Russia, Putin e il Terzo Presidente

Ne te quaesiveris extra, Oh Mater Russia! - Non cercarti al di fuori di te stessa, Madre Russia.
Osservatorio del Dr. Woland: Ci occupiamo di Russia e dei paesi dell'ex area sovietica. Ce ne occupiamo a titolo amatoriale,
saltuario e senza alcuna pretesa di seguire l'incalzare degli eventi. A questo punto forse vi state domandando che senso ha leggerci...
(Russia, Putin, Politovaskaja e amici vari)


Pubblicato dal 2003 in Bologna.
mercoledì, febbraio 06, 2008

"Neoimperialismo russo" secondo LUCAS

Ha sollevato interesse il libro di Edward Lucas, (il suo blog http://edwardlucas.blogspot.com/). Lucas è un noto esperto inglese sulla Russia, scrittore, giornalista per Economist. Ha scritto il libro NEW COLD WAR "per svegliare l'opinione pubblica europea sulla vera natura e identità della Russia". "L'Occidente sta perdendo la nuova guerra fredda senza neanchè accorgersi che la guerra è iniziata".

Secondo Lucas lo scontro tra l'Occidente (ma forse Lucas confonde Gran Bretagna per l'Occidente) e la Russa è lo scontro fra due sistemi di valori opposti, e la politica estera del Cremlino è un naturale proseguimento della politica interna: liquidazione delle libertà personali, distruzione della società civile, repressione dell'opposizione. "Il conflitto ideologico in questa nuova guerra fredda è un conflitto fra il nazionalismo senza legge russo e il diritto e pluralismo occidentale" scrive Lucas. 

Però la Russia non rappresenta più una minaccia militare. Bisogna preoccuparsi lo stesso? Lucas descrive rapidamente le tappe principale della espansione energitica e finanziaria della Russia in Europa occidentale, e tenta di dimostrare come questa espansione si intreccia strettamente con interessi politici. "Se prima l'Occidente usava le proprie risorse finanziarie per aiutare i processi di riforme nei paesi vicini, oggi il Cremlino usa le proprie risorse finanziarie per sabbotare e indebolire la democrazia in quei stessi paesi".

"Russia non vuole essere normale"

Lucas deride le aspettative liberali degli anni 90 quando in molti credevano che, dopo il fallimento del comunismo, Russia diventerà parte dell'Europa e dell'Occidente.

"L'errore più grave commesso dal mondo dopo il 1991 è l'aver immaginato che la Russia lentamente ma inesorabilmente si trasformerà in "un paese normale" - scrive Lucas faccendo intuire di essere un fatalista.

"Il danno portato dai comunisti in 70 anni di governo, si è rivelato profondo e il richiamo del male troppo forte. La sfida lanciata a Eltsin e ai suoi riformatori era troppo grande".

Lucas espande il proprio concetto fatalista: "Neanchè la migliore politica del mondo, organizzata idealmente e con un supporto pubblico illimitato, sarebbe riuscita con i catastrofici problemi che ha dovuto affrontare la Russia".

Un punto di vista del genere è molto diffuso. Dopo un evento storico catastrofico è facile supporre che niente altro poteva succedere dopo a parte ciò che è successo. E' cosi nella desolazione della Germania sconfitta nella prima guerra mondiale era inevitabile la nascita di Hitler; dopo la rivoluzione d'ottobre e il terrore rosso di Lenin era inevitabile uno come Stalin, etc. Putroppo non esiste un modo sperimentale per verificare queste idee di "fatalismo storico" e "del male inevitabile". Ma non si può escludere a priori, come fa Lucas, che la Storia non poteva evolversi in modo alternativo senza i vari Stalin, Hitler ma anche Churchill. E, ovviamente, senza Vladimir Putin.

Lodevole la spiegazione di Lucas sul perchè nel mente della gente comune la democrazia e il capitalismo di mercato è spesso associato alla anarchia, corruzione, banditismo e oligarchia.

L'Unione Sovietica ha lasciato "in eredità" al nuovo governo russo un paese sull'orlo del fallimento. Ma la popolazione ha ritenuto responsabile proprio Eltsin e il suo governo. Il Primo Ministro Pavlov di fatto ha svalutato il rublo, ma la popolazione lo ha notato solo quando Gaidar è riuscito a riempire i negozi con cibo e merce, rendendo palese il ridotto potere d'acquisto degli salari. Da quel istante Gaidar è ritenuto "il colpevole" per aver distrutto i risparmi della gente e svalutato la pensione. Al contrario oggi l'aumento della qualità di vita è ritenuto, non a torto, essere merito di Putin e ciò spiega il suo alto indice di gradimento.

Che libertà vogliano i russi?

"Putin ha salvato quelle libertà di cui sono particolarmente gelosi i nuovi russi". Hanno molte più possibilità che prima di pianificare la propria vita, di istruirsi, di viaggiare, di crescere i propri figli come vogliano; possano acquistare tutto ciò che possano; possano avere proprietà immobiliari in Russia e all'estero, possano professare la religione che meglio credano e possano vivere la propria vita sessuale in base alle proprie preferenze" scrive Lucas.

Anche se non hanno la libertà di scegliere i propri governanti o di creare organizzazioni pubbliche che possano influire sulle scelte di governo, ne di influenzare in nessun altro modo il proprio governo, tutto ciò non è importante. Mai in tutta la storia della Russia ci fu un livello di benessere e libertà cosi diffuso. Qui c'è molto di cui essere orgogliosi e questo bisogna riconoscere anche da parte di chi critica la strada attuale del paese, - nota l'autore del New Cold War.

Fra chi critica la strada scelta dal paese, c'è ovviamente Lucas stesso. Secondo lui in Russia si è creato un "pluralismo falsificato": le leggi, le elezioni, la proprietà privata: sono tutti attributi di un paese democratico ma nel gran paese servano unicamente a mascherare l'illegalità diffuso, la violenza e il sopruso. 

[CONTINUA]

postato da: Serghei24 alle ore 13:14 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: russia, lucas

Chi sono

Blogger: Serghei24
studente di scienze della comunicazione a bologna, 24 anni. Animo sensibile, fra i personaggi pubblici preferiti, Putin Vladimir Vladimirovich, un politico galantuomo che - spero proprio - non faccia anche il terzo mandato.


Chi è Dr. Woland? Personaggio del Maestro e Margherita di Bulgakov, osservatore della Russia stalinista mentre è intenta a costruire la società più razionale della terra, che nega l’esistenza di Dio,e dunque, di lui stesso, l'antogonista per eccellenza del Creatore,il Diavolo in persona.

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