Russia, Putin e il Terzo Presidente

Ne te quaesiveris extra, Oh Mater Russia! - Non cercarti al di fuori di te stessa, Madre Russia.
Osservatorio del Dr. Woland: Ci occupiamo di Russia e dei paesi dell'ex area sovietica. Ce ne occupiamo a titolo amatoriale,
saltuario e senza alcuna pretesa di seguire l'incalzare degli eventi. A questo punto forse vi state domandando che senso ha leggerci...
(Russia, Putin, Politovaskaja e amici vari)


Pubblicato dal 2003 in Bologna.
venerdì, giugno 15, 2007

Shvalov: Putin ci potrà stupire con un candidato nuovo.

Washigton - Il consigliere del Presidente russo, Igor Shuvalov non esclude che possa comparire un terzo nuovo candidato alla successione di Putin, a parte i due vice presidenti (leggi post sotto).

"Abbiamo già questi due attivi funzionari (Ivanov e Medvedev n.d.t), che svolgano la funzione di vicepresidenti con diverse competenze. Hanno entrambi visioni liberali" - ha dichiarato Shuvalov a Washington. "Ognuno di loro potrà vincere" - ha aggiunto -  "ma è possibile anche la comparsa di un terzo candidato".

"La gente parla di questi due candidati, possibili candidati, ma il mio presidente può fare ancora una sorpresa, e forse, più tardi in questo anno, saprete della comparsa di un altro personaggio" - ha dichiarato il consigliere di Putin.

Shuvalov ha confermato che Putin non ha alcuna intenzione di cambiare la costituzione e lascerà il suo posto allo scadere del mandato. Settimana scorsa, invece, si sono avvicendate voci su una comissione segreta della Duma per cambio della Costituzione, presieduta da Medvedev.

Shuvalov da Washington regala un inciso interessante: " Per noi è molto importante (il non cambiare la costituzione n.d.t.) sopratutto se guardiamo ai paesi come la Bielorussia, il Turkmenistan e altri paesi dove i leaders, avendo un forte supporto popolare, cambiano facilmente la costituzione" - ha detto il consigliere di Putin, aggiungendo che "alla fine dei conti la democrazia russa sarà apprezzata, quando Putin abbandonerà il proprio posto, senza cambiare la costituzione".

Anche il primo aiutante del Presidente russo, Dimitrij Peskov, ha rilasciato una comunicazione da Washigton specificando che "il futuro Presidente della Russia non sarà nominato, ma eletto in elezioni liberi e democratiche, e questo costituerà un progresso definitivo della democratizzazione della Russia".


Ovviamente Putin: "userà il suo diritto per indicare e consigliere agli elettori il nome del proprio successore ma la decisione definitiva su chi sarà il Presidente della Russia lo prenderà il popolo russo, nel rispetto delle normative vigenti" - ha concluso Peskov.

Certo, è inquiettante questa immagine. Il grande popolo russo decide.

Ma nel rispetto delle normative vigenti...

fonte tutte citazioni: RIAN Novosti, trad. Serghei24

postato da: Serghei24 alle ore 12:38 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: putin, elezioni 2008, ivanov, medvedev
martedì, giugno 12, 2007

Il casting per il successore


Medvedev assaggia il latte: l'agricoltura è fra i Progetti Nazionali che segue.

E Ivanov (al centro) studia i missili. Chi sceglierà il regista-Putin?


La scelta del successore di Putin sta appassionando e trasformandosi sempre più in una specie di lotta alla Grande Fratello. Due candidati in corsa, i due vice presidenti Medvedev e Ivanov.

Il primo è l’ex aiutante-segretario personale di Putin, promosso sul campo a ruolo ministeriale. Il secondo è un volpone del ex kgb, leader ufficioso dei siloviki, la lobby portata la potere da Putin e che ha fatto dei valori fondanti del ex kgb, valori di stato.

L’impressione, condivisa da numerosi osservatori, riassunti anche dal Economist, e che Putin li stia provando sul campo, indeciso ancora su chi scegliere. La scelta è difficile. I due incarnano valori diversi e possano rappresentare svolte nella futura politica della Russia diverse.

Medvedev, è giovane, dinamico ma formato alla scuola di Putin e della amministrazione kgb. Perciò non ha esternazioni giovanili, è discreto, non si sbilancia mai e quando parla ricalca a carboncino le posizioni ufficiali. E se non ci sono posizioni ufficiali: tace. Piace, secondo i sondaggi, ai russi giovani, studenti e giovani imprenditori. Ha la delega di Putin per i cosiddetti “progetti di priorità nazionali” che dovrebbe ridisegnare, riformare e migliorare campi quali l’agricoltura, la sanità, l’istruzione. Cose di tutti giorni, insomma. Cose con cui i russi sono in contatto quotidianamente e possano apprezzare i miglioramenti. (o eventuali fallimenti). Fra i suoi sponsor c’è il monopolista russo del gas il Gazprom.

Ivanov, ha dalla sua una rimonta formidabile. Fino a pochi mesi fa, gli osservatori unanimemente puntavano su Medvedev come il candidato scontato alla successione. Ivanov non solo è riuscito a mettere in dubbio la candidatura di Medvedev, ma è riuscito ad avere la promozione sul campo al suo stesso livello ministeriale (vice presidente) segno sicuro del sua capacità di aver saputo interessare Putin. E’ rappresentante dello stesso ambiente che ha prodotto Putin. Ricalca in tutto e per tutto il modo di fare del Presidente, ne usa la stessa forma e lo stesso linguaggio. Esprime però anche concetti propri, riesce a far passare una propria linea politica per il futuro. Piace soprattutto agli anziani e al establishment che hanno paura che con Medvedev si ritorni alla anarchia. Ha la delega su tutti gli argomenti che sono percipiti come la forza della Russia: l’esercito, l’industria della difesa, spaziala, missilistica e balistica. Fra i suoi sponsor principali c’è il colosso monopolista dell’industria bellica russa Rosoboron e l’intero stato maggiore dell’esercito.



