Per la serie ognuno ha diritto al suo quarto d'ora di notorietà, negli Stati Uniti sta spoplando il documentario "The Secret" che afferma che "grazie alla fisitica quantistica" i nostri desideri/paure si realizzano. Ovvero se uno teme di trovare trafico, le "onde quantistche" che la paura nel suo cervello emette, si librano nell'aria e formano la coda, faccendolo arrivare in ritardo. L'esempio è citato proprio nel video. Qui il link ufficiale del documentario.
James Randi, il famoso smascheratore delle varie pseudoscienze, ha già commentato il filmato in un divertentissimo video. E mentre il Larry King presenta nel suo show il documentario, un ironico lettore scrive una lettera al Daily Mirror, a proposito de "The Secret":
Caro Daily,
C'è un'altra alternativa al metodo de "The Secret" che ti voglio segnalare perchè per me funziona effettivamente e che chiunque può usare per portare più calma nella propria vita. Seguendo il semplice consiglio dato dal prof. Phil nel suo show, ho finalmente raggiunto la pace interiore. Il prof. Phil sostiene che la strada per conquistare la pace interiore sia quella di concludere tutte le cose iniziate. Cosi mi sono guardato attorno per vedere cosa ho iniziato senza finire; e, prima di uscire di casa questa mattina, ho finito, nell'ordine, una bottiglia di Merlot, una bottiglia di Chardonay, una bottiglia del Baileys, una bottiglia di Kehuha, una scatola di Tim Toms, un tubetto di Prozak, una confenzione del Valium, i resti del Chesescke, un po' di caffe e delle barette di cioccolato.Yu haf no idr who gud I fel.
(trad. dal inglese mia., fonte Daily).





Cehov, Salvador Dali e Melissa P.

Ora sul caso di Melissa P., - e più perché è uscito il film che perché ho letto il capolavoro commerciale/letterario - diciamo ste due cose e ste due cose soltanto. Gli diciamo perché non si possa accusare questo blog di ignorare i grandi temi del giornalismo italiano: in inverno fa freddo, sotto natale si fanno gli acquisti e Melissa P. racconta le proprie esperienze sessuali nella rivelazione letteraria dell’anno.
Le due cose, e le due soltanto, che diciamo sono queste. A chi dice che, con “Cento colpi di spazzola etc”, siamo davanti ad “un Cehov moderno” lascio il beneficio del dubbio: non ha mai letto Cehov. Se invece lo ha letto - anche di striscio e in un riassunto da quarta copertina - e paragona questo pulp adolescenziale-sessuale, alla melanconia solitaria di un autore che ha saputo far incontrare l’anima del lettore con l’anima dei propri personaggi; farò ingoiare i “cento colpi di spazzola” pagina per pagina, con annesso le voluminosi recensioni di Repubblica. Accusatemi di malafede: sto lavorando con un gruppo di ragazzi proprio alla traduzione di racconti di Cehov, e certe cose le prendo sul personale.
Autori bravi, oggi, ce ne sono: nessuno piange all’ombra di una lapide dei geni che furono e mai più rinasceranno. Ma, che fra questi, per emergere, bisogna parlare di sesso, getta una luce inquietante sull’asfissia di una società, dove la figa serva per vendere di tutto: dai piani telefonici alle lavastoviglie.
Ci sono autori, ad esempio Morozzi, per citare un bolognese. Il suo “l’età del Porco”, per me, restituisce bene il quadro della nostra società: una fragile barchetta che naviga fra le incertezze e gli obblighi dell’essere, cercando nella stranezza il suo ultimo rifugio. (Una certa ragazza che conosco vi potrà dire che il libro mi piace perché mi ci ritrovo nel titolo. Ma è un’opinione fra tante).
In Melissa le pagine sono intuibile a occhi chiusi. Si può prevedere quello che accadrà dal paragrafo al capitolo. Non perché siamo stati noi ad ispirare la storia, ma perché lo sono stati i sogni medie delle medie diciottenni-dicianovenni. Se un merito dobbiamo riconoscere all’opera, che sia questo. Melissa ha avuto il merito, non so quanto consapevolmente, di mettere nero sul bianco – con l’ausilio di uno staff di preparati redattori - la fragile incertezza di chi sogna un posto in una società occupata ad apparire forte ed individuale. Nel farlo, qualche volta, si cerca l’estremo del proibito che si rivela in fondo un proibito finto; un finto fine ad ostentare che a vivere. Come dire: fai l’amore quanto vuoi e non romperci le palle.
Sento già lo voce dal fondo della sala: tu che ne sai. Abbiamo fatto tempo addietro un lavoro sulle scritte che le sedicenne-diciottenne, - queste future mamme e casalinghe - lasciano sui muri delle nostre città per il piacere delle amministrazioni pubbliche. Un intero libro di foto, non più in vendita, che dice le stesse cose di Melissa; forse in un italiano meno accademico. Scaricatevi (e ve lo regalo pure) questo sfondo per il vostro desktop, che è stata parte di quel lavoro.
Parlare di sesso fa vendere anche i frighi agli eschimesi. Non è una novità. Ma non è nemmeno merito dei frighi.
Poi, se c’è una cosa di cui mi vanto e che a Mosca fa colpo, è sapere benino l’italiano. (Poi in genere nessuno ci crede e finiamo a dimostrarcelo in una gara di vodka, ma questa è un’altra storia). Ma frasi come - e cito da "Cento colpi di spazzola etc" rivelazione letteraria dell'anno - “E le risate non erano più risate, ma cori punk che raccontavano l’amore” io non le capisco. Ed essendo il libro pieno di queste frase, forse è per questo che il libro non mi piace: non l'ho capito.
L'arte non deve essere prevedibile: Salvador Dali è arte. Cehov è arte.
Melissa P. è chiacchiera; come: in inverno nevica e sotto natale si fanno gli acquisti.
Promozione Convegni

