Russia, Putin e il Terzo Presidente

Ne te quaesiveris extra, Oh Mater Russia! - Non cercarti al di fuori di te stessa, Madre Russia.
Osservatorio del Dr. Woland: Ci occupiamo di Russia e dei paesi dell'ex area sovietica. Ce ne occupiamo a titolo amatoriale,
saltuario e senza alcuna pretesa di seguire l'incalzare degli eventi. A questo punto forse vi state domandando che senso ha leggerci...
(Russia, Putin, Politovaskaja e amici vari)


Pubblicato dal 2003 in Bologna.
giovedì, luglio 26, 2007

La reputazione, l'importanza di averne una

La reputazione. E’ una cosa che può salvare in una situazione disperata, oppure può distruggere. Qualche volta una buona reputazione può salvare anche chi compie un gesto discutibile, semplicemente perché nessuno crederà che è capace di farlo. Ma se la reputazione è cattiva, chiunque crederà che è capace anche di peggio.

La Russia ha una reputazione pessima, e la faccenda Litvenenko-Lugovoi lo conferma per l’ennesima volta. E anche se i puntini sulli “i” sono già stati messi, e l’opinione pubblica mondiale ha già assegnato i propri voti, la questione rimane ancora per certi versi oscura. A guardare da vicino, la posizione della Russia non è molto meno ragionevole di quella inglese. La Gran Bretagna chiede l’estradizione di Lugovoi, e in questo hanno assolutamente ragione: dal momento che lo sospetta di un omicidio, per di più con tutte le aggravanti del caso.

Ma è anche chiaro che il processo penale è contro _Luguvoi_ solo formalmente. E’ chiaro che le autorità inglesi non considerano Lugovoi un omicida solitario, un privato che ha commesso un delitto per tornaconto personale. Dietro di lui si sospetta la mano del Cremino; e penso francamente che qui in Europa sia molto difficile convincere chiunque del contrario. Anche se io non vedo alcuna ragione apparente perché Putin dovesse uccidere Litvenenko. E' un fatto, ampiamente prevedibile anche da prima, che il primo a fare le spese della morte di Litvenenko sarà Putin.

La reputazione. La reputazione della Russia è tale che è sufficiente solo avanzare un sospetto e tutti sono pronti a credere al coinvolgimento dei servizi segreti russi e del presidente . La Russia non avrebbe estradato Lugovoi in nessun caso ovviamente; ma ne è ancora più “leggittimata” dal momento che alla analoghe richieste per Zakaev e Berezovskij la Gran Bretagna ha sempre opposto un rifiuto. Qualunque altro paese si sarebbe indignato: non ci estradate nessuno e poi pretendete che noi vi estradiamo!

E non serve neanche sostenere che le accuse mosse contro Lugovoi sono ben altra cosa rispetto a quelle contro Berezovskij o Zakaev. Sono del tutto analoghe. Prendiamo, per ipotesi, l’accusa inglese che Lugovoi avrebbe messo in pericolo migliaia di vite col polonio. Sempre per l’ipotesi, noi possiamo domandarci se è una accusa reale? Dove sono le prove concrete di questo pericolo? Ci sono altri ammalati in giro collegati al polonio di Lugovoi? Dio sa solo dove non è stato Luogovoi col suo polonio, prima di metterlo nella tazza da the di Litvenenko. E il risulato: sono tutti sani e vivi (Litvenenko a parte). Nessun altro è rimasto contagiato, nessuno altro ha avuto neanche un mal di testa. Eppure ecco di nuovo torna in gioco la reputazione. Chi mette in dubbio che il pericolo c’era ed era reale?

D’altra parte c’è Berezovskij. Berezovskij che tranquillamente e ad alta voce chiede la rivoluzione in Russia. Nessun paese del mondo tollererebbe chi invita alla sommossa e al rovesciamento del ordine "costituzionale". Eppure la reputazione russa è tale che nessuno crede alle conclusioni della procura russa.

Primo perché la procura russa è abituata a costruire le proprie indagini non sulle prove concrete bensì sulle proprie “sensazioni”. E’ evidente a tutti che Zakaev è un terrorista e Berezovskij è un provocatore, scrive la procura. Ma non esiste nella giurisprudenza, nemmeno quella russa, il termine “è evidente a tutti”. Ci sono invece le prove e gli indizi. Ma la procura russa ragiona sempre in termini “è evidente”, oppure "senz'alcun dubbio".

