
Eccomi e sono shoccato. L'Unione Sovietica è tornata: i carri sulla piazza Rossa sono tornati! L'inno è tornato! Bandiere, stelle, stellette, falci e martelli che spuntano dall'insalata con il planisfero dietro, sono tornati. E' tutto tornato! Accendete la musica, cantate a squarciagola. E' una grande festa. E' una festa sovietica. E' un Soviet Party!
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Sembra proprio che il Cremlino è serio sul scegliersi gli oppositori alle prossime elezioni presidenziali. Kasianov, uomo con una faccia da poker e sempre in gessato mafioso anni venti, è stato escluso dalla Comissione elettorale "perchè oltre 13% delle firme raccolte non sono regolari". Così dopo Bukovskij che ha la doppia cittadinanza, anche Kasianov perchè ha falsificato le firme. Vedendo l'uomo in faccia, non che lo si possa escludere, che abbia ricorso alle falsificazioni. Anzi ha l'aria di uno che ha appena ordinato un omicidio. Ma la democrazia, quella morta in culla per mano del Cremlino, ne soffre. All'elettorato non rimane che scegliere l'unico candidato più meno serio e decente rimasto, il delfino, Medvedev.
Tanto valeva mettere una freccetta di fianco al suo nome nella scheda elettorale. La si poteva anche avere luminosa. Per i più duri di comprendonio.
foto: BBC

Fine del viaggio provocatorio di Bukovskij alla candidatura per le prossime elezioni presidenziali. Per impedire ad uno dei russi più illustri e celebri di disturbare la corsa elettorale, il governo ha emanato nell'ultimo anno una serie di modifiche "ad personam" alla legge sulla presentazione delle liste.
La Comissione Elettorale, guidata da uno dei fedelissimi di Putin, ha respinto al mittente la presentazione della lista di Bukovskij pur corredata dalle firme necessarie e presentata entro i tempi massimi (FSB ha tentato in ogni modo di disturbare la raccolta delle firme).
Oggi la dichiarazione finale della Corte di Cassazione che ha confermato la correttezza formale della esclusione di Bukovskij. La legge "ad personam" varata per escludere Bukovskij prevede il divieto alla doppia cittadinanza e il non possesso di permesso di soggiorno per la residenza in uno stato estero. Bukovskij ha la cittadinanza inglese e russa, e possiede il permesso di soggiorno e residenza in Gran Bretagna. Inoltre la Cassazione ha precisato che Bukovskij "non ha soddisfatto il requisito di aver vissuto gli ultimi 10 anni in Russia" come condizione necessaria per la candidatura.
L'avvocato di Bukovskij durante l'udienza non ha negato che il suo assistito vive a Londra. Ma ha definito questa come una necessità imposta dal governo sovietico, accludendo agli atti la delibera del Comitato Centrale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica in cui nel 1976 Bukovskij veniva espulso dall'URSS per attività di dissidenza. Nel suo dispositivo la Cassazione ha rilevato che dal 1992 "sono venuti meno la fattispecie ostacolativa al suo esilio". Ovvero poteva tornare.
Cilieggina sulla torta la Cassazione non ha riconosciuto la copia della laurea conseguita da Bukovskij a Cambrige in quanto "presentata in modo non conforme". La laurea è un'altro elemento obbligatorio per la candidatura.