Russia, Putin e il Terzo Presidente

Ne te quaesiveris extra, Oh Mater Russia! - Non cercarti al di fuori di te stessa, Madre Russia.
Osservatorio del Dr. Woland: Ci occupiamo di Russia e dei paesi dell'ex area sovietica. Ce ne occupiamo a titolo amatoriale,
saltuario e senza alcuna pretesa di seguire l'incalzare degli eventi. A questo punto forse vi state domandando che senso ha leggerci...
(Russia, Putin, Politovaskaja e amici vari)


Pubblicato dal 2003 in Bologna.
domenica, maggio 18, 2008

Sunday Times: Hodorkovsij fu indagato su richiesta del attuale Vice Primo Ministro.

Questa domenica The Sunday Times ha pubblicato l'intervista all'imprenditore incarcercato Mihail Hodorkovskij. Incarcerato lui per futili motivi; sue aziende sequestrate col pretesto di "evasione fiscale"  e rivendute per quattro spiccioli agli oligarchi vicini al Cremlino (fra cui Abramovich).

Per la prima volta Hodorkovskij indica nell'intervista il nome del presunto mandante dei due casi giudiziari nei suoi confronti. Il nome fatto è di quelli pesanti: Igor Setcin, l'attuale vice premier della Russia e braccio destro di Putin.

"La prima inchiesta, come la seconda, contro di me fu organizzata da Igor Setcin" - dichiara nell'intervista.  "Ha iniziato la mia persecuzione mosso dalla avidità e la continuata spinto dalla malafede e vigliaccheria. Non posso dire come ha convinto il suo capo [Putin n.d.t]. Forse Putin pensava seriamente che io stessi preparando una rivoluzione politica. Ciò era semplicemente ridicolo, all'epoca sostenevo e finanziavo  due partiti che insieme non arrivavano al 15%. E' più probabile che volessero solamente incamerare la IUKOS [la principale azienda petrolifera di Hodorkovskij n.d.t.], l'azienda russa di maggiore successo dell'epoca."

"La naturale conclusione della mia vicenda giudiziaria dipenderà dalla riforma del sistema giudiziario che vuole fare Medevedev" - continua Hodorkovskij nell'intervista.

"Alcuni passi compiuti da Medevedev ci consentano di essere leggermente ottimisti. Ma sempre in guardia" - conclude Hodorkovskij.

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giovedì, maggio 08, 2008

Se ne va per finta.

Oggi Medevedev è diventato ufficialmente il terzo presidente della Russia. Senza indugio, e come primo suo atto, ha inviato alla Duma la candidatura di Putin come primo ministro. "Tutto è già deciso e tutto sta seguendo un percorso già deciso da tempo" - annunca soddisfatta la portavoce della Russia Unita, il partito di governo. Dichiarazione di una certa gravità per un paese democratico da cui uscirebbe un parlamento "notaio" che mette ubbidiente timbri su decisioni presi altrove e da organi non prevvisti dalla costituzione.

Inizia il putismo, l'era di Putin senza Putin. Non metterà, Putin, il ritratto del terzo presidente russo Medvedev nel suo ufficio come vuole la tradizione. Il putismo è l'arte della imitazione. Imitazione della democrazia, imitazione della libertà di parola, imitazione di partiti e movimenti. Da oggi, imitazione del Presidente della Russia. Il ruolo c'è, ma deciderà - c'è da giurarci - non più di quanto decide Napolitano in Italia.

Scenari futuri? Il putismo è legato alle sorti di una persona: Putin. Putinismo finirà con Putin, come lo stalinismo è finito con Stalin, l'era breznevniana con Breznev e la perestroica direttamente con la fine dello Stato.

Il Putinismo ha tratti di peronismo. Ha solidi basi nell'appoggio popolare perciò non ricorre alle armi per autosostenersi. Ma l'appoggio popolare è volatile per definizione, e allora le armi potrebbero sopperire come i manganelli durante le marce della opposizione sopperiscono ad una Costituzione pasticciata e inutile.

Il Putinismo trae linfa economica dai prezzi record di petrolio e gas. Ma la manna dal cielo non viene reinvestita per creare un tessuto economico radicato e duraturo, ovvero industrie internazionalmente concorrenziali. Non viene incentivato un ambiente imprenditoriale moderno libero dalla corruzione e dallo capriccio dello Stato. Agli investitori torna in mente la sorte toccata alla Yukos e ai contratti della BP e EDF buttati a calci in culo in barba ai contratti e obblighi di parte.

Il Putinismo vive l'apice del suo successo ma è volatile quanto le basi su cui si poggia.

Auguri, Presidente Medvedev.

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giovedì, gennaio 17, 2008

Stabili fino in fondo

Dopo 10 anni di governo Putin la stabilità è la maggiore e più orgogliosa rivendicazione dell’amministrazione. Stabilità nel governo, stabilità nella politica estera, stabilità nella economia e sfera sociale. Tutto è all’insegna della stabilità. Anche il fondo di accumulo degli petrodollari si chiama, indovina, fondo di stabilità.

A tirare il bilancio del governo di Putin ricorre sempre questa parola chiave. E in questa parola, stabilità, si racchiude l’intero progetto politico perseguito con ostinazione e coerenza da Putin.

Però si sono fatti i conti senza l'oste.

La democrazia è parolaia, instabile, piena di litigi, rivendicazioni, scioperi, manifestazioni, proteste. Ma è l’unica forma di governo che consente valvole di sfogo alla pressione della società civile.

Putin ignora, nel suo progetto politico, le esigenze della società che sono multiformi, svariati, settoriali, generazionali e debbano avere valvole di sfogo nel rivendicare le proprie esigenze ed aspirazioni. Questo è un elemento della democrazia.