 Per l’Occidente il "senz'alcun dubbio" non è una ragione sufficiente per riconoscere qualcuno come criminale. Però, per la reputazione che il sistema giuridico russa ha, chiunque è legettimato a pensare che se Berezovskij e Zakev saranno estradati il loro processo non sarà mai onesto e giusto; che le prove a loro carico saranno false e fabbricate; e che su di loro sarà fatta violenza perché si riconoscano colpevoli.

La reputazione della giustizia inglese invece è tale che se Lugovoi è veramente innocente, i russi possano estradarlo con tutta la tranquillità e la coscienza pulita. Il processo non rischia di diventare una farsa. Ne siamo sicuri.

 Può anche essere che gli investigatori inglesi non hanno svolto le indagini in modo meticoloso, come accusa Mosca. Ma evidentemente dinnanzi al mondo la reputazione è tornata a decretare il vincitore morale dello scontro.

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categorie: gran bretagna, litvenenko, lugovoi
martedì, luglio 24, 2007

Lugovoi intervistato da Moskovskie Novosti: "I servizi inglesi alimentano lo scandalo"

Pubblichiamo la traduzione in italiano dell'intervista rilasciata da Lugovoi al Moskovskie Novosti (fonte). Invitiamo, in caso di ripubblicazione, di citare la fonte della traduzione. (Sono apparsi casi di uso pirata del mio lavoro).

Come commenta le ultime mosse di Londra?

Lugovoi: Per ciò che capisco il governo inglese si è ritrovato da solo in un angolo, chiedendo la mia estradizione nonostante in Russia ci sia un divieto costituzionale per farlo. Questo è evidente a tutti. Loro già si aspettavano che la Russia li negherà l'estradizione, cosi loro hanno potuto urlare allo scandalo e i politici hanno potuto dichiarare che tutti in Russia sono in balia in chissà quale forze oscure. Hanno fatto tutto questo per distrarre l'attenzione dalle indagini serie che oggi sono condotte dalla Procura generale e dal FSB. 

A lei personalmente, la controparte inglese ha mai contestato qualche prova, accusa o si sono mai rivolti a lei direttamente?

Lugovoi: Non mi hanno mai contatto direttamente e io a suo tempo ero pronto ad andare a Londra per fornire la mia dichiarazione, chiedevo solo un invito formale. L'invito formale per otto-nove mesi non mi è mai giunto. E in tutto questo tempo, fatta eccezione per il mio primo interrogatorio a dicembre, nessuno si è mai rivolto a me. Poi imporvvisamente hanno formulato le accuse.

Cosa pensa di tutte le prove e informazioni che sono stati raccolti fino ad oggi su di lei?

Lugovoi: Appena adesso un giornale inglese scriveva su qualche cameriere che ci avrebbe servito in un bar di Londra il 1 novembre (ci serviva chissà quali bevande e roba simile) e che avrebbe testimoniato. Questo articolo è apparso alla vigilia della dichiarazione del ministro degli esteri inglesi in Parlamento, e penso non si tratti di un caso. I mass media che oggi mi hanno contatto si meravigliavano di questo genere di testimonianza. Se tutte le prove degli inglesi sono stupide come questa, ciò è poco serio e sfiora il ridicolo.

Lei ha dichiarato che è pronto ad andare in Gran Bretagna se avrà un invito formale. Lo è disposto a fare anche adesso?

Lugovoi: Adesso, ovviamente, no. Sono profondamente convinto che i servizi segreti inglesi hanno un ruolo di primo piano ad alimentare questo scandalo. Penso che i servizi oggi in modo attivo influenzano le autorità inglesi. Come fanno ad influenzarli, questo non lo so. Penso che ci siano motivazioni politiche dietro. Per quanto si fa tanto parlare di indipendenza del sistema giudiziario inglese, i giudici sono cittadini inglesi, fanno parte dell'elite del Regno Unito e prenderanno le proprie decisioni partendeo da presupposti politici. Ed è ciò più vero oggi, dopo tutte le dichiarazioni politiche che sono state spese.

