
Bartolomeo, antirusso nell'anima.
La Missione delle Gerarchie Ortodosse in Europa è finita anticipamente e in pieno scandalo: la delegazione del Patriarcato Moscovita ha abbandonato polemicamente la sala che ospitava la conferenza sul dialogo inter religioso, perchè vi sono stati invitati "gli secessionisti estoni" ovvero come a Mosca chiamano l'Apostalato ortodosso dell'Estonia. La conferenza questo anno si teneva a Ravenna.
Martedì di questa settimana, dunque, sono terminati bruscamente i lavori della Comissione interfede cristina fra i cattolici e gli ortodossi, iniziata sabato scorso e con la parteciapzione dei rappresentanti della Chiesa Ortadossa Russa, del Patriarca Vienna e Austria e dei rappresentanti del Patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I.
Ed è stato proprio Bartolomeo I a tirare un mancino ai russi, invitando la chiesa ortodossa estone secessionista e non riconosciuta da Mosca e dal Patriarca russo Alessio II. Appena i russi hanno visto gli estoni, hanno preteso la loro espulsione e, vistosi opporre un rifiuto, hanno abbandonato i lavori della Comissione facendo rientro a Mosca.
Un comunicato della Chiesa Ortadossa Russa diffuso da Mosca sottolinea che:
" rimanere allo stesso tavolo con gli secessionisti sarebbe stato inevitabilmente letto come "un gesto di ricnoscimento della Chiesa Estone da parte del Patriarcato Russo". "Ne a Baltimora nel 2000, ne a Belgrado nel 2006 - continua il comunicato - non erano presenti delegati di questa organizzazione religiosa (gli estoni n.d.t.) e non ci sono chiari i motivi del patriarcato di Costantinopoli per averli invitati quest'anno alla Conferenza di Ravenna". "Riprenderemmo i lavori in tutte le Comissioni non appena il patriarcato di Costantinopoli rivedrà le proprie scelte".
La Comissione Episcopale Ortodossa è stata fondata nel 1980 e si riunisce periodicamente per coordinare le dottrine comuni a tutte le chiese ortodosse; ultimamente è anche un foro priviligiato per il confronto con i cattolici.
La vicenda della secessione della Chiesa Ortodossa Estone fu uno schiafo al Patriarcato Russo. Intanto perchè la secissione del 1996 è avvenuta nella patria di Alessio II (lui è estone); e poi perchè il governo estone cavalcò con spirito anti russo le diatribe religiose, riconoscendo da subito i secessionisti come chiesa ufficiale dello stato. La chiesa ortodossa estone, rifondata nel 1993 subito dopo l'indipendenza, e riconosciuta da Alessio II come chiesa collegata al culto ortodosso russo, non ebbe registrazione dalle autorità estone se non nel 2002, e solo per forti pressioni della comunità europea.
Nel 1996 la chiesa si scinse in due. Una restò fedele, come l'originale, al culto di Mosca e ad Alessio II, la seconda - proclamatosi fin da subito "la vera chiesa ortodossa estone" - si rivolse al acerrimo nemico dei russi: il Patriarca di Costantinopoli Bortolomeo II.
Bortolomeo II fornì entusiasticamente la propria protezione, riconoscendo la fazione separata, e addirittura nel 2000 fece un viaggio in Estonia a bendire i rivoltosi.
Alessio II fece un controviaggio nel 2003 a supporto della chiesa estone ortodossa rimasta fedele al culto russo.
Bartolomeo non è nuovo a queste "protezioni". Fece scandalo quando, nel 2002, disse che avrebbe protetto il patriarca di Kiev quando costui, per una disputa di soldi non trasferiti a Mosca, uscì dalla sfera di influenza della chiesa ortodossa russa.