Senza la democrazia non c’è vera stabilità, c’è solo un forzato appiattimento del magma vitale della società sotto il coperchio della ideologia e del pensiero unico. Quanto potrà durare?

Qualcosa vorrà dire se la democrazia è la forma di governo più lunga e stabile sopravvissuta alla storia.

Se l’aspirazione di Vladimir era un edificio stabile, ha sbagliato sin dal primo mattone. Era un gesto di stabilità, invece, concedere a Bukovskij di gareggiare nelle elezioni. Il suo delfino Medvedev avrebbe perso qualche punto percentuale, ma la Stabilità, quella con la s maiuscola, ne avrebbe guadagnati molti di più.

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venerdì, gennaio 11, 2008

Colpa di Eltsin

Un paese dove il voto di un elettore vale più di quello di cento milioni, questo è la Russia. Il voto di Putin per Medvedev ha sostanzialmente già eletto Medvedev come terzo presidente della Russia.

Putin ha ereditato da Eltsin un sistema politico che gli ha permesso di fare ciò che ha fatto. L'istituto della presidenza russa nata dalla costituzione del 93 è il peccato originale della morte in cula della democrazia.

Eltsin ha annulato de facto ogni contropeso all'istituto della presidenza, investendola di potere talmente ampio e onniscente che ogni presidente forgerà lo stato alle proprie idee di "stabilità" e "democrazia guidata" più perverse.

Eltsin ha precise responsabilità per aver sacrificato alle esigenze di breve respiro (la sua lotta con la Duma-Soviet Supremo nel 93) la stabilità e il progresso del paese. Si obbietterà che la richezza e il progresso economico pare possibile raggiungere anche senza la democrazia (Cina insegna).

Ma un paese che non garantisce ai propri cittadini diritti inviolabili; un paese che usa la legge e i tribunali per motivi politici non crea un ambiente fertile per lo sviluppo salutare e concorrenziale della propria economia. L'economia invece sarà basata sui favoritismi, corruzione e ad ogni cambio di clan al governo, ci sarà il cambio dei cosidetti "oligarchi". Ieri Berezovskiy era ricco e potente, oggi è accusato di ogni infamia all'eccezione delle guerre puniche. Oggi Abramovich è esempio del uomo fatto da sè, domani probabilmente sarà un incallito evasore fiscale.

Eltsin con la sua costituzione del 93 non ha sacrificato solo il processo democratico russo e un sistema di bilanciamenti e contropesi alla Presidenza; ha sacrificato lo sviluppo strutturale della economia russa. L'economia russa oggi è artificialmente drogata dai prezzi alti non solo del petrolio ma anche di molte materie prime. Questa non è un'economia sana, questa è una gigantesca bolla che si sta gonfiando. E le bolle hanno da sempre un unico destino.

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lunedì, dicembre 17, 2007

Sulle scuole di pensiero e cartone colorato

Prima di tornare a commentare le elezioni parlamentari in Russia e l'annuncio di Putin su chi sarà il suo successore (Medvedev), vorrei tracciare un quadro generale di ciò che sta accadendo in Russia e su quali sono le scuole di pensiero per il futuro della nazione più grande del mondo, nonchè il PRIMO esportatore mondiale di gas e secondo di petrolio.

Si possano individuare due scuole di pensiero fra gli osservatori più attenti (ciò non questo blog :)

La prima è la teoria Kapussiana dal KPSS il partito comunista dell'Unione Sovietica. Questa teoria sostiene che Putin diventerrà una specia di "padre della nazione", "leader nazionale" ed ettichette simili. Sarà lui, attraverso il partito Russia Unita il centro de facto del potere politico, amministrativo russo. Mentre gli organi costituzionali Duma, il Presidente, i Ministri saranno svuotati da ogni potere e funzione reale. Si ritornerebbe, dunque, ad una sorte del partito unico, con un leader unico - come fu il KPSS e il suo segretario generale - che svolge con continuità, informalmente la politica della Russia. I sostenitori di questa scuola di pensiero affermano che Putin non ha scelto, pur avendone avuto tutte le possibilità, di rimanere per il terzo mandato, perchè tanto sapeva che entro breve le leve reali del potere sarebbero passati da tutta un'altra parte.

La seconda teoria è quella del "trono dello zar", cosi definita dal New York Times. Questa scuola di pensiero sostiene che avendo distrutto ogni sistema di bilanciamento costituzionale all'istituto del Presidente, chiunque occupi quel posto automaticamente si ritrova nella stanza dei bottoni e diventa il vero fautore del corso politico del paese. Per contro, chiunque ne venga allontanato o si allontani perde ogni potere reale e cadrà nel dimenticataio e da lì ai libri di storia. I sostenitori di questa scuola indicano in Putin stesso l'esempio più lampante del "trono dello zar". Nato dal nulla, selezionato dalla famiglia di Eltsin a cui avrebbe dovuto teoricamente servire, appena insediatosi sul "trono" ha sbaraccato la vecchia russia portando avanti una propria politica, i suoi uomini, il suo business. Eltsin, invece, è sparito dalla scena nazionale e internazionale in giro di pochi mesi, faccendo tornare parlare di se solo per la sua morte.

Queste teorie non sono solo un diletto di politologia. Queste teorie danno una risposta concreta a chi guardare per capire il futuro corso del gigante.

Se guardare a Medvedev e alla sua agenda, oppure neanchè distogliere lo sguardo da Putin: in un paese dove i partiti sono di cartone colorato, perchè anche la Presidenza può non diventarlo? 

