

"Abbiamo sei piste differenti che stiamo seguendo" , ha dichiarato il capo del comitato di investigatori incaricati di chiarire l'omicidio di Anna Politovskaja, la giornalista dell'opposizione, uccisa sotto casa.
"Abbiamo ottime prospettive di venire a capo di questo omicidio", dichiara il capo della procura. "La pista più prospettiva è l'omicidio professionale su ordinazione", conclude il procuratore.
Le indagini per l'omicidio sono marcati da vicino, oltre che dai colleghi della Nezavisimaja Gazeta, da diverse associazioni di diritti civili.
A trasformare Litvenenko da un semi sconosciuto autore di libri di dietro logie, in un grande esule ed intellettuale, vittima di Putin, il KGB è stato bravissimo. Se questo è il livello dei servizi segreti russi, possiamo dormire sogni tranquilli.
Perché diavolo, per assassinarlo, si è dovuto ricorrere ad un complicatissimo veleno radioattivo, la produzione e il trasporto del quale si è rivelato una intera operazione logistica? Cosa era, una maragliata? Due bruti in un vicolo cieco, armati di un più rudimentale coltello, non bastava?
Jusenko (presidente odierno dell' ucraina) è stato avvelenato; la Politovskaja è stata avvelenata quando volò sull'aereo per Beslan; Litvenenko è stato avvelenato, ed è pure morto. Che, grazie al KGB, il veleno diventi un ingrediente della cucina russa più tipico del borsh?.
Izvestija racconta oggi la scoperta dai toni kafkiani del corpo di Anna Politovskaja.
(trad. dal russo)
Sabato verso le 16 Anna Politovskaja stava rientrando con la spesa dal supermercato Ramstor. Ha parcheggiato la sua auto di fronte alla farmacia, che è situata al pian terreno del suo condominio e ha digitato il codice per aprire la porta d'ingresso...
Il corpo di Anna Politovskaja per prima è stata scoperto dalla 14enne Nina. Stava andando a casa della sua amica Sonia, che è la vicina di pianerottolo di Politovskaja. Nina ha premuto il pulsante dell'ascensore, le porte si sono aperte e la ragazza ha visto un corpo immobile di donna. Spaventata, urlando è corsa a piedi al settimo piano a casa della sua amica.
Nel fratempo l'ascensore è stato chiamato da un'altra vicina all'ottavo piano.
- Non ho riconosciuto subito Anna, - ha detto a Izvestija la pensiona Tatiana Elizarova. - La testa era china sul petto e i suoi capelli le coprivano metà viso. La testa era sporca di sangue, ma mica tanto. Aveva anche una macchia sulla gamba...Volevo tastarle il polso, ma ho avuto paura. Ho chiamato mia figlia, e poi sono andata via, senno chiudevano i negozi e io dovevo fare la spesa.
- Vicino al suo corpo ho visto una piccola pistola con il silenziatore – ha continuato la figlia di Tatiana.- Ho tentato di chiamare lo 02 (la polizia n.d.t.), ma nessuna prendeva la cornetta. Allora ho chiamato il pronto intervento del nostro commando di polizia qui del quartiere: il decimo commando. Sono arrivati subito..
Nessuno ha notato persone estranee nei paraggi, a parte Ekaterina.
- Tornavo dall'università intorno alle 16, - racconta ad Izvestija Ekaterina, una vicina di strada, - poi sono curiosa mi guardo sempre in giro. All'improvviso vedo una ragazza sui 20-25 anni, apparentemente slava, come noi, sta davanti all'ingresso del condominio di Politovskaja e tiene aperta la porta con un piede. Le nostre porte sono protette da un codice, la serratura si apre se digiti quello giusto. Mi sono insospetita: la ragazza non è delle nostre parti. Sarà stata ferma cosi dieci minuti, si guardava sempre attorno, poi le si sono avvicinati due uomini. Anche loro non li ho mai visti da queste parti. Lei li ha fatti passare e poi è entrata per ultima. Ho raccontato tutto alla polizia, mi hanno fatto vedere dei fotogrammi ripresi dalle telecamere di questa gente, li ho riconosciuti per i vestiti, ma le facci nel video non si vedavano proprio...