Ma sarà veramente cosi facile: Medvedev o Ivanov? Si domandano ad esempio gli osservatori del Economist. Non è che Putin ha in serbo un terzo incomodo alla maniera di Eltsin, che ha tirato letteralmente dal nulla lo stesso Putin? Forse, ma ciò appartiene all’ambito della speculazione più pura.

E’ poi Putin non è Eltsin, ricordiamocelo. L’uomo non è avvezzo ai colpi di testa.

Barzaletta di quelli che circolano nei pubs:

Appena saputo che il sole divorerà la terra fra 7 milioni di anni, Medvedev ha dato ordine di sbrigarsi con l'applicazione dei Progetti Nazionali.

postato da: Serghei24 alle ore 19:43 | link | commenti | commenti
categorie: putin, elezioni 2008, ivanov, medvedev
giovedì, marzo 29, 2007

Sulla birra ceca, i missili iraniani, e perchè Ivanov parla.

C’è questa notizia, completamente ignorata dai media italiani, ma abbastanza presa sul serio nei Tg europei. Gli Stati Uniti stanno dispiegando in Polonia e in Repubblica Ceca un sistema anti missilistico della NATO (ma della NATO c’è solo il nome, secondo Ivanov). La motivazione ufficiale è proteggere i paesi europei della NATO contro gli eventuali lanci di missili da parte di paesi “canaglia” (Iran, Corea del Nord e compagnia bella) e contro gli eventuali attacchi terroristici, non del tutto remoti, secondo gli Stati Uniti, in quanto i terroristi in questi ultimi tempi potrebbero aver messo mano a tecnologia sufficientemente sofisticata da bombardare l’europa - a sentire il pentagono.

Questo è l’antefatto.

Dire che la decisione americana abbia scatenato a Mosca un putiferio, è minimizzare. Washington ha sollevato a Mosca una vera intifada diplomatica. Il ministro della Difesa Ivanov, bianco in volto, glaciale nelle parole ha dichiarato in tv: “Quando il cosiddetto blocco della Nato veniva esteso ai paesi nostri confinanti (Polonia e Rep.Ceca n.d.t.) ci avevano assicurato (gli americani n.d.t.) che sui loro territori non sarebbero mai stati dispiegati missili di nessun genere. Ci hanno semplicemente mentito”. (Ivanov, fonte: Izvestija, 27 aprile 2007). Ora, per chi non è del settore, Ivanov è il guru dei cosiddetti siloviki, la lobby dei ex agenti dei servizi segreti che Putin ha portato al potere. Ciò obbliga, chiunque voglia prevedere le mosse russe, ad ascoltare con entrambe le orecchie qualsiasi cosa dica Ivanov. Che non parla quasi mai. Le parole di Ivanov esprimono la preoccupazione del cosiddetto sindacato di potere, i siloviki appunto, e danno il senso del momento.

La Russia ormai da settimane parla il linguaggio della guerra fredda, la tv di stato loda le forze armate, i giornali principali – come Izvestia, che titola per tre giorni di fila sulle mosse militari americane – ritirano fuori dalla naftalina i propri esperti militari. Proprio oggi l’Izvestia dedica ampio spazio agli sviluppi americani “nella guerra stellare” ovvero lo scudo spaziale di reaganiana memoria che Bush ha riativato alla chetichella.

Ad ascoltare bene Ivanov, che si dice “preoccupato che l’Europa unita è stata scavalcata l’ennesima volta su un tema cosi importante e sensibile, dimostrando di non volere e potere una politica di difesa comune” ma “di cui si dovrà presto dotare”, si rizzano le orecchie. Traduzione: Mosca getta un ponte e guarda all’Unione Europea per impedire il dispiego dei missili ai propri confini. Se questo gruppo di potere esce indenne dal cambio del Presidente, assisteremmo nei prossimi mesi ed anni, ad una inedita lobbing russa per un Europa con una politica di difesa comune.

A Mosca sognano un Europa che possa dire “no” e che il suo "no" conti.

A sentire bene Ivanov, a Mosca hanno capito che solo passando da un rafforzamento dell’Unione Europea, la Russia potrà riprendere il suo ruolo di leadership (aspirata). E’ questa è una piccola rivoluzione.

Per tornare al ridicolo, è bastata l’indecisione del Governo su come rispondere a questo benedetto dispiegamento missilistico vicino a Praga.

Dispiegando missili russi nell’estremo oriente, puntati contro gli Usa?

O boicottando la birra ceca?

(l'Herzegova, no?)

postato da: Serghei24 alle ore 00:13 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: stati uniti, russia, izvestia, ivanov

Chi sono

Blogger: Serghei24
studente di scienze della comunicazione a bologna, 24 anni. Animo sensibile, fra i personaggi pubblici preferiti, Putin Vladimir Vladimirovich, un politico galantuomo che - spero proprio - non faccia anche il terzo mandato.


Chi è Dr. Woland? Personaggio del Maestro e Margherita di Bulgakov, osservatore della Russia stalinista mentre è intenta a costruire la società più razionale della terra, che nega l’esistenza di Dio,e dunque, di lui stesso, l'antogonista per eccellenza del Creatore,il Diavolo in persona.

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