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martedì, novembre 20, 2007

Lo Spot CENSURATO

Il 2 dicembre in Russia si tengono le elezioni per la Duma, la camera bassa del parlamento. L’OSCE è stata tenuta fuori dal paese, nonostante tutte le promesse di Putin stesso. A chi sta protestando per le elezioni che si tengano senza osservatori, si risponde che tanto vale chiamare direttamente la CIA ad immischiarsi nel risultato elettorale. Strana tecnica, questa, di affibbiare un accusa ad un ente (o persona fisica, fa lo stesso), non suffragarla da prove in alcun modo, ripeterla ovunque e in ogni modo come cosa scontata. Questa tecnica di comunicazione demagogica, in Russia, si usa per tutti da Hodorkovskij ieri, a OSCE oggi, al Papa domani, se gli eventi lo rendano necessario. L’etichettato poi dovrà dimostrare di essere innocente ed estraneo. In questo periodo tocca al OSCE essere una filiale della CIA.
 
Quando un governo parla con la demagogia, c’è una sola ragione. Sono finiti i contenuti. Se non ci sono contenuti e fatti da schierare a sostegno proprio e della propria opera, non rimane che ricorrere alla demagogia.
 
Così ci apprestiamo a tenere le elezioni senza osservatori con un partitone senza ideologia alcuna, che fa da opposizione a se stessa, pronto ad incassare una forte affluenza al voto e una preferenza bulgara (tanto chi potrà smentire? Dai, facciamo come alle ultime legislative cecene: vinciamo col 110%). Per non sollevare imbarazzanti domande alle conferenze stampe da parte di giornalisti stranieri, sono stati creati all’uopo diversi partiti civetta che arricchiranno coi loro ricchi simboli la colorata scheda elettorale.
 
Insomma, al Cremlino tutto bene, tutti stanno bene.
 
Solo che no! Bisogna imbarbonirsi a lottare con un piccolo partitino da 0.50%. SPS, l’alleanza delle forze della destra, l’unico partito non di facciata è letteralmente perseguitato. Il primo giorno di campagna elettorale ufficiale, si sono visti sequestrare 3.000.000 di volantini appena stampati. Nessuna motivazione: vai e dimostra che è illegale. Tempo e soldi per stamparne altri, non c’è.
 
I giornali si rifiutano di prendere le loro inserzioni elettorali. Spiegazioni kafkiani dati da direttori imbarazzati. Il motto – spiega Bugarin – “Russia Unita oggi è il PCUS di ieri; Putin oggi è Breznev di ieri” è stato rifiutato “perché in violazione del diritto d’autore”. “Non avevamo chiesto a Putin il permesso per usare il suo nome” – spiega Bugarin. Questo blog, ho paura, ha macinato miliardi di violazione del diritto d’autore. Mi sa che devo mandare una mail a Putin per avvisarlo.
 
Della tv neanche a parlarne. I canali federali neanche furono contatti. Quelli regionali – tutti – e voi sapete quando è grande la Russia e quante regioni ha, hanno rifiutato i spot elettorali. Diversi sono stati definiti “estremistici” e segnalati alla magistratura.
 
Uno di questi spot estremistici lo posto qui sopra e domani ci faccio la traduzione.
 
Avrebbero potuto lasciar parlare lo 0,50%, anche solo per rendere meno soporifera questa campagna elettorale. Avrebbero potuto lasciar parlare lo 0,50% anche solo per rendere più credibile la storia delle elezioni democratiche. (Altrimenti come spiegare, alla famosa conferenza stampa che tutti i partiti dell’arco costituzionale si accalcano ad amare Putin?)
 
Invece no. Lo 0,50% deve tacere. Per quanto minoritario la sua voce ricorda straordinariamente la voce dei fatti, che tanto si è brigato a spegnere. Ma la voce dei fatti, si sa, è testarda. E non si censura essendo sotto gli occhi di tutti.
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sabato, novembre 17, 2007

Sul scavarsi la fossa da soli, e sui ballerini che fanno politica

Una delle tante dichiarazioni di supporto a Putin dalla "gente di strada" apparse in tv.

La ruota della Storia torna indietro in Russia. Torna la corsa ad iscriversi "al partito" perchè ciò migliora le proprie chances di fare carriera. Migliora e aggiusta i processi ("sono iscritto al partito: non dirà, signor giudice, che avrebbero preso un criminale"). Torna il Deja Vu sovietico. Torna l'adorazione per il "Leader", tornano la mungitrice di vacche, atleti, attori, cantanti, ballerini e nani da circo, tornano tutti a chiedere al Leader "di rimanere". Perchè senza il "leader" va tutto a puttane, cosi piangono. E appena il Leader se ne va, spontaneamente o "aiutato dagli amici leali", lo si buta nel dimenticatoio.

La Russia è tornato a punto e a capo. Che il leader si chiami Breznev, Eltsin, Putin; che il partito sia Comunista oppure Russia Unita, si ricicla il già vissuto. Ecco, il russo medio è a suo agio. Torna l'Homus Sovieticus di bulgakoviana memoria, torna il pensiero comune. L'OSCE non si scomoda nemmeno di venire in Russia, perchè è tutto talmente corrotto e falsificato in queste elezioni, da non rendere necessario spendere i soldi per dimostrarlo? Bene, al Homus Sovieticus verrà, la sera stessa, dettato il pensiero comune. E cosi l'uomo comune di strada scoprirà di pensare che l'OSCE è un covo di spie; che ha organizzato la rivoluzione in Georgia che in Kosovo l'OSCE impedisce l'accesso ai seggi dei serbi regolarmente iscritti alle liste; e che i suoi "monitor" sono dei agenti della CIA sotto copertura. (Non invento nulla, cito la tv di stato).

E se Putin fosse una persona normale, non costerebbe nulla di dare ascolto ai vari ballerini, mungitrice di vacche e nani da circo, mandare a quel paese l'Europa e l'opinione mondiale e rimanere per il terzo mandato. E poi quarto. E poi quinto. E poi a vita come Leader Nazionale, come ha proposto il deputato ceceno, evidentemente il cui concetto di "potere" è più affine a quelle delle cosche mafiose che ai libri di Voltaire (che Il deputato ceceno crede essere un farmaco).