La stampa inglese ha scritto che gli organi giudiziari russi non sono indipendenti e che se il suo processo si tenesse in Russia, non si può contare sulla sua conformità alle norme internazionali. Lei ha fiducia negli organi giudiziari inglesi?

Lugovoi: Adesso sicuramente non mi fido. Queste dichiarazioni verso la Russia, sono offensive e caluniose. Non fanno altro che sottolineare l'atteggiamento inglese verso il nostro paese.

Lei personalmente chi sospetta nell'avvelenamento di Litvenenko?

Lugovoi:  Penso che gli inglesi debbono indagare all'interno dei propri servizi segreti, di cui Litvenenko fu un agente. Vedere che genere di incarichi lui seguiva, cosa ha portato a termine, cosa stesse faccendo. Lo stretto legame con Berezovskij evidentemente per lui fu fatale.

Oggi vediamo la reazione russa ed è evidente che vi difendono. Lei come cittadino Russo, si sente difeso?

Lugovoi: Sicuramente mi sento difeso, almeno contro la menzogna che è diffusa dagli inglesi. Ovviamente non ho mai immaginato di essere l'oggetto del contendere fra gli interessi di due stati. Ma sono orgoglioso di vivere in un grande paese.

(Moskovskie Novosti, (C) trad. Serghei24)

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categorie: litvenenko, lugovoi
lunedì, luglio 23, 2007

Manco c'hanno la costituzione....

Nella polemica che contrappone gli inglesi e il governo russo sull’omicidio di Litvenenko, e la seguente richiesta di estradizione per Lugovoi, il sospettato n.1 dagli investigatori inglesi, entra a gamba tesa la procura russa.

La procura generale russa convoca una conferenza stampa per questa mattina per “esprimere la propria posizione sulla vicenda Lugovoi”. La posizione della procura è in sintesi questa: gli inglesi sono mossi da motivazioni politiche e le loro indagini non hanno uno straccio di copertura legale per richiedere l’estradizione di Lugovoi. E se anche l’avessero, noi abbiamo la costituzione che ci impedisce di estradarlo. Ma gli inglesi non lo possano capire perché non hanno loro stessi una costituzione, e se ne dovrebbero dotare di una prima o poi.

Queste scioccanti dichiarazioni sono state espressi dal portavoce della procura russa mentre brandiva in modo scenografico una copia della Costituzione russa davanti agli giornalisti.

Sono seguiti polemiche sulla collaborazione che i russi avrebbero offerto agli investigatori inglesi (una pronta collaborazione) e quella che i russi hanno ricevuto dai colleghi di Londra (reticente, ad un passo dal sabotaggio).

Ci si domanda cosa volesse ottenere la Procura con questa sceneggiata.

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categorie: gran bretagna, litvenenko, lugovoi
mercoledì, luglio 18, 2007

Il corraggio degli incoscienti

La faccia tosta dei servizi segreti russi o di quella organizzazione responsabile dell’uccisione di Litvenenko, richiede ammirazione. Nel pieno dell’incubo diplomatico che contrappone la Russia alla Gran Bretagna, tentano di uccidere Berezovskij.
 
Ovviamente nessuno ha le prove che sia il Cremlino il mandante di questi omicidi. Lo si deduce secondo il vecchio, saggio principio romano del “qui prodest”. A chi giova? Al Cremlino. Per “Cremlino” non va inteso in modo semplicistico solo Putin. Va inteso l’intera organizzazione mafiosa politica che ha messo i propri tentacoli sulla Russia. Il Cremlino ha in Putin la punta dell’iceberg che si vede da lontano. Sotto naviga e prospera un mondo legato a doppio filo con gli perenni ex servizi segreti, un mondo rancoroso che cova sentimenti di vendetta verso l’Occidente e contro chi ha affossato l’Unione Sovietica.
 
Questa gente ragiona con mentalità da anni settanta. E’ gente che prende i libri di James Bond per una guida ragionata di come lavorano i servizi segreti inglesi. E’ gente convinta che esiste un complotto internazionale contro la Russia e per tenerla fuori dal novero della grandi potenze.
E’ gente convinta genuinamente che in Occidente ci sia una democrazia da teatrino come in Russia e che gli argomenti come la libertà civile, il diritto alla vita, il rispetto delle idee altrui, siano idee strumentali per destabilizzare la Russia e mettere le mani sulle sue ricchezze.
 
