
Eccomi e sono shoccato. L'Unione Sovietica è tornata: i carri sulla piazza Rossa sono tornati! L'inno è tornato! Bandiere, stelle, stellette, falci e martelli che spuntano dall'insalata con il planisfero dietro, sono tornati. E' tutto tornato! Accendete la musica, cantate a squarciagola. E' una grande festa. E' una festa sovietica. E' un Soviet Party!
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Si è diffusa in Russia a macchia d'olio, con casi quasi giornalieri, la sindrome dell'accerchiamento da spie. Per una intera settimana sono stati "smascherati" tentativi dei servizi segreti brittanici ed americani di "reclutare" gente, fregare informazioni, spargere panico. E' cosi non solo il sospettato numero uno per l'omicidio di Litvenenko, di cui la Gran Bretagna reclama con caparbietà l'estradizione, ha dichiarato che i servizi segreti brittanici lo hanno tentato di reclutare. Ma Litvenenko stesso per i giornalisti delle tv di stato era una spia inglese, notizia talmente ovvia che nessuno fin'ora ha sentito la necessità di dimostrarla.
E poi un tizio una mattina si presenta nella hall del palazzo del ex kgb, ora fsb, e si dichiara vittima "dei servizi segreti brittanici" che lo avrebbero perseguitato nel tentativo di reclutarlo. Anzi che essere accompagnato alla porta, il suddetto personaggio viene portato a trionfo sui tg di stato, mentre FSB dichiara di aver verificato e di aver trovato "serie" possibilità che questo povero cristo disocupato fosse di qualunque interesse per i servizi segreti brittanici.
Giornali come Izvestia, non tabloid da strada, hanno poi collegato diverse morti accadute a Mosca con il tentativo dei servizi segreti di sua maestà di "eliminare i testimoni delle proprie attività". Inutile dire che anche qui di prove non se ne sono viste, e il caso si sgonfiò come una bolla di sapone.
Infine notizia fresca fresca è che il tribunale americano che aveva inquisito da tempo Adamov, ex responsabile settore energia nucleare russo, per corruzioni e tangenti, accusandolo di aver intascato contributi per milioni di dollari destinati alla messa in sicurezza degli impianti, è stato prosciolto.
Ovviamente Adamov, appena uscita dal carcere, ha dichiarato, creduto in Russia, che il suo processo è stato una montuatura unicamente "per reclutarlo come spia". Che è stato minacciato che se non avesse collaborato rivelando fantasiosi piani di collaborazione segreta nucleare russo iraniani, sarebbe stato condanato a sessant'anni di carcere e altre indicibili crudeltà.
Lui, si capisce, corraggiosamente non cedette e Dio sa perchè è stato prosciolto.
Manca in questi teoremi la comprensione basilare del funzionamento della società occidentale. Le storie che sono costruite in Russia, li si riconosce facilmente. Hanno alla base una mentalità russa. Solo in Russia è possibile che un cittadino venga arrestato e l'arresto funga da "ricatto" per una eventuale estorsione di notizia da parte di FSB. Solo in Russia è possibile che i servizi segreti uccidono la gente per essere sicuri di eliminare i testimoni.
Inventandosi tutte queste storielle sui servizi segreti occidentali, storielle confenzionati alla FSB secondo una pratica collaudata dei tempi sovietici, FSB si guarda allo specchio e asscrive a coloro che vede nemici i propri diffetti, rivelando inquietanti dettagli su come lavora, ma sopratutto la paura che il suo tempo sia già passato.
Non si spiega, altrimenti, la necessità di invettarsi degli nemici immaginari per il pubblico, se non la paura e la consapevolezza di essere ormai un vecchio rottame dei tempi dell'URSS.