Ma grazie al Cielo, un critico autorevole a questo ritorno di peso al modo sovietico di fare politica, si è trovato.

"Non penso che il destino della Russia possa essere legato ad un uomo solo", "In Russia Unita è pieno di opportunisti". Sono dichiarazioni di Vladimir Putin. "So bene che il Partito serve la poltrona, e non me personalmente".

Penso che Putin abbia una sua statura politica, che la Storia gli riconoscerà. Avessimo avuto un Lukashenko o uno di quei presidenti-padri-della-nazione che hanno abusivamente occupato le poltrone nelle repubbliche ex sovietiche del caucaso, avremo già una dittatura col marchietto "doc".

Putin si è reso conto di aver distrutto il sistema di bilanciamento di poteri che impedivano a qualunque opportunista, con manie di grandezza, di ascoltare i vari ballerini, mungitrici, nani da circo e deputati ceceni, proclamandosi Leader nazionale. Al sistema costituzionale di bilanciamento di potere, è stato sostituito il sistema di lotta perenne fra cosche mafiose di potere. Ogni cosca brama dal sbrannare l'avversario e lo venderebbe subito al Presidente. Questo dividi et impera oggi è il sistema di governo della Russia. Rientra nel disegno di lotta perenne fra cosche gli eventi delle ultime settimane: FSB che arresta i doganieri corrotti; doganieri che aprono inchieste sui generali del FSB.

Le cosche sono fedeli alla poltrona e chi la occupa, non a Putin. A questo si riferiva Putin. Basta guardare da che gente è riuscito a circondarsi, per rendersi conto che nel momento esatto che Putin si dimettesse non conterebbe più nulla seduta stante.

Il Presidente della Duma, Mironov: ha dichiarato di essere disponibile a lasciare la sua poltrona a Putin in ogni momento; che galantuomo, che lealtà! Il vero grado di sua lealtà con gli amici, Mironov ce l'ha mostrata la settimana scorsa: cancellando dalla lista elettorale i suoi amici e compagni di sempre, lo scrittore Shargynov e Roijzman. Ha venduto i suoi amici di vent'anni in un attimo perchè l'ha chiesto "qualcuno" dall'apparato del partito. Che fiducia può avere Putin nel uomo che ricopre la terza carica dello stato?

Putin si è scavato la fossa da sola, dal primo momento che ha scelto di non rafforzare il sistema di bilanciamento dei poteri in Russia. L'ha scelto quando ha soffocato la televisione e la stampa libera, trasformando i sei canali federali in un palcoscenico per mungitrici, ballerini e nani da circo che gli chiedono di restare; e di salvarli, quando avrà tempo,  dalle elezioni truccate per mano dei imperialisti del OSCE.

Un gruppo gogliardico si inchina al manifesto elettorale che recita: "Mosca vota Putin". (grazie Elena 82 per la foto).

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venerdì, novembre 02, 2007

Se la CRISI del sistema antimissile americano, è come quella di CUBA, perchè la RUSSIA non risponde in modo ADEGUATO?

Presidente Putin a proposito del sistema anti missilistico americano in Europa, ha tirato un diretto paragone con la crisi missilistica di Cuba. Sviluppando ulterioramente la fantasiosa idea del Presidente, mi aspetto che lui, come risposta alla minaccia talmente grave, torni di nuovo a dispiegare i missili russi a Cuba.

Ma il presidente russo, nonostante tutto questo parlare dell'interesse nazionale della Russia, difficilmente prenderà qualche azione di risposta adeguata alla minaccia americana (cosi da lui definita). Perchè se dovesse tirare troppo la corda, gli americani diventeranno ostili sul serio e porteranno alla Russia il colpo più terribile e immaginabile: il colpo sui conti svizzeri dei signori del Cremlino.

E' un problema arduo, quello di Putin. Da un lato, raccontare alla gente di tutte le Russie, che il paese sta restaurando la sua autorità sulla scena mondiale. Dall'altra parte fare ciò senza che gli americani, Dio lo scampi, prendano le parole russe troppo sul serio e si attivino con le politiche del caso.

Non so, forse qualche paese ha una politica estera. La Russia ne è sicuramente sprovvista: al posto della politica estera, la Russia ha "l'apparenza all'estero".

Un esempio su tutti: la relazione con la nemica Georgia. Iniziando con il film porno su Sakhasvili; passando al missile perso su Gori, con le relative dichiarazioni che il missile ce l'hanno portato e sepolto gli stessi georgiani.

Ai loro tempi, quando gli USA temevano minacce da parte di Cuba e dei missili sovietici là dislocati, hanno agito. Si può ridere quanto si vuole dello sbarco alla Baia dei Porci, ma almeno la risposta alle minacce fu uno sbarco e non le riprese di un porno film di propaganda. Gli USA concepivano Cuba come una minaccia ai loro interessi nazionali e hanno pensato una radicale soluzione a questa minaccia.

Nel 1968 la Primavera di Praga minacciava la distruzione del blocco socialista nella Europa dell'Est. L'URSS fece entrare i carri armati in Cecoslovacchia. Oggi, si può indignarsi quanto si vuole dei carri armati per le strade di Praga, ma l'URSS agì razionalmente nel perseguire i suoi obbiettivi di allora: mantere unito il blocco socialista.

Difficilmente si immagina l'URSS che minaccia la Cecoslovacchia "perdendo" i missili dagli aerei: è probabile che avrebbo perso anche la faccia.

A guardare le relazioni del Cremlino con i suoi vicini, la Georgia e l'Estonia, la prima cosa che si nota è la continua polemica sulle cose più infime e minute. Così non si comporta una superpotenza che aspiri ad essere tale. Così si comporta nella sceneggiata napoletana la vicina di casa, sporcando i panni stesi dalla vicina.