Ecco, questa gente, tenta di uccidere Berezovskij proprio mentre è alta l’intenzione mediatica internazionale sull’omicidio di Litvenenko. Se la spavalderia è intenzionale, merita tutto il rispetto per il corraggio.
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categorie: berezovsky, litvenenko
lunedì, luglio 16, 2007

Niente vacanze all'estero, compagno Lugovoi

 
Palme che Lugovoi non vedrà.

La Gran Bretagna espelle quattro diplomatici russi in risposta al rifiuto russo di estradare Lugovoi, sospettato n.1 dagli inglesi per l'avvelenamento di Litvenenko.

Il ministro degli esteri inglesi David Miliband ha ovviamente adolcito la bastonata con un richiamo generico all'importanza della cooperazione con la Russia. E con ciò si unisce pure lui al Club delle Verginelle. 

A Mosca ovviamente schiumano rabbia. Definiscono "immorale", minacciano il blocco dei contratti, dei viaggi, danni miliardari all'economia inglese.

Secondo BBC i quattro espulsi sono agenti dei servizi segreti russi sotto copertura. Ma ben noti alle autorità inglesi che fino ad oggi ha fatto finta di credere alle loro credenziali "diplomatiche".

Da Mosca fanno capire che le relazioni bilaterali si rovineranno e che presto quattro inglesi (a casaccio, a giudicare dal caos che regna a Mosca) saranno rimandati a casa.

 Un cittadino inglese è morto soffrendo di una morte terribile.
David Miliband

Il telegiornale di stato un'ora fa ha raccatato tutti gli inglesi nella capitale, che siano disponibile a condannare l'azione della propria madre patria. Molti degli intervistati più che condannare esplicitamente (ma ci ha pensato il commento da studio), giocavano agli equilibrismi invitando a valutare tutti gli elementi.

Miliband ha detto che il rifiuto alla estradizione di Lugovoi è stato accolto "extremly disappointing" dal ONU e dalla EU. Sono tutti preoccupati - ha continuato Miliband - del fatto che in Russia la legge è applicata seletivamente.

Niente vacanze, mr. Lugovoi.

Miliband ha detto di aver raggiunto un accordo a livello internazionale (?) per arrestare Lugovoi appena questo mette un piede fuori dalla Russia. Ci spiace per Lugovoi, che si acconterà di vacanze a Sotchi quest'anno. E l'anno prossimo.

Ci saranno anche problemi di visti per gli amministratori statali russi. Gli inglesi "hanno rivisto" la loro procedura. I cittadini russi, i turistoni con la camicia a fiori e vodka in valigia, invece non avranno nessun problema, secondo l'ambasciata inglese. Nessun problema, oltre a quelli che hanno oggi. A loro già bastano questi.

Andrei Lugovoi

la storia precedente.


postato da: Serghei24 alle ore 19:18 | link | commenti | commenti
categorie: gran bretagna, litvenenko, lugovoi
mercoledì, luglio 11, 2007

“Il Club delle verginelle”.

Londra ha richiesto a Mosca l’estradizione di Lugovoi, come già scritto in questo blog. Lugovoi è il principale sospettato per l’omicidio di Litvenenko, avvelenato durante un “incontro d’affari”. Lugovoi è un personaggio oscuro ora presentato come un generico uomo d’affari, ora legato ai servizi segreti russi. Mosca ha rifiutato l’estradizione di Lugovoi, segnalando la propria costituzione che impedisce di estradare i cittadini russi verso paesi terzi. Ma ha anche messo in atto una vera e propria campagna denigratoria verso gli inglesi. Lugovoi stesso è apparso alla tv di stato rilasciando una improbabile intervista in cui ha svelato presunti tentativi dei servizi segreti inglesi di reclutarlo, tramite Berezovskij, si è dichiarato vittima politica ed altre amenità che se non fosse per la serietà della vicenda, sconfina nel burlesco.

