Boris Berezovskij. La Gente è Contro.
Dalla Lettera aperta di Boris Berezovskij al Daily Times. Tradotta dal russo nella sua prima parte. Seguirà una critica analisi.
Dal momento che il pubblico dibattito è castrato oggi in Russia, mentre il Cremlino è nella posizione di aggiustare le elezioni; l’unica strada che rimane da percorrere per tutti coloro che vogliono salvare l’idea di democrazia oggi in Russia, è il cambio del sistema politico. La questione del potere in Russia non può più essere risolta nei seggi elettorali. Come già gli esempi di Ucraina, di Livano e di Kirghizistan ci indicano, la questione sarà risolta per le strade.
Io stesso ho contribuito alla elezione di Vladimir Putin in qualità di successore del primo presidente eletto della Russia, Boris Eltsin. Dal momento che oggigiorno il paese è in mano ad un lobby mafiosa e dei ex servizi segreti, che controllano il paese e pilotano il sistema giudiziario, è opinione diffusa che Eltsin tenesse a scegliere personalmente il proprio successore onde evitare futuri e probabili procedimenti penali. In realtà, a tutti noi - ovvero a coloro che scelsero Putin - era stato richiesto di trovare un uomo in grado di conservare e continuare le riforme eltsiniane. Non a difendere lui e la sua famiglia.
Elstin, è un personaggio temerario, e pensava non alla sua sicurezza personale, ma alla conservazione della idea della democrazia che lui ha portato in Russia. Proprio quella idea che si trova oggi in pericolo e proprio da parte del suo successore.
Riconosco le mie responsabilità per aver sostenuto Putin. Non siamo mai stati amici intimi, ma ci capitò di lavorare fianco a fianco in situazioni caotiche, e non ho mai dubitato della sua sincerità. Putin agisce partendo dalle proprie convenzioni. Il problema è che proprio queste convinzioni – ivi incluso l’idea che solo la concentrazione del potere in un solo paio di mani può assicurare il progresso della Russia – sono tutto un errore. E questo serissimo errore sta portando la Russia al fallimento politico.
Ovviamente nessun uomo che occupi qualsiasi posto alto dello stato, non potrà mai evitare di incappare in errori di calcolo anche su questioni di strategica importanza, sopratutto in periodi di tumultuosi cambiamenti. Eltsin non fa eccezione, bensi lui aveva la capacità di riconoscere il proprio errore. Fu in questo modo che, dimettendosi l’ultimo giorno del 1999, chiese perdono per la guerra in Cecenia.
Putin, a giudicare dai fatti, non è in grado ne di capire ne di riconoscere i propri errori e testardamente mantiene la propria rotta, anche se il fallimento è evidente a tutto il mondo.
(continua) Trad. Serghei24