La seconda cosa che si nota è la completa inutilità di tutto ciò. In teoria, l'idea Russa è di rafforzare la propria autorità nel Caucaso. Difficilmente ciò si potrà ottenere coi video porno  propagandistici. La mente torna di nuovo alla casalinga napoletana. Si può fare amicizia coi propri vicini e farsi rispettare su basi paritetiche. Si può reglarmente romperli i denti e costringerli a temere solo la nostra presenza. Ma aumentare la nostra autorità, sporcandogli di nascosto i panni stesi, è impossibile.

Ciò che vediamo non è una politica estera, qui è la psicologia estera. Sporcare i panni, è un gesto inutile. Ma non sempre la gente fa ciò che è utile. Alcune persone fanno ciò che è piacevole.

Esiste qualche limite a questa apparenza all'estero?

Certo che c'è.

Perchè, al posto di sporcare di nascosto i panni del vicino, non gli spacco il muso?

Risposta semplice: se rompi il muso a qualcuno, chiamano i carabinieri.

Tutte le azioni della Russia sulla scena mondiale, sono accuratamente dosate perchè "non chiamino i carabinieri". Perchè non ci siano sanzioni della comunità internazionale. Incomprensioni con la comunità internazionale, sì. Ridono di noi, sì. Sanzioni? Assolutamento no.

La Russia si diferenzia dai paesi canaglia perchè, a differenza di loro, non rappresenta un pericolo reale. In qualità di risposta simmetrica alla minaccia americana, la Russia non dislocca i missili a Cuba. In qualità di risposta simetrica alla minaccia americana, noi nominiamo invece come ministro della difesa l'ex mobiliere Serdjkov.

Noi russi non facciamo esplodere i missili sulla Georgia. Semplicemente li buttiamo giù come sassi, forse nella speranza di colpire in testa qualcuno. Modo originale, bisogna notare, di usare le armi ad alta precisione.

La comunità internazionale può addottare sanzioni contro paesi che organizzano il genocidio; invade il territorio del vicino o vi ci manda anche solo un reparto speciale. Ma chi addotta sanzioni contro chi manda "i ragazzi" a tirare le uova contro l'ambasciata Estone?

E' una lezione che al Cremlino hanno imparato bene. A suo tempo l'URSS rapprsentava una minaccia reale e concreta per il mondo libero, e, alla fine della fiera, il mondo libero ha braccato l'URSS in un angolo. Braccare i residenti attuali del Cremlino è anche più semplice: è sufficente indagare sui conti svizzeri e le proprietà immobiliari in costa azzurra.

Ecco, perchè Putin ad alta voce parla di una nuova crisi di Cuba, ma si comporta in modo tale che non chiamino i carabinieri.

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categorie: cuba, russia, putin
martedì, ottobre 23, 2007

Attentato in IRAN contro Putin...

FSB segnala che “contro Putin in Teheran si prepara un attentato dinamitardo”. A proposito di come FSB trova e sventa gli attentati, vale la pena di raccontare una vecchia storia. Vecchia non tanto: datata un anno e mezzo fa.

FSB scova e sventa un attentato contro il governatore di San Pietroburgo, la signora Matvienko, amica e protetta di Putin. L’attentato è stato fortunatamente stroncato dalla sempre efficente FSB, fra lodi della stampa e della opinione pubblica, e grazie al cielo, prima che i due pericolosi  estremisti islamici si lanciassero imbottiti di esplosivo sulla signora di amicizie altolocate.

Furono arrestati  tali Muratov e tale Saidgareev. Furono presi nel momento stesso che acquistavano l’esplosivo. L’arresto fu di quegli che si ricordano: intero quartiere bloccato; la palazzina circondata senza vie di fuga; elicotteri coi fari sorvolavano la zona; agenti in tuta antiproiettile con scritte FSB, armati di fucili ad alta precisione, abbattevano la porta con la telecamera a seguito . Muratov e Saidgareev si arrendevano spaventati davanti a tal professionalità e forza, borbottando sconesse scuse e ammissioni.

Nell’appartamento dei due, che si è rivelato essere infarcito di cimici e telecamere come un panettone di canditi, si prendevano i nastri delle registrazioni. I video mostrano i due che discutano con tal Muslim, ceceno e proprietario dell’appartamento. Parlano di tutto: dell’Islam perseguitato, dei gay parade, dell’Occidente decadente, della deriva in Russia.

Fra i migliaia di video di dottrina islamica in cucina c’è anche il video chiave che inchioda i malviventi: Muslim, il proprietario dell’appartamento, rimasto solo, alza la cornetta e compone un numero. Fissando poi dritto nella telecamera del soffitto, pronuncia in russo chiaro e forte, e chissà perchè nell'obbiettivo e non nella cornetta: “Allora siamo d’accordo, facciamo fuori la Matvenenko a Sabunta”.

Spento l'eco dei complimenti al FSB per l’ottimo lavoro, per la competenza, per la prontezza nel diffendere il paese, la storia inizia a fare acque da tutte le parti. Il venditore del esplosivo, quello da cui acquistavano i due terroristi, vi ricordate?, è scomparso letteralmente nel nulla. Dio sa solo come è riuscito a scappare da un palazzo circondato, da un quartiere isolato, con più di 300 uomini armati ed elicotteri di sorveglianza.