Il governo inglese ha valutato seriamente il rifiuto russo di estradare il principale sospettato di un tale “grave crimine”. “Questo uomo ha messo in pericolo una intera città, chi vi abita e chi la visita”- ha dichiarato il portavoce del governo inglese. E alla proposta russa di celebrare il processo a Mosca ha risposto: “il crimine è stato commesso in Gran Bretagna, i testimoni sono in Gran Bretagna, le prove sono in Gran Bretagna, e il processo va fatto in Gran Bretagna” avanzando dubbi “sulla correttezza e imparzialità di un processo celebrato a Mosca”.
postato da: Serghei24 alle ore 18:38 | link | commenti | commenti
categorie: gran bretagna, litvenenko, lugovoi
mercoledì, luglio 11, 2007

“Il Club delle verginelle 2”.

E' finita? no.

Lugovoi si è dichiarato innocente e vittima della vendetta dei servizi segreti inglesi. La Procura Federale ha negato la sua estradizione verso la Gran Bretagna.

A Mosca è nato il club delle Verginelle. Mihail Kamin, portavoce del Ministero degli Affari Esteri, parlando della reazione inglese si è detto "estremamente sorpreso che a Londra il rispetto da parte di Mosca della propria costituzione democratica sia considerata una cosa scandalosa". Ricordiamo che Brown, appena entrato nelle funzioni del Primo Ministro ha paventato tutta una serie di interruzioni di collaborazioni con la Russia.

La Gran Bretagna sta preparando, lo riporta la BBC, un piano per congelare la collaborazione con la Russia su una serie di questione, ivi inclusa la collaborazione nel anti terrorismo. Ciò sarebbe una reazione al diniego russo alla estradizione di Lugovoi, principale sospettato nell'omicidio di Litvenenko.

"Ai sensi del articolo 61 della nostra Costituzione, i nostri cittadini non possano essere estradati verso uno stato estero"- ha ricordato Kamin. Il ministero degli affari esteri inglesi ha definito il rifiuto come "innacettabile" e "estremamente deludente".

Aleksandar Lugovoi ha commentato al ITAR TASS il tentativo inglese di giudicarlo sul suolo brittanico:

" Non ho paura di essere giudicato, ma non voglio che si trasformi in una vendetta. In Gran Bretagna hanno già preparato uno scenario politico per la mia fine, con l'aiuto dei mezzi di informazioni locali. L'obbiettività del sistema giudiziario inglese finisce laddove prende sopravvento la politica". (ITAR TASS, dal russo)

Lugovoi ha accusato Scotland Yard di "non essere fatta da professionisti" e di non aver controllato la verdicità delle sue dichiarazioni fatte durante la conferenza stampa a Mosca il 31 maggio.

In quella sede Lugovoi ha paventato tre diverse versioni dell'omicidio di Litvenko (oltre alla sua estraneità) ma senza fornire una prova.

E la palla passa di nuovo a Londra.

postato da: Serghei24 alle ore 18:34 | link | commenti | commenti
categorie: gran bretagna, litvenenko, lugovoi
martedì, maggio 22, 2007

Il presunto ucisore di Litvenenko

La procura inglese ha terminato le indagini sulla morte di Litvenenko chiedendo l'incrimizione dell'ex agente del KGB Andrei Lugovoi. Che però è riparato al sicuro a Mosca. La procura ha chiesto ufficialmente l'estradizione al governo russo, anche nel rispetto del patto di collaborazione fra i due sistemi giudiziari, firmato con grande pompa magna.

Lugovoi, il sospettato, ovviamente, non ci sta. Va in televisione russa (dove è difficilissimo andare ) è ribalta le accuse sostenendo che lui e la sua famiglia "è stata attacata e perseguitata durante la mia permanenza nel regno unito" (fonte di tutte le citazioni: bbc). Da chi, dove, quando non lo spiega. 

Poi si mostra sorpreso: "non riesco ad immaginare di quale prove dispongano contro di me". E in conclusione Lugovoi si dichiara rammaricato "dell'inadeguatezza degli organi investigativi inglesi".