Per chi è di Bologna o di passaggio l'invito è a Santa Lucia (per chi non è pratico: l'aula magna della Alma Mater), domani sera, ore 8.30. Organizzato da Scienze della Comunicazione, Gerard Depardieu e Umberto Eco leggeranno Sant'Agostino. Per chi ci sarà, venga a salutare: ci berremmo un caffè assieme ;)
Visto che ci siamo, segnalo anche Martedi 29, nella sede del Sindacato di via Marconi, la conferenza "Perchè la Pubblica Amministrazione deve essere in Internet" con la presentazione del sito provinciale della CGIL. Il sottoscritto, fra i relatori ;) sul tema "Usabilità e semplicità. Obiettivo: la casalinga di Voghera."
A casa con la febbre. Ce l'ho con: l'inverno (da qualcuno chiamato autunno), la nebbia, l'umidità e la pianura padana in generale. Si legge la carta da riciclo della megliore letteratura sovietica.
Quella che preferisco: poesie e letteratura degli anni 30. Peccato in edizioni brezneviane e quindi purgate da eccissive lodi a stalin, al nkvd e al collettivismo. Mi scalda il cuore.
E poi è iniziato Celentano...
Decisamente questo raffreddore non lo passerò a vedere le televendite dei materassi.
My Lady all the Night.
(In Più: Piove a San Giorgio sul Cremano).

A Bologna piove, a Mantova piove, a San Giorgio in Cremano piove, a Casaloldo piove.
Che sia arrivato la primavera? O è il governo che è ladro?
Post Serio: tratto dalla newsletter che confeziono per il nostro gruppo sulla Russia (link in fondo) di ieri.
La musica europea che fu, scopre una seconda vita nei paesi slavi. Cotugno e Morandi spopolano con concerti a Mosca, Kiev e San Pietroburgo riempiendo le piazze anche, e forse sopratutto, di giovani. I gusti musicali dei ragazzi dell'est sono molto orientati al cosidetto pop russo (i classici Gazmanov, Atas Lube); al rock russo (i classici Gorky Park in Moscow Calling, i DDT) e al vintage della musica occidentale. Molto scarsa, invece, la popolarità della cosidetta musica commerciale, in voga sulle nostre radio.
(nei corsi di russo, lavoravamo sui testi dei Gorky Park per studiare i transitivi: erano più chiari dei manuali).
Frenesia a Kiev in attesa dell'evento musicale dell'anno. No, non è Anastacia. I Modern Talking, gruppo simbolo degli anni 80 con il solista AR si preparano a un scenografico concerto a Kiev da regalare ai fan ucraini. Per l'evento numerosi fan moscoviti si stanno attrezzando per spostarsi nell'invernale Kiev. Biglietti esauriti da tempo, alta attenzione mediatica, frenesia della Kiev underground giovanile e musicale stanno attendendo questo evento, paragonandolo al Eurocontest, ospitato in primavera sempre nella città arancione.
Forse è sintomatico, di questo innovativo forma mentis musicale tipicamente slavo, che probabilmente, in europa, molti non hanno mai sentito parlare dei Modern Talking. Sopratutto se in quei anni erano in culla, come me. Nel 99 tornarono alla ribalta con i Bad Boys Blue vs. Modern Talking in euro mix i successi come Brother Louie.
Per chi, da pubblico di nicchia, si appassiona a questa qualità di musica, i paesi dell'est offrono scena e vivacità culturale. E una piccola nicchia nella prateria dei gusti globali.