Successivamente venne fuori, grazie ad un giovane avvocato coinvolto marginalmente con l’inchiesta e che ebbe occasione di leggere le pratiche, che fu Muslim, il proprietario dell’appartamento, a reclutare i due disgraziati fuori da una moschea. Fu Muslim ad organizzare i cosidetti “discorsi in cucina” sull’Islam perseguitato. Questo Muslim nella casa di cui furono piazzati le camere di sorveglianza, colui che – alzando il viso verso la telecamera – pronunciò in russo forte e chiaro (non in ceceno, anche se erano tutti ceceni) la frase su Matvenenko. Questo Muslim  che chiese "ai ragazzi" di andare a comprare l’esplosivo, ecco questo Muslim, risultò scomparso nel nulla. Svanito. Smaterializzato.

FSB disse che i suoi documenti si rivelarono falsi. Sì, è vero loro riuscirono  a riempirgli la casa di camere nascoste, ma no, non si erano accorti che i documenti di questo Muslim erano falsi. Non avevano semplicemente controllato i suoi documenti.(così dissero).

La storia fu insabbiata con generale imbarazzo quando un giornalista indipendente fornì le prove che Muslim era un agente del FSB in copertura, e non si chiamava Muslim ovviamente.
Niente si seppe del venditore Houdini di esplosivi che riuscì a scapare da un palazzo circondato da agenti e senza vie di fughe.

Io, qualche ipotesi la azzarederei.

Che l’FSB (come KGB prima) organizza da sola i complotti per poi scoprirli, con grande piacere di tutti; dei suoi generali sopratutto che acquistano gradi, è noto. Patrushev (capo FSB nda) fece ridere tutti l’anno scorso quando disse di aver sventato tre attentati in tutti i tre forum internazionali che si tennero quel anno in Russia (Samara, San Pietrobrugo, Sotchi: ne parlammo già sul blog). Ovviamente, come si domandò all’epoca Kommersant, se sono stati sventati tre attentati, dove sono i terroristi? Dove sono i processi? Patrushev rispose piccato che “la stampa non si fida di chi lavora per il paese”.

E Basaev? Basaev il super terrorista ceceno, responsabile dell’assalto al NORD OST ( di cui cade in questi giorni proprio l’anniversario di cinque anni)? Si sfiorò la farsa, grazie al cielo, con poche ripercussioni sulla stampa occidentale.

Basaev è saltato su una bomba a Ekazevo, due chilometri da Nazrani, in Ighusehzia. I Federali del FSB (come venne fuori dopo) hanno una fifa nera di girare di notte per l’Inghusezia, e cosi aspettarono il mattino successivo per recarsi sul posto dell’attentato. Una volta arrivati, i locali riferirono al FSB il via vai il giorno prima sul posto delle milizie dei vari Don Rodrigo locali. Fu cosi che dopo ben 16 ore dalla esplosione, il  ben amato Nikolaij Platonovich Patrushev, capo del FSB, scoprì di aver condotto una “operazione speciale” senza saperlo. Mentre Patrushev correva al Cremlino per fare “la relazione” al Presidente, i suoi in Inghusezia scoprivano che le tracce della bomba e la metodologia dell’attentato collegava l'esplosivo a certi clan locali. Rese di conti interni, in altre parole.
La cosiddetta operazione “Basaev” portò a medaglie, medagliette, nastrini e varie promozioni a ben 24 generali del FSB.

Ecco e ora FSB scopre qualcosa in Iran...

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categorie: russia, putin, fsb , patrushev, basaev
mercoledì, ottobre 03, 2007

Sarà PUTIN veramente il futuro Premier?

Il giorno dopo il sensazionale congresso della RUSSIA UNITA, riflettendo a bocce ferme, ci andrei cauto con lo scenario preferito dagli analisti. Ovvero Putin diventa Primo Ministro, per poi tornare a fare il Presidente (la costituzione vieta tre mandati consecutivi!)

In questi giorni di pieno coas sui giornali, ognuno teorizza un proprio scenario futuro. Tutto e il contrario di tutto, è stato sviscerato e venduto come il più probabile dal esperto giornalista di turno. Ho letto su Gazeta, addirittura il piano secondo cui Zubrov, diventato Presidente, si ammala il giorno dopo l'insediamento, e Putin, nei panni del primo ministro, ne prendo il posto. Manca sui giornali solo lo scenario in cui Putin si leva la maschera e rivela essere un cyber robot, quindi tecnicamente abile per il terzo mandato.

Ma se torniamo ai fatti, vediamo che non c'è stato un caso in cui Putin annuncia qualcosa e poi lo fa. Anzi si diverte a sviare il pubblico. Prova ne è la sua stessa partecipazione al Congresso della Russia Unita. I suoi hanno giurato e spergiurato che non solo non fosse interessato a candidarsi nelle loro liste (diventò capolista), ma neachè andarci al Congresso (ci fu dal primo giorno). E come prova, il suo porta voce mostrò la sua agenda: la partecipazione al Congresso non era inserita.

Ma se ci guardiamo indietro i casi di disinformazija diventano cronici:

  1. Nel 2003 tutti davano per scontato che Jakunin prende il posto di Voloshin come capo dell'amministrazione presidenziale. E tutti lo davano per scontato perchè le fonti erano quelli a prova di bomba:  insiders all'interno del Cremlino. Il capo dell'Amministrazione diventa uno sconosciuto: Medvedev, con grande imbarazzo dei giornalisti.
  2. Marzo 2004, gli insiders del Cremlino lasciano trapellare la notizia che Kosak sarà il nuovo Premier. Tutti i giornali pubblicano la sua biografia; quasi tutti i commentatori scrivano ciò che ne pensano sulla nomina. Come risultato il premier diventa uno sconosciuto Fradkov. Figura di merda colossale per tutta la stampa nazionale.
  3. 11 settembere 2007 "fonti sicure all'interno del Cremlino" indicano che il successore di Fradkov come Primo Ministro, sarà il vicepresidente Ivanov. Nessuno cita, neanche per errore, il nome di Zubrov. Diventa Primo Ministro Zubrov. Intere prime pagine da rifare.