La Procura di Mosca si dichiara dispiaciuta, ma "per limiti costituzionali" Lugovoi non sarà estradato. Sulla questione è intervenuto anche il governo brittanico, Tony Blair attraverso il proprio portavoce si è augurato la "piena e rapida collaborazione delle autorità russe nell'estradizione" ricordando anche il trattato del 1957 sull'Estradizione sottoscritto dall'allora Unione Sovietica.

postato da: Serghei24 alle ore 23:11 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: litvenenko
domenica, marzo 18, 2007

La Classe non è acqua

Passato un po' di tempo dalla morte a Londra di Litvenenko, ex spia russa pentita, tempo che rende un po' "più elegante" sputtanare il morto, il sistema mass mediatico russo inizia una campagna di demolizione personale. Il calcio d'inizio lo ha dato in questi giorni il portavoce della stampa russa all'estero, l'Izvestia. Scovato chissa dove la prima moglie di Litvenenko, ha spiaccicato in prima pagina tutto il rancore di cui è capace solo una prima moglie.

L'intervista si apre con la signora che inveisce contro l'ex marito morto dandogli del " traditore della famiglia, dei figli e della patria". Dipingendo l'ex agente morto come opportunista, al soldo di Berezovskij, pronto ad abbandonare la famiglia per correre dietro la "prima gonna": la vedova di Litvenenko Marina.

La Marina stessa viene dipinta con toni che sfumano nella "squillo".

Anche i figli del primo matriomonio di Litvenenko ricordano come "non abbia mai regalato un gioco, mai giocato insieme" e "praticamente sempre assente di casa".

Guardando la foto di Izestija viene a domandarsi come mai tiene la foto del marito sul pianoforte (risposta data più avanti nella intervista: "al funerale ce ne erano decine,ne ho portate via un paio, tanto li avrebbero buttati via." e comunque complimenti per la carta da parati.)

Tocco di classe e di eleganza, del giornale russo, che speriamo non faccia scuola.

postato da: Serghei24 alle ore 16:31 | link | commenti | commenti
categorie: russia, litvenenko, izvestia, scramella
martedì, dicembre 05, 2006

 
Collaborazione alla russa.

Ieri è arrivata a Mosca la squadra di Scotland Yard incaricata di indagare la morte dell'ex agente del FSB-KGB Litvenenko.

La procura russa darà “tutto il supporto necessario” ha comunicato ai microfoni un raggiante procuratore nazionale [carica che esiste solo in Russia] il compagno Tchaika.

I suoi aiutanti un po' meno raggianti, nella stessa conferenza stampa, hanno passato ai dettagli operativi della collaborazione.

Gli ospiti inglesi “non potranno interrogare nessuno testimone o sospetto, e non potranno condurre alcun altra attività investigativa”.

Noi interrogheremo, loro potranno essere presenti. Se li diamo il permesso. Il permesso non è automatico”.

E perchè mai gli inglesi dovrebbero interrogare i nostri agenti del FSB?”

Gli inglesi sono interessati ad interrogare, ad esempio, Mihail Trepashkin, amico di Litvenenko, chiuso in galera come “traditore” dopo la fuga di Litvenenko a Londra.

Di gente come Trepashkin, che si trovano correntemente in luoghi correttivi, ne abbiamo 700.000. Che facciamo, interroghiamone 400.000 chissà magari qualcuno potrà dirci qualcosa!”- ha sottolineato in tono polemico un collaborattore di Yuri Tchaika.

Che tipo di collaborazione gli inqurenti russi vogliono fornire?
Guida alla Piazza Rossa e agli shop delle matrioshke? altri non ne rimangono.
postato da: Serghei24 alle ore 19:44 | link | commenti | commenti
categorie: russia, litvenenko

Chi sono

Blogger: Serghei24
studente di scienze della comunicazione a bologna, 24 anni. Animo sensibile, fra i personaggi pubblici preferiti, Putin Vladimir Vladimirovich, un politico galantuomo che - spero proprio - non faccia anche il terzo mandato.


Chi è Dr. Woland? Personaggio del Maestro e Margherita di Bulgakov, osservatore della Russia stalinista mentre è intenta a costruire la società più razionale della terra, che nega l’esistenza di Dio,e dunque, di lui stesso, l'antogonista per eccellenza del Creatore,il Diavolo in persona.

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