
Fine del viaggio provocatorio di Bukovskij alla candidatura per le prossime elezioni presidenziali. Per impedire ad uno dei russi più illustri e celebri di disturbare la corsa elettorale, il governo ha emanato nell'ultimo anno una serie di modifiche "ad personam" alla legge sulla presentazione delle liste.
La Comissione Elettorale, guidata da uno dei fedelissimi di Putin, ha respinto al mittente la presentazione della lista di Bukovskij pur corredata dalle firme necessarie e presentata entro i tempi massimi (FSB ha tentato in ogni modo di disturbare la raccolta delle firme).
Oggi la dichiarazione finale della Corte di Cassazione che ha confermato la correttezza formale della esclusione di Bukovskij. La legge "ad personam" varata per escludere Bukovskij prevede il divieto alla doppia cittadinanza e il non possesso di permesso di soggiorno per la residenza in uno stato estero. Bukovskij ha la cittadinanza inglese e russa, e possiede il permesso di soggiorno e residenza in Gran Bretagna. Inoltre la Cassazione ha precisato che Bukovskij "non ha soddisfatto il requisito di aver vissuto gli ultimi 10 anni in Russia" come condizione necessaria per la candidatura.
L'avvocato di Bukovskij durante l'udienza non ha negato che il suo assistito vive a Londra. Ma ha definito questa come una necessità imposta dal governo sovietico, accludendo agli atti la delibera del Comitato Centrale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica in cui nel 1976 Bukovskij veniva espulso dall'URSS per attività di dissidenza. Nel suo dispositivo la Cassazione ha rilevato che dal 1992 "sono venuti meno la fattispecie ostacolativa al suo esilio". Ovvero poteva tornare.
Cilieggina sulla torta la Cassazione non ha riconosciuto la copia della laurea conseguita da Bukovskij a Cambrige in quanto "presentata in modo non conforme". La laurea è un'altro elemento obbligatorio per la candidatura.

foto: Vladimir Bukovskij a Mosca.
Lo scrittore dissidente sovietico Vladimir Bukovskij (leggi anche post precedente) ha diffuso da Londra un messaggio a tutti gli partecipanti della manifestazione di opposizione.
Amici!
Oggi avrei voluto essere con voi, nelle vostre file. Ma per l'anniversario della tragica morte di Alessandro Litvenenko devo essere qui, a Londra, coi suoi amici e famigliari. Il vigliacco omicidio del nostro amico da parte della cosca mafiosa di Cremlino, non deve essere dimenticato; e la sua voce deve risuonare forte anche dopo la sua morte. Fate che la sua voce si levi di nuovo dalla vostra manifestazione. Gli assassini devono sapere: non riusceranno a impaurirci, ne col veleno, ne con la galera, ne con gli ospedali psichiatrici.
Devono ricordare: per ogni morto centinaia, migliaia di vivi sono pronti a prenderne il posto. Non è lontana l'ora quando le marce come la vostra riempieranno le strade e le piazze delle nostre città, come è già accaduto nel 91.
Sono le nostre strade, le nostre piazze, è il nostro paese, e non permeteremmo che di nuovo sia occupato dalla illegalità, dal soppruso e dal terrore. Il nostro paese non dovrà essere perenemente appesso al gancio del KGB. Andate via, avete fatto il vostro tempo!
Il servizio del Corriere sugli arresti di ieri.

Vladimir Bukovskij è tornato per cinque giorni a Mosca.
"Sono tornato perchè di nuovo si ha paura, e io so che quando si inizia ad avere paura, bisogna alzarsi e dire ad alta voce: eccomi, e non ho paura!
Sono tornato perchè di nuovo c'è lo scoraggio: siamo in pochi invece loro sono in tanti e sono forti. Sono tornato a ricordare: eravamo ancora in meno e loro erano ancora di più e più forti...E noi, nonostante tutto, siamo sopravissuti e abbiamo vinto. Abbiamo vinto perchè il nemico non ci poteva uccidere, schiacciarci e obbligarci all'obbidienza. Perchè alla fine dei conti, il senso delle nostre azioni è uno solo: se volete costruirvi da soli la prigione, lo potete fare. Non sono in grado di impedirvelo, ma io non parteciperò. E non potrete costringermi". Vladimir Bukovskij