E che dire delle, oramai cult, citazioni  di Putin come:

"Lo Stato non è interessato nel fallimento di Yukos" (lo Stato non era interessato. Era interessato un determinato gruppo di persone).

oppure

"La Russia ha bisogno di un sistema multipartitico maturo"  (la Russia, non Putin.)

Si delinea una tendenza di fondo: fare ciò che non si dice, e dire ciò che non si fa. Ragione per cui, finchè non vedo Putin giurare come Primo Ministro, preferisco pensarlo come candidato per il terzo mandato. Dopo aver rivelato di essere un cyber robot, ovviamente.

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categorie: russia, putin, elezioni 2008
martedì, ottobre 02, 2007

Operazione

Vladimir Putin con la sua decisione di candidarsi come capo lista della "Russia Unita" e con la sua allusione al suo futuro ruolo come Primo Ministro, ha abbozzato i contorni del prossimo sistema di governo. Il fulcro del sistema si sposterà dalla Presidenza al Governo uscito dalla maggioranza parlamentare. Il futuro presidente, pur conservando tutti i suoi poteri, perderà molto della propria influenza politica. Anche solo per il fatto che quasi tutti sapranno che, passati i 4 anni di mandato, la Russia avrà di nuovo il suo vecchio presidente. Di fatto il futuro presidente russo dovrebbe essere, nelle intenzioni del entourage di Putin, solo un segna posto.

Ma come farà un uomo come Putin, che ha governato il paese, ad accettare di essere un subordinato di una persona più giovane di lui (Medvedev) o di pari età (Ivanov). Il problema è stato risolto promuovendo la candidatura di una personalità a cui Putin può sottostare non solo politicamente, ma anche psicologicamente. Zubkov non solo è più anziano d'età di Putin, ma fu anche il suo maestro negli anni lontani quando Putin lavorava al comune di San Pietroburgo.

Zubkov ha un profilo tecnico, senza ambizioni politiche e che - fatta eccezione per la sua morbosità con la lotta alla corruzione - non ha una agenda personale da portare avanti. (O se ce l'ha, se la tiene per sè e non la declama ad alta voce). Nel 2008 il Presidente e il Primo Ministro possano semplicemente scambiarsi di posto, proprio come nei scacchi quando il Re scambia il posto con la torre. Per di più nel 2012 Zubkov avrà superato i 70 e potrà andare (essere mandato) in pensione con tutta tranquillità.

Ad oggi giorno, dopo le dichiarazioni di ieri di Putin, è proprio questo il scenario più probabile per la cosidetta operazione "Erede".

Ma Putin evidentemente ha accettato anche una buona dose di rischio. La Russia non è Cina, dove il confucianesimo insegna l'autorità del predecessore. Perciò l'influenza informale, la cosidetta eminenza grigia, che Putin ha riservato come ruolo per sè, rimarebbe basato solo sulla sua autorità e popolarità attuale. Che potrebbe, però, sciogliersi nel nulla: niente è più volubile dei gusti e delle preferenze dell'opinione pubblica.

L'alto successo che la Russia Unita conquisterà alle prossime elezioni, dovrebbe essere la sua assicurazione sulla vita. Trasformerebbe il parlamento nella sua roccaforte, anche se il futuro presidente (o il futuro in generale) gli serberà sgradite sorprese.

Ma anche il futuro della Russia Unita, a lungo termine, non è chiaro. E' un partito privo di una base ideologica, e ogni tentativo di dotarsene di una, è miseramente fallito. E' un partito di cartone creato solo per dare una sponda al Cremlino nel parlamento. E' un partito senza i leaders propri(dal momento che raccoglie solo i carrieristi e figure legate al Cremlino), senza un agenda propria (avendo accettato acriticamente l'agenda del Cremlino) e senza una ideologia di fondo (è un tubo: lo si può riempire con ciò che si vuole. Come definì il fascismo Benedetto Croce).

Fino a che punto si può fare affidamento su un partito del genere, non si sa. O meglio, speriamo che Putin lo sappia.

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categorie: russia, putin, elezioni 2008, operazione successore
martedì, ottobre 02, 2007

PUTIN sarà il capolista della

Sensazionali notizie arrivano dal congresso del partito farsa pro cremlino "RUSSIA UNITA". Il Presidente Putin ha gettato un po' di luce sul suo ruolo dopo le elezioni presidenziali, accettando di essere il capo lista di Russia Unita per le elezioni parlamentari, e quindi quasi sicuramente il futuro premier.

L'annuncio della candidatura come capolista ha rispecchiato le migliori scenate dei tempi sovietici. Putin ha "accettato" dopo la passarella dei rappresentanti del "popolo", pensionati, atleti, invalidi, tutti a pregare che Putin sia il capolista. E' come ai tempi sovietici: gli operai pretendevano l'invasione dell'Afghanistan.

Ecco come il New York Times ha descritto il congresso:

Il discorso di Mr. Putin ha portato l'arte della propaganda del Cremlino ai nuovi livelli. Il Congresso della Russia Unita era in prima pagina di tutti i telegiornali nazionali, che hanno trasmesso scene di Mr.Putin seduto in posizione sopraelevata e troneggiando su tutti i speaker mentre una folla lo fissava con adorazione.  

Un tessitore dalla provincia di Ivanovo pregò i leaders di partito di trovare un modo per tenere Mr. Putin nel suo ruolo anche per il terzo mandato. "Vedo cosi tanta gente importante e intelligente a questo congresso" ha dichiarato il tessitore, Yelena Lapshina. "Mi appello a tutti voi: pensiamo insieme a qualcosa perchè Vladimir Vladimirovich Putin rimanga presidente della Russia anche dopo il 2008."

L'uso del tessitore da Ivanovo porta direttamente alla iconografia sovietica e al pantheon della ideologia di stato degli eroi del proletariato. Gli assistenti di Mr.Putin hanno superato rapidamente anche questo chiaro simbolo, con un atleta in sedia a rotelle che saliva sul palco e pregava il presidente.

"Vladimir Vladimirovich, lei è una persona fortunata" ha detto l'atleta, Mikhail B. Terentyev, un campione di sci degli giochi paraolimpici. La folla ha applaudito.

Mr. Terentyev ha continuato: "E dunque finchè lei è presidente, la fortuna accompagnerà la Russia. Lei è diventato un talismano per decine di milioni di persone, un simbolo del successo del nostro paese. Ovviamente spetta solo a lei decidere quale posto occupare nella vita politica del paese, ma qualunque sia la sua decisione, io voglio che lei rimanga con noi, che lei rimanga con la Russia".

Mr. Putin dall'alto del suo seggio, guardava tenendo la testa inclinata, le sopraciglie alzate, emandando calma e potere." trad. S24, New York Times, Putin Says He Will Run for Parlament, 2 Oct.

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categorie: russia, putin, elezioni 2008, operazione successore
mercoledì, settembre 26, 2007

L’arte della imitazione. Da Pietro il Grande ai giorni nostri.

I principi di Kiev nei X-XI secoli cristianizzavano la Russia a forza eliminando con terrore ogni segno di paganesimo. Imporre la religione a forza è in contrasto con l'idea stessa del Cristianesimo.

Pietro il Grande imitava le monarchie illuministe europee, ma uccideva spietatamente chiunque gli si opponesse. Nicola II imitava la monarchia costituzionale, pur odiando profondamente ogni liberale che incontrasse, e impedì alla Russia di imboccare fino in fondo la via parlamentare e accese la rivoluzione.

Dopo il crollo del Comunismo seguì un periodo di ricerca della nuova strada. E di nuovo l’arte dell’imitazione prese sopravento. La Russia imita ciò che deve essere una grande potenza. Si è data tutti gli attributi che spettano ad una brava superpotenza: un esercito potente, un forte potere centrale, una economia in crescita, e una politica estera aggressiva. Non importa se tutto ciò è solo apparenza, a noi occorre sembrare, non essere.

Vecchi bombardieri strategici sorvolano orgogliosamente i confini di altri paesi, sperando di far colpo con la magnificenza russa. L’amministrazione statale è costruita in una “verticale di potere” nella ingenua speranza di raggiungere l’efficienza tramite ordini impartiti urlando e severe punizioni.

Il successo dell’economia è costruito unicamente, senza alcuna logica di medio lungo periodo, sulle esportazione di materie prime e su una classe imprenditoriale succube dello stato.

L’auto realizzazione nella politica estera si ottiene tramite un ostinato rifiuto di ogni proposta dei partner occidentali e con pericolosi giochi di sponda con regimi dispotici (Iran, Nord Corea).


Il virus della imitazione è contagioso e in maniera esponenziale. Diventano imitazioni uno dopo l’altro tutti gli istituti della società e dello stato. I giudici smettono di giudicare, emettendo sentenze in base alle “telefonate dall’alto” oppure alle somme versate in buste aperte.

I pubblici ufficiali non si occupano più solo della lotta alla criminalità, ma anche del proprio arricchimento personale ottenuto tramite l'abuso d’ufficio (es. tangenti, estorsioni, protezione di gruppi criminali).

Il Parlamento, la Duma in cui sedettero uomini di stato come Vitte e Stoliapin, abdica dal essere la sede delegata alla discussione e si trasforma in timbrificio delle leggi governative e presidenziali.

Il sistema pluripartitico è riservato solo agli partiti che soddisfano il potere esecutivo. Alle elezioni, l’elettore può scegliere solo fra chi ha dimostrato la propria lealtà al corso politico attuale.

Visto da fuori pare che è tutto a posto: ci sono i tribunali, la polizia, il parlamento, ci sono partiti politici e regolari elezioni. Ma tutto ciò non è reale. E’ una imitazione.

L’imitazione è l’idea nazionale russa. E’ idea nazionale russa “I villaggi di potemkin” (ho scritto un articoletto su Wikipedia) costruiti per Ekaterina II in Crimea; è idea nazionale il Re Campana, la campana più grande del mondo, che mai ha suonato e il Re Canone, il canone più grande, che mai ha sparato.

Sono idea nazionale russa i processi “a porte aperte” agli “nemici del popolo” del 1937; lo sono le masse emozionate alle manifestazioni sovietiche; lo sono le notizie al telegiornale della sera dei giorni nostri. Sono l’imitazione delle notizie.

La Russia è destinata a vivere nel mondo dell’Imitazione, della farsa, in mezzo alle speranze e delusioni, finche l’idea della libertà non entrerà nel novero delle idee nazionali.

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categorie: russia, putin
mercoledì, settembre 12, 2007

Russia Review by Serghei

Sono accaduti tante cose in Russia in questi mesi che ci stanno accompagnando alle elezioni. Li ripercorrerò in una serie di post di questo inizio d'autunno.

A cento e rotti giorni dalle elezioni, Putin inizia a rimescolare le carte nelle gerarchie del potere e a compillare l'elenco dei suoi eredi. Tanti nomi sono stati licenziati da un giorno all'altro, , salendo ogni giorno sempre più su sulla scala gerarchica, fino al primo ministro Fradkov, lo stagista perenne di Putin.

E' stato cambiato anche il capo della Commissione elettorale. La nuova commissione elettorale ha già annunciato che nel 2008 ci sarà qualche piccola modifica nella scheda elettorale. La nuova scheda sarà sul modello del gratta-e-vinci: vai nella cabina elettorale, gratti con la monetina e scopri il nome del futuro presidente russo.

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