo Russo ammoniva in più occasioni che ciò sarebbe stato un precedente. La Russia da tempo sostiene diverse cause indipendentiste in Moldavia con la Transdnistria; in Georgia con Abkhazia e l'Ossetia.
In nessun di queste cause il supporto russo si è mai spinto al sostegno completo politico ed economico di una indipendenza effettiva, nè la Russia desidera aprire questi vasi di pandora.
Ciò che è probabile che stiamo assistendo ad un ricatto psicologico dell'Occidente dopo lo schiaffo subito con l'indipendenza del Kosovo. Si solleva un po' di chiasso giusto per dire il "l'avevamo detto".
La situazione si sgonfierà da sola.
