Putin lo aveva detto. I Russi devono diventare il terzo produttore mondiale di aerei commerciali del mondo, dopo la Boieng e l'Airbus. Come prima mossa i russi tentarono di entrare nel capitale sociale del consorzio europeo Airbus. A parole il consorzio era molto interessato al capitale e alla tecnologia russa.
Poi la politica ebbe sopravento e i russi furono tenuti fuori con motivazioni assurde e improbabili. Si temeva, si disse a mezza bocca, che i russi non appena messo il piede nel consorzio, avrebbero organizzato una fuga tecnologica, essendo ancora abbastanza indietro sul fronte dell'aviazione civile.
Putin fece buon viso al cattivo gioco e disse che, in questo caso, i russi si sarebbero messi sul mercato e se la sarebbero presi la propria nicchia nella aviazione civile.
Notizia di oggi, che è come sempre l'Italia, l'annello debole dell'alleanza, che ha ceduto per primo. Un contratto di dieci aerei civili per la veronese Air Italy è stato firmato con la Sukhoi, valore 283 milioni di dollari. Air Italy diventa la prima compagnia dell'europa occidentale che userà aerei non boieng e airbus per la propria flotta civile.
L'aereo che sarà consegnato ai veronesi è il Superjet 100 (modellino nella foto). L'aereo entrerà in funzione nel 2009 sulla linea Milano-Roma. Il tempo dirà se i veronesi sono i più pirla oppure quelli con l'occhio più lungo.

Se c'è un paese dove i Deus ex machina della tragedia greca prendono forma e si manifestano è la Russia. E' un paese magico, dove un Petroff qualsiasi, ragioniere, sposato con due figli e un'utilitaria in garage, si alza la mattina e si compra una compagna petrolifera all'asta con offerte che superano quelle della Rosneft, monopolista statale e quarta azienda per capitalizzazione mondiale.
Si, c'è un paese dove la magia prende vita, dove la favola è possibile. Altro che sogno americano. Qui ragionieri comunali lanciano OPA sui monopolisti che nemmeno i Shell e i BP si sognano di lanciare. Qui oscure aziende di provincia rivelano bilanci da multinazionali americane.
Magie, giochi di prestigio e un formidabile Deus ex machina che dispensa milardi di dollari (miliardi!) con una mano generosa che ora tocca oscuri burocrati, ora azienducce di provincia.
E' ciò che è accaduto per l'ennesima volta all'asta per i resti della Yukos. Un'oscura azienda, la "PROMM", intestata come nelle barzalette ad un ragioniere , ha offerto per il relitto della Yukos 5 (cinque!!) volte il prezzo di partenza, superando il monopolista Rosneft (che ha la capitalizzazione di tre volte la FIAT, per dare un riferimento).
Di che si occupa la "PROMM"? Si stampa forse i soldi in cantina? Dicono di no. Perchè il titolare è un ragioniere del comune? Non ci diranno pure che è un imprenditore part time.
A quando il pensionato Petroff che vende, con sede a casa sua, le armi in Siria, visto che il governo russo con le sue aziende "ufficiali" non lo può fare per l'embargo internazionale?
A presto, c'è da giurarci...
L'oscura (allo scrivente-ignorante) Digital Media Technologies, azienda italiana "leader del settore per la tecnologia di diffusione del segnale televisivo (Kommersant)" ha firmato un contratto da diversi milioni di euro con la tv di stato russo per costruire in Russia antenne per la diffusione del segnale della tv sui cellulari e smartphones. All'accordo con "gli italiani" la stampa sta dando molta copertura mediatica.
L'accordo, che prevede la costruzione di una fabbrica di cui il 51% sarà degli italiani, è avvenuto a poche settimane dalla visita di Putin in Italia.
Un'ottimo passo per ribilianciare la bilancia economica con i russi, e il fiume di gas che riversano ogni giorno in Italia.
Sarà poi da vedere,visto la qualità della tv di stato russo, sempre più di propaganda, quanti russi sottoscriveranno per essere inseguiti dai discorsi di Putin anche sui loro cellulari, oltrechè sui tg dell'ora di cena.

La Russia, la Grecia e la Bulgaria hanno firmato un accordo per costruire un nuovo oildotto per aggirare lo stretto del Bosforo in Turchia. E' un progetto lungamente dibattuto che aumenterà i rifornimenti di petrolio in Europa ma darà alla Russia ancora un maggiore controllo su un pezzo molto importante della infrastruttura energetica europea.

L'oliodotto permetterà alla compagnie russe (che poi stringi stringe è una, Gazprom) di spedire il petrolio dal porto di Novorossisk sul mare nero direttamente in Bulgaria, senza passare via nave attraverso il congestionato stretto del Bosforo. In questo modo la destinazione finale sarà direttamente la Grecia, e da lì i porti (e i mercati) di tutto il mondo.
I greci, tradizionali nemici dei turchi, si leccano i proverbiali baffi.
Fino ad ora la quantità di petrolio russo era limitata dalla capacità dello stretto di Istanbul e, sopratutto, in mano al controllo turco. "Era come passare attraverso il soggiorno di una casa" ha dichiarato Cliff Kupchan, un analista del petrolio. "si poteva letteralmente guardare in casa della gente".
I russi avranno il 51% delle azioni di questo petroldotto. I Bulgari e i Greci il restante diviso a metà.
Ma sopratutto i russi avranno dal 2012 (anno previsto di fine lavori) un canale alternativo per i propri clienti europei, svincolati dai turbolenti vicini come l'Ucraina e la Bielorussia.