Pubblicato dal 2003 in Bologna.

Eccomi

Blogger: Serghei24
Eccomi e sono shoccato. L'Unione Sovietica è tornata: i carri sulla piazza Rossa sono tornati! L'inno è tornato! Bandiere, stelle, stellette, falci e martelli che spuntano dall'insalata con il planisfero dietro, sono tornati. E' tutto tornato! Accendete la musica, cantate a squarciagola. E' una grande festa. E' una festa sovietica. E' un Soviet Party!

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lunedì, dicembre 17, 2007
Sulle scuole di pensiero e cartone colorato

Prima di tornare a commentare le elezioni parlamentari in Russia e l'annuncio di Putin su chi sarà il suo successore (Medvedev), vorrei tracciare un quadro generale di ciò che sta accadendo in Russia e su quali sono le scuole di pensiero per il futuro della nazione più grande del mondo, nonchè il PRIMO esportatore mondiale di gas e secondo di petrolio.

Si possano individuare due scuole di pensiero fra gli osservatori più attenti (ciò non questo blog :)

La prima è la teoria Kapussiana dal KPSS il partito comunista dell'Unione Sovietica. Questa teoria sostiene che Putin diventerrà una specia di "padre della nazione", "leader nazionale" ed ettichette simili. Sarà lui, attraverso il partito Russia Unita il centro de facto del potere politico, amministrativo russo. Mentre gli organi costituzionali Duma, il Presidente, i Ministri saranno svuotati da ogni potere e funzione reale. Si ritornerebbe, dunque, ad una sorte del partito unico, con un leader unico - come fu il KPSS e il suo segretario generale - che svolge con continuità, informalmente la politica della Russia. I sostenitori di questa scuola di pensiero affermano che Putin non ha scelto, pur avendone avuto tutte le possibilità, di rimanere per il terzo mandato, perchè tanto sapeva che entro breve le leve reali del potere sarebbero passati da tutta un'altra parte.

La seconda teoria è quella del "trono dello zar", cosi definita dal New York Times. Questa scuola di pensiero sostiene che avendo distrutto ogni sistema di bilanciamento costituzionale all'istituto del Presidente, chiunque occupi quel posto automaticamente si ritrova nella stanza dei bottoni e diventa il vero fautore del corso politico del paese. Per contro, chiunque ne venga allontanato o si allontani perde ogni potere reale e cadrà nel dimenticataio e da lì ai libri di storia. I sostenitori di questa scuola indicano in Putin stesso l'esempio più lampante del "trono dello zar". Nato dal nulla, selezionato dalla famiglia di Eltsin a cui avrebbe dovuto teoricamente servire, appena insediatosi sul "trono" ha sbaraccato la vecchia russia portando avanti una propria politica, i suoi uomini, il suo business. Eltsin, invece, è sparito dalla scena nazionale e internazionale in giro di pochi mesi, faccendo tornare parlare di se solo per la sua morte.

Queste teorie non sono solo un diletto di politologia. Queste teorie danno una risposta concreta a chi guardare per capire il futuro corso del gigante.

Se guardare a Medvedev e alla sua agenda, oppure neanchè distogliere lo sguardo da Putin: in un paese dove i partiti sono di cartone colorato, perchè anche la Presidenza può non diventarlo? 

Postato da: Serghei alle 20:41 | link |
russia, putin, medvedev, elezioni duma, russia unita, elezioni presidente russia 2008

martedì, novembre 20, 2007
Lo Spot CENSURATO

Il 2 dicembre in Russia si tengono le elezioni per la Duma, la camera bassa del parlamento. L’OSCE è stata tenuta fuori dal paese, nonostante tutte le promesse di Putin stesso. A chi sta protestando per le elezioni che si tengano senza osservatori, si risponde che tanto vale chiamare direttamente la CIA ad immischiarsi nel risultato elettorale. Strana tecnica, questa, di affibbiare un accusa ad un ente (o persona fisica, fa lo stesso), non suffragarla da prove in alcun modo, ripeterla ovunque e in ogni modo come cosa scontata. Questa tecnica di comunicazione demagogica, in Russia, si usa per tutti da Hodorkovskij ieri, a OSCE oggi, al Papa domani, se gli eventi lo rendano necessario. L’etichettato poi dovrà dimostrare di essere innocente ed estraneo. In questo periodo tocca al OSCE essere una filiale della CIA.
 
Quando un governo parla con la demagogia, c’è una sola ragione. Sono finiti i contenuti. Se non ci sono contenuti e fatti da schierare a sostegno proprio e della propria opera, non rimane che ricorrere alla demagogia.
 
Così ci apprestiamo a tenere le elezioni senza osservatori con un partitone senza ideologia alcuna, che fa da opposizione a se stessa, pronto ad incassare una forte affluenza al voto e una preferenza bulgara (tanto chi potrà smentire? Dai, facciamo come alle ultime legislative cecene: vinciamo col 110%). Per non sollevare imbarazzanti domande alle conferenze stampe da parte di giornalisti stranieri, sono stati creati all’uopo diversi partiti civetta che arricchiranno coi loro ricchi simboli la colorata scheda elettorale.
 
Insomma, al Cremlino tutto bene, tutti stanno bene.
 
Solo che no! Bisogna imbarbonirsi a lottare con un piccolo partitino da 0.50%. SPS, l’alleanza delle forze della destra, l’unico partito non di facciata è letteralmente perseguitato. Il primo giorno di campagna elettorale ufficiale, si sono visti sequestrare 3.000.000 di volantini appena stampati. Nessuna motivazione: vai e dimostra che è illegale. Tempo e soldi per stamparne altri, non c’è.
 
I giornali si rifiutano di prendere le loro inserzioni elettorali. Spiegazioni kafkiani dati da direttori imbarazzati. Il motto – spiega Bugarin – “Russia Unita oggi è il PCUS di ieri; Putin oggi è Breznev di ieri” è stato rifiutato “perché in violazione del diritto d’autore”. “Non avevamo chiesto a Putin il permesso per usare il suo nome” – spiega Bugarin. Questo blog, ho paura, ha macinato miliardi di violazione del diritto d’autore. Mi sa che devo mandare una mail a Putin per avvisarlo.
 
Della tv neanche a parlarne. I canali federali neanche furono contatti. Quelli regionali – tutti – e voi sapete quando è grande la Russia e quante regioni ha, hanno rifiutato i spot elettorali. Diversi sono stati definiti “estremistici” e segnalati alla magistratura.
 
Uno di questi spot estremistici lo posto qui sopra e domani ci faccio la traduzione.
 
Avrebbero potuto lasciar parlare lo 0,50%, anche solo per rendere meno soporifera questa campagna elettorale. Avrebbero potuto lasciar parlare lo 0,50% anche solo per rendere più credibile la storia delle elezioni democratiche. (Altrimenti come spiegare, alla famosa conferenza stampa che tutti i partiti dell’arco costituzionale si accalcano ad amare Putin?)
 
Invece no. Lo 0,50% deve tacere. Per quanto minoritario la sua voce ricorda straordinariamente la voce dei fatti, che tanto si è brigato a spegnere. Ma la voce dei fatti, si sa, è testarda. E non si censura essendo sotto gli occhi di tutti.

Postato da: Serghei alle 00:18 | link |
russia, putin, elezioni 2008, duma, russia unita, sps