Russia, Putin e il Terzo Presidente

Ne te quaesiveris extra, Oh Mater Russia! - Non cercarti al di fuori di te stessa, Madre Russia.
Osservatorio del Dr. Woland: Ci occupiamo di Russia e dei paesi dell'ex area sovietica. Ce ne occupiamo a titolo amatoriale,
saltuario e senza alcuna pretesa di seguire l'incalzare degli eventi. A questo punto forse vi state domandando che senso ha leggerci...
(Russia, Putin, Politovaskaja e amici vari)


Pubblicato dal 2003 in Bologna.
mercoledì, luglio 18, 2007

Il corraggio degli incoscienti

La faccia tosta dei servizi segreti russi o di quella organizzazione responsabile dell’uccisione di Litvenenko, richiede ammirazione. Nel pieno dell’incubo diplomatico che contrappone la Russia alla Gran Bretagna, tentano di uccidere Berezovskij.
 
Ovviamente nessuno ha le prove che sia il Cremlino il mandante di questi omicidi. Lo si deduce secondo il vecchio, saggio principio romano del “qui prodest”. A chi giova? Al Cremlino. Per “Cremlino” non va inteso in modo semplicistico solo Putin. Va inteso l’intera organizzazione mafiosa politica che ha messo i propri tentacoli sulla Russia. Il Cremlino ha in Putin la punta dell’iceberg che si vede da lontano. Sotto naviga e prospera un mondo legato a doppio filo con gli perenni ex servizi segreti, un mondo rancoroso che cova sentimenti di vendetta verso l’Occidente e contro chi ha affossato l’Unione Sovietica.
 
Questa gente ragiona con mentalità da anni settanta. E’ gente che prende i libri di James Bond per una guida ragionata di come lavorano i servizi segreti inglesi. E’ gente convinta che esiste un complotto internazionale contro la Russia e per tenerla fuori dal novero della grandi potenze.
E’ gente convinta genuinamente che in Occidente ci sia una democrazia da teatrino come in Russia e che gli argomenti come la libertà civile, il diritto alla vita, il rispetto delle idee altrui, siano idee strumentali per destabilizzare la Russia e mettere le mani sulle sue ricchezze.
 
Ecco, questa gente, tenta di uccidere Berezovskij proprio mentre è alta l’intenzione mediatica internazionale sull’omicidio di Litvenenko. Se la spavalderia è intenzionale, merita tutto il rispetto per il corraggio.
postato da: Serghei24 alle ore 21:04 | link | commenti | commenti
categorie: berezovsky, litvenenko
martedì, novembre 21, 2006

Litvenenko non ha digerto il dossier sul omicidio di Politovskaija, cita cinico Kommersant. Altri commenti: superflui.
postato da: Serghei24 alle ore 23:44 | link | commenti | commenti
categorie: russia, berezovsky
giovedì, agosto 17, 2006



Ieri il 16 agosto 2006, è stato l'anniversario della tragedia del Kursk. Il sottomarino atomico affondato al largo, portando con se il gesto ultimo, eroico dei 118 marinai che si sono autoaffondati per non rischiare una catastrofe col reatore nucleare. Il ricordo della tragedia è passato dimenticato. In russia, per ovvi motivi di opportunità: si trattò in assoluto del momento in cui il regime di Putin toccò il suo punto più basso di popolarità. In occidente, per la congenita memoria corta dell'opinione pubblica, e complice la guerra in Libano, come tormentone principale dei tg in questo agosto.

Invece il Kommersant, approfittò dell'anniversario, con un editoriale di Natalja Gevorkjan, per chiedersi come il modo di fare informazione sia cambiato da quella tragedia. Il Kursk è stato uno spartiacque nel giornalismo russo. E della loro libertà di dare valutazioni indipendenti. Di essere insomma, i cani da guardia del potere.

[segue]
postato da: Serghei24 alle ore 18:57 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: russia, democrazia, putin, berezovsky
giovedì, luglio 28, 2005

Boris Berezovskij. La Gente è Contro.
Dalla Lettera aperta di Boris Berezovskij al Daily Times. Tradotta dal russo nella sua prima parte. Seguirà una critica analisi.
 
Dal momento che il pubblico dibattito è castrato oggi in Russia, mentre il Cremlino è nella posizione di aggiustare le elezioni; l’unica strada che rimane da percorrere per tutti coloro che vogliono salvare l’idea di democrazia oggi in Russia, è il cambio del sistema politico. La questione del potere in Russia non può più essere risolta nei seggi elettorali. Come già gli esempi di Ucraina, di Livano e di Kirghizistan ci indicano, la questione sarà risolta per le strade.
 
Io stesso ho contribuito alla elezione di Vladimir Putin in qualità di successore del primo presidente eletto della Russia, Boris Eltsin. Dal momento che oggigiorno il paese è in mano ad un lobby mafiosa e dei ex servizi segreti, che controllano il paese e pilotano il sistema giudiziario, è opinione diffusa che Eltsin tenesse a scegliere personalmente il proprio successore onde evitare futuri e probabili procedimenti penali. In realtà, a tutti noi - ovvero a coloro che scelsero Putin - era stato richiesto di trovare un uomo in grado di conservare e continuare le riforme eltsiniane. Non a difendere lui e la sua famiglia.
 
Elstin, è un personaggio temerario, e pensava non alla sua sicurezza personale, ma alla conservazione della idea della democrazia che lui ha portato in Russia. Proprio quella idea che si trova oggi in pericolo e proprio da parte del suo successore.
 
Riconosco le mie responsabilità per aver sostenuto Putin. Non siamo mai stati amici intimi, ma ci capitò di lavorare fianco a fianco in situazioni caotiche, e non ho mai dubitato della sua sincerità. Putin agisce partendo dalle proprie convenzioni. Il problema è che proprio queste convinzioni – ivi incluso l’idea che solo la concentrazione del potere in un solo paio di mani può assicurare il progresso della Russia – sono tutto un errore. E questo serissimo errore sta portando la Russia al fallimento politico.
 
Ovviamente nessun uomo che occupi qualsiasi posto alto dello stato, non potrà mai evitare di incappare in errori di calcolo anche su questioni di strategica importanza, sopratutto in periodi di tumultuosi cambiamenti. Eltsin non fa eccezione, bensi lui aveva la capacità di riconoscere il proprio errore. Fu in questo modo che, dimettendosi l’ultimo giorno del 1999, chiese perdono per la guerra in Cecenia.
 
Putin, a giudicare dai fatti, non è in grado ne di capire ne di riconoscere i propri errori e testardamente mantiene la propria rotta, anche se il fallimento è evidente a tutto il mondo.
 
(continua) Trad. Serghei24
 
 
postato da: Serghei24 alle ore 16:43 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: russia, democrazia, berezovsky

Chi sono

Blogger: Serghei24
studente di scienze della comunicazione a bologna, 24 anni. Animo sensibile, fra i personaggi pubblici preferiti, Putin Vladimir Vladimirovich, un politico galantuomo che - spero proprio - non faccia anche il terzo mandato.


Chi è Dr. Woland? Personaggio del Maestro e Margherita di Bulgakov, osservatore della Russia stalinista mentre è intenta a costruire la società più razionale della terra, che nega l’esistenza di Dio,e dunque, di lui stesso, l'antogonista per eccellenza del Creatore,il Diavolo